SULLA VIA PER BORDEAUX EN PRIMEUR ANNATA 2012

Anche quest’anno, purtroppo, la data dell’En Primeur dei vini bordolesi ha coinciso con le date del Vinitaly. Ho dovuto prendere una decisione: andare a Bordeaux oppure al Vinitaly. Sono italiano ed in genere mi piacciono i vini buoni italiani, come pure mi piace andare negli stand di produttori amici a sentire i loro vini. Allo stesso tempo mi sento un po’ responsabile perché giornalisti italiani che vanno a Bordeaux per l’En Primeur e che poi scrivono sui vini francesi si contano sulle dita di una mano e qualche dito rimane vacante.

Non nego che amo andare a Bordeaux ed avere una personale idea sull’annata appena passata. Non voglio sembrare presuntuoso ma non mi fido di quello che scrivono gli altri. Ricordo che quando non andavo ancora a Bordeaux per l’En Primeur ed a quel tempo era appena stata degustata l’annata 1999 io volli comperare, da un importatore italiano, due bottiglie di vino di tutti quegli Châteaux dallo stesso importati, per poter esprimere una mia opinione sull’annata e sui vini.

Tutto questo lo facevo per il mio sapere personale. Dopo tre anni sono entrato a far parte del Grand Jury Européen e quindi ho avuto la fortuna di degustare varie annate dei vini bordolesi dai più blasonati ai meno conosciuti.

Ma tornando alla mia scelta, da una parte sono stato felice di andare a Bordeaux e dall’altra mi è dispiaciuto non andare al Vinitaly, mi sono rincuorato pensando che i vini italiani avrei potuto sentirli, senza grossi problemi, mentre per quelli francesi sarebbe stata un’occasione perduta. Quest’anno per la prima volta sono riuscito a portare con me un discreto numero di copie della rivista “OINOS”; appena uscita, con la traduzione dei miei articoli in lingua francese e l’ho consegnata, personalmente, a vari produttori, enologi ed agronomi di vari Châteaux, ai quali normalmente la spedisco per posta.

Quest’anno una mia segretaria ha inoltrato, per l’En Primeur, a vari usuali Châteaux la mia richiesta di appuntamento per la degustazione e per la prima volta in due giorni, incredibile ma vero, ho avuto tutte le conferme alle mie richieste, ivi compreso lo Château Latour che mi ha permesso di andare il lunedì, giorno in cui visito gli Châteaux della riva sinistra, evitandomi di dovere tornare, appositamente, il giorno successivo, come invece era avvenuto nelle due edizioni precedenti.

I primi giorni di gennaio di quest’anno avevo già organizzato tutto, ero già pronto per fare il conto alla rovescia, provavo già l’emozione del mistero della scoperta dell’annata.

Sono partito il venerdì direzione Cannes per fare la consueta degustazione di ostriche, che amo particolarmente, anche perché quando incomincia ad arrivare il caldo le ostriche diventano grasse ed almeno per me non sono più piacevoli. Il bello ed il piacere dell’ostrica è quando è magra, delicata e non ti riempie la bocca, ma ti permette di sentire nitidamente il suo vero sapore accompagnato dall’acqua di mare, con il suo sapore sapido e naturale. Tante volte nel degustare il vino mi capita di sentire all’olfatto l’acqua delle ostriche. Mi sono fermato a dormire a Cannes per poi ripartire, la mattina dopo, senza sapere dove fare la sosta il sabato sera. Durante il viaggio mia moglie Sara ha cercato un albergo su varie guide di alberghi e ne ha trovato uno che però ci faceva allungare il nostro viaggio per Bordeaux di 150 kilometri.

L’albergo era a 500 Km da dove ci trovavamo. Telefono all’albergo che si trova a Eugénie – Les – Bains e che si chiama “Les Prés d’Eugénie” e vedo che il ristorante dell’albergo ha 3 stelle Michelin e che lo chef è Michel Guéraud.

Mi sono incuriosito, quindi ci siamo recati alla meta, arrivandoci a metà pomeriggio.

