“SFIDA FAMILIARE ” AL CASTELLO DI AMA

Nel mese di giugno di quest’anno si à tenuta presso l’azienda toscana Castello di Ama una sfida tra il vino “Vigneto Bellavista” ed il vino “Vigneto La Casuccia”, alla quale hanno partecipato circa una trentina di persone tra clienti, importatori ed amici. Gli unici giornalisti presenti sono stati solamente Ernesto Gentili ed io. L’azienda Castello di Ama è un’azienda ubicata nel borgo onomino nel Comune di Gaiole in Chianti in provincia di Siena. Chi gestisce in toto l’azienda fatta da più soci sono i coniugi Lorenza Sebasti e Marco Pallanti.
Si tratta di due persone stupende che amano il loro lavoro, l’azienda ed i loro vini.
Lorenza e Marco sono anche appassionati di arte moderna, pertanto sono contornati non solo di appassionati di vino ma anche di appassionati di arte. Andare a trovarli è una gioia immensa perché si ha l’occasione di incontrarli di stare con loro, di rivedere l’azienda, e le opere d’arte che la stessa custodisce, di mangiare alla loro squisita tavola e di bere i loro stupendi vini.
Ogni anno, da alcuni anni, Marco e Lorenza invitano, presso la loro azienda, un artista di fama internazionale che crea una propria opera alla quale viene riservata una propria ubicazione opera che rimane per sempre presso l’Azienda. Andare a trovarli, lo ripeto, arricchisce sotto ogni aspetto.
Qualche tempo prima dell’evento mi telefona Lorenza per invitarmi a questa sfida familiare, mai fatta prima, sfida che incuriosiva sia lei che Marco, perché avevano il desiderio di conoscere anche il parere di due amici opinionisti del vino.
Come potevo non andare? Le sfide sono pane per i miei denti!
Mi sono recato all’evento insieme all’amico Francesco Tanzi esperto e responsabile del settore vini della Casa d’Aste Pandolfini di Firenze e Milano.
Il Castello di Ama è un’azienda importante a livello mondiale, produce dei vini che rispecchiano pienamente il territorio toscano. Ricordo che l’azienda produce un grande merlot in purezza “L’Apparita” che con l’annata 1987 sbaragliò in una degustazione bendata diversi illustri vini francesi.
Ricordo, inoltre, l’annata 1992 di questo vino, superiore alla più blasonata annata 1990. Il semplice Chianti Classico è un vino che non ti delude mai, prenderlo al ristorante è una garanzia di qualità e piacevolezza.
La mattina del 12 giugno siamo arrivati in azienda prima dell’orario stabilito per la degustazione che era  le 10.00, per salutare, con calma, Lorenza e Marco.
La degustazione si è tenuta dopo avere fatto un giro nell’azienda ed avere visto le opere d’arte presenti. E’ stato un inizio magnifico perché, secondo me, chi ama il vino ama il bello ed il piacere è quindi sensibile a tutto questo.
Desidero fare alcuni accenni sulla storia dell’azienda e dare alcune notizie sui vigneti Bellavista e Casuccia.
Negli anni settanta un piccolo gruppo di amici decise di acquistare la proprietà del borgo medievale ubicato su di un poggio a quasi cinquecento metri di altitudine per far rivivere a questo territorio lo splendore che aveva ai tempi del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, il quale in una sua opera scrisse: “Intorno al Castello di Ama vi sono le vigne più belle del Chianti, coltivate a meraviglia”.
Il Castello di Ama ha una superficie vitata di 76 ettari, che contornano il borgo, ad una altitudine tra i 450 ed i 550 metri sul livello del mare. I vigneti si spandono per circa tre chilometri suddivisi in quattro conche chiamate Bellavista, San Lorenzo, Casuccia e Montebuoni.
Il vigneto Bellavista, fu acquistato  nel 1972 ed ha un terreno argillo – calcareo per una superficie totale di circa 24 ettari con esposizione sud – sudovest. La produzione è iniziata con l’annata 1978 e viene prodotta come Cru di Chianti Classico “Bellavista” solo nelle migliori annate. Dal 1985 da una piccola parcella viene prodotto il merlot in purezza “L’Apparita”.
Il vigneto La Casuccia fu acquistato principalmente nel 1972. La superficie è di circa 18 ettari, il terreno è argilloso con consistente presenza di scheletro. L’esposizione del vigneto è ad ovest – sudovest. Il Cru di Chianti Classico “La Casuccia” viene prodotto dal 1985.
Il vigneto San Lorenzo fu acquistato nel 1972. La superficie totale è di circa venti ettari ed il terreno è calcareo con presenza di scisti argillosi con una esposizione verso est- sudest.
Il vigneto Montebuoni, prende il nome dal paese che vi si affaccia, è stato acquistato nel 1997. La superficie è di circa 14 ettari ed ha una esposizione a sud – sudovest. Il terreno è argilloso nelle parti più basse e nelle pendici più alte è calcareo e sassoso.
Il Cru “La Casuccia” fa parte della Gran Selezione ed è composto per circa l’85% da uve Sangiovese e da circa il 15% di Merlot.
Questo vino viene prodotto in poche bottiglie il cui numero varia di anno in anno e viene prodotto solo nelle annate straordinarie.
Il Cru vigneto Bellavista fa parte anch’esso della Gran Selezione ed è prodotto con uve Sangiovese per circa l’80% e con uve Malvasia nera solo nelle grandi annate, con qualche migliaio di bottiglie.
I vini prodotti attualmente dall’Azienda sono i seguenti:
– Rosato IGT Toscana con uvaggio: Sangiovese 50%, Merlot 25% e Cabernet Franc 25%;
– Al Poggio IGT Toscana con uvaggio: Chardonnay 70% e Pinot Grigio 30%;
– Ama DOCG Chianti Classico con uvaggio Sangiovese 96% e Merlot 4%;
– Castello di Ama San Lorenzo DOCG Chianti Classico Gran Selezione con uvaggio Sangiovese 80% e Merlot e Malvasia Nera al 20%;
– Vigneto La Casuccia DOCG Chianti Classico Gran Selezione;
– Vigneto Bellavista DOCG Chianti Classico Gran Selezione;
– L’Apparita IGT Toscana Merlot 100%;
– Haiku IGT Toscana con uvaggio Sangiovese 50%, Merlot 25% e Cabernet Franc 25%.
Veniamo ora alla degustazione con la precisazione che tutti i vini sono stati serviti da bottiglie, in formato magnum.
Per quanto riguarda la larghezza del tannino è importante che faccia le precisazioni che seguono affinché possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente se il tannino è meno largo potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno di attenzione, ma il tannino come ho precisato, deve essere, in ogni caso, di buona qualità. Passiamo all’analisi dei vini degustati.

