EN PRIMEUR BORDEAUX 2013 – Prima Parte

Come passa veloce il tempo, lo vedo da tante cose ed in particolare dall’En Primeur di Bordeaux.

Non faccio in tempo a tornare da Bordeaux per l’En Primeur, che devo scrivere il mio lungo articolo con circa 130 – 140 vini degustati. Devo riscrivere le mie note di degustazione, affinchè siano comprensibili al lettore e ciò mi richiede molto tempo. Il mio articolo, visto che è piuttosto lungo viene pubblicato in due numeri della rivista. Subito dopo la pubblicazione della seconda parte dell’articolo incomincio a pensare ad organizzarmi per l’anno successivo.
Già i primi giorni di gennaio ho gli appuntamenti fissati presso gli Châteaux che non fanno parte dell’Unione dei Grand Cru di Bordeaux.
In contemporanea devo prenotare la camera dell’albergo dove faccio base al ritorno dal mio frenetico girare per gli Châteaux, per degustare i vini.
Come d’abitudine ho prenotato la solita camera all’Hotel Les Sources de Caudalie, a Martillac, accanto all’Azienda familiare Cathiard, che è lo Château Smith Haut Lafitte.
Quest’anno ho fatto il viaggio da solo e sono partito in auto il sabato mattina pensando di fermarmi a due o trecento chilometri prima di Bordeaux, senza fare una sosta prima. Durante il lungo viaggio di circa 1200 km per arrivare a Martillac sentivo un’acquolina alla bocca perché pensavo alle ostriche che non avrei mangiato, non fermandomi, a Cannes per la consueta sosta di tutti gli anni, per spezzare la monotonia del viaggio in auto. Mentre viaggiavo  si accendeva una lampadina nel mio immaginario e decidevo di allungare il mio viaggio arrivando, non prima di Bordeaux, ma sessanta chilometri dopo, cioè ad Arcachon e tutto questo per andare a mangiare le ostriche al ristorante “Chez Yvette”. Arrivavo ad Arcachon a fine pomeriggio ed avevo, quindi, il tempo di cercare un albergo, con camera vista mare. Trovato l’albergo lasciavo l’auto al parcheggio e mi recavo a piedi, dopo avere fatto una piacevole doccia calda, al ristorante “Chez Yvette”, famoso per il suo pesce fresco e per le ostriche. Mi veniva portato un enorme plateau di ostriche varie che accompagnavo ad un Riesling Alsaziano Hugel 2010. Mi sentivo al settimo cielo, non mi aveva pesato l’avere guidato per 1300 chilometri, perché ero appagato dal meraviglioso vassoio di ostriche che avevo davanti e che lentamente vedevo vuotarsi. Godevo la salinità delle ostriche accompagnate alla acidità e mineralità del vino con il suo tipico sapore di kerosene.
La mattina successiva mi recavo a Martillac all’albergo “Les Sources de Caudalie” dove incontravo tutto il personale dell’albergo, il direttore dell’Hotel Sebastian Renard, il direttore della ristorazione Guillaume Carpel ed il sommelier capo Aurélien Farrouil.
Dopo avere pranzato in Hotel ed avere fatto, durante il pranzo, una mini verticale del vino bianco di Smith Haut Lafitte, annate 2009 – 2010  e 2011 mi sono recato allo Château Guiraud a degustare i vini di Olivier Bernard, del Conte Von Neipperg e dello Château Guiraud. Quest’anno lo Château Guiraud ha prodotto 100.000 bottiglie e non, come l’anno passato, solo 7.500, a causa della non buona annata.
Dopo avere completato la degustazione dei vini presenti ed avere scritto le mie note di degustazione salutavo Olivier Bernard proprietario di vari Château tra cui il Domaine de Chevalier  e facevo ritorno in albergo. Il giorno successivo avrei iniziato il mio frenetico correre da uno Château all’altro per degustare i vini. Il mio programma era quello di andare il lunedì a Margaux, Pauillac e Saint Julien per poi il giorno successivo andare allo Château Haut Brion e degustare quindi i vini della denominazione Pessac – Léognan, per poi nel primo pomeriggio andare a Saint Emilion ed a Pomerol.
Il mercoledì avevo vari appuntamenti a Pomerol ed a Saint Emilion. Mentre il giovedì mattina sono ritornato a Margaux e Pauillac, per poi partire per il mio ritorno a Firenze ed arrivarci in nottata.
Durante il mio girare, per gli Châteaux, incontravo amici produttori ed enologi degli Châteaux che mi accoglievano con affetto, curiosi di conoscere i miei giudizi sui vini di quest’annata, non facile.
A Château Palmer ho incontrato Thomas Douroux, direttore generale, che mi ha fatto degustare i suoi vini, che ho trovato, non di tanta struttura, ma di tanta eleganza e piacevolezza.
A Château Margaux ho incontrato Paul Pontallier al quale ho fatto i miei complimenti per il piacevole “Le Pavillon blanc”.
Allo Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande ho incontrato il direttore generale Nicolas Glumineau, in compagnia del quale ho degustato i suoi due vini.
Allo Château Pichon Baron sono stato ricevuto, come sempre, con assoluta cortesia ed interesse per le mie osservazioni sui vini.
Ci tengo a precisare che l’anno passato con i vini di questo Château ed a questo collegati non ero stato “indulgente”, nel senso che avevo criticato la qualità dei loro vini poiché li avevo trovati troppo verdi sia all’olfatto che al gusto. Quest’anno invece la qualità dei vini è stata superiore e non di poco rispetto all’anno prima.
A Château Latour mi sono complimentato, per la qualità dei vini, con il direttore commerciale Jean Garandeau.
Allo Château Pontet – Canet ho sentito un piacevole vino minerale e fruttato come pure è stato piacevole lo Château Lafitte.
L’appuntamento, sempre piacevolissimo, è quello che ho avuto allo Château Haut Brion, dove nessuno mi mette fretta ed ho il tempo che voglio per degustare i nove vini proposti.
Anche quest’anno ho impiegato un’ora e mezzo per degustare i vini e la seguente mezz’ora l’ho dedicata a Jean Philippe Delmas, direttore generale dello Château ed al Principe Robert di Lussemburgo che, pazientemente, hanno seguito, con vivo interesse, la lettura delle mie note di degustazione dei loro vini.
Il vino che mi ha meravigliato più di tutti quest’anno è stato il Ducru Becaillou, a Saint Julien, ho sentito un vino complesso, piacevole con buona struttura e con dei tannini così setosi e piacevoli che non ho potuto fare a meno di andarmi a complimentare di ciò con il proprietario. Ho sentito dei piacevoli vini a Pomerol, con tannini fini e setosi, vini in genere meno strutturati dei 2012, ma con qualità dei tannini superiore rispetto sia al 2012 che al 2011.
Mi sono recato a Petrus dove sono stato ricevuto dal Signor Jean Moueix e dall’enologo Olivier Berrouet, i quali, gentilmente, durante la degustazione di questo stupendo vino, sono stati in mia compagnia. Nelle mie note ho scritto: “ha il miglior tannino di tutti i vini da me degustati dell’annata 2013”.
Sono andato allo Château Vieux Château Certan, da Alexandre Thienpont ed ho continuato ad appagare il mio palato degustando il suo vino, che ho trovato lievemente più strutturato del 2012. Questo vino, in quest’annata, per la struttura è una via di mezzo tra il Vieux Château Certan (corpo molto delicato, quasi carente) ed un Pomerol (vino con buona struttura). Alexandre Thienpont quando il suo vino ha struttura media lo identifica come un Pomerol, mentre quando ha poca struttura, con soddisfazione, dice che è un Vieux Château Certan.
Piacevole, come sempre, è stata la mia visita all’”Eglise Clinet”, dove ho degustato un vino con all’olfatto una ciliegia marasca un po’ matura e con un corpo un po’ rinforzato.
Al rientro del mio giro verso l’albergo sono stato a trovare Guy Meslin a Saint Emilion a Château Laroze dove ho degustato un vino ricco olfattivamente, con un tannino quasi completamente largo che si asciuga un po’ nel finale.
