BORDEAUX EN PRIMEUR ANNATA 2014 – Seconda Parte

Seconda parte

Continua il mio articolo sull’En Primeur di Bordeaux, annata 2014, iniziato con il precedente numero della rivista. Mi limito a fare una breve esposizione di come sono state le ultime annate, come qualità dei vini, soffermandomi anche sull’annata 2014.

Le annate 2011, 2012, 2013 e 2014 hanno dato, più o meno, vini con tannini un po’ asciutti nel finale. La 2014 ha dato, vini rossi con tannini, in genere, migliori, rispetto alle tre precedenti annate, ma non ottimali.
A mio avviso l’annata 2014, in genere, per i vini rossi ha le seguenti caratteristiche: molta acidità, frutta giustamente matura e non sovrammatura, corpi non eccessivi per la lenta maturazione delle uve, tannini meno aggressivi, più setosi, non tutti, ma molti, finiscono per asciugare un po’ la gengiva superiore ma non come nelle tre precedenti annate e lo ripeto il corpo del vino è delicato e non di grande struttura.
All’olfatto ho sentito, prevalentemente, profumi di frutta e solo raramente ho sentito anche note floreali. Sotto il profilo gustativo, sempre per i vini rossi, ho sentito vini con un buon equilibrio. Si è trattato di una buona annata, in generale, superiore alla 2011, 2012 e 2013, anche se non è stata una annata super.
Ricordo che, sempre per i vini rossi, l’annata 2011 ha dato vini rossi con frutta un po’ matura, tannini inizialmente setosi o vellutati per andare nel finale ad asciugare un po’ la gengiva superiore.
I vini in genere non hanno avuto tanta struttura, non lunga persistenza gustativa e non sempre un perfetto equilibrio gustativo.
L’annata 2012, in genere, ha dato vini con frutta giustamente matura, fresca, con buona struttura e lunga persistenza gustativa, rispetto all’annata 2011. Inoltre nell’annata 2012, ho sentito, in diversi vini, insieme alle note fruttate, delle note floreali.
L’annata 2012, ha dato, in genere, vini più gustativamente equilibrati, rispetto al 2011.
L’annata 2013 ha dato, in genere, vini rossi con struttura misurata, non abbondante, con frutta con maturazione similare a quella dei 2012, tannini più setosi, ma che nel finale, asciugavano un po’ la gengiva superiore.
Ho trovato, con l’annata 2012, diversi vini eleganti sia all’olfatto che al gusto con un migliore equilibrio gustativo.
Da ricordare inoltre che nell’annata 2013, in generale, la produzione è stata notevolmente inferiore ed il caso estremo è stato quello di “Le Pin” che ha prodotto solo poche centinaia di bottiglie.
Riguardo ai vini bianchi è stato diverso rispetto ai vini rossi, in generale, per tutte le annate 2011, 2012, 2013 e 2014 ho sentito vini sapidi, minerali, con vari profumi floreali, fruttati, e spesso iodati.
Al gusto ho sentito spesso, un’abbondante freschezza, accompagnata alla nota agrumata. Vini piacevoli, per qualche Châteaux superiori ai propri vini rossi.
Per i Sauternes l’annata 2012 è stata tragica poiché qualche Châteaux non ha prodotto il vino come lo Château d’Yquem o come lo Château Guiraud, per esempio, che dalle usuali 100.000 bottiglie ne ha prodotte solamente 7.500.
L’annata 2014 invece è stata ottima perché ha dato vini gustativamente intensi, in genere, molto equilibrati anche se ho trovato alcuni vini troppo dolci, quasi stucchevoli, che avrebbero avuto bisogno, al gusto, di note come il caramello un po’ bruciato o la confettura di arancia amara che avrebbe smorzato un po’ la dolcezza.
Durante l’En Primeur, ogni anno trovo un vino che colpisce un po’ la mia attenzione, in modo particolare, si tratta di vini dai quali normalmente ti aspetti una qualità normale e che proprio per questo motivo colpiscono la mia attenzione.
Ricordo lo Château Nenin 2010 che ho trovato fuori dalla sua normalità, difatti aveva un grande equilibrio e piacevolezza. Per l’annata 2011 mi ha sorpreso, molto, in positivo, lo Château Brane – Cantenac che ho trovato di grande piacevolezza e beva anche se il finale gustativo era un pochino veloce.
Di grande piacere, ricordo, per l’annata 2012, è stato il Pichon Longueville Comtesse de Lalande che aveva tannini larghi setosi ed una lunga persistenza, con note fruttate fresche di intenso piacere.
Per il 2013 mi ha colpito lo Château Branaire – Ducru che aveva al gusto piacevolissime sensazioni fruttate ed un tannino setoso, fine ed elegante.
Da ultimo cito lo Château Montrose 2014 che ho trovato di grande eleganza e piacere, con note fruttate sia al naso che al gusto, con giusta maturazione ed un tannino setoso, largo, fine ed elegante. Non mi aspettavo di sentire un vino così piacevole.
Prima di continuare con le note di degustazione desidero fare la seguente precisazione: passando ai vini rossi, per quanto riguarda la larghezza del tannino è importante che chiarisca quanto segue, affinchè possa esser compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente, se il tannino è meno largo potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno d’attenzione, ma il tannino, come ho precisato, deve essere, in ogni caso, di buona qualità.

 

Le note di degustazione integrali possono essere consultate previa registrazione e successivo abbonamento

 

 

Questo contenuto è riservato.

Effettuate il login per continuare la lettura! Per informazioni sull'accesso inviare una mail attraverso il modulo di contatto.

More from Paolo Baracchino

BORDEAUX EN PRIMEUR ANNATA 2014 – Seconda Parte

Seconda parte Continua il mio articolo sull’En Primeur di Bordeaux, annata 2014,...
Leggi tutto