CASTELLO DI AMA
VIGNETO BELLAVISTA annata 1990
(Uvaggio: Sangiovese 81% e Malvasia Nera 19%)
Vendemmia della Malvasia Nera il 28 settembre ed il Sangiovese il 6 ottobre.
Ricordo che in generale si è trattato di un’annata importante.
Veste rosso granato intenso.
Registro olfattivo con profumi intensi di sella di cuoio, pepe nero e grafite seguiti da prugna secca, noce moscata, alloro, salvia, humus, per terminare con, lievi, sensazioni di foglie morte.
Gusto sapido e minerale con sapori di ciliegia candita e humus. Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato grazie ad una bella acidità ed al tannino che dominano, senza tentennamenti, la massa alcoolica. Il tannino è dolce, largo (6/6 -) inizialmente setoso, poi vellutato e nel finalissimo si sente un lieve bruciore sulla gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di tabacco dolce da pipa, con ciliegia essiccata.
Bel vino sempre ben vivo e con futuro.

95/100

CASTELLO DI AMA
VIGNETO LA CASUCCIA annata 1990
(Uvaggio: Sangiovese 80% e Merlot 20%)
Vendemmia del Merlot il 12 settembre ed il Sangiovese l’8 ottobre.
Manto rosso granato.
Bagaglio olfattivo variegato, regala toni di paglia, ciliegia matura, prugna, abbastanza secca, goudron, lievi di viola, liquirizia, menta per terminare con soffi di thé verde.
Bella bocca con corpo medio che poi tende un po’ ad allentarsi. Gusto di ciliegia un pochino aspra. Ricca freschezza che con il tannino non fanno sentire la massa alcoolica. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6), inizialmente setoso per poi lasciare un pochino di asciuttezza e far bruciare lievemente la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza gustativa, con finale di ciliegia.