Non appena arrivati ci viene data la camera e subito dopo giriamo per l’hotel, incuriositi ed interessati. L’hotel era arredato con grande gusto e le camere erano in stile coloniale come pure la SPA. Prenoto per la cena al ristorante dell’Hotel, che durante la serata si è riempito completamente confesso che non amo mangiare in sale vuote, poichè normalmente ciò significa che il ristorante facilmente ti delude.

Tutto questo non è stato e devo dire che per la prima volta ho visto un ristorante francese con 3 stelle Michelin che offriva anche dei menù degustazione a prezzi possibili e aveva anche una carta dei vini speciale, con annate, non certo le migliori, accettabili, a dei prezzi veramente interessanti. Ho mangiato: “l’Oeuf poule au caviar à la coque” che era eccezionale non solo a vederlo, ma anche a mangiarlo. Successivamente abbiamo mangiato un gustosissimo piccione: “Le tendre pigeonneau en bécasse, cuit en cocotte de foute” e per finire abbiamo assaggiato vari formaggi francesi del territorio, dal più delicato e fresco al più stagionato.

Per terminare con un dolce eccezionale: “Le millefeuille comme un palais fenilleté aux framboises d’Eugénie”.

Questa favolosa cena non poteva che essere accompagnata da due piacevoli vini: lo Champagne Perrier Jouet Belle Epoque 2004 e lo Château Evangile, Pomerol, annata 1990. Confesso che non ho avuto voglia di scrivere le mie note di degustazione sui vini perché ero troppo appagato dai piaceri della serata, del cibo e dei vini che mi sono piaciuti molto. Durante la cena è venuto al nostro tavolo un cameriere che parlando in italiano si è presentato dicendo di essere italiano, di chiamarsi Michele, di venire dalla Puglia e di essere arrivato appena un mese prima e di non conoscere bene la lingua francese, ma di essersi applicato molto avendo avuto la fortuna di essere stato assunto in un ristorante così famoso ed importante.

Michele mi chiedeva da quale città provenivamo e gli rispondevo che abitavamo a Firenze. A tale risposta Michele sorpreso mi guardava e mi diceva: “io lei l’ho già vista, io ho lavorato per un anno al ristorante al Roof dell’Hotel Excelsior di Firenze”. Gli rispondevo che ero stato diverse volte al ristorante del Roof dell’Hotel Excelsior perché è l’unico locale di Firenze ad avere una visuale della città a 360 gradi, è un posto magnifico! Dalla faccia di Michele spuntava un sorriso di compiacimento come quello di un naufrago in mezzo al mare che riesce ad aggrapparsi ad un pezzo di legno per restare a galla.

Il viaggio proseguiva il giorno dopo verso Martillac, all’Hotel Les Sources de Caudalie, di proprietà della famiglia Cathiard, proprietaria anche dello Château Smith Haut Lafitte.

Siamo arrivati all’ora di pranzo ed ho incontrato il direttore dell’Hotel Sebastien Renard, il direttore della ristorazione Guillaume Carpel ed il mio amico sommelier Aurélien Farrouil con il quale ho scambiato subito delle opinioni sui vini di Bordeaux annata 2011 ed ho chiesto notizie sull’annata 2012, notizie che poi nei giorni successivi mi hanno trovato concorde, dopo i numerosi assaggi che ho fatto. Il pomeriggio di domenica mi sono recato allo Château Guiraud, nel Sauternes, poiché avevo ricevuto un invito da Laurie Planty, figlia di uno dei quattro soci di questo Château. Allo Château ho incontrato Olivier Bernard, uno dei quattro soci, proprietario anche del Domaine de Chevalier che mi ha fatto un’accoglienza piena di affetto e calore. Ho incontrato l’altro socio il Conte Von Neipperg proprietario anche di sei Châteaux tra cui La Mondotte e lo Château Canon – la – Gaffelière. Ho degustato vari vini, in modo un po’ frettoloso, ripromettendomi di riassaggiarli, nei giorni seguenti, con calma e seduto ad un tavolino.