Mi sono meravigliato, riguardo a questo vino, nel leggere il punteggio di 77/100 che gli ha dato Parker sull’annata 2011. Non mi trovo d’accordo con tale valutazione infatti per me, lo Château ha fatto con il 2011 la migliore annata degli ultimi anni e gli ho riconosciuto 92/100. Non credo che il Signor Meslin abbia peggiorato il suo vino al momento del suo imbottigliamento rispetto all’En Primeur.
A Saint Emilion, di prima mattina, mi sono recato allo Château Ausone dove ho incontrato Alain e Pauline Vautier dove ho degustato vari vini della proprietà e dove ho sentito un piacevole Ausone, con naso complesso e un corpo, appena sufficiente, ma colmo di eleganza, più fruttato del 2012. Per me e chi mi conosce un poco lo sa, è molto piacevole potere raccontare le mie note di degustazione dei vini ai diretti interessati perché loro conoscono i loro vini meglio di chiunque altro e quindi se tu dici delle inesattezze ti possono contrariare. E’ una sfida temeraria perché in pochi minuti di degustazione tu ti confronti con chi ha creato i vini e li segue quotidianamente. Tutto questo mi emoziona e mi appassiona!.
Altra grande gioia è andare allo Château Cheval Blanc, da Pierre Lurton, direttore generale di questo Château e dello Château d’Yquem. Quando arrivo allo Château normalmente, vado a salutare Pierre che è sempre indaffaratissimo a ricevere clienti di tutto il mondo, negozianti di Bordeaux e giornalisti, ma non appena mi vede mi viene incontro, mi saluta, mi abbraccia e mi dice: “non andare via, degusta che poi desidero conoscere le tue note degustative” E’ come invitare una lepre a correre. Ho sentito un piacevole Cheval Blanc con un naso ricco, con una buona struttura, che diminuisce un po’ anche se rimane persistente. Ho degustato poi, in compagnia di Pierre, lo Château d’Yquem, vino che ho trovato molto strutturato, molto dolce e con generosa freschezza. Ho visto Pierre molto soddisfatto della qualità di questo unico vino.
Sono andato a Le Pin a trovare Jacques Thienpont, nonostante sapessi che la produzione del 2013 aveva portato a fare l’equivalente di poche centinaia di bottiglie. Ho visto un Jacques sconsolato e dispiaciuto che mi ha detto che vista la poca produzione non avrebbe fatto degustare il suo vino per l’En Primeur.
Ho chiesto a Jacques di potere degustare il vino “IF” un ottimo Saint Emilion di sua produzione, ma mi sono sentito rispondere: “l’anno prossimo perché il 2013 è stato tutto venduto”. Salutavo Jacques con la speranza di incontrarlo l’anno successivo per l’En Primeur.
Mi sono poi recato a Château Pavie per degustare i vini di Gerard Perse nel suo nuovo Château, che ho definito: “impeccabile” come il suo proprietario.
I vini dei suoi Châteaux, per me, non sono facili da degustare perché li trovo sempre molto boisé ed i vini rossi con tannini molto spessi.
Durante il mio soggiorno per l’En Primeur, la sera, o sono rimasto in albergo al ristorante la “Grand Vigne”, dove sono stato letteralmente coccolato, nel senso che mi hanno fatto degli eccellenti piatti, al di fuori del menu, da me richiesti, accompagnati da assaggi di varie annate di vini rossi vecchi dello Château Smith Haut Lafitte oppure sono andato a Bordeaux al ristorante l’Univerre dove il vino è più importante del cibo, nel senso che si mangia bene ma che puoi trovare tutte le eccellenze francesi, borgogna in primis, ed italiane come il Barolo Monfortino. L’ultima sera sono stato invitato dai coniugi Florence e Daniel Cathiard ad andare alla cena organizzata, tutti gli anni, dalla Commanderie du Bontemps, a Bordeaux, presso il Museo di Arte contemporanea.
Ero in compagnia di David Ornon direttore commerciale dello Château Smith Haut Lafitte.