90/100

CASTELLO DI AMA
VIGNETO BELLAVISTA annata 2001
(Uvaggio: Sangiovese 83% e Malvasia Nera 17%)
La Malvasia Nera è stata vendemmiata il 27 settembre, mentre il Sangiovese l’11 ottobre.
Bel rosso rubino trasparente, con trame granato.
Naso inebriante da profumi di ciliegia, grafite, chinotto, sella di cuoio, lievi di pepe nero, guscio duro di mandorla, terra, lievissimi di tartufo nero, per terminare con carezze dolci del confetto.
Bocca fine ed elegante con piacevoli sapori di prugna e ciliegia. Sapido e minerale con corpo medio.
Vino ben equilibrato con asse acido – alcool – freschezza in ottima armonia tra loro.
Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6), inizialmente setoso per poi nel finale far bruciare, lievemente, la gengiva superiore.
Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia e prugna.

94/100

CASTELLO DI AMA
VIGNETO LA CASUCCIA annata 2001
(Uvaggio: Sangiovese 81% e Merlot 19%)
Il Merlot è stato vendemmiato il 25 settembre mentre il Sangiovese l’11 ottobre.
Veste un lieve rosso granato con cuore rubino intenso.
Il ventaglio olfattivo si apre a note dolci, ciliegia candita, pelle in fine lavorazione, cipresso, menta, eucalipto, per terminare con piacevoli rimandi di pomodoro secco.
Sorso inizialmente strutturato, muscoloso che tende a perdere un po’ la sua consistenza e ad avere un corpo medio. Spalla acida e tannino guidano il comando gustativo. Il tannino è dolce, abbastana largo (5/6), inizialmente setoso per poi nel finale lasciare una lieve sensazione di bruciore sulla gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza gustativa, con finale di ciliegia matura.

92/100

CASTELLO DI AMA
VIGNETO BELLAVISTA annata 2004
(Uvaggio: Sangiovese 88% e Malvasia Nera 12%)
La Malvasia Nera è stata vendemmiata il 17 ottobre mentre il Sangiovese il 18 ottobre.
Colore rosso granato chiaro.
Elargisce al naso profumi di ciliegia, lievi di rosa rossa, menta, eucalipto, lievi di guscio duro della mandorla, prugna fresca, iuta, per finire con pizzichi di cioccolata.
Al gusto è fine ed elegante. Vino sapido e minerale con corpo sufficientemente medio. Buon equilibrio gustativo, con massa alcoolica dominata dalle sostanze dure. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 – -), inizialmente setoso per poi nel finale far sentire bruciare, lievemente, la gengiva superiore.
Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di ciliegia e finalissimo di viola.

93/100

CASTELLO DI AMA
VIGNETO LA CASUCCIA annata 2004
(Uvaggio: Sangiovese 82% e Merlot 18%)
Il Merlot è stato raccolto il 29 settembre mentre il Sangiovese l’8 ottobre.
Rosso granato chiaro.
Ampiezza aromatica varia ed accattivante, con profumi di ciliegia quasi candita, lievi di tabacco biondo da pipa con ciliegia essiccata, smalto di vernice, lievi di menta ed eucalipto, paglia, prugna, lievi di fico secco nero e mora matura.
Gusto ricco con sapori di frutta matura.
Il corpo è medio e l’asse acido – alcool – tannino è in perfetto equilibrio. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 -), vellutato e spesso. Molto lunga è la sua persistenza aromatica intensa, con finalissimo di viola e iuta.
Vino particolare, molto diverso dal Bellavista 2004 che ho definito fine, elegante con tannino setoso mentre La Casuccia 2004 è ricco, maturo, strutturato, con tannino spesso e vellutato e non setoso.
In ogni caso nonostante siano vini completamente diversi gli ho dato la stessa valutazione.

93/100

CASTELLO DI AMA
VIGNETO BELLAVISTA annata 2006
(Uvaggio: Sangiovese 90% e Malvasia Nera 10%)
Malvasia Nera raccolta il 5 ottobre ed il Sangiovese il 13 ottobre.
Rosso rubino con lievi toni granato.
All’olfatto ha profumi di pelle di conceria in fine lavorazione, intensi di pepe nero, noce moscata, menta, eucalipto, viola, lievi di alloro, conserva di pomodoro, appretto (amido spray per stirare), amido di riso bollito, dolci del confetto, prugna fresca, per terminare con soffi di ciliegia fresca.
Vino sapido e minerale con corpo abbastanza medio. La massa alcoolica è dominata dalla freschezza e dal tannino. Quest’ultimo è dolce, abbastanza largo (5/6 +), inizialmente setoso per poi nel finale asciugare, lievemente, la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza con finale di ciliegia e prugna succosa.

91/100

CASTELLO DI AMA
VIGNETO LA CASUCCIA annata 2006
(Uvaggio: Sangiovese 85% e Merlot 15%)
Il Merlot è stato vendemmiato il 15 settembre mentre il Sangiovese l’11 ottobre.
Rosso rubino con lievi bagliori granato.
Naso inizialmente timido che dopo poco si apre ad interessanti e piacevoli profumi di tartufo nero, ciliegia, intensi di prugna fresca, menta, eucalipto per terminare con lievi rimandi di zucchero filato.
Al gusto ha una bella struttura ed una piacevole fruttata succosità. Vino ben equilibrato con tannini dolci, abbastanza larghi (5/6 -) inizialmente vellutati per poi nel finale far sentire lievemente asciugare e bruciare la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale fruttato.
Nelle mie note conclusive ho scritto: “crudo in bocca, giovane e potente”.

93/100

CASTELLO DI AMA
VIGNETO BELLAVISTA annata 2007
(Uvaggio: Sangiovese 90% e Malvasia Nera 10%)
La vendemmia della Malvasia Nera è del 24 settembre mentre quella del Sangiovese è del 7 ottobre.
Veste un bel rosso rubino.
Registro olfattivo con matrice tipica del sangiovese eccezionale e cioè con profumi intensi di nocciolina tostata seguiti da sentori speziati di pepe nero e noce moscata e balsamici di menta ed eucalipto. Il percorso olfattivo prosegue con note di ciliegia, iuta, lievi di radice di rabarbaro, prugna fresca, lievi di viola, ciliegia spremuta per terminare con dei piacevoli soffi di cassetto di medicina.
Assaggio sapido e minerale con sapori di radice di rabarbaro e di intesa e piacevole viola.
Vino equilibrato rispetto alla massa alcoolica che è sottomessa. Il tannino non è molto largo (4/6 ++) è dolce, inizialmente vellutato per poi asciugare un po’ la gengiva superiore.
Lunga è la sua persistenza con finale un po’ amarognolo che ricorda un po’ la radice di rabarbaro.

91/100

CASTELLO DI AMA
VIGNETO LA CASUCCIA annata 2007
(Uvaggio: Sangiovese 86% e Merlot 14%)
Vendemmia del Merlot il 18 settembre e quella del Sangiovese il 6 ottobre.
Colore rosso rubino con lievi bagliori aranciati.
All’olfatto esprime profumi di ciliegia, lievi di pelle in fine lavorazione di conceria, menta, eucalipto, prugna, lievemente, matura, dolci del confetto, per terminare con il profumo tipico del bel merlot quando è ancora giovane e cioè del cassetto di medicine.
In bocca si stente un corpo medio ed un vino con perfetto equilibrio. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 -) spesso è vellutato.
Lunga è la sua persistenza aromatica con finale lievemente amarognolo come il Bellavista 2007.

90/100

CASTELLO DI AMA
VIGNETO BELLAVISTA annata 2011
(Uvaggio: Sangiovese 88% e Malvasia Nera 12%)
Malvasia Nera raccolta il 7 settembre mentre il Sangiovese il 24 settembre.
Veste un bel rosso rubino con bagliori porpora.
Al naso emerge subito il dolce del confetto per poi virare su note, intense, speziate di noce moscata accompagnate dal pepe nero e da lieve chiodo di garofano. Seguono profumi di menta, eucalipto, chicchi piccoli di liquirizia, ciliegia, grafite, iuta per terminare con sussurri di pesca rossa pelosa.
Al gusto vira più sulla eleganza che sulla potenza.
Il corpo è sufficientemente medio, elegante, con sapori di ciliegia un po’ asprina.
Buon equilibrio gustativo rispetto all’alcool, mentre il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6- -) inizialmente setoso per poi nel finale far sentire bruciare, lievemente, la gengiva superiore. Vino con acidità in rilievo e con lunga persistenza gustativa, che fa notare tutta la sua esuberante gioventù.

91/100

CASTELLO DI AMA
VIGNETO LA CASUCCIA annata 2011
(Uvaggio: Sangiovese 89% e Merlot 11%)
Merlot raccolto il 6 settembre mentre il Sangiovese il 17 settembre.
Robe rosso rubino con bagliori porpora.
Si offre con profumi di ciliegia, lievi di pepe nero e noce moscata, menta, eucalipto, alloro, lampone, appretto (amido spray per stirare), lievi di fragola, iodio, lievi di zucchero filato, per terminare con accenni di salvia.
Vino con gusto sapido e minerale, con corpo medio. Perfetto equilibrio gustativo con spalla acida e tannino che sovrastano la massa alcoolica.
Il tannino è dolce, vellutato ed abbastanza largo (5/6 +). Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di ciliegia e lampone.

93/100

Si è trattato di una sfida quindi è giusto vedere le differenze tra i due vini.
Annata 1990: sicuramente il Bellavista mi è piaciuto nel suo complesso sia all’olfatto che al gusto e l’ho trovato ancora giovane con vita avanti a sé (95/100). La Casuccia bel vino ma con struttura che allenta un po’ la presa (90/100).
Annata 2001: il Bellavista è sapido e minerale e piacevole sia all’olfatto che al gusto con bocca fine ed elegante (94/100).
La Casuccia ha al naso una ciliegia molto matura ed una struttura inizialmente importante che poi allenta un po’ la presenza (92/100).
Annata 2004: il Bellavista (93/100) e La Casuccia (93/100) per me hanno raggiunto lo stesso punteggio anche se il primo ha frutta giustamente matura, è sapido e minerale ed è fine, elegante con tannino setoso ed il secondo ha frutta matura, è strutturato con tannino spesso e vellutato e non setoso.
Annata 2006: il Bellavista è sapido e mienrale con naso non completamente elegante, con un tannino non completamente setoso (91/100). La Casuccia ha un naso più nitido è un po’ crudo al gusto, ma giovane e potente (93/100).
Annata 2007: il Bellavista mi è piaciuto più al naso che al gusto. Gusto sapido e minerale con tannino un po’ deludente rispetto al solito (91/100). La Casuccia ha un buon naso ed un tannino nel suo insieme superiore per larghezza a quello del Bellavista (90/100).
Annata 2011: Bellavista con buon naso e struttura che vira più sull’eleganza che sulla potenza. Al gusto ha frutta un po’ aspra che rimarca ancora di più la generosa spalla acida (91/100).
La Casuccia ha bella frutta al naso ed una piacevole sapidità e mineralità che normalmente ho riscontrato nel Bellavista. Piacevole finale gustativo (93/100).
Devo rilevare che al gusto il Bellavista, per me, è sempre stato sapido e minerale al contrario del Casuccia ad eccezione dell’annata 2011 nella quale ho sentito solo La Casuccia, con sapidità e mineralità.
Si è trattato di una “sfida familiare” piacevole dove sono emersi caratteri diversi ma con stessa piacevole matrice.
Non ho riscontrato in tutti i vini degustati la pungenza di alcool ma ho sentito sempre il prevalere dell’acidità e del tannino sulla massa alcoolica.
Talvolta ho sentito piacevoli profumi e sapori floreali.
Con l’annata 2007 ho sentito al naso in entrambi i vini l’odore del cassetto delle medicine, tipico profumo per me del bel merlot quando è abbastanza giovane. Questo profumo l’ho sentito per la prima volta diversi anni fa quando ero all’inizio della mia piacevole vita enologica ad una cena al ristorante toscano “La Tenda Rossa” di Cerbaia, durante la quale gli attori erano i Merlot italiani più importanti e Marco Pallanti presentava il suo “Apparita”. Ricordo benissimo che il suo merlot era l’unico ad avere questo odore di cassetto di medicine. Per chi non lo sapesse se mettete diverse scatole di medicine in un cassetto e ce le lasciate per diversi mesi, quando aprite questo cassetto sentirete questo profumo.
Non posso fare altro che ringraziare Lorenza e Marco per avermi dato questa bella possibilità di potere sentire questi splendidi vini e di poterli bere durante il successivo pranzo consumato nel loro nuovo ristorante ubicato nel loro splendido borgo.

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