UN GIORNO DA NON DIMENTICARE : “IL BALAN DAY” 2010

Ogni due anni c’è un appuntamento importante organizzato dall’Azienda Balan, presso la Villa Braida, in Mogliano Veneto (TV).

La manifestazione inizia il giorno prima rispetto alla giornata dedicata ai vini, con un concorso internazionale di fotografia sul vino, concorso creato nel 2004 da un progetto di Diego Orlando e Fabio Balan, in cui vino e fotografia si ispirarono, vicendevolmente, scambiandosi i reciproci linguaggi. Il concorso chiamato “Winephoto” sponsorizzato anche dalla Regione Veneto richiama fotografi internazionali e l’interesse alla manifestazione cresce a dismisura di anno in anno.

I fratelli Balan, Fabio e Daniele hanno organizzato un evento ricco di degustazioni di vino. Dico francamente che quando ho letto il programma per un momento, mi sono sentito perso perché i vini da degustare erano molti. In genere amo degustare, in modo misurato, poiché sostengo che la bocca, al contrario di quanto sostiene qualche fantasioso degustatore, che a suo dire può degustare “all’infinito”, non si può stancare troppo. Infatti con il passaggio in bocca di troppi vini la stessa si stanca ed il gusto ed il conseguente giudizio perde credibilità ed obiettività.

Dunque la giornata del 31.05.2010 prevedeva una verticale di Riesling Schloss Johannisberg, condotta da Stefan Doktor, vincitore del titolo di miglior sommelier tedesco per l’anno 2009. Si è trattato di una degustazione di otto vini dal 1970 al 2008. La giornata proseguiva poi con la verticale del Saint Emilion Château Valandraud, condotta dal suo proprietario, il simpatico ed estroverso Jean – Luc Thunevin. I vini degustati sono stati cinque dal 1999 al 2007, a seguire è stata la volta della verticale del vino Giorgio Primo dell’Azienda Toscana La Massa, sette vini dal 2001 al 2009, degustazione condotta dal proprietario Giampaolo Motta, simpatico personaggio partenopeo.

La magnifica giornata è proseguita con una verticale dello Château Mouton Rothschild di Pauillac. Verticale condotta dal vigneron Pascal Doquet, titolare di due aziende dello Champagne.

La degustazione è iniziata con il vino bianco dello Château “AILE D’ARGENT 2005”, poi con il secondo vino rosso dell’Azienda, il PETIT MOUTON 2005 ed è continuata con la vera e propria verticale del Mouton, 5 annate, dal 2006 al 1989.

La piacevole ed impegnativa giornata è terminata con un vino toscano eccelso, il Brunello di Montalcino “IL POGGIONE”, sette annate dal 1973 al 2004. In realtà i vini degustati sono stati sei poiché le due bottiglie aperte del 1985 presentavano problemi di invecchiamento.

Il numero delle persone invitate a queste degustazioni erano di un numero massimo di circa cinquanta persone, tra appassionati, clienti e giornalisti che a dire il vero erano stati super selezionati dai fratelli Balan.

La sera prima del “fatidico” 31/05 sono stato a cena insieme a Fabio, Daniele e ad alcuni produttori e giornalisti in un simpatico Pub – Ristorante dove si pasteggiava bevendo birra, ma il bello della serata è stato dopo cena presso l’albergo dove sono state stappate, per pochi intimi, alcune bottiglie di Champagne Thiénot, di Brunello di Montalcino Il Poggione ed una magnifica bottiglia di Sauternes Château Guiraud 1998, con sentori di miele, camomilla, albicocca secca, lievissimo zafferano e di confettura di arancia amara. A rappresentare lo Château c’era la carina e simpatica Laure Planty.

Prima di passare alla degustazione dei vini desidero intrattenermi sui personaggi che hanno condotto le degustazioni o sui proprietari delle Aziende.

Stefan Doktor è un grande conoscitore ed appassionato dei vini tedeschi e con lui un po’ in italiano ed un po’ in inglese abbiamo avuto una lunga conversazione sui vini, in generale, e sui Riesling tedeschi in particolare. Stefan mi precisava che i vini Silberlack Erstes Gewächs sono più secchi dei Grünlack Spätlese che invece sono più dolci perché frutto di una vendemmia un po’ tardiva.

Jean – Luc Thunevin è il proprietario dello Château Valaudrand di Saint – Emilion, è stato uno dei primi, se non il primo, a creare e produrre un vino denominato “vin de garage” in quanto all’inizio non esisteva uno specifico Château. Jean – Luc aveva dei vigneti che coltivava anche personalmente con grande impegno e determinazione nel voler creare un grande vino. Jean – Luc in origine era un bancario, a suo dire con pochi soldi in tasca, molti impegni economici e con tanta voglia di diventare ricco.

Jean – Luc è riuscito nei suoi intenti: “fare i soldi” ma principalmente è riuscito a fare dei vini che sono piaciuti e che lo hanno catapultato nell’olimpo dei grandi vini mondiali.

Ogni anno Jean – Luc durante l’En Primeur di Bordeaux ospita nelle sue proprietà, all’inizio alcuni anni fa ciò avveniva nella sua abitazione nel cuore di Saint – Emilion e poi presso lo Château Dominique, vari produttori di vino del mondo tra cui il mitico vino spagnolo Pingus ed anche produttori abbastanza sconosciuti, ma che producono vini di pregio.

Passando poi a Giampaolo Motta, proprietario dell’Azienda Toscana “La Massa”, non posso non ricordare che il 1989 è stato l’anno di acquisto della sua Azienda. Ricordo bene tale anno poiché alcuni anni fa, partecipai a Roma ad un’asta di vino e riuscii ad aggiudicarmi, con fatica ed eccessivo costo, ma ne è valsa ugualmente la pena, una bottiglia formato magnum dello Château Lynch – Bages 1989. Dopo l’aggiudicazione vidi Giampaolo il quale mi disse che era stato lui a gareggiare contro di me poiché intendeva acquistare la bottiglia essendo legato all’annata 1989, coincidente con l’acquisto della sua Azienda Toscana.

Devo dire che dopo un anno, quando aprii la bottiglia mi resi conto di avere fatto un infanticidio. Sicuramente per lo Château Lynch – Bages il 1989 rappresenta una delle migliori annate mai prodotte.

Tornando a Giampaolo che, come me, è un amante dei buoni vini di Bordeaux e che invece non è un amante dei buoni vini di Borgogna, come invece lo sono io, ha voluto fare un vino chiantigiano – bordolese e devo dire che con il 2009 è riuscito a fare un bel vino che qualche Château di Bordeaux ambirebbe a fare.

Voglio spendere due altre parole su Giampaolo perché è una persona fortemente polemica ma è un grande professionista caparbio e lavoratore. Il suo è l’unico vino italiano presente in quasi tutti i più grandi ristoranti francesi stellati e Vi assicuro che ciò non è facile per un produttore italiano. Conosco vari produttori di vino non certo facili sotto il profilo dialettico e caratteriale ma vi posso assicurare che tutti hanno dei lati positivi, si tratta di avere la pazienza e l’intelligenza di capirli e di apprezzarli.

Passando allo Château Mouton Rothschild erano presenti Pascal Doquet vigneron proprietario di due aziende nello Champagne e Tommaso Pezzato, ex collaboratore della Azienda Balan, diventato direttore commerciale di un importante negoziante di Bordeaux.

I vini dello Château sono sempre di grande interesse. Non posso non scrivere che durante l’en primeur dei vini 2009 ho riscontrato nel primo vino di questo Château il tannino più largo di tutti i grandi vini degustati dell’annata 2009 e confesso che rarissimamente ho trovato un tannino con questa impressionante larghezza.

Passando all’ultima degustazione della giornata cioè al Brunello di Montalcino “IL POGGIONE” fatto, senza ombra di dubbio, con il 100% di Sangiovese, era presente il proprietario Leopoldo Franceschi ed il direttore tecnico dell’azienda Fabrizio Bindocci. Quest’azienda produce sempre grandi vini che difficilmente deludono le aspettative. Sono rimasto particolarmente colpito dalla grande qualità e piacevolezza della riserva 2004.

Per quanto riguarda la larghezza del tannino è importante che faccia le precisazioni che seguono affinché possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente se il tannino è meno largo potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo e più il vino è degno di attenzione, ma il tannino deve essere, in ogni caso, di buona qualità.

RIESLING SCHLOSS JOHANNISBERG

GELBLACK, annata 1970

(classico reasling base – sigillo giallo)

Colore giallo intenso che ricorda quello della cedrata, limpido e brillante.

Presenta un olfatto complesso e potente: cedrata, kerosene, intenso, iodio, zucchero filato, gelatina di limone, pepe bianco, pietra focaia, camomilla, erbe di montagna, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), menta, per terminare con note intense di cuoio fresco (quello peloso).

Il gusto è caratterizzato, in modo marcato, dalla sapidità e da note agrumate di limone, quasi di spremuta, e da una piacevole burrosità. Sapido e minerale. Vino abbastanza equilibrato con spalla acida che supera la massa alcoolica. Vino di spessore che ben si adatta al cibo grasso, in particolare al pesce di fiume.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Normalmente non faccio mai riferimento ad abbinamenti vino – cibo ma in questo caso l’ho voluto fare, spero, per far capire meglio lo spessore gustativo del vino.

Olfatto superiore al gusto.

                                                                                                                                             89/100

 

 

SILBERLACK ERSTES GEWÄCHS ANNATA 2008

Veste colore giallo paglierino, intenso e luminoso.

Piacevole e varia esibizione aromatica con un naso molto fresco e del tutto integro, dai profumi di minerale intensi di biancospino, gelsomino, copiosi di  zucchero filato, agrumi, in particolare di buccia di limone grattugiata, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), pepe bianco, lievi, per terminare con soffi di iodio.

Al gusto mostra ricchezza di sapidità e mineralità ed abbondanti sentori di agrumi che si sentono in particolare sulla gengiva superiore. Vino abbastanza equilibrato che avrà bisogno di sostare un po’ in bottiglia poiché in questo momento si sente al gusto un effetto altalenante, cioè molta acidità in contemporanea ad una lieve sensazione calorica al centro della lingua. La spalla acida nonostante sia ricca non riesce a sopraffare completamente la massa alcoolica.

Il corpo non è eccessivo ma abbastanza presente. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di agrumi.

90/100

 

SILBERLACK ERSTES GEWÄCHS ANNATA 2007

Colore giallo paglierino lucente.

L’olfatto è caratterizzato da sentori di cuoio fresco (peloso), floreali, minerali, iodati, di pepe bianco, intensi, di colla coccoina (latte di cocco e mandorla), per terminare con sentori affumicati che ricordano il prosciutto cotto affumicato (di Praga).

Il gusto evidenzia una maggiore spalla acida rispetto al 2008 ed un maggiore equilibrio, infatti la massa alcoolica, grazie alla acidità, alla sapidità ed alla mineralità, seppur presente, non disturba l’equilibrio gustativo.

Vino non troppo strutturato ma piacevole. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

91/100

 

 

SILBERLACK ERSTES GEWÄCHS ANNATA 2006

Riluce di un giallo paglierino intenso con riflessi grigio verdi.

Olfatto caratterizzato da sentori di zucchero filato, agrumi, idrocarburi, floreali, pepe bianco, cuoio fresco (peloso), per terminare con sentori di latte di cocco e mandorla (colla coccoina).

Al gusto è più cremoso del 2007 e del 2008 anche se il corpo non è particolarmente presente. Si ha un po’ di effetto altalena tra alcool e freschezza che si alternano alla guida dell’equilibrio gustativo. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di colla coccoina già sentita all’olfatto.

89/100

 

 

SILBERLACK ERSTES GEWÄCHS ANNATA 2005

Veste giallo paglierino intenso con riflessi grigi.

Naso timido che sprigiona con calma e parsimonia note boisé, zabaione, limone, gambo di ciclamino (nota lievemente aspra), per terminare con la tipica e piacevole nota minerale.

Il gusto è caratterizzato dalla sapidità e mineralità e da un perfetto equilibrio gustativo in cui l’acidità e la mineralità sommergono completamente la massa alcoolica.

Il corpo è perfettamente presente.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

Sicuramente in questo momento il vino è superiore al gusto rispetto all’olfatto. Sarà curioso di sentire, tra qualche anno, l’evoluzione olfattiva di questo vino.

                                                                                                                                             90/100

  

GRÜNLACK SPÄTLESE ANNATA 1964

Risplende di un bel giallo oro con riflessi verdognoli che ricordano il colore della cedrata, brillante e luminoso.

Naso che ricorda il caleidoscopio dove i profumi sostituiscono i colori.

Emergono note di gelatina di buccia di cedro, giuggiola matura, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), salsedine, intense, dattero secco, lievi, miele, burro fuso, erbe di montagna secche, lievi di  albicocca secca, menta, camomilla, per terminare con la buccia di arancia appena tagliata.

Al gusto mostra, da subito, il suo carattere forte e deciso con intensa sapidità e mineralità ed una misurata dolcezza levigate dalla piacevole nota agrumata. Vino equilibrato con alcool in sottotono rispetto alla spalla acida.

Corpo non eccessivo, non opulento ma longilineo ed elegante. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di agrumi e di sapidità: il sole della vita del vino!.

Vino migliore all’olfatto rispetto al gusto, forse gli manca un po’ di struttura, ma vista l’età ciò è normale.

                                                                                                                                             93/100

 

GRÜNLACK SPÄTLESE ANNATA 1971

Colore giallo con riflessi verdognoli che ricordano quello del colore della cedrata.

Naso intenso che sprigiona sentori intensi di erbe secche di montagna, camomilla, iodio, buccia di limone, buccia di arancia, iodio, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), gambo del fiore ciclamino, per terminare con la giuggiola matura.

Al gusto è più grasso del 1964, si godono il miele, gli agrumi, il limone, la confettura di arancia amara che si compensano tra loro e che graduano e dosano la dolcezza.

Vino ben equilibrato con magistrale spalla acida che domina, senza indugio, la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di buccia di cedro.

Vino piacevole, deciso ma delicato e non opulento.

95/100

 

GRÜNLACK SPÄTLESE ANNATA 2004

Veste un bel giallo paglierino con riflessi grigi.

Olfatto caratterizzato da note minerali di pietra focaia (silex), erbe, iodio, agrumi, biancospino, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), ananas e lievi di mela, più esattamente mi ricorda il torsolo della mela.

Al gusto sfoggia un buon equilibrio guidato da una bella e piacevole spalla acida.

Vino con buona dolcezza e cremosità. Il corpo è medio, mentre lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di pepe bianco. Importante sottolineare che la lingua non pizzica per il sentore del pepe bianco poiché se pizzicasse significherebbe che la massa alcoolica disturberebbe l’equilibrio gustativo.

Nell’insieme il vino è molto piacevole e sicuramente nell’invecchiare migliorerà sotto il profilo olfattivo.

                                                                                                                                             91/100

 

 

GRÜNLACK SPÄTLESE ANNATA 2008

Giallo paglierino scarico con bagliori grigi.

Bell’olfatto di buccia di arancia, limone, biancospino, intenso, colla coccoina (latte di cocco e mandorla) lieve, pepe bianco, pera williams, per finire con delle carezze di erbe non secche.

Gusto caratterizzato da una iniziale intensa dolcezza smorzata dalla nota agrumata del limone a cui segue l’albicocca secca, il biancospino e termina con la mandorla che va ad equilibrare la nota dolce.

Bella sapidità e mineralità, corpo medio. Vino equilibrato con spalla acida e sapidità che dominano la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale abbastanza dolce non smorzato, come all’inizio dell’esame gustativo.

Il vino ha rifermentato in bottiglia e sembra che per il futuro l’azienda seguirà questa metodologia; credo che ciò venga fatto per rendere più longevo il vino.

                                                                                                                                             94/100

 CHÂTEAU VALANDRAUD

Saint – Emilion Grand Cru annata 2007

(uvaggio di quest’annata Merlot 100%, in genere l’uvaggio è Merlot 70% e Cabernet Franc 30%)

Risplende un rosso rubino con trame porpora.

Naso prismatico e magnetico con sentori di pepe nero, intensi, pelle vegetale (è la pelle che tende al cuoio), menta, cioccolata, prugna, boisé, in particolare si sente la buccia di aranciata muffita, intensi di affumicato (ricorda il prosciutto cotto affumicato “di Praga”), e di noce moscata, colla coccoina (latte di cocco e mandorla) eucalipto, chiodi di garofano, accenni di tartufo nero, liquirizia, ciliegia, intensi lievi sentori vegetali, per finire con un soffio di vaniglia.

Al gusto si sente da subito, una piacevole ciliegia. Vino dotato di generosa acidità e massa alcoolica un po’ altalenante, non perfettamente equilibrato. Corpo medio con buona sapidità. Il tannino è dolce, grasso e setoso, abbastanza largo (4/6 ++) che nel finale diventa un po’ bruciante sulla gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna, ciliegia e boisé.

Sulla lingua si percepisce una sensazione di pepe nero dovuta probabilmente al non perfetto equilibrio del vino ed al tannino del legno.

Vino con l’olfatto superiore al gusto.

                                                                                                                                             90/100

 CHÂTEAU VALANDRAUD ANNATA 2004

Rubino vivo, intenso quasi nero, concentrato.

L’impatto olfattivo è di quelli che non si dimenticano: un esplosione di tartufo nero, caffè ed eucalipto seguiti dalla menta, pelle, prugna, ciliegia, lieve vegetale, per terminare con piacevoli note di pomodoro secco.

Al gusto si percepiscono l’alcool e la freschezza, abbondantemente, presenti che sono abbastanza equilibrati tra loro grazie anche alla presenza di un tannino dolce, abbastanza largo (5/6 – -), inizialmente vellutato per poi nel finale asciugarsi un po’. Il corpo è più che medio.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna e boisé. Nell’insieme il vino è piacevole anche se lo stile è un po’ per il mercato americano: scuro, concentrato ed un po’ boisé anche se per fortuna la frutta non è sovrammatura.

                                                                                                                                             91/100

 CHÂTEAU VALANDRAUD ANNATA 2003

Sfoggia un bel rosso rubino abbastanza intenso.

Il naso è uno scrigno di profumi fragranti ed ancora superbi, di inconfondibile marchio Saint – Emilion, di alta qualità: tartufo nero, cassis, prugna, ciliegia, pelle, canfora, seguiti dallo smalto di vernice, lievi di pietra lavica, caffè, colla coccoina (latte di cocco e mandorla) affumicato, che ricorda il prosciutto cotto affumicato (tipo Praga), pepe nero, noce moscata, pomodoro secco, per terminare con sentori di liquirizia.

Al gusto è equilibrato con massa alcoolica dominata dalla spalla acida e da un tannino dolce, setoso e abbastanza largo (5/6 – -). Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna e cassis. Vino piacevole che si beve meglio del 2004, poiché per fortuna non ha la stessa concentrazione e presenza del legno presente in quest’ultima annata. Ricordo che in generale l’annata 2003 ha dato, a causa del caldo, vini sovrammaturi e questo non è il caso di questo bellissimo vino.

                                                                                                                                             94/100

 CHÂTEAU VALANDRAUD ANNATA 2001

Risplende di un bellissimo rosso rubino abbastanza intenso e lucente.

Olfatto caratterizzato da piacevoli note di tartufo nero, cassis, prugna, ciliegia perfettamente matura, menta, eucalipto, canfora, gesso bagnato, pomodoro secco, per terminare con sentori di liquirizia che ricordano anche il fiore elicriso.

Al gusto è piuttosto equilibrato con alcool e freschezza in sintonia mentre il tannino è dolce, largo (5/6 +) inizialmente abbastanza vellutato anche se nel finale si sente lievemente bruciare la gengiva superiore a causa del tannino che diventa un po’ ruvido, sinonimo di gioventù.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna.

Sicuramente è un bel vino, ed è la dimostrazione che per qualcuno il 2001 è stato superiore al 2000.

Vino giovane da riassaggiare tra qualche anno.

                                                                                                                                             93/100

 

CHÂTEAU VALANDRAUD ANNATA 1999

Veste un rosso rubino con riflessi granato.

L’olfatto mi ricorda certi vini toscani, annata 1999 quando erano appena usciti in commercio e cioè la pelle di conceria, profumi non particolarmente nitidi e franchi.

Seguono sentori di menta, inchiostro e confettura di prugna.

Al gusto il vino è abbastanza equilibrato, l’alcool non disturba ma il tannino anche se inizialmente dolce, vellutato e centrale (4/6 – -) con un finale un po’ bruciante sulla gengiva superiore. Corpo un po’ sfuggente.

Abbastanza lunga la sua persistenza aromatica intensa con finale lievemente amarognolo e di inchiostro. Vino che esce dalle righe rispetto alle altre annate.

Jean – Luc Thunevin mi raccontava che per lui, e non solo, dico io, l’annata 1999 è stata molto difficile, a tal punto di dovere aggiungere zuccheri per guadagnare il 2% di alcool in più. In Italia tutto ciò non è consentito.

