CHAMPAGNE AL BUIO

Dopo tre mesi di pensamenti e ripensamenti i Les Enfants du Champagne hanno deciso di fare una degustazione di Champagne abbastanza anomala e cioè ogni enfant avrebbe preso dalla propria cantina due bottiglie nella fascia temporale dal 1980 al 2004. Degorgement vario e misterioso e niente rosé. La location sarebbe stata a Roma, nell’Olimpo del piacere visivo, olfattivo e gustativo, il ristorante “La Pergola” di Heinz Beck, presso l’hotel Rome Cavalieri a Monte Mario.

L’hotel ed il ristorante sono più panoramici di Roma.

Simone Pinoli, direttore della ristorazione e Marco Reitano, sommelier capo, ci avrebbero riservato, per l’occasione, la saletta vip, isolata dal resto del ristorante.

Avremmo dovuto, senza dire niente agli altri Enfants, inviare a Marco Reitano le due bottiglie scelte da ciascuno.

Tutti all’unanimità abbiamo deciso di procedere ed abbiamo esteso la partecipazione della serata a Leo Damiani, direttore, settore bollicine, della Marchesi Antinori ed a Paolo Trimani, titolare della più importante enoteca di Roma e del Lazio, persona squisita e competente. Anche Leo e Paolo avrebbero dovuto inviare le bottiglie al ristorante. Viene contattato Marco Reitano da parte di Marco Maffei, enfant, ed entrambi avrebbero organizzato la serata, nel pieno anonimato delle bottiglie di Champagne.

Il 17 maggio, giorno prescelto per l’evento arriviamo tutti, puntualissimi, al ristorante e solo una volta seduti al tavolo vediamo che ci è stata riservata, da parte di Simone Pinoli e Marco Reitano una piacevole sorpresa.

Ogni enfant ha trovato un tovagliolo con ricamato il proprio nome e cognome, che verrà utilizzato sempre e solo per gli eventi del nostro gruppo presso “La Pergola”. Veniamo accompagnati nella saletta vip, super panoramica su Roma e non ci viene offerto l’aperitivo poiché avremmo avuto una serata impegnativa con 18 bottiglie di Champagnes. Il lavoro di Marco Reitano, Simone Pinoli e Heinz Beck è stato incredibile perché Marco avrebbe disposto l’ordine di servizio degli Champagnes, serviti tutti alla cieca, e tutti e tre avrebbero deciso l’abbinamento cibo – vino. L’identità degli Champagnes è stata rivelata a fine cena.

Con la polvere di fegato grasso d’anatra ai frutti rossi è stato servito il Cristal 2004 che è stato riconosciuto da tre commensali ed il Clos de Goisses 1999.

Gli asparagi bianchi al pesto di alghe con calamaretti sono stati bagnati dal Krug 1998 e dal Cristal 1995.

Le verdure primavera sono state abbinate al Pierrier Jouet, Belle Epoque 1996 ed al Dom Perignon P2 1999, riconosciuto da tutti per la sua generosa mineralità sia la naso che al gusto.

Saporito è stato il piatto di tortellini di coniglio con carote e camomilla che si è ben sposato con i Bollinger R.D. 2002 e 1997.

Bellissimo e piacevole è stato il piatto di fiore di zucca in pastella su fondo di crostacei e zafferano con caviale, accompagnato al Krug Clos du Mesnil 1990 ed al Philliponnat Clos de Goisses 1989. Quest’ultimo aveva perso un po’ di tono e di vivacità. E pensare che fino a qualche anno fa quest’annata era una delle migliori per questo champagne.

Con il filetto di San Pietro in crosta di liquirizia su crema di mandorle con gamberi al limone, Simone ha, giustamente, pensato di servire due champagnes di cui il primo per me è stato una rivelazione, il Veuve Cliquot Cave Privée 1989 ed il Pol Roger Winston Churchill 1993.

