Lo Statuto

STATUTO

TITOLO I – GENERALITA’

Art. 1 – Denominazione e durata
E’ costituita un’Associazione culturale e ricreativa senza fine di lucro denominata “CONDIVIDIAMO”.
L’Associazione è retta dalle norme del presente Statuto.
L’Associazione avrà durata fino al 31 dicembre 2050 e potrà essere prorogata con deliberazione dell’Assemblea dei soci.

Art. 2 – Sede
L’Associazione ha sede legale a Firenze in Via Duca D’Aosta 20.
Il cambiamento di sede non costituisce una modifica statutaria e viene deliberato dall’assemblea ordinaria dei soci con la maggioranza assoluta dei voti.

TITOLO II – SCOPO E OGGETTO

Art. 3
L’Associazione è un centro permanente di vita associativa a carattere volontario e democratico la cui attività è espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo.
Essa opera per fini culturali, ricreativi e solidaristici con spirito altruistico per l’esclusivo soddisfacimento di interessi collettivi.
L’Associazione è democratica, apolitica ed è aperta a tutti coloro che si riconoscano negli intendimenti sociali da essa perseguiti.
Essa non ha alcun fine di lucro e pertanto vige il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
L’Associazione si propone di: sviluppare e diffondere la cultura del bere consapevole nella ricerca della qualità delle bevande alcoliche e del vino in particolare.
Per la realizzazione di quanto suesposto l’Associazione rivolgerà le proprie specifiche competenze ai campi della cultura, della comunicazione, della produzione, della conservazione, della degustazione e del recupero e salvaguardia delle tradizioni e dell’arte vitivinicola in generale.
In particolare per il conseguimento degli scopi statutari l’Associazione si propone di:

  1. favorire e organizzare manifestazioni culturali, ricreative, cinematografiche, rassegne, festival, conferenze, concorsi, premi saggi e ogni altra forma di manifestazione legata al vino, anche tramite conferenzieri, esperti o altro personale specializzato estranei all’Associazione;
  2. attivare iniziative degustative, scientifiche e culturali, anche in collaborazione con altri Enti, Associazioni e/o Scuole, in Italia e all’estero, nella sfera dell’aggregazione sociale e del tempo libero per la diffusione del bere consapevole;
  3. svolgere attività editoriale, curando la creazione e la gestione di siti internet, social o similari, la pubblicazione e diffusione gratuita di periodici, riviste, giornali, opere a carattere scientifico, materiale fonografico, informatico e audiovisivo, per la diffusione e divulgazione delle attività dell’Associazione;
  4. promuovere, organizzare ed eventualmente gestire corsi di didattica, master class di perfezionamento, seminari, stages, svolgere qualsiasi altra attività o servizio e ogni altra iniziativa atta a promuovere e a diffondere la conoscenza del bere consapevole;
  5. promuovere e favorire rapporti di collaborazioni con altre Associazioni, Enti e/o Organismi no profit e di volontariato sociale;
  6. avviare ricerche di storia locale, salvaguardia del patrimonio agricolo, riscoperta di valori di produzione del passato pubblicandone documenti originali, compiere studi e analisi, anche con eventuali rilevamenti statistici, sulle consuetudini di ieri e di oggi senza limiti territoriali;
  7. offrire un punto di riferimento orientativo e di consulenza per tutti gli appassionati della materia e proporsi come specifico punto di riferimento e/o come struttura di servizio per aziende, imprese, università, e in genere per enti pubblici e privati relativamente alla sua missione istituzionale.

L’Associazione potrà compiere ogni altra attività connessa o affine agli scopi sociali, nonché compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali di natura immobiliare, mobiliare, industriale e finanziaria, necessarie ed utili alla realizzazione di detti scopi e, in ogni modo, direttamente o indirettamente connesse ai medesimi.
L’Associazione potrà, in via accessoria, ausiliaria, secondaria, strumentale, in ogni caso marginale, svolgere attività commerciale per il raggiungimento degli scopi sociali.
L’Associazione destinerà i fondi raccolti per la realizzazione dei fini sociali.