Laurie mi ha fatto degustare lo Château Guiraud 2012 facendomi presente le difficoltà incontrate nell’annata 2012 e la minor produzione fatta, invece delle usuali 100.000 bottiglie ne sono state prodotte solo 7.500. Finito di degustare i vini ho incontrato la cara amica Bernadette Thienpont e l’ho invitata a cena, invito che con suo e mio rammarico non veniva accettato, causa impegni di lavoro, ma mi consigliava di andare a cena a Bordeaux in un nuovo ristorante dove si potevano trovare vini di Borgogna piuttosto rari, il ristorante “Univerre”. Bernadette telefonava al ristorante che è piccolo, con pochi tavoli e riusciva a prenotarmi un tavolo per due persone.

Arrivato al ristorante ho trovato un tavolo di quattro amici e colleghi del Grand Jury Européen tra cui Christian Roger e Laurent Violette che subito mi hanno detto: “guarda in quel mobile frigo a parete che vini ci sono”, vado e vedo bottiglie abbastanza rare tra cui una bottiglia di Henry Jayer, Vosne Romanée, Cros Parantoux, annata 1982, nonché una bottiglia di La Tâche del Domaine Romanée Conti del 1942. Christian Roger aveva sul proprio tavolo una bottiglia di Silex di Dagueneau, annata 1990, e me lo fa sentire, era tuttora giovanissimo e piacevole.

Christian e Laurent non hanno retto ed hanno trattato il prezzo del La Tâche 1942 e lo hanno acquistato, lo hanno aperto e me lo hanno fatto assaggiare. Era un vino, per me, ormai arrivato alla fine, con color mattone scuro e con profumi terziari di terra, foglie morte, humus e goudron. Al gusto il vino aveva sempre una discreta acidità ma il corpo deficitava non poco. Sono sicuro che degustare questo vino da Aubert de Villaine, proprietario del DRC, alla sua cantina, conservato perfettamente nel suo luogo di produzione, sarebbe stato completamente diverso.

La mattina seguente incominciavo il mio tour e come sempre iniziavo con la riva sinistra; Margaux, Saint Julien, Pauillac e Saint Estèphe. Il martedì con la denominazione Pessac – Léognan, il mercoledì con Saint Emilion e Pomerol ed il giovedì mattina di nuovo a Saint Emilion per poi tornare a Saint Estèphe. Tra i vini di Saint Estèphe da me degustati manca lo Château Cos des Estournel poiché in pratica non mi è più stato permesso dallo Château di degustare questi vini durante l’En Primeur, perché, con l’annata 2009, ho scritto che i vini erano troppo legnosi e finivano sull’amarognolo. Lo Château Cos des Estournel al quale, correttamente, avevo inviato una copia della rivista contenente le mie note di degustazione, non ha gradito il mio commento e mi ha scritto ciò inviandomi una lettera. Nelle due edizioni successive, alla mia richiesta di andare allo Château per degustare i vini, mi è stato risposto che non potevano soddisfare la mia richiesta di degustare i vini durante l’En Primeur, a causa delle numerose richieste, sarei potuto andare la settimana successiva, ciò è successo per due anni. Viva la libertà di espressione! Mi sono ben guardato successivamente di chiedere di poter andare in questo Château per l’En Primeur.

Durante il mio soggiorno a Martillac sono stato invitato da Daniel Cathiard al suo Château Smith Haut Lafitte dove lo stesso, durante una cena, ci ha fatto bere tre vini bianchi bendati e tre vini rossi bendati. E’ emerso, che i vini sia bianchi che rossi fossero lo Château Smith Haut Lafitte, annate 1985, 1995 e 2005.

I vini erano tutti molto piacevoli ma il vino che ho gradito di più è stato il rosso 1985. Il bianco 1985 era molto evoluto e sapeva tantissimo, sia all’olfatto che al gusto, di zabaione, sapore che io conosco molto bene poiché lo amo particolarmente.

Durante il mio girovagare per gli Châteaux ho fatto i miei usuali piacevoli incontri ed ho ricevuto dei complimenti per i miei articoli e per la rivista “Oinos” non solo dai proprietari, ma dagli enologi, agronomi e da certo personale femminile degli Châteaux che ha molto apprezzato il mio modo di scrivere, di raccontare le mie esperienze in modo, a loro dire, così semplice e naturale.