Eravamo ad un tavolo con un negoziante di Bordeaux ed a persone piacevoli del mondo del business del vino provenienti da varie parti del mondo. Sono soci della Commanderie du Bontemps produttori di vino, direttori commerciali, enologi, insomma persone coinvolte in questo meraviglioso mondo. Non appena arrivato ho fatto piacevoli incontri, il primo è stato con Veronique Sanders direttrice generale dello “Château Haut Bailly”, denominazione Pessac – Leognan, le ho visto indossare un bellissimo mantello con cappello di connotazione storica.
Tale costume era indossato da tutti i membri della Commanderie.
Successivamente incontravo altre persone di mia conoscenza tra cui il simpatico Olivier Bernard proprietario dello Château Domaine de Chevalier, denominazione Pessac – Leognan.
Non appena terminati questi incontri, con la coda dell’occhio, vedevo un miraggio, un tavolo, a margine del lungo corridoio parallelo alla sala da pranzo, pieno di vassoi di ostriche piccole e magre. Mi avvicinavo al tavolo e vedevo un Signore giapponese che mugugnava dal piacere che provava nel mangiare le ostriche. Ovviamente mi sono fermato gli ho sorriso per salutarlo ed ho incominciato anche io a mangiarle ed a mugugnare di piacere. Sarei potuto rimanere a quel tavolo per tutta la sera, per fortuna il mio dovere mi ha portato a sedermi al tavolo dove ero stato invitato ed ho consumato un piacevole pasto, conversando con gli altri ospiti del mio tavolo, bevendo vini bordolesi di varie annate. Un commensale del mio tavolo portava da un altro tavolo una bottiglia che apriva e ce la offriva dopo avere odorato il suo tappo. Serviva il vino a tutti con un sorriso maligno, perché il vino sapeva di tappo, evidentemente voleva vedere chi se ne sarebbe accorto. Guardo questo signore, gli sorrido in modo complice e gli lascio fare il suo gioco. Cosa sarà successo? A voi la risposta. E’ stata una piacevolissima serata per tutto il suo insieme.
A questo punto passo ad analizzare la difficile annata 2013 dei vini bordolesi.
Le temperature particolarmente fresche della fine dell’inverno hanno ritardato la fioritura di una quindicina di giorni rispetto alla media stagionale.
Durante questo periodo le condizioni metereologiche sono state instabili sia sulla riva sinistra che sulla riva destra della Gironda.
L’inverno è stato freddo ed umido e quindi ha causato un ritardo di non meno di tre settimane nel germogliamento e nella fioritura. La primavera è stata discontinua e piovosa e ciò ha comportato un lavoro intenso e costante in vigna, con riduzione della resa. Il giugno è stato diverso, con temperature estive, che hanno originato uno sviluppo vegetativo importante, con alcune precipitazioni piovose, molto intense. I problemi non sono finiti ma anzi si sono accentuati alla metà del mese di settembre. Si sono alternate giornate di sole e di pioggia con temperature piuttosto miti che hanno agevolato lo sviluppo della muffa grigia.
Il dilagare della muffa grigia ha costretto i produttori ad effettuare una ulteriore selezione con conseguente minore produzione.
La raccolta delle uve, in genere, è iniziata prima nella riva destra rispetto alla riva sinistra.
L’annata 2013 non è stata difficile solo in vigna con molto lavoro e molta meno produzione. Pensate a Le Pin che ha prodotto solamente 3 barriques di pena qualità poiché l’altro vino prodotto, circa 10 barriques, non sono state al livello qualitativo di questo vino.
Questa annata è stata definita Borgognona poiché, in genere, i vini prodotti hanno eleganza e classe ma difettano un po’ di struttura.
Non solo, la produzione alcoolica non è uguale ad altre precedenti annate poichè non è stato necessario procedere all’arricchimento dei mosti (tradizionale zuccheraggio che in Francia, al contrario dell’Italia, è permesso) per fargli raggiungere una maggiore gradazione alcoolica.
Breve accenno ai Sauternes e Barsac.
La formazione delle muffe ha fatto si che il 2013 sia stata un’annata ben superiore allo scarno 2012.
Trattasi di un’annata che ha dato vini, in genere, molto grassi, con vistosa traccia zuccherina. Si tratta di vini dotati di ricca spalla acida più potenti che eleganti, vini che necessiteranno di molti anni per ingentilirsi.
Io faccio sempre l’esempio di una palla dolce, intensa e robusta che si può sentire in bocca,  durante la degustazione.
Nei vini da me degustati la nota di zafferano è stata molto defilata e questo, per me, va a favore della qualità del vino. Quando la nota di zafferano sovrasta le altre non siamo, per il mio palato, di fronte ad un grande vino.
Considerazioni generali sull’annata e differenze tra il 2013 con il 2011 ed il 2012.
L’annata 2011 ha dato vini rossi con frutta un po’ matura, tannini inizialmente setosi e vellutati per andare nel finale ad asciugarsi un po’.
I vini in genere non hanno avuto tanta struttura, non lunga persistenza gustativa e non sempre un perfetto equilibrio gustativo.
L’annata 2012, in genere, ha dato vini con frutta giustamente matura, fresca, con buona struttura e lunga persistenza gustativa rispetto all’annata 2011. Inoltre nell’annata 2012 ho sentito, in diversi vini, insieme alle note fruttate, delle note floreali. L’annata 2012 ha, in genere, dato più vini gustativamente equilibrati rispetto al 2011.
L’annata 2013 ha dato vini rossi con struttura misurata, non abbondante, con frutta similare a quella dei 2012, tannini più setosi ma che nel finale finivano asciugandosi un po’.
Ho trovato diversi vini eleganti sia all’olfatto che al gusto. Si è trattato non di un’annata eccezionale ma di un’annata “joly”, come qualcuno l’ha definita. In ogni caso ho sentito vini gustativamente ben equilibrati.
Per i vini bianchi è stato diverso rispetto ai vini rossi, in generale, per tutte le tre annate, 2011, 2012 e 2013 ho sentito vini sapidi, minerali, con vari profumi floreali, fruttati, minerali e spesso iodati. Al gusto ho sentito spesso una abbondante freschezza accompagnata alla nota agrumata. Vini piacevoli superiori, per qualche Château, ai vini rossi.
Passando ai vini rossi, per quanto riguarda la larghezza del tannino è importante che faccia le precisazioni che seguono, affinché possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore.
La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente se il tannino è meno largo potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo più il vino è degno di attenzione, ma il tannino, come ho precisato, deve essere in ogni caso di buona qualità.

ELENCO RIASSUNTIVO DEI VINI DEGUSTATI ANNATA 2014 E RELATIVE VALUTAZIONI:

VinoAnnataTipoPunteggio
CHÂTEAU D’AIGUILHE2013Côtes de Bordeaux Castillon – rosso90/92
AÎLE D'ARGENT DI MOUTON ROTHSCHILD2013Bordeaux – bianco90/92
ALTER EGO2013Margaux – rosso90/92
D'ARMAILHAC2013Pauillac – rosso90/92
AUSONE2013Saint – Emilion – rosso92/94
BALESTARD – LA – TONNELLE2013Saint – Emilion – rosso89/91
BEAUREGARD2013Pomerol – rosso88/90
BEAU – SÉJOUR BÉCOT2013Saint – Emilion – rosso89/91
BELLEVUE MONDOTTE2013Saint – Emilion – rosso87/89
LE BON PASTEUR2013Pomerol – rosso90/92
BOUSCAUT2013Pessac – Léognan – bianco83/85