TITOLO III – SOCI

Art. 4 – Ammissione dei soci
Il numero dei soci è illimitato.
Possono essere soci dell’Associazione le persone fisiche, le Associazioni e gli enti che ne condividano gli scopi e che si impegnino a realizzarli.
E’ esclusa l’adesione temporanea del socio al rapporto associativo, sotto qualsiasi forma, fermo restando in ogni caso il diritto di recesso.
L’Associazione è formata da:

  • soci fondatori;
  • soci ordinari;
  • soci sostenitori;
  • soci benemeriti;
  • soci onorari;

Si considerano soci fondatori le persone fisiche o giuridiche che abbiano partecipato all’atto costitutivo dell’Associazione.
Possono essere soci ordinari tutti i cittadini, italiani o stranieri, interessati alla realizzazione dello scopo sociale dell’Associazione.
La qualifica di socio sostenitore viene riconosciuta dal Consiglio Direttivo alle persone fisiche e/o giuridiche che elargiscano, per la quota associativa, un contributo maggiore di quello fissato per il socio ordinario.
Il socio benemerito è la persona fisica e/o giuridica che prenda l’impegno di dotare periodicamente l’Associazione di determinati mezzi finanziari per il raggiungimento degli scopi statutari.
Su proposta del Consiglio Direttivo, l’Assemblea può designare quali soci onorari personalità eminenti che s’ispirino agli ideali dell’Associazione. La designazione ha carattere permanente. I soci onorari sono esonerati dal versamento di quote annuali.
La domanda di adesione all’Associazione deve essere redatta per iscritto e deve contenere la dichiarazione di impegno ad attenersi al presente statuto e a osservarne gli eventuali regolamenti e delibere adottate dagli organi dell’associazione.
In caso di domanda di ammissione a socio presentate da minorenni, le stesse dovranno essere controfirmate dall’esercente la potestà parentale.
Sulla domanda di adesione, fatti gli opportuni accertamenti, delibera discrezionalmente il Consiglio Direttivo, a maggioranza dei suoi membri; l’eventuale deliberazione di rigetto della domanda dovrà essere adottata con decisione motivata.
L’ammissione viene comunicata a mezzo lettera, mail o pec.
Qualora la domanda di adesione non sia accolta, l’interessato può ricorrere al Collegio dei Probiviri.

Art. 5 – Diritti e obblighi
L’Associazione è ispirata a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti i soci.
I soci partecipano a pieno titolo alla vita dell’organizzazione e contribuiscono a determinarne le scelte e gli orientamenti.
La qualifica di socio da diritto:
– a partecipare a tutte le attività promosse dall’associazione;
– a partecipare alla vita associativa, esprimendo il proprio voto nelle sedi deputate, in particolare in merito all’approvazione e modifica delle norme, dello statuto ed eventuali regolamenti e alla nomina degli organi dell’associazione;
– a godere dell’elettorato attivo e passivo.
L’appartenenza all’Associazione ha carattere libero e volontario ma impegna tutti i soci al rispetto delle deliberazioni prese dai suoi organi, secondo le competenze statutarie.
I soci sono tenuti:
– all’osservanza dello statuto, di tutti i regolamenti che saranno emanati dall’Assemblea dei Soci e delle deliberazioni assunte dagli organi sociali;
– al pagamento delle quote sociali.
Non è ammessa la trasmissibilità della quota associativa né una sua rivalutazione.

Art. 6 – Contributi dei soci
I soci sono obbligati a versare un contributo associativo annuale stabilito in funzione dei programmi di attività.
Tale quota dovrà essere determinata annualmente per l’anno successivo con delibera del Consiglio Direttivo.
La quota sociale deve essere versata entro e non oltre il termine del 30 giugno di ogni anno e non è mai rimborsabile.

Art. 7 – Perdita della qualità di socio
La qualifica di socio si perde per scioglimento dell’Associazione, recesso, esclusione o per causa di morte.
In caso di recesso, le dimissioni da socio dovranno essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo con la restituzione della tessera sociale.
L’esclusione sarà deliberata dal Consiglio Direttivo nei confronti del socio:
a) che non ottemperi alle disposizioni del presente Statuto, degli eventuali regolamenti e delle deliberazioni adottate dagli organi dell’associazione;
b) che, senza giustificato motivo, si renda moroso per un periodo di due mesi del versamento del contributo annuale;
c) che svolga o tenti di svolgere attività contrarie agli interessi dell’associazione;
d) che tenga un comportamento contrario alle finalità dell’Associazione e che, in qualche modo, arrechi danni gravi, anche morali, all’Associazione.
Il provvedimento del Consiglio Direttivo deve essere comunicato ai soci destinatari e deve essere ratificato dalla prima assemblea ordinaria che sarà convocata. Nel corso di tale assemblea, alla quale deve essere convocato il socio interessato, si procederà in contraddittorio con l’interessato a una disamina degli addebiti.
Il socio che non intenda accettare l’esclusione dall’Associazione potrà ricorrere al Collegio dei Probiviri entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione dell’esclusione.
L’esclusione diventa operante dall’annotazione nel libro soci.
La qualifica di socio si perde per decesso del socio se persona fisica o scioglimento del socio se persona giuridica o altro ente collettivo.
I soci che abbiano cessato, per qualsiasi motivo, di far parte dell’Associazione non possono ripetere i contributi versati, né hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

TITOLO IV – FONDO COMUNE

ART. 8 – Patrimonio
Il fondo comune è costituito dai contributi associativi, da eventuali oblazioni, contributi o liberalità, eredità, donazioni e legati che pervenissero all’Associazione per un miglior conseguimento degli scopi sociali; da eventuali avanzi di gestione e da tutte le altre entrate che possono provenire all’Associazione nello svolgimento delle sue attività. Costituiscono inoltre il fondo comune tutti i beni acquistati con gli introiti di cui sopra.
Il fondo comune non è mai ripartibile fra i soci durante la vita dell’Associazione né all’atto del suo scioglimento.

Art. 9 – Esercizio sociale
L’anno sociale e l’esercizio finanziario vanno dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale il Consiglio Direttivo deve predisporre il bilancio consuntivo e preventivo da presentare all’assemblea degli associati. Il bilancio deve essere approvato dall’assemblea degli associati entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio.

TITOLO V – ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 10 – Organi dell’Associazione
Sono organi dell’Associazione:
a) l’Assemblea degli Associati;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Presidente;
d) il Vice-Presidente
e) Il Collegio dei Probiviri;
f) Il Collegio dei Revisori dei Conti.
L’elezione degli Organi sociali non può essere, in alcun modo, vincolata o limitata ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato.
Per l’assolvimento dei compiti d’istituto o per la trattazione dei problemi specifici possono essere costituite Commissioni permanenti o Commissioni a tempo determinato, composte di soli associati, da soli esperti esterni, ovvero a composizione mista. I criteri per la nomina e per il funzionamento delle commissioni sono stabiliti dal regolamento di applicazione del presente statuto. Il Consiglio Direttivo darà comunicazione all’Assemblea delle Commissioni istituite nella prima riunione successiva all’istituzione.