Bellissima è stata la presentazione del cosciotto di agnello con tapinambur e funghi, abbinato al Veuve Cliquot Cave Privée 1982 ed il Piper Heidsieck Rare 1988.

A questo punto è venuto a trovarci al tavolo Heinz Beck per chiederci se tutto procedeva bene ed a tale domanda è seguito un lungo applauso di tutti i commensali. Marco Maffei ha esordito chiedendo ad Heinz di poterci far avere uno spaghetto cacio e pepe. A tale domanda Heinz ha sorriso conoscendo bene Marco, memore anche del fatto che è una richiesta che lui fa sempre. Dopo alcuni minuti è arrivato lo spaghetto cacio e pepe che Marco ha abbinato con l’ Henriot Baron Philippe de Rothschild 1983 ed il Krug Grande Cuvée, assemblato con varie annate degli anni ’80.

Spaghetto fenomenale accompagnato a due grandi Champagnes.

Abbiamo incominciato a manifestare un po’ di stanchezza ma non potevamo sottrarci al piacere di bere le due ultime bottiglie accompagnate alla “variazione di cocco, banana e lime ed a seguire la sfera ghiacciata ai lamponi su crema al tè con lamponi cristallizzati”. Piacevole è stato questo abbinamento con il Belle Epoque 1985 ed il fantastico Dom Perignon P3 1985.

Una volta terminato di esaminare questi ultimi due champagnes Marco Reitano ha portato nella saletta le bottiglie bevute seguendo l’ordine di servizio. Ci sono state grandi sorprese sia in senso positivo che negativo

E’ bene ricordare e tenere presente che gli Champagnes avevano dégorgement diversi e pertanto alcuni, con dégorgement vecchio, si sono presentati un po’ scarichi di bollicine e di struttura mentre altri con dégorgement più recente si sono rivelati più giovani e vigorosi. Una degustazione è corretta quando gli champagnes hanno un dégorgement uguale.

In ogni caso, indipendentemente da queste considerazioni, la serata è stata molto piacevole sotto ogni aspetto.

Ci siamo alzati da tavola e nel tragitto per andare dall’altra parte del ristorante, nella sala fumo ci è stato offerto un bicchiere di Perrier Jouet Belle Epoque 2011.

La Maison è passata dall’annata 2008 alla 2011, saltando per ora la 2009 e la 2010. La 2011 mi ha ricordato, per l’abbondante freschezza, la 1999. Nonostante avessi il palato un po’ affaticato ho apprezzato molto questo Champagne che si è rivelato meno strutturato del 2008 ma dotato di maggiore freschezza rispetto a quest’ultimo.

Eravamo stati a tavola a mangiare ed a degustare gli Champagnes per ben sei ore.

Il tempo era volato e tutti ci siamo seriamente impegnati nel dare il meglio di noi stessi, al fine di esprimere giudizi obiettivi.

Passiamo adesso ad esaminare tutti gli Champagnes della serata.

ROEDERER CRISTAL 2004

Risplende un bel giallo oro con bollicine fini e numerose.

Approccio olfattivo intenso fatto di profumi di banana secca e matura, mela renetta matura, ananas maturo, boisé, miele, resina di pino, salmastro e pietra focaia. A seguire intense note che ricordano l’alga di mare, vaniglia, pasticceria, per terminare con soffi di caramella dura di lampone.

Al gusto le bollicine sono fini mentre il corpo è medio. Spiccano la sapidità e la mineralità che accompagnano una generosa e piacevole acidità. Vino ben equilibrato con acidità, sapidità e mineralità che dominano, magistralmente, la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza con finale di pompelmo rosa.

Naso più maturo e boisé rispetto al gusto.

94/100

 

 

PHILIPPONNAT CLOS DE GOISSES 1999

Color giallo oro con bollicine fini ed abbastanza numerose.

Apertura aromatica caratterizzata da note di sapone di Marsiglia, intense di acqua di mare pulita (melone e interno della buccia di cocomero), salmastro, mandorla, per terminare con ricordi di Idrolitina (polvere che rende gassata l’acqua naturale).

Al gusto è sapido e le bollicine sono piuttosto fini. Il corpo è appena sufficiente ed il vino va più in larghezza che in lunghezza. Buon equilibrio gustativo grazie alla preminente freschezza e sapidità sulla massa alcoolica. Non lunga è la sua persistenza gustativa. Ricordo che l’annata 1999 è stata caratterizzata da copiosa freschezza dello Chardonnay.

Per me migliore al naso che al gusto.

90/100

 

KRUG VINTAGE 1998

Veste giallo oro con riflessi ambrati, le bollicine sono finissime ed abbastanza numerose.

Naso fatto di profumi di balla di caffè (iuta), boisé, salmastro, burro fuso, guscio duro della mandorla, per terminare con ricordi di radice di liquirizia.

Al gusto emergono note boisé e di banana secca. Il corpo è medio e le bollicine sono fini. Generosissima sapidità accompagnata ad un’adeguata acidità che rendono il vino piuttosto equilibrato.

Lunga è la sua persistenza gustativa.

93/100

 

ROEDERER CRISTAL 1995

Robe giallo oro lucente con bollicine finissime ed abbastanza numerose.

L’olfatto evidenzia profumi di burro fuso, buccia verde di piselli (lieve vegetale), miele, guscio duro della mandorla per terminare con soffi di pan brioche.

Al palato si sente una lieve muffetta di tappo. Il corpo è appena sufficiente e le bollicine sono fini. Buona sapidità e mineralità. Vino equilibrato e persistente. Nel suo finale si sente un po’ di amarognolo che fa pensare a qualche problema del tappo. Non avremmo dovuto dare valutaizoni anche se i problemi di tappo erano relativi ma c’erano.

87/100

 

PERRIER JOUET BELLE EPOQUE 1996

Color giallo oro con bollicine finissime e rade.

Dispiega un’articolazione aromatica varia con profumi di banana secca, lievi di miele, minerale, generoso salmastro, burro fuso e pasticceria.

All’approccio gustativo si sente una bollicina abbastanza sopita (dipende dalla data del dégorgement), un corpo medio ed una bella e soddisfaciente acidità che rendono il vino ben equilibrato. Sapori di miele, mela renetta un po’ vizza che si protae durante la sua lunga persistenza.

Si rimane colpiti dalla generosa freschezza gustativa.

92/100

 

DOM PERIGNON P2 1999

Risplende giallo oro chiaro. Le bollicine sono abbastanza fini ed abbastanza numerose.

Interessante e ricco mix olfattivo fatto di profumi di pietra focaia, iodio, salmastro, cuoio biondo (quello fresco), affumicato e grafite. Seguono note di burro di nocciolina, agrumi e resina di pino.

Al palato ha un corpo medio appena sufficiente, bollicine un po’ evidenti ed è sapido e minerale. Si rimane colpiti dalla sua mineralità e acidità. Anche se il corpo non è massiccio ma tende ad andare un po’ via, subentra la freschezza che lo rende molto persistente. Finale sapido e minerale.

96/100

 

BOLLINGER RD 2002

Giallo oro intenso con bollicine fini ed abbastanza numerose.

Dona un’articolazione aromatica fatta di profumi intensi di banana secca, seguita da resina di pino, vaniglia, miele e boisé.

Assaggio con bollicine fini, corpo medio e note boisé. Vino ben equilibrato con generosa spalla acida che domina la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale lievemente amaro (legno?).

92/100

 

BOLLINGER RD 1997

Splende giallo oro con riflessi ambrato.

Le bollicine sono finissime ed abbastanza numerose.

Scrigno olfattivo che rilascia nell’aria profumi intensi di caucciù, salmastro, iodio e minerale. Seguono profumi di miele, uva sultanina e crema di zabaione.