Un vino che mi ha colpito in modo particolare quest’anno è stato il Pichon Comtesse, l’anno passato è stato il Brane Cantenac e l’anno prima lo Château Nenin.

Piacevole come sempre è stato il mio incontro allo Château Cheval Blanc con Pierre Lurton che è venuto a salutarmi e che mi ha accompagnato ad un tavolo per degustare i vini per poi lasciarmi per poter degustare, come mia abitudine, in silenzio, per poi alla fine chiedermi cosa pensassi dei suoi vini. Quest’anno come il 1952, 1972, 1992 e 2012 lo Château d’Yquem non è stato fatto, causa l’annata avversa. Ho detto a Pierre: “è la maledizione del ventennio”. Sono stato a Pomerol allo Château Vieux Château Certain a trovare Alexandre Thienpont, Bernadette, sua cugina, mi aveva detto: “quando vai portagli la rivista perché a lui piace leggere i tuoi articoli”. E’ stato come invitare la lepre a correre. Degustando il suo vino gli ho detto che era piacevolissimo, la ciliegia era fresca e non sovrammatura e che la struttura del vino era inferiore al robusto 2010 ma che era superiore a quella del 1998. Secondo Alexandre il suo vino per essere e chiamarsi “Vieux Château Certain” non deve avere tanta struttura, perché altrimenti se ha tanta struttura lo definisce un “Pomerol”. Devo essere sincero anche se Alexandre non sarà d’accordo con me, a me piace di più il suo vino quando ha un corpo medio. Amo tutti i suoi vini, sono sinonimo di piacevolezza, delicatezza, carattere ed eleganza.

La mia visita allo Château Haut Brion è durata due ore, come al solito, un’ora e mezza l’ho impiegata per degustare i nove vini e mezzora per raccontare a Jean Philippe Delmas, direttore generale dello Château, le mie note di degustazione. La consueta gentile accoglienza l’ho avuto a Château Ausone, Pauline Vauthier mi ha fatto accomodare seduto ad un tavolo e personalmente mi ha servito i suoi vini da degustare, chiedendomi l’analisi delle mie note di degustazione per ogni vino degustato. E’ stato un grande piacere essere ascoltato da Lei.

Piacevole è stato il mio incontro con il proprietario Nicolas Glumineau dello Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande il quale si è seduto accanto a me, al mio stesso tavolo chiedendo la mia opinione sui suoi due vini. Mi sono complimentato con lui perché ho sentito un 2012 davvero incredibile al gusto, con note fruttate di prugna fresca, con finale di prugna e ciliegia marasca.

Di mio gusto è stato il Brane Cantenac 2012 che ho trovato, rispetto al 2011, con una ciliegia un po’ più matura, ma con una maggiore persistenza gustativa.

Ho degustato lo Château Laroze 2012 del Signor Guy Meslin trovandolo con una struttura superiore alla media, ma con un tannino un po’ più asciugante nel finale rispetto al 2011, che per me rimane la migliore annata fatta dal 2009.

Entusiasmante è stato degustare il Petrus che aveva un naso molto balsamico, un corpo medio ed un tannino, inizialmente setoso, che poi si asciugava un po’ nel finale. E’ stata una buona annata ma ovviamente non al livello del 2009 e 2010.

Interessante è stato anche andare a Le Pin, da Jaques Thienpont, dove ho degustato un ottimo 2012, con più struttura rispetto al 2011 e con un tannino completamente largo. Jacques mi ha fatto assaggiare un suo nuovo vino, denominazione Saint – Emilion, “l’IF”, molto piacevole, con tannino completamente largo, setoso, spesso, che nel finale si asciugava un po’.

A Château Palmer ho degustato un ottimo Alter Ego che per il primo anno ha il Petit Verdot.

Piacevole è stato pure il Palmer nel quale al gusto ho sentito un po’ di più la presenza del legno, rispetto al 2011.