Art. 11 – Assemblea
L’Assemblea generale dei soci è il massimo organo deliberativo dell’Associazione ed è convocata in sessioni ordinarie e straordinarie.
Essa è l’organo sovrano dell’Associazione e delle decisioni da essa assunte provvede il Consiglio Direttivo.
La convocazione dell’assemblea viene effettuata dal Presidente del Consiglio Direttivo e pubblicizzata mediante avviso da affiggersi nei locali della sede sociale almeno venti giorni prima dell’adunanza, contenente l’ordine del giorno, il luogo (nella sede o altrove), la data e l’orario della prima e della seconda convocazione.
L’Assemblea deve essere convocata presso la sede sociale o altrove, purché in Italia.
L’assemblea ordinaria:
a) approva il bilancio annuale consuntivo e preventivo;
b) procede alla nomina del Consiglio Direttivo, del Presidente, del Vice – Presidente,
del Collegio dei Probiviri e del Collegio dei Revisori dei Conti;
c) delibera su tutti gli altri oggetti attinenti alla gestione dell’Associazione riservati alla sua competenza dal presente statuto o sottoposti al suo esame dal Consiglio Direttivo;
d) approva gli eventuali regolamenti;
e) delibera l’esclusione dei soci.
Essa ha luogo almeno una volta all’anno entro i quattro mesi successivi alla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del bilancio sociale.
L’assemblea si riunisce, inoltre, quante volte il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto, con indicazione delle materie da trattare, da almeno un decimo degli associati.
In questi ultimi casi la convocazione deve avere luogo entro venti giorni dalla data della richiesta.
L’assemblea, di norma, è considerata straordinaria quando si riunisce per deliberare sulle modificazioni dello statuto, sulla trasformazione, sulla fusione e sullo scioglimento dell’associazione nominando i liquidatori.
In prima convocazione l’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita quando siano presenti la metà più uno degli associati.
In seconda convocazione, a distanza di almeno un giorno dalla prima convocazione, l’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli associati intervenuti o rappresentati.
Nelle assemblee hanno diritto al voto gli associati maggiorenni in regola con il versamento della quota associativa.
Le modalità di votazione seguono il principio del voto singolo: una testa, un voto.
Ogni socio può rappresentare in assemblea, per mezzo di delega scritta, non più di tre associati.
Le delibere delle assemblee sono valide, a maggioranza assoluta dei voti, su tutti gli oggetti posti all’ordine del giorno, salvo le deliberazioni concernenti le modifiche dello Statuto, la trasformazione, la fusione e lo scioglimento dell’Associazione, per le quali occorrerà il voto favorevole di almeno i tre quinti (3/5) degli associati.
Al fine del calcolo del quorum costitutivo si tiene conto solo degli associati aventi diritto al voto.
L’assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione e in sua assenza dal Vice Presidente o dalla persona designata dall’assemblea stessa.
La nomina del segretario verbalizzatore è fatta dal Presidente dell’assemblea.
Le deliberazioni dell’assemblea devono constare del verbale, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Art. 12 – Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo è formato da un minimo di tre a un massimo di cinque membri scelti fra gli associati.
A discrezione dell’Assemblea il numero dei membri del Consiglio Direttivo può essere portato da cinque a sette ed anche di più purché in numero dispari.
I componenti del Consiglio restano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Per i primi sei anni dalla costituzione, obbligatoriamente dovrà essere composto per la maggioranza da soci fondatori.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno un terzo dei suoi componenti.
La convocazione è fatta mediante avviso contenente l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo dell’adunanza nonché dell’elenco delle materie da trattare inviato a mezzo telefax, sms o e-mail almeno tre giorni prima di quello fissato per l’adunanza.
La riunione sarà validamente costituita, pur in mancanza di preventiva convocazione, qualora intervengano tutti i consiglieri in carica e l’intero collegio dei revisori dei conti, se nominato.
Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o in caso di sua mancanza o impedimento dal Vice Presidente; in mancanza di entrambi dal Consigliere più anziano anagraficamente.
Le sedute sono valide quando intervenga la maggioranza dei componenti.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti.
Di ogni seduta viene redatto il relativo verbale.
Le riunioni del Consiglio Direttivo possono essere tenute anche mediante audio-conferenza, teleconferenza o altro mezzo idoneo, anche informatico, condizionatamente al fatto che siano garantiti: l’individuazione del luogo di riunione ove saranno presenti almeno il Presidente e il Segretario della riunione; l’identificazione dei partecipanti alla riunione; la possibilità degli stessi di intervenire nel dibattito sugli argomenti all’O.d.G., nonché di visionare o ricevere documentazione e di poterne trasmettere.
Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione dell’associazione.
Spetta pertanto fra l’altro, a titolo esemplificativo, al Consiglio:
a) determinare l’ordine del giorno delle Assemblee e curare l’esecuzione delle deliberazioni assembleari;
b) redigere il bilancio preventivo e quello consuntivo;
c) compilare gli eventuali regolamenti interni;
d) stipulare tutti gli atti e contratti inerenti all’attività sociale;
e) deliberare circa l’ammissione, il recesso e l’esclusione degli associati;
f) nominare i responsabili delle commissioni di lavoro e delle branche di attività in cui si articola la vita dell’associazione;
g) compiere tutti gli atti e le operazioni per la corretta amministrazione dell’associazione che non siano spettanti all’assemblea dei soci, ivi compresa la determinazione della quota associativa annuale;
h) visionare ed eventualmente approvare richieste di acquisto di materiale per l’attività sociale, ordinare il relativo materiale ai fornitori .
In caso di mancanza di uno o più componenti come pure in caso di decadenza della carica dovuta ad assenze ingiustificate per almeno tre volte consecutive, il Consiglio provvede a sostituirli, con altri Soci che rimangono in carica fino alla successiva assemblea cui spetterà deliberare l’eventuale ratifica.
Se viene meno la maggioranza dei membri, quelli rimasti in carica devono convocare l’assemblea perché provveda alla nomina di un nuovo Consiglio.

Art. 13 – Presidente
Il Presidente ha la rappresentanza e la firma legale dell’Associazione.
Il Presidente viene eletto tra i soci fondatori salvo rinuncia espressa di questi ultimi o mancanza di soci fondatori.
In caso di assenza o d’impedimento le sue mansioni sono esercitate dal Vice Presidente.
In caso di urgenza il Presidente può esercitare i poteri del Consiglio Direttivo; in tal caso il suo operato sarà soggetto a ratifica da parte del Consiglio Direttivo nella prima riunione successiva.
In caso di dimissioni, spetta al Vice Presidente convocare entro trenta giorni l’Assemblea per l’elezione del nuovo Presidente.

Art. 14 – Vice – Presidente
Il Vice – Presidente coadiuva il Presidente e lo sostituisce in caso di sua assenza o impedimento.

Art. 15 -Collegio dei Probiviri
Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri nominati dall’Assemblea degli associati, tra i soci o tra soggetti esterni. I componenti del Collegio durano in carica tre anni e possono essere rieletti. Non possono essere nominati a far parte del Collegio i componenti del Consiglio Direttivo o del Collegio dei Revisori Contabili.
Il Collegio elegge nel suo seno un Presidente, il quale ha il compito di convocare le riunioni ed è il destinatario delle comunicazioni dell’Assemblea dei Soci e degli associati.
Il Collegio deve controllare e garantire l’applicazione dello Statuto e dirimere i contrasti sorti in seno all’Associazione. Svolge funzioni di collegio arbitrale per ogni e qualsiasi controversia che dovesse insorgere tra uno o più associati e l’Associazione, adottando le proprie decisioni irritualmente e secondo equità.
Il Collegio dei Probiviri è tenuto a esprimere il suo giudizio entro due mesi dal momento in cui gli viene chiesto, dandone notizia per iscritto alle parti aventi causa e all’Assemblea dei Soci.
Il giudizio del Collegio è insindacabile.
Gli associati s’impegnano pertanto ad accettare preventivamente le decisioni del Consiglio, decisioni che saranno parimenti ritenute impegnative per il Consiglio Direttivo e la stessa Associazione.

Art. 16 – Collegio dei Revisori dei Conti
Nelle ipotesi e con le modalità previste dalla legge, è nominato obbligatoriamente dall’Assemblea dei Soci, un Collegio dei Revisori dei Conti, composto da tre membri effettivi, di cui uno svolgerà le funzioni di Presidente, e due supplenti, scelti tra gli iscritti nel Registro dei Revisori Legali.
Al di fuori delle ipotesi previste dalla legge la nomina del Collegio dei Revisori dei Conti è demandata alla decisione discrezionale dell’Assemblea dei Soci.
La nomina si perfeziona con l’accettazione della carica, entro quindici giorni dalla notizia, da parte dei membri del Collegio; in difetto si provvederà a sottoporre una nuova nomina all’Assemblea dei Soci.
Il Collegio dei Revisori deve partecipare alle adunanze dell’Assemblea dei Soci e del Consiglio Direttivo, senza avere voto deliberativo. Dura in carica tre anni ed è rieleggibile.
Al Collegio è demandata anche la revisione legale dei conti.
Il Collegio svolge funzioni di controllo contabile e amministrativo, esercitando i poteri previsti dalla legge; deve riunirsi almeno una volta ogni tre mesi; redige inoltre la relazione annuale sui conti consuntivi e preventivi, da sottoporre all’esame dell’assemblea che approva il bilancio.
Delle adunanze viene redatto verbale da trascrivere nel libro verbali.
Qualora, per decadenza, dimissioni o altra causa, venga a mancare un membro del Collegio, subentrano i supplenti in ordine di età, che restano in carica fino alla prossima assemblea, la quale provvederà a nominare i sindaci effettivi e supplenti necessari per integrare il Collegio. I membri così nominati scadono insieme con quelli in carica all’atto della loro nomina.
L’Assemblea, in sostituzione dell’organo collegiale, può nominare un Revisore Unico che deve essere iscritto al Registro dei Revisori Legali.

TITOLO Vi – SCIOGLIMENTO E DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 17 – Scioglimento
Lo scioglimento dell’associazione deve essere deliberato dall’assemblea straordinaria con il voto favorevole di almeno i tre quinti degli associati aventi diritto di voto. In caso di scioglimento dell’associazione sarà nominato un liquidatore, scelto anche fra i non soci, che curi la liquidazione di tutti i beni mobili e immobili ed estingua le obbligazioni in essere.
L’assemblea, all’atto di scioglimento dell’associazione, delibererà, sentito l’organismo di controllo preposto di cui all’art. 3, comma 190, della legge n. 662 del 23 dicembre 1996, in merito alla destinazione dell’eventuale residuo attivo dell’associazione.
Tutti i beni residui dovranno essere devoluti ad altre associazioni che perseguano finalità analoghe, quali la promozione e lo sviluppo di attività culturali analoghe a quelle richiamate nell’articolo 3 del presente Statuto, oppure a fini di pubblica utilità, fatta salva diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 18 – Pubblicità e trasparenza degli atti sociali
Oltre alla regolare tenuta dei libri sociali (Assemblea, Consiglio Direttivo, Soci), deve essere assicurata una sostanziale pubblicità e trasparenza degli atti relativi all’attività dell’associazione, con particolare riferimento ai bilanci o rendiconti annuali.
Tali documenti sociali, conservati presso la sede sociale, devono essere messi a disposizione dei soci per la consultazione; chi desidera avere copia dei documenti dovrà farsi carico delle relative spese.

Art. 19 – Norma finale
Per quanto non è espressamente contemplato dal presente statuto, valgono, in quanto applicabili, le norme del codice civile e le disposizioni di legge vigenti.