Bocca piacevole con bollicine abbastanza fini e corpo medio. Sapore di caucciù, bella acidità che insieme alla sapidità ed alla mineralità rendono il vino ben equilibrato. Lunga è la sua persistenza gustativa.

96/100

KRUG CLOS DU MESNIL 1990

Color giallo ambrato chiaro con bollicine finissime e poco numerose.

Il profilo olfattivo mette in evidenza profumi intensi di banana secca e pesca, seguiti da mela renetta cotta, ruggine e giuggiola matura.

Al sorso la bollicina è flebile, quasi piatta. Vino sapido, minerale con corpo medio.

La ricca acidità sommata alla mineralità rende il vino ben equilibrato.

Lunga è la sua persistenza con finale di crema di zabaione.

93/100

PHILIPPONNAT CLOS DE GOISSES 1989

Manto oro ambrato con bollicine finissime e poco presenti.

Naso fatto di profumi intensi di cuoio biondo (quello giovane) e di zabaione, seguiti da mela renetta, vizza, boisé e buccia di arancia muffita (tipica della tostatura del legno).

Bocca con sapori di mela renetta vizza e torsolo di mela. Bollicina non tanto presente.

Vino sapido e minerale e ben equilibrato. Lunga è la sua persistenza con finale amaro e con spiccata acidità.

Il dégorgement risale a diversi anni fa.

Quest’annata per questo Champagne è stata mitica. Le bolle al gusto sono in via di estinzione.

89/100

 

 

VEUVE CLIQUOT CAVE PRIVÉE 1989

Abito giallo oro, le bollicine sono finissime ed abbastanza numerose.

Naso entusiasmante fatto da una cascata di note di pop corn appena fatti seguita da profumi di pietra focaia, salmastro, iodio ed acqua di mare (buccia di melone e interno della buccia di anguria).

Il palato è stregato dalla ricchezza di sapidità e mineralità nonché da bollicine fini che accarezzano, delicatamente, tutta la cavità orale. Vino con corpo medio, perfettamente equilibrato grazie alla sapidità, mineralità e freschezza che coprono completamente la massa alcoolica.

Lunga è la sua persistenza con finale di salmastro e pietra focaia.

Per tutti questo Champagne è stata una rivelazione.

98/100

 

POL ROGER WINSTON CHURCHILL 1993

Color giallo ambrato chiaro, con bollicine finissime e poco numerose.

Dispiega una articolazione aromatica varia con porofumi di miele, albicocca secca, amido di cotone, pasticceria, dolci dell’esterno del confetto, per terminare con pizzicotti di giuggiola matura.

All’approccio gustativo le bollicine sono fini e carezzevoli ed il corpo è medio.

La generosa freschezza è in compagnia della mineralità e sapidità che dominano senza timori la massa alcoolica. Sapore intenso di nespola. Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di miele che scivola sulla scia della freschezza.

96/100

 

VEUVE CLIQUOT CAVE PRIVÉE 1982

Manto giallo oro con lievissime trame ambrate.

Le bollicine sono fini ed abbastanza numerose.

Lo scrigno olfattivo si apre a profumi di giuggiola matura, vaniglia, menta, amido del tessuto di cotone, lievi di acido fenico che assomiglia allo zafferano, cuoio biondo, colla coccoina (latte di cocco e mandorla) e castagna secca.

Assaggio con in evidenza sapori di castagna secca, miele di castagno ed intenso zabaione.

Le bollicine sono fini ed il corpo è medio.

Vino equilibrato con spalla acida in evidenza sulla massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza e nel finalissimo si accentua la nota amara del miele di castagno.

92/100

 

PIPER HEIDSIECK RARE 1988

Riluce giallo oro intenso e le bollicine sono abbastanza fini ed abbastanza numerose per poi diventare finissime.

Profumo intenso di guscio duro di mandorla accompagnao a note di pietra focaia, boisé, pepe bianco e floreale.

All’esame gustativo le bollicine sono fini, il corpo è medio ed il vino è sapido e minerale.

