UN ECCEZIONALE VITIGNO ITALIANO: IL NEBBIOLO

3.5

Il barolo è fatto con uve nebbiolo. Si tratta di un vitigno eccezionale che a me piace accostare al pinot nero ed al sangiovese. In comune questi vitigni hanno, quando non sono contaminati da altri vitigni, il tenue colore, sentori floreali di violetta, sentori fruttati di ciliegia e lampone e nell’invecchiare acquisiscono sentori di prugna secca e fieno secco. Al gusto tutti e tre i vitigni hanno una copiosa freschezza ed una struttura di carattere, ma abbastanza delicata. Solo il pinot nero, a differenza degli altri due vitigni, ha un tannino meno deciso ma piacevolmente presente. Ovviamente questi sono concetti generali e non assoluti. Quando mi si chiede di parlare o di scrivere di vino divento un vulcano in eruzione e mi viene spontaneo di parlare o scrivere di tanti aspetti meravigliosi del vino. Mi sento di tornare bambino perché mi riempio di entusiasmo e di passione.

Molto spesso si sente dire che sono solo i vini francesi, in generale, a potere invecchiare mentre i nostri vini hannno poca longevità. Ciò non è vero perché abbiamo anche noi dei vini vecchi che sono tuttora piacevoli nonostante abbiano 60 anni.
Due anni fa, circa, ho degustato dei barolo degli anni ’30 che erano sempre abbastanza piacevoli, anche se avevamo raggiunto il traguardo della vitalità.
Consideriamo che i vitigni sangiovese e nebbiolo sono ricchi, non tanto di struttura ma di acidità mentre i vini, bordolesi hanno uvaggi con più struttura e minore acidità. Quando un vino invechcia perde struttura e quindi si sentono di più la massa alcoolica e la freschezza e quindi il vino rischia di perdere l’equilibrio gustativo che è alla base della piacevolezza. Ma non voglio andare oltre su questi argomenti che sono interessanti ma un po’ tecnici.
Potrei scrivere tante cose sull’esame ofattivo del vino che è di estremo interesse. Quando ci approcciamo ad un vino e lo analizziamo olfattivamente scopriamo un mondo che il nostro cervello conosce. Tutti noi abbiamo un magazzino olfattivo e solo con la dovuta attenzione riusciamo ad identificare un profumo conosciuto. Molte volte sentite dire: “hai ragione c’è il profumo di………., non ci avevo pensato, me lo hai detto te ed adesso lo sento anche io”. Non è facile individuare i profumi, ma è molto bello quando ci riusciamo.
Vi voglio raccontare una delle mie tante esperienze degustative di vino ed in particolare di una identica verticale di Barolo che ho fatto per due volte, ma quella che mi è rimasta più impressa è quella fatta con alcuni amici al Ristorante Silene a Pescina di Seggiano, in Toscana, ai piedi del Monte Amiata, a trenta minuti da Montalcino, dall’amico ristoratore Roberto Rossi. Abbiamo fatto la degustazione di cinque barolo dal 1971 al 1947 ma poi abbiamo mangiato degli eccellenti cibi nostrani cucinati in modo perfetto.
Prima di iniziare la descrizione della degustazione è opportuno che faccia le seguenti precisazioni in relazione alla larghezza del tannino. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore.
La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore.
Ovviamente se il tannino è meno largo, potrà essere per esempio 5/6 e così via.
La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono od alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno di attenzione, ma il tannino, come ho precisato, deve essere, in ogni caso, di buona qualità.
Il mercato internazionale purtroppo ha costretto diversi produttori, per ragioni economiche a mettere in commercio vini già abbastanza pronti e questo normalmente può andare bene per i vitigni bordolesi (cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, shiraz ed altri) ma non per il sangiovese e per il nebbiolo che notoriamente sono vini che necessitano di tempo per diventare più mansueti e meno nervosi e scontrosi.
Bere un vino vecchio è un grande piacere, io posso tranquillamente bere un barbaresco, un barolo, un sangiovese in purezza, un pinot nero (borgogna) vecchi, tranquillamente, con grande piacere, mangiando il pesce cotto sotto sale come pure con la pizza. Potrei scrivere ancora a getto, non so’ quanto, ma passiamo a questa incredibile esperienza di barolo vecchi.

Le note di degustazione integrali possono essere consultate previa registrazione e successivo abbonamento

Questo contenuto è riservato.

Effettuate il login per continuare la lettura! Per informazioni sull'accesso inviare una mail attraverso il modulo di contatto.

 

More from Paolo Baracchino

TENUTA DEL BUONAMICO

L’azienda Tenuta del Buonamico si trova in Toscana, nella provincia di Lucca...
Leggi tutto