MERANO WINE FESTIVAL 2017

Come passa veloce il tempo! Siamo nuovamente a Novembre, sembra che siano passate poche settimane dal Merano Wine Festival 2016 invece è già trascorso un anno, ricco di eventi, incontri e degustazioni di vino.

Andare a Merano è sempre un grandissimo piacere, il paesaggio di montagna, bellissime case con balconi riccamente adorni di fiori. Gli alberghi sono accoglienti e puliti con rumori ovattati, tutto è soffuso e gli ambienti sono così rilassanti. Come sempre sono andato a Merano con l’amico, di sempre, Sergio Antonini, mio fotografo di fiducia, con il quale ho condiviso tante importanti degustazioni di vino. Siamo partiti da Firenze il venerdì all’ora di pranzo e con calma siamo arrivati all’Hotel Patrizia, a Tirolo, a quattro chilometri dal centro di Merano, dove appena arrivati abbiamo lasciato i bagagli nelle nostre panoramiche camere per fare uno spuntino di speck e cetrioli sotto aceto accompagnato allo champagne Guy Larmandier Rosé, non millesimato.

Colore rosa antico con bollicine fini per poi diventare finissime ed abbastanza numerose.

Olfatto con profumi di lampone, anice stellato, liquirizia, camomilla, cuoio biondo, appretto (amido spray per stirare), per terminare con soffi di pepe nero. All’assaggio il vino è equilibrato con la freschezza che domina l’alcool. Il corpo è medio e le bollicine sono abbastanza fini ma non in modo ottimale. Sapori di lampone, radice di rabarbaro, camomilla e pompelmo rosa. Lunga è la sua persistenza con finale che ricorda il bitter ed il pompelmo rosa (90- -/100). Eravamo estasiati per il relax che stavamo respirando dovuto al cibo, al bere ed all’ambiente a noi familiