IL POGGIO LOMBRONE di Collemassari in verticale

Questa è stata la mia prima visita all’Azienda ColleMassari. Conosco Claudio Tipa, proprietario di questa azienda, da diversi anni e lo apprezzo da sempre per la sua professionalità e serietà. Le sue aziende, tra cui la non trascurabile “Poggio di Sotto” di Montalcino, una delle migliori aziende che producono sia il rosso di Montalcino che il Brunello di Montalcino. Molte aziende vorrebbero produrre un Brunello di Montalcino come il rosso di Montalcino di Poggio di Sotto. Le sue aziende sono all’avanguardia nella produzione dei vini di alta qualità.

Mi è stato chiesto da Claudio Tipa di effettuare la verticale del vino Lombrone, dell’azienda ColleMassari, che dall’annata 2011 si chiama Poggio Lombrone, dal primo anno di commercializzazione, la 2004 fino al 2013, non ancora in commercio. Si tratta di un vino fatto di sole uve sangiovese. Arrivato in azienda ed entrato nella enorme sala degustazione, panoramica, su vigne spettacolari, ho incontrato e visto con enorme piacere anche l’enologo dell’azienda Maurizio Castelli, venuto appositamente per la degustazione.

La migliore annata della verticale, per me è stata la 2008 che ho definito, di comune accordo con Maurizio Castelli, “brunelleggiante”.

Parlando con Maurizio è emerso che anche lui, come me, pensa che l’annata 2010 a Montalcino non sia stata un’annata super, come invece è stata definita da tanti. Per rendersi conto di ciò basta stappare un po’ di vini ed assaggiarli. Ovviamente ci sono delle importanti eccezioni.

Ma ritornando alla verticale rilevo che tutti i vini avevano profumi similari ad eccezione delle annate 2007 e 2008 che in più avevano anche il profumo della nocciolina tostata. Tutti i vini erano minerali con sentori più o meno intensi di grafite.

Al termine di questa piacevole degustazione ero soddisfatto poiché potevo dire di conoscere questo vino, avendo analizzato tutte le annate prodotte e commercializzate.

A seguire ci aspettava un pranzetto in azienda in una sala da pranzo vista vigna con dei piacevoli vini: “Irisse”, Vermentino, annata 2014, Montecucco di Collemassari; “Grattamacco”, Bolgheri Superiore, annata 2006; “Poggio di Sotto”, Brunello di Montalcino, Riserva 2010, “Scosciamonaca”; Vin santo Occhio di Pernice, Montecucco, ColleMassari, annata 2011 e per terminare la “grappa” ColleMassari, annata 2004.

Il vino che ho preferito è stato, senza il minimo dubbio, il Brunello di Montalcino, Poggio di Sotto Riserva 2010 che aveva una beva così piacevole ed accattivante, il sorso richiamava quello successivo.

Dopo questo piacevole pranzo Claudio ci ha accompagnati in cantina per una veloce visita e gli ho promesso che sarei tornato a trovarlo perché le sue realtà sono molto piacevoli ed interessanti.

Per quanto riguarda la larghezza del tannino, è importante che faccia le precisazioni che seguono, affinchè possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tuta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente, se il tannino è meno largo, potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno d’attenzione, ma il tannino, come ho precisato, dev’essere, in ogni caso, di buona qualità.

Passiamo adesso a descrivere i vini degustati.

Le note di degustazione integrali possono essere consultate previa registrazione e successivo abbonamento.

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