A Château Margaux ho sentito un grande Pavillon Blanc ricco di sapidità e mineralità. E’ dal 2009 che ogni anno sento un grande vino bianco di questo Château. Mi è piaciuto anche lo Château Latour anche se nel finale il tannino si asciugava un po’.

Ho incontrato Philippe Dhalluin, direttore generale dello Château Mouton Rothschild, al quale ho fatto presente che il Mouton 2011 aveva una concentrazione eccessiva del corpo, rispetto alla tipologia dei 2011 che non avevano molta struttura. Il 2012 mi è piaciuto perché l’ho sentito un vino più naturale con un corpo non rinforzato.

Sono andato a Château Lafite dove ho incontrato il direttore generale Signor Christophe Salin al quale ho detto che il suo 2011 aveva una struttura troppo in evidenza rispetto all’annata. Ho ricordato il fatto che in generale i tannini del 2011 come quelli del 2012 finivano un po’ asciutti ed ho trovato in lui piena condivisione.

Dopo avere completato i miei giri di degustazione dei vini ho preso la strada del ritorno in Italia e dovendo scegliere una tappa intermedia prima di arrivare a Firenze ho scelto di fermarmi a Monte Carlo ed ho trovato un bellissimo albergo il Monte Carlo Beach, a Roquebrune. E’ un albergo socio dell’associazione Relais & Châteaux, la mia preferita. Ho avuto bisogno di riposare due giorni perché, seppur molto appagato per quanto fatto, ero anche molto stanco.

Sono stati due giorni di sole e di pieno relax. Camera sul mare con terrazza a pochi metri dal mare. Albergo con grande charme ed eleganza e più che altro con molta pace e tranquillità. La prima sera ho chiesto di potere cenare ad un tavolo in una piccola veranda vista mare (ce ne sono solo due), ho consumato una piacevolissima cena a base di pesce e durante la cena, improvvisamente il cielo davanti a noi si è colorato con stupendi fuochi d’artificio anche con continui cuori rossi, il tutto è durato per circa venti minuti. Questo è stato un bellissimo regalo, fatto, penso, da un facoltoso innamorato alla sua anima gemella. Subito ho pensato a quante persone avranno bleffato raccontando all’amata donna di essere stati i committenti di quello stupendo spettacolo.

Il mio riposo in questo splendido Hotel è stato, per me, come per i legionari Romani, di ritorno dalle battaglie, andare alle terme a riposarsi.

Dopo questa sosta ho fatto ritorno a Firenze appagato per le piacevoli esperienze avute durante questo viaggio enogastronomico.

Passo ora a fare l’analisi generale climatica dell’annata.

Durante i cinque mesi invernali c’è stato un importante deficit idrico in misura di circa il 30% rispetto alla normalità.

La prima quindicina di febbraio ha fatto freddo ma le temperature sono state dolci. Il mese di marzo ha avuto poche precipitazioni e le temperature sono state leggermente superiori alla media degli ultimi trentanni.

La primavera è stata molto umida mentre l’estate è stata molto secca ed a partire dal 20 settembre ha rincominciato a piovere.

A partire dal 15 luglio il tempo è stato molto secco, moderatamente caldo con qualche giorno di grande caldo.

Il tempo è nuovamente cambiato i primi giorni di autunno, le piogge sono state moderate e sono cadute regolarmente a partire dal 20 settembre.

Alcune mie considerazioni sull’annata 2012.

Ho trovato, in generale, salvo rare eccezioni che l’annata 2012 è stata migliore rispetto a quella del 2011. Sia nel 2011 che nel 2012 ho degustato vini rossi con sentori fruttati, salvo rare eccezioni, dove ho sentito anche note floreali (Château Latour con la lavanda, Château Larrivet Haut Brion con la rosa, Château Giscours con la violetta, come pure lo Château de Fonbel e lo Château Cheval Blanc con la rosa rossa e pochi altri).

Il 2011 ha dato vini rossi talvolta con frutta un po’ matura, con non tanta struttura e non lunga persistenza gustativa. I tannini sia nel 2011 che nel 2012, in generale, sono inizialmente setosi o vellutati per poi andare ad asciugarsi nel finale.