L’acidità è straripante e travolge completamente la massa alcoolica. Piacevole dolcezza che permane durante tutta la sua lunga persistenza gustativa.

97/100

 

HENRIOT BARON PHILIPPE DE ROTHSCHILD 1983

Risplende giallo oro con trame intense ambrate.

Le bollicine sono stupendamente fini ed abbastanza numerose.

Evoca intenso profumo di bacca di ginepro seguito dal pepe bianco, pietra focaia, amido del tessuto cotone per terminare con note di guscio duro della mandorla.

Il corpo è medio e le bollicine sono fini.

Vino ben equilibrato con massa alcoolica impercettibile.

Sapido, minerale con sapore di bacca di ginepro che permane durante tutta la sua persistenza gustativa.

94/100

 

KRUG GRAN DE CUVÉE (ANNI ’80)

Giallo oro intenso e ambrato. Bollicine fini ed abbastanza numerose.

Naso piacevole con profumi di mela renetta vizza (ricorda la mela del Calvados), menta, caucciù, dolci dell’esterno del confetto, per terminare con uno spolvero di vaniglia.

Al gusto è molto sapido, minerale, con corpo medio e con bollicine fini.

Vino ben equilibrato grazie alla generosa acidità che sovrasta la massa alcoolica.

Sapore agrumato di limone e di buccia di limone che permane durante la sua persistenza gustativa.

Ogni bottiglia di questo Champagne è una scoperta, è in evoluzione continua.

92/100

 

PERRIER JOUET BELLE EPOQUE 1985

Giallo oro con intensi riflessi ambrati. Le bollicine sono finissime e numerosissime.

Il ventaglio olfattivo elargisce profumi di giuggiola matura, lievi di miele e di idrolitina (polvere che rende gassata l’acqua naturale), iodio, salmastro, mela renetta cotta, fieno secco e fico bianco secco.

Al gusto si godono delle bollicine fini e sapori di miele di castagno, fico bianco secco e paglia. Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato con l’acidità e la mineralità ce dominano senza timori la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza con finale di caramello.

92/100

DOM PERIGNON P3 1985

Manto giallo oro maturo. Le bollicine sono fini e numerose.

Naso straripante e vario con intensi profumi di colla coccoina (latte di cocco e mandorla) accompagnati alla tipica nocciolina e pietra focaia. Seguono accenni del dolce dell’esterno del confetto.

In bocca è un tripudio di sapidità e di mineralità. Le bollicine sono fini e carezzevoli. Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato con acidità incredibile che denota tutta la sua gioventù. Lunga è la sua persistenza con finale minerale e salato.

Per me è migliore al gusto rispetto al piacevole olfatto.

98/100

Le valutazioni degli Champagnes sono quelle espresse dai Les Enfants du Champagne.

 

RIEPILOGO:

DOM PERIGNON P3 1985 98/100
VEUVE CLIQUOT CAVE PRIVÉE 1989 98/100
PIPER HEIDSIECK RARE 1988 97/100
DOM PERIGNON P2 1999 96/100
BOLLINGER R.D. 1997 96/100
POL ROGER SIR WINSTON CHURCHILL 1993 96/100
HENRIOT BARON PHILIPPE DE ROTHSCHILD 1983 94/100
ROEDERER CRISTAL 2004 94/100
KRUG VINTAGE 1998 93/100
BOLLINGER R.D. 2002 92/100
KRUG CLOS DU MESNIL 1990 93/100
PERRIER JOUET BELLE EPOQUE 1996 92/100
VEUVE CLIQUOT CAVE PRIVÉE 1982 92/100
PERRIER JOUET BELLE EPOQUE 1985 92/100
KRUG GRAND E CUVÉE (ANNI’80) 92/100
PHILIPPONNAT CLOS DE GOISSES 1999 90/100
PHILIPPONNAT CLOS DE GOISSES 1989 89/100
ROEDERER CRISTAL1995 (vedi note) 87/100
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