BOUSCAUT2013Pessac – Léognan – rosso87/89
BRAINAIRE DUCRU2013Saint – Julien – rosso92/94
BRANE CANTENAC2013Margaux – rosso90/92
CANON LA GAFFELIERE2013Saint – Emilion – rosso88/90
CAP DE MOURLIN2013Saint – Emilion – rosso89/91
CARBONNIEUX2013Pessac – Léognan – bianco85/87
CARBONNIEUX2013Pessac – Léognan – rosso89/91
CARRUADES DE LAFITE2013Pauillac – rosso90/92
CHAPELLE D’AUSONE2013Saint – Emilion – rosso90/92
LA CHAPELLE DE LA MISSION HAUT BRION2013Pessac – Leognan – rosso89/91
CHAPELLE DE POTENSAC2013Médoc – rosso89/91
DOMAINE DE CHEVALIER2013Pessac – Léognan – bianco93/95
DOMAINE DE CHEVALIER2013Pessac – Léognan – rosso90/92
LES CHARMES – GODARD2013Côtes de Bordeaux Francs – bianco86/88
CHEVAL BLANC2013Saint – Emilion – rosso91/93
LE CLARENCE DE HAUT BRION2013Pessac – Leognan – rosso90/92
LA CLARTÉ DE HAUT BRION2013Pessac – Léognan – bianco91/93
CLERC MILON2013Pauillac – rosso91/93
CLINET2013Pomerol – rosso92/94
CLOS DE BAIES2013Saint – Emilion – rosso90/92
CLOS DE L’ORATOIRE2013Saint – Emilion – rosso88/90
CLOS DES LUNES LUNE BLANCHE2013Bordeaux – bianco87/89
CLOS DES LUNES LUNE D’ARGENT2013Bordeaux – bianco88/90
CLOS DES LUNES LUNE D’OR2013Bordeaux – bianco88/90
CLOS FOURTET2013Saint – Emilion – rosso91/93
CLOS LUNELLES2013Côtes de Bordeaux Castillon – rosso87/89
CLOS DU MARQUIS2013Saint – Emilion – rosso89/91
CLOS MARSALETTE2013Pessac – Léognan – bianco88/90
CLOS MARSALETTE2013Pessac – Léognan – rosso88/90
LA CONSEILLANTE2013Pomerol – rosso91/93
COUSPAUDE2013Saint – Emilion – rosso88/90
LA CROIX DE GAY2013Pomerol – rosso91/93
LES CRUZELLES2013Lalande de Pomerol – rosso90/92
LE DRAGON DE QUINTUS2013Saint – Emilion – rosso88/90
DU CARPIE2013Bordeaux – bianco89/91
DUHART – MILON2013Pauillac – rosso87/89
ECHO DE LYNCH BAGES2013Pauillac – rosso89/91
L’EGLISE CLINET2013Pomerol  –   rosso91/93
DE FIEUZAL2013Pessac – Léognan – bianco89/91
DE FIEUZAL2013Pessac – Léognan – rosso88/90
FIGEAC2013Saint Emilion – rosso92/94
DE FONBEL2013Saint – Emilion – rosso89/91
LES FORTS DE LATOUR2013Pauillac – rosso91/93
FRANC MAYNE2013Saint – Emilion – rosso87/89
FUGUE DE NENIN2013Pomerol 2013 – rosso86/88
LE “G” DE CHÂTEAU GUIRAUD2013Bordeaux Blanc sec – bianco89/91
LA GAFFELIERE2013Saint – Emilion – rosso88/90
GAZIN2013Pomerol – rosso91/93
GISCOURS2013Margaux – rosso88/90
GRAUD – LAROSE2013Saint – Julien – rosso90/92
CHÂTEAU GUIRAUD2013Sauternes – bianco93/95
HAUT BAILLY2013Pessac – Léognan – rosso89/91
HAUT – BRION BLANC2013Pessac – Léognan – bianco93/95
HAUT – BRION2013Pessac – Léognan – rosso92/94
LE JARDIN DE PETIT – VILLAGE2013Pomerol – rosso85/87
LAFITE ROTHSCHILD2013Pauillac – rosso92/94
LAGRANGE2013Saint – Julien – rosso89/91
LARCIS DUCASSE2013Saint – Emilion – rosso88/90
LARMANDE2013Saint – Emilion – rosso89/91
LAROZE2013Saint – Emilion – rosso90/92
LASCOMBES2013Margaux – rosso91/93
LASCOMBES2013Margaux – rosso91/93
GRAND VIN LATOUR2013Pauillac – rosso93/95