Nel 2012 ho sentito vini rossi con frutta meno matura, più fresca, con buona struttura e più lunga persistenza gustativa rispetto all’annata 2011. Siamo di fronte ad una buona annata, per me, in generale, migliore di quella del 2011, ma non di fronte ad una grande annata. Sicuramente nella riva destra, specialmente grazie al merlot, ho sentito tannini meno asciutti nel finale.

Per quanto riguarda i vini bianchi devo confessare che in questi ultimi anni, in generale, li ho trovati più minerali e più sapidi, ricchi di freschezza, molto più completi, rispetto a qualche anno fa. Vini destinati al lungo invecchiamento.

Il 2012 per i vini bianchi, in generale, è stata una buona annata come il 2011 il 2010 ed il 2009. Per i Sauternes il 2012 è stata un’annata pessima, molti Châteaux non hanno prodotto i loro vini e chi li ha prodotti ha ridotto drasticamente il numero delle bottiglie. Il clima non ha permesso il formarsi della botritis cinerea come nelle annate normali.

Passando ai vini rossi, per quanto riguarda la larghezza del tannino è importante che faccia le precisazioni che seguono affinché possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore.

La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente se il tannino è meno largo potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo più il vino è degno di attenzione, ma il tannino come ho precisato deve essere in ogni caso di buona qualità.

ELENCO RIASSUNTIVO DEI VINI DEGUSTATI ANNATA 2012 E RELATIVE VALUTAZIONI:

VinoAnnataTipoPunteggio
CHÂTEAU D’AIGUILHE2012Côtes de Bordeaux Castillon – rosso89/91
AÎLE D'ARGENT DI MOUTON ROTHSCHILD2012Bordeaux – bianco90/92
ALCÉE2012Côtes de Bordeaux Castillon – rosso87/89
ALTER EGO2012Margaux – rosso90/92
D'ARMAILHAC2012Pauillac – rosso89/91
AUSONE2012Saint – Emilion – rosso92/94
BALESTARD – LA – TONNELLE2012Saint – Emilion – rosso89/91
BEAU – SÉJOUR BÉCOT2012Saint – Emilion – rosso88/90
BEAUSEJOUR – DUFFAU 2012 Saint – Emilion – rosso91/93
BELLEVUE MONDOTTE2012Saint – Emilion – rosso87/89
BERLIQUET2012Saint – Emilion – rosso88/90
BOUSCAUT2012Pessac – Léognan – bianco83/85
BOUSCAUT2012Pessac – Léognan – rosso89/91
BRAINAIRE DUCRU2012Saint – Julien – rosso90/92
BRANE CANTENAC2012Margaux – rosso91/93
CANON LA GAFFELIERE2012Saint – Emilion – rosso87/89
CAP DE MOURLIN2012Saint – Emilion – rosso89/91
CARBONNIEUX2012Pessac – Léognan – bianco85/87
CARBONNIEUX2012Pessac – Léognan – rosso89/91
CARRUADES DE LAFITE2012Pauillac – rosso89/91
CASTELNAU DE SUIDUIRAUT2012Sauternes – bianco87/89
CHAPELLE D’AUSONE2012Saint – Emilion – rosso90/92
LA CHAPELLE DE LA MISSION HAUT BRION2012Pessac – Leognan – rosso89/91
DOMAINE DE CHEVALIER2012Pessac – Léognan – bianco93/95
DOMAINE DE CHEVALIER2012Pessac – Léognan – rosso91/93
CHAPELLE DE POTENSAC2012Médoc – rosso89/91
LES CHARMES – GODARD2012Côtes de Bordeaux Francs – bianco86/88
CHEVAL BLANC2012Saint – Emilion – rosso92/94
LE CLARENCE DE HAUT BRION2012Pessac – Leognan – rosso89/92
LA CLARTÉ DE HAUT BRION2012Pessac – Léognan – bianco92/94
CLERC MILON2012Pauillac – rosso91/93
CLINET2012Pomerol – rosso89/91
CLOS DE BAIES2012Saint – Emilion – rosso90/92
CLOS DE L’ORATOIRE2012Saint – Emilion – rosso87/89
CLOS FOURTET2012Saint – Emilion – rosso90/92
CLOS LUNELLES2012Côtes de Bordeaux Castillon – rosso87/89
CLOS DU MARQUIS2012Saint – Emilion – rosso89/91
CLOS MARSALETTE2012Pessac – Léognan – rosso85/87
LA CONSEILLANTE2012Pomerol – rosso90/92
COUSPAUDE2012Saint – Emilion – rosso91/93
LES CRUSELLES2012Lalande de Pomerol – rosso87/89
LE DRAGON DE QUINTUS2012Saint – Emilion – rosso88/90
DUHART – MILON2012Pauillac – rosso86/88
ECHO DE LYNCH BAGES2012Pauillac – rosso86/88
L’EGLISE CLINET2012Pomerol – rosso91/93
L’EVANGILE2012Pomerol – rosso94/96
DE FIEUZAL2012Pessac – Léognan – bianco91/93
DE FIEUZAL2012Pessac – Léognan – rosso89/91
FIGEAC2012Saint Emilion – rosso91/93
DE FONBEL2012Saint – Emilion – rosso90/92
LES FORTS DE LATOUR2012Pauillac – rosso91/93
FRANC MAYNE2012Saint – Emilion – rosso87/89
FUGUE DE NENIN2012Pomerol 2012 – rosso87/89
LE “G” DE CHÂTEAU GUIRAUD2012Bordeaux Blanc sec – bianco87/89
LA GAFFELIERE2012Saint – Emilion – rosso90/92
GAZIN2012Pomerol – rosso90/92
GISCOURS2012Margaux – rosso88/90
GRAUD – LAROSE2012Saint – Julien – rosso92/94
CHÂTEAU GUIRAUD2012Sauternes – bianco88/90
HAUT BAILLY2012Pessac – Léognan – rosso92/94
HAUT – BRION BLANC2012Pessac – Léognan – bianco95/97
HAUT – BRION2012Pessac – Léognan – rosso93/95
HAUT SIMARD2012Saint – Emilion – rosso90/92
L’IF2012Saint – Emilion – rosso90/92
LAFITE ROTHSCHILD2012Pauillac – rosso92/94
LAFON – ROCHET2012Saint – Estèphe – rosso88/90
LAGRANGE2012Saint – Julien – rosso89/91
LARCIS DUCASSE2012Saint – Emilion – rosso89/91
LAROZE2012Saint – Emilion – rosso90/92
LARRIVET HAUT BRION2012Pessac – Léognan – bianco87/89
LARRIVET HAUT BRION2012Pessac – Léognan – rosso90/92
LASCOMBES2012Margaux – rosso91/93
GRAND VIN LATOUR2012Pauillac – rosso94/96