                                                                                                                                             86/100

 AZIENDA LA MASSA

GIORGIO PRIMO ANNATA 2001

(Ultimo Chianti classico prodotto, uvaggio: 85% Sangiovese e 15% Merlot)

Colore rosso rubino con cuore scuro.

Al naso elargisce profumi intensi di liquirizia e caffè accompagnati da note fruttate di prugna, cassis e mora un po’ acerba. Il percorso olfattivo prosegue con note di pelle, scatola di sigari, menta, eucalipto, per terminare con un pizzico di pepe nero.

Al palato si gode una piacevole fruttata dolcezza.

Vino equilibrato con la massa alcoolica ben guidata dalla spalla acida, nonostante che il tannino anche se dolce, abbastanza largo (4/6 +) ed inizialmente abbastanza grasso, nel finale diventi un po’ aggressivo (lieve bruciore sulla gengiva superiore) e non sia di grande supporto all’acidità.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna più matura rispetto a quella sentita all’olfatto.

All’olfatto si sentiva una nota acidula che ho ricollegato alla mora acerba.

Nell’insieme nonostante il tannino non sia dei migliori, il vino è di buona piacevolezza.

                                                                                                                                             90/100

  

GIORGIO PRIMO ANNATA 2004

(uvaggio: 50% Sangiovese, 40% Merlot e 10% Cabernet Sauvignon e Petit Verdot)

Veste rosso rubino lucente.

Olfatto caratterizzato da una intensa nota animale di pelle seguita da: mora, un po’ acerba, ciliegia, liquirizia (stringa di liquirizia), prugna e da importanti note balsamiche di menta e di eucalipto.

Gusto dolce ma anche un po’ asprino che ricorda un po’ quanto sentito all’olfatto (mora un po’ acerba). Vino abbastanza equilibrato con alcool e freschezza in buona sintonia.

Il tannino è lievemente più largo di quello del 2001 (4/6 + +) ed è dolce e vellutato anche se non molto profondo. Abbastanza lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

                                                                                                                                             88/100

 LA MASSA ANNATA 2006

(uvaggio: 60% Sangiovese, 30% Merlot e 10% Cabernet Sauvignon)

Veste un bel rosso rubino lucente.

Miscela aromatica caratterizzata da note balsamiche di prezzemolo pressato, menta ed eucalipto. Seguono profumi di pelle, prugna, intense di caucciù, per terminare con note fruttate di mora.

Al palato il vino si presenta abbastanza equilibrato con massa alcoolica ben governata dalla spalla acida, mentre il tannino è dolce, largo (5/6 – -) inizialmente vellutato per terminare un po’ asciutto.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di caffè.

                                                                                                                                             88/100

 

GIORGIO PRIMO ANNATA 2006

(uvaggio: 30% Sangiovese, 30% Merlot, 30% Cabernet Sauvignon e 10% Petit Verdot) è l’ultimo anno in cui c’è anche il sangiovese

Si presenta con un bellissimo rosso rubino – porpora intenso lucente.

Il vino ha naso balsamico di menta e di eucalipto seguito da note di pelle, prugna, pepe nero, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), pepe nero, mirtillo, per finire con soffi di ciliegia.

Gusto caratterizzato da un tannino ricco, strutturato, monoblocco, dolce, vellutato ed abbastanza largo (5/6 – -).

Alcool e freschezza sono in buona armonia tra loro nonostante che il tannino non sia un po’ austero.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna.

E’ un vino giovane che migliorerà sicuramente con il tempo sia all’olfatto che al gusto e che già da adesso è piacevole da bersi.

                                                                                                                                             92/100

 

GIORGIO PRIMO ANNATA 2007

(uvaggio: 50% Merlot, 40% Cabernet Sauvignon e 10% Petit Verdot)

Risplende di un bel rosso rubino intenso e luminoso.

All’olfatto emergono note vegetali di geranio seguite dalle note balsamiche di menta e di eucalipto e dalle note speziate di pepe nero e di noce moscata. L’esame olfattivo prosegue con profumi di pelle e caucciù, per terminare con sentori di prugna.

L’impatto gustativo evidenzia la presenza di un tannino dolce, vellutato abbastanza centrale (4/6). Vino equilibrato con alcool e freschezza ben amalgamati.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale vegetale di geranio che purtroppo ricorda quanto già sentito all’olfatto.

La nota vegetale di geranio evidenzia la non perfetta maturazione delle uve.

                                                                                                                                             87/100

 

GIORGIO PRIMO ANNATA 2008

(uvaggio: 50% Merlot, 45% Cabernet Sauvignon e 5% Petit Verdot)

Sfoggia un rosso rubino con riflessi porpora.

L’olfatto evidenzia le note fruttate di ciliegia, prugna e mora molto mature e di intensa mela, seguite da: pelle, menta, eucalipto, per terminare con note speziate di pepe nero e di noce moscata.

Al gusto si gode da subito una buona fruttata dolcezza.

Il vino è equilibrato con asse acido – tannico – alcool in buona sintonia tra loro, ciò sta a significare che la massa alcoolica c’è ma non disturba. La vita del vino è anche l’acidità e quindi questa deve essere sempre più presente rispetto all’alcool. Nell’invecchiare del vino l’alcool può solo aumentare, mai diminuire. Il tannino è dolce, vellutato ed abbastanza largo (5/6 – -).