LATOUR MARTILLAC2013Pessac – Léognan – bianco89/91
LATOUR MARTILLAC2013Pessac – Léognan – rosso89/91
LESPAULT – MARTILLAC2013Pessac – Léognan – bianco85/87
LESPAULT – MARTILLAC2013Pessac – Léognan – rosso87/89
LYNCH – BAGES2013Pauillac – bianco91/93
LYNCH BAGES2013Pauillac – rosso90/92
LEOVILLE BARTON2013Saint – Julien – rosso90/92
LEOVILLE LAS CASES2013Saint – Julien – rosso92/94
LEOVILLE POYFERRÉ2013Saint – Julien – rosso89/91
LUCIA2013Saint – Emilion – rosso88/90
LUSSEAU2013Saint – Emilion – rosso88/90
MALARTIC LAGRAVIERE2013Pessac – Léognan – bianco89/91
MALARTIC LAGRAVIERE2013Pessac – Léognan – rosso89/91
MARGAUX2013Margaux – rosso91/93
LA MARTRE2013Saint – Emilion – rosso86/88
LA MISSION HAUT BRION BLANC2013Pessac – Léognan – bianco92/94
LA MISSION HAUT – BRION2013Pessac – Léognan – rosso92/94
MONBOUSQUET2013Bordeaux – bianco89/91
MONBOUSQUET2013Saint – Emilion – rosso88/90
LA MONDOTTE2013Saint – Emilion – rosso91/93
MOULIN SAINT GEORGES2013Saint – Emilion – rosso90/92
MOUTON ROTHSCHILD2013Pauillac – rosso92/94
NENIN2013Pomerol – rosso87/89
OLIVIER2013Pessac – Léognan – bianco85/87
OLIVIER2013Pessac – Léognan – rosso86/88
ORMES DE PEZ2013Saint Estéphe – rosso89/91
PALMER2013Margaux – rosso92/94
PAPE CLÉMENT2013Pessac – Léognan – bianco93/95
PAPE CLÉMENT2013Pessac – Léognan – rosso91/93
PAUILLAC DE CHÂTEAU LATOUR2013Pauillac – rosso88/90
PAVIE2013Saint – Emilion – rosso90/92
PAVIE DECESSE2013Saint – Emilion – rosso87/89
PAVIE MACQUIN2013Saint – Emilion – rosso88/90
LE PAVILLON BLANC DE MARGAUX2013Margaux – bianco94/96
LE PAVILLON ROUGE DE MARGAUX2013Margaux – rosso88/90
LE PETIT CHEVAL2013Saint – Emilion – rosso88/90
LE PETIT LION2013Saint – Julien – rosso90/92
LE PETIT MOUTON DE MOUTON ROTHSCHILD2013Pauillac – rosso90/92
PETIT – VILLAGE2013Pomerol – rosso89/91
LA PETITE EGLISE2013Pomerol – rosso90/92
PETRUS2013Pomerol – rosso93/95
PIBRAN2013Pauillac – rosso89/91
PICHON LONGUEVILLE COMTESSE DE LALANDE2013Pauillac – rosso93/95
PICHON LONGUEVILLE BARON2013Pauillac – rosso92/94
PONTET – CANET2013Pauillac – rosso91/93
POTENSAC2013Médoc – rosso90/92
PRIEURE LICHINE2013Margaux – rosso89/91
D’YQUEM2013Sauternes – bianco93/96
QUINTUS2013Saint – Emilion – rosso89/92
RAUZAN – SEGLÁ2013Margaux – rosso91/93
RÉSERVE DE LA COMTESSE2013Pauillac – rosso89/91
LE “S” DE SUIDUIRAUT2013Bordeaux – bianco secco90/92
SIMARD2013Saint – Emilion – rosso90/92
SMITH HAUT LAFITTE2013Pessac – Léognan – bianco92/94
SMITH HAUT LAFITTE2013Pessac – Léognan – rosso91/93
SOUTARD2013Saint – Emilion – rosso91/93
SUIDUIRAUT2013Sauternes – bianco90/92
TALBOT2013Saint – Julien – rosso88/90
DU TERTRE2013Margaux – rosso84/86
LES TOURELLES DE LONGUEVILLE2013Pauillac – rosso90/92
TROPLONG MONDOT2013Saint – Emilion – rosso89/91
VAL DE ROC2013Bordeaux Superieur – rosso87/89
VIEUX CHÂTEAU CERTAN2013Pomerol – rosso94/96

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