LATOUR MARTILLAC2012Pessac – Léognan – bianco89/91
LATOUR MARTILLAC2012Pessac – Léognan – rosso89/91
LESPAULT – MARTILLAC2012Pessac – Léognan – bianco87/89
LESPAULT – MARTILLAC2012Pessac – Léognan – rosso88/90
LIONS DE SUIDUIRAUT2012Sauternes – bianco85/87
LYNCH – BAGES2012Pauillac – bianco90/92
LYNCH BAGES2012Pauillac – rosso91/93
LEOVILLE BARTON2012Saint – Julien – rosso87/89
LEOVILLE LAS CASES2012Saint – Julien – rosso92/94
LEOVILLE POYFERRÉ2012Saint – Julien – rosso89/91
LUCIA2012Saint – Emilion – rosso90/92
LUSSEAU2012Saint – Emilion – rosso87/89
MALARTIC LAGRAVIERE2012Pessac – Léognan – bianco89/91
MALARTIC LAGRAVIERE2012Pessac – Léognan – rosso89/91
MARGAUX2012Margaux – rosso91/93
MARQUIS DE TERME2012Margaux – rosso87/89
LA MARTRE (1)2012Saint – Emilion – rosso88/90
LA MARTRE (2)2012Saint – Emilion – rosso89/91
LA MISSION HAUT BRION BLANC2012Pessac – Léognan – bianco94/96
LA MISSION HAUT – BRION2012Pessac – Léognan – rosso92/94
MONBOUSQUET2012Bordeaux – bianco89/91
MONBOUSQUET2012Saint – Emilion – rosso88/90
LA MONDOTTE2012Saint – Emilion – rosso88/90
MONTLANDRIE2012Castillon Côtes de Bordeaux – rosso89/91
MOULIN SAINT GEORGES2012Saint – Emilion – rosso88/90
MOUTON ROTHSCHILD2012Pauillac – rosso92/94
NENIN2012Pomerol – rosso89/91
OLIVIER2012Pessac – Léognan – bianco85/87
OLIVIER2012Pessac – Léognan – rosso87/89
ORMES DE PEZ2012Saint Estéphe – rosso88/90
PALMER2012Margaux – rosso93/95
PAPE CLÉMENT2012Pessac – Léognan – bianco94/96
PAPE CLÉMENT2012Pessac – Léognan – rosso92/94
PAUILLAC DE CHÂTEAU LATOUR2012Pauillac – rosso88/90
PAVIE2012Saint – Emilion – rosso89/92
PAVIE DECESSE2012Saint – Emilion – rosso87/89
PAVIE MACQUIN2012Saint – Emilion – rosso89/91
LE PAVILLON BLANC DE MARGAUX2012Margaux – bianco96/98
LE PAVILLON ROUGE DE MARGAUX2012Margaux – rosso89/91
LE PETIT CHEVAL2012Saint – Emilion – rosso88/90
LE PETIT LION2012Saint – Julien – rosso89/91
LE PETIT MOUTON DE MOUTON ROTHSCHILD2012Pauillac – rosso90/92
PETIT – VILLAGE2012Pomerol – rosso89/91
LA PETITE EGLISE2012Pomerol – rosso89/91
PETRUS2012Pomerol – rosso93/95
DE PEZ2012Saint – Estèphe – rosso89/91
PIBRAN2012Pauillac – rosso86/88
PICHON LONGUEVILLE COMTESSE DE LALANDE2012Pauillac – rosso93/96
PICHON LONGUEVILLE BARON2012Pauillac – rosso89/91
PHELAN SEGUR2012Saint – Estèphe – rosso87/89
LE PIN2012Pomerol – rosso94/96
PONTET – CANET2012Pauillac – rosso92/94
POTENSAC2012Médoc – rosso91/93
LA PRADE2012Côtes de Bordeaux Francs – rosso87/89
PRIEURE LICHINE2012Margaux – rosso90/92
PUYGUERAUD2012Côtes de Bordeaux – rosso87/89
QUINAULT L’ENCLOSE2012Saint – Emilion – rosso89/91
QUINTUS2012Saint – Emilion – rosso89/92
RÉSERVE DE LA COMTESSE2012Pauillac – rosso91/93
SANCTUS2012Saint – Emilion – rosso90/92
LE “S” DE SUIDUIRAUT2012Bordeaux – bianco secco88/90
SIMARD2012Saint – Emilion – rosso90/92
SMITH HAUT LAFITTE2012Pessac – Léognan – bianco93/95
SMITH HAUT LAFITTE2012Pessac – Léognan – rosso92/94
SOUTARD2012Saint – Emilion – rosso91/93
TALBOT2012Saint – Julien – rosso89/91
DU TERTRE2012Margaux – rosso83/85
LES TOURELLES DE LONGUEVILLE2012Pauillac – rosso87/89
TRIMOULET2012Saint – Emilion – rosso85/87
TROPLONG MONDOT2012Saint – Emilion – rosso88/90
VAL DE ROC2012Bordeaux Superieur – rosso88/90
VIEUX CHÂTEAU CERTAN2012Pomerol – rosso94/96

 

 

 

Le note di degustazione integrali possono essere consultate previa registrazione e successivo abbonamento

 

 

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