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di frutta molto matura, già sentita all’olfatto.

                                                                                                                                             89/100

 

GIORGIO PRIMO ANNATA 2009

(uvaggio: 60% Cabernet Sauvignon, 35% Merlot e 5% Petit Verdot)

Colore rosso rubino con trame porpora.

Bouquet interessante caratterizzato dalla presenza di ciliegia, prugna e mora mature in giusta misura. Seguono profumi speziati di pepe nero e noce moscata, di mela, per terminare con note balsamiche di menta e di eucalipto.

In bocca ha un bello spessore che denota da subito un gusto equilibrato.

Il tannino è dolce, vellutato ed abbastanza largo (5/6). Sintonia perfetta tra alcool e freschezza anche grazie al tannino.

Persistenza aromatica intensa molto lunga con finale fruttato di prugna. Quest’annata segna l’inizio di un nuovo cammino.

Il 2007 era troppo crudo e vegetale con poca maturità delle uve. Il 2008 era troppo maturo poiché le uve erano troppo mature. Il 2009 ha cancellato le due precedenti annate segnando un nuovo passo.

                                                                                                                                             93/100

 

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CHÂTEAU MOUTON ROTHSCHILD

AILE D’ARGENT ANNATA 2005 – Bianco

(uvaggio: Sauvignon 70%, Semillon 29% e Mouscadette 1%)

Dorato intenso, lucente con riflessi ambrati.

Naso di grande intensità che quasi stordisce con una carica fruttata di ananas maturo e di frutto della passione. Seguono note di pasticceria che ricordano la vaniglia ed il burro fuso, a cui seguono lo iodio, la foglia di ruta e di pomodoro; il tutto sotteso da una infiltrante nota balsamica di menta.

Fattezze gustative caratterizzate da una bella cremosità accompagnata dalla sapidità e mineralità e da pennellate boisé.

Vino abbastanza equilibrato con effetto altalenante, cioè con la massa alcoolica che cerca di guidare l’equilibrio gustativo prevalendo sulla spalla acida e sulla sapidità, riuscendo in ciò solo parzialmente.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale boisé.

Vino migliore all’olfatto rispetto al gusto.

                                                                                                                                             91/100

 

 

PETIT MOUTON ANNATA 2005

(uvaggio: Cabernet Sauvignon 60%, Cabernet Franc 20% e Merlot 20%)

Robe bellissimo rosso rubino lucente.

Al naso sembra un piccolo scrigno concentrato di profumi che appena aperto si diffonde nell’aria stordendo piacevolmente il degustatore per la tanta varietà olfattiva.

Il primo profumo che si sente in modo evidente è la cioccolata seguita dalla menta, pepe nero, noce moscata, chiodi di garofano, pelle vegetale, (pelle che tende alla dolcezza del cuoio), grafite, lieve di eucalipto, salvia, rosmarino, ciliegia, prugna, cassis, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), confetto, caffè e iuta.

Gusto ricco carico di prugna e cassis (lievemente maturo) che evidenzia da subito una bella corposità.

Il tannino è dolce, setoso e abbastanza largo (5/6) con una buona struttura anche se non completamente largo.

Vino equilibrato con asse acido – tannico superiore alla massa alcoolica.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di cioccolata e prugna.

Questo è il secondo vino, dello Château, immaginiamoci come potrà diventare il primo vino.

                                                                                                                                             93/100

 

CHÂTEAU MOUTON ROTHSCHILD ANNATA 2006

(uvaggio: Cabernet Sauvignon 87% e Merlot 13%)

Bel rosso rubino.

Ci accolgono sentori di pelle, fumè, boisè, iodio, pepe nero, noce moscata, cassis, menta, eucalipto, pomodoro secco, olio di lino, ciliegia, caramella mou al latte, per terminare con la cioccolata.

Al gusto si gode una bella nota fruttata di cassis e prugna. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6- -), inizialmente vellutato, per poi nel finale diventare lievemente ruvido. Alcool e freschezza sono presenti, senza particolari eccessi, ma in modo da creare un buon equilibrio in cui la spalla acida con l’aiuto sia del tannino che della sapidità comanda la guida dell’equilibrio gustativo.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale boisé.

In questo momento il 2006 è più aperto del Mouton 2005.

97/100

 

 

CHÂTEAU MOUTON ROTHSCHILD ANNATA 2005

(uvaggio: Cabernet Sauvignon 85%, Merlot 14% e Cabernet Franc 1%)

Robe rosso rubino intenso e lucente.

Naso ermetico, tutto il contrario del Petit Mouton; lentamente il vino incomincia ad aprirsi senza eccessi, elargendo profumi di prugna intensi di pelle, menta, eucalipto, iodio, ciliegia, cioccolata, per terminare con dei soffi boisé.

Al gusto è un’esplosione di fruttata piacevolezza dalla quale emergono la ciliegia, la prugna e la mora. Vino equilibrato con spalla acida che prevale sulla massa alcoolica anche grazie ad un tannino dolce, setoso e largo (6/6 – -).

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di cioccolata e menta.

Sicuramente questo vino ha un tannino importante ma a mio avviso, anche per la larghezza, quello del 2009 è ancora più importante. Il vino sicuramente migliorerà sotto il profilo olfattivo.

E’ strano che il Petit Mouton 2005 sia così aperto mentre il Mouton 2005 sia così chiuso. Il tempo chiarirà il mistero.

                                                                                                                                             96/100

 

 

CHÂTEAU MOUTON ROTHSCHILD ANNATA 2001

(uvaggio: Cabernet Sauvignon 86%, Merlot 12% e Cabernet Franc 2%)

Veste rosso rubino abbastanza evoluto.

Naso caratterizzato da note vegetali, animali, di pelle, cioccolata, cassis, intense, peperone verde, menta, pepe nero, noce moscata e radice di liquirizia.

Gusto caratterizzato da note vegetali che ricordano il primo impatto olfattivo.

Il vino si presenta abbastanza equilibrato con l’alcool in sottotono rispetto all’asse acido – tannico. Il tannino è dolce, largo (5/6) inizialmente vellutato che nel finale si asciuga un po’. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Il gusto è anche un po’ penalizzato da una nota lievemente aspra. Nell’insieme il vino è piuttosto piacevole.

                                                                                                                                             90/100

 

 

CHÂTEAU MOUTON ROTHSCHILD ANNATA 1998

(uvaggio: Cabernet Sauvignon 86%, Merlot 12% e Cabernet Franc 2%)

Veste rosso rubino, non lucente, con lievi bagliori granato.

Ha naso di carattere: bouquet fatto di pelle, inchiostro, lieve vegetale, peperone verde, te verde, ciliegia, pepe nero, prugna, menta, eucalipto, iuta, per terminare con dei soffi di cioccolata.

All’assaggio il vino è perfettamente equilibrato, il tannino è dolce, grasso, largo (5/6 + +), inizialmente setoso per poi nel finale asciugarsi un po’ e diventare lievemente ruvido.

Alcool e freschezza sono in perfetta e naturale simbiosi dove la freschezza guida, senza indugi, l’equilibrio gustativo, grazie anche alla sapidità ed alla mineralità.

Il corpo del vino è medio.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di radice di liquirizia.

                                                                                                                                             95/100

 

CHÂTEAU MOUTON ROTHSCHILD ANNATA 1989

(uvaggio: Cabernet Sauvignon 78%, Merlot 14% e Cabernet Franc 8%)

Veste rosso granato chiaro.

Olfatto generoso di aromi: peperone verde, pepe nero, noce moscata, lieve, caffè, iuta, te verde, menta, eucalipto, lieve, prugna, cassis, ruggine ed un guizzo di nota animale di pelle a completare il quadro olfattivo.

Il gusto è appagato da una piacevole fruttata dolcezza di prugna e cassis.

Il tannino è dolce setoso e quasi completamente largo (6/6 – -).

Vino abbastanza equilibrato con effetto altalenante nonostante la presenza di un importante tannino. L’alcool e la freschezza non trovano l’accordo su chi deve condurre il comando dell’equilibrio gustativo. Abbastanza lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

L’annata 1989 per i vini di Bordeaux è stata per qualcuno a dir poco magnifica. Andrebbe aperta un’altra bottiglia al fine di verificare meglio il vino.

                                                                                                                                             90/100

 

* * *   * * *   * * *

 

BRUNELLO DI MONTALCINO “IL POGGIONE” ANNATA 1973

Manto rosso granato con bordo aranciato.

Olfatto eccentrico e dominato dalle note terziarie. Emergono da subito note autunnali di fieno secco, humus, foglie morte e terra bagnata a cui seguono profumi balsamici di menta e di eucalipto seguiti dalla prugna secca, clorofilla, carruba, lievi di pepe bianco, giuggiola matura, per terminare con dei soffi di pomodoro secco.

L’impatto gustativo è caratterizzato da una buona dolcezza che con la sosta del vino in bocca e nella fase successiva si trasforma in un mix di dolce e lievemente amaro che ricorda il biscotto amaretto.

Vino con corpo medio, sapido ed equilibrato con spalla acida in surplus rispetto alla massa alcoolica. Il tannino è dolce, abbastanza largo (4/6 ++), inizialmente abbastanza grasso e setoso per poi nel finale diventare un po’ asciutto. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Vino interessante sia all’olfatto che al gusto.

                                                                                                                                             91/100

 

BRUNELLO DI MONTALCINO “IL POGGIONE” ANNATA 1979

Colore rosso granato con bordo aranciato più intenso del 1973.

Inizialmente l’olfatto non è completamente pulito ma con la sosta del vino nel bicchiere si apre senza timidezza e dona all’olfatto piacevoli profumi di iuta, intensi, fieno secco, foglie morte, humus, tartufo nero, terra bagnata, intensi di caffè, prugna secca, quasi impercettibile, pomodoro secco, ciliegia, tè bagnato, paniere di selvaggina (gibier) per terminare con delle carezze di tabacco biondo della Virginia.

Apprezzabile dinamismo all’assaggio: il punto di forza del vino è l’ancora vivace ricchezza di acidità e tannino che guidano il comando gustativo.

Il tannino è dolce, di buona struttura, abbastanza largo (5/6), inizialmente vellutato per poi nel finale, nel rispetto della tipicità del vitigno, diventare un po’ asciutto.

Vino sapido, con corpo medio, con iniziale buona dolcezza. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di iuta.

L’impressione è che il vino sia ancora giovane con buona prospettiva futura.

                                                                                                                                             94/100

 

BRUNELLO DI MONTALCINO “IL POGGIONE” ANNATA 1982

Compiutamente granto con bordo aranciato.

Ha un bouquet caratterizzato da iniziali note animali cui seguono menta, pomodoro secco, intense, gesso bagnato, lievi di carruba, fieno secco, iuta, tartufo nero, ciliegia, foglie morte, per terminare con una nota tipicamente autunnale: l’humus.

L’impatto gustativo richiama l’olfatto con un piacevole tartufo nero.

Vino equilibrato con la freschezza che domina senza problemi la massa alcoolica. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 +) inizialmente setoso ma nel finale diventa un po’ asciutto e lievemente bruciante sulla gengiva superiore.

Vino sapido e minerale. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di liquirizia.

Vino ancora giovane e longevo ma, a mio avviso, non come il 1979.

                                                                                                                                             92/100

 

 

BRUNELLO DI MONTALCINO “IL POGGIONE” RISERVA, ANNATA 1999

Veste rosso rubino con trame granato.

Naso caratterizzato dalla pelle, menta, pepe nero, noce moscata, caffè, tartufo nero, smalto di vernice, carruba, ciliegia, pomodoro secco, coriandolo e fieno secco.

Al gusto fa mostra di una ricca struttura, muscoloso, sapido e minerale.

Vino abbastanza equilibrato, letteralmente elettrificato da una spina acida. Il tannino è largo (6/6), dolce, grasso e setoso anche se nel finale tende ad asciugarsi ed a lasciare spazio ad una sensazione calorica sulla gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Questa annata, in Toscana, in genere ha dato vini di struttura e ricchi di tutto con importanti prospettive di vita futura; questo vino ne è l’esempio.

                                                                                                                                             94/100

 

BRUNELLO DI MONTALCINO “IL POGGIONE” RISERVA, ANNATA 2003

Rubino vivo più cupo e meno lucente rispetto al 2004.

All’olfatto da subito si sente una generosità alcoolica che fa da primo vettore di profumi di confettura di ciliegia e successivamente il tutto si trasforma in ciliegia sotto spirito. Fanno eco note di pelle,fieno secco, pomodoro secco, schiacciata con l’uva, per terminare con sentori di menta e rosmarino.

Al gusto il vino non è molto equilibrato. La generosità alcoolica domina la spalla acida anche perché il tannino non le è di molto aiuto in quanto, anche se abbastanza largo (4/6), è inizialmente dolce e grasso, ma nel finale si asciuga abbastanza.

Il gusto ricorda la dolcezza della ciliegia sotto spirito già sentita all’olfatto.

Abbastanza lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Si tratta di un vino che rispecchia in pieno l’annata calda quale è stata il 2003, con vini sovrammaturi, con uve ricche di zuccheri che con la fermentazione alcoolica si sono trasformate in alcool.

                                                                                                                                             85/100

 

BRUNELLO DI MONTALCINO “IL POGGIONE” RISERVA, ANNATA 2004

Colore nettamente rubino, lucente.

Naso giovane e piacevole caratterizzato da iniziali note fruttate di prugna e ciliegia seguite dalla menta, pelle, grafite, pomodoro secco, bustina di tè bagnata, confetto, olio lino per terminare con note balsamiche di rosmarino.

All’assaggio fa mostra, da subito, di una importante struttura vestita da una piacevole ciliegia.

L’acidità, presente in modo generoso, domina senza indugi la massa alcoolica nonostante sia anche essa presente in modo evidente. Il tannino è ben strutturato, deciso, largo (6/6), dolce e setoso anche se nel finale si assottiglia un po’ e tende lievemente ad asciugarsi, nel rispetto della tipicità del Sangiovese.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia. Vino incredibilmente giovane ed importante. Sarà interessante seguire la sua evoluzione negli anni.

Per me questa annata è la migliore della verticale.

96/100

 

* * *   * * *   * * *

 

Devo confessare che il vino che mi ha stupito più di tutti relativamente ai vini dello Château Mouton Rothschild è stato il Petit Mouton 2005, vino facile ed allo stesso tempo complesso e piacevole, sin da ora, per essere pienamente goduto. Non è semplice fare un vino facile ed allo stesso complesso. Complimenti allo Château ed in particolare al mio amico Philippe Dhalluin, direttore generale dello Château.

In generale riguardo all’annata 1998 devo confessarvi di esservi molto legato perché in quell’annata ho fatto il primo corso di sommelier ed ho imparato, così almeno spero, a degustare i vini con scrupolosa onestà, meticolosità, profondità ed ampiezza, è stato il mio vero debutto personale nel mondo del vino. Il 1998 mi ricorda grandi vini quali, per la Francia, il Mouton stesso, lo Cheval Blanc, il Petit Cheval, il Petrus, il Margaux, l’Hermitage di J.L. Chave, e potrei continuare chissà quanto, mentre per l’Italia ricordo sicuramente il Masseto, la migliore annata mai fatta, il White Label dell’azienda Toscana I Balzini che è anche per loro la migliore annata prodotta. Mi ricordo, inoltre, il Sassicaia, il Guado al Tasso, il Piaggia – Carmignano di Mauro Vannucci, godibile da adesso. Non so quanto potrei scrivere ancora.

Tornando a questo bellissimo evento ho il piacere di ringraziare Fabio e Daniele Balan che mi hanno invitato a tutti questi interessanti e piacevoli seminari.

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