EN PRIMEUR BORDEAUX 2013 – Seconda Parte

Nella prima parte dell’articolo, pubblicato nel precedente numero, ho scritto di come è stata l’annata 2013, sotto un profilo climatico, ed è opportuno qui rifarne un breve cenno.

Le annate 2011, 2012 e 2013 hanno tutte e tre la caratteristica negativa, per i vini rossi, ovviamente, di avere un tannino nel finale un po’ asciutto. Si tratta, in linea generale, di tre annate non certo facili e che hanno portato ad avere dei vini con caratteristiche simili, per certi aspetti.
L’annata 2011 ha dato vini rossi con frutta un po’ matura, tannini inizialmente setosi o vellutati, per andare nel finale ad asciugarsi un po. In generale i vini non hanno avuto tanta struttura, non lunga persistenza gustativa e non sempre un perfetto equilibrio gustativo.
L’annata 2012, in generale, ha dato vini con frutta giustamente matura, fresca, con buona struttura e lunga persistenza gustativa, rispetto all’annata 2011.
Con l’annata 2012 ho sentito diversi vini rossi che all’olfatto avevano anche delle note floreali non sentite nell’annata 2011. L’annata 2012 inoltre, rispetto all’annata 2011, in genere, ha dato vini più equilibrati al gusto.
L’annata 2013 ha dato vini rossi con struttura misurata, con frutta similare, come maturazione, a quella del 2012.
Nei 2013 i tannini, in generale, sono inizialmente setosi, ma nel finale si asciugano un po’. Su questo punto più o meno le annate 2011, 2012 e  2013 si equivalgono.
Per l’annata 2013 i tannini che mi sono piaciuti più di tutti i vini rossi da me degustati sono stati quelli del Petrus.
Tutti i produttori mi hanno detto che l’annata 2013 è stata un’annata difficile, con ritardo della fioritura. Le condizioni metereologiche sono state instabili. L’inverno freddo ed umido ha causato un ritardo di non meno di tre settimane nel germoglia mento e nella fioritura. La primavera è stata discontinua e piovosa ed ha comportato un lavoro intenso e costante in vigna, con enorme diminuzione di resa. Alcuni Châteaux hanno ridotto la produzione di vino del 30% fino al 70% e c’è stato perfino “Le Pin” che produrrà solo poche centinaia di bottiglie. Mi è stato riferito che a causa di questo tempo piovigginoso, alternato a poche giornate di sole, si è sviluppata la muffa grigia. Tutto ciò ha comportato molto lavoro e minore produzione.
Per quanto riguarda i vini bianchi devo dire che le annate 2011, 2012 e 2013 più o meno per tutti i produttori, che sanno fare il vino, sono state positive, con profumi floreali, fruttati, minerali, spesso iodati e con un buon equilibrio gustativo.
Per quanto riguarda i Sauternes il 2013 ha dato dei vini, in genere, molto grassi, ricchi di zuccheri, ricchi di freschezza più potenti che eleganti, che necessiteranno, secondo me, di molti anni per virare più sulla eleganza, perdendo un po’ di struttura.
Passando ai vini rossi, per quanto riguarda la larghezza del tannino è importante che faccia le precisazioni che seguono, affinché possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore.
La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente se il tannino è meno largo potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo più il vino è degno di attenzione, ma il tannino, come ho precisato, deve essere in ogni caso di buona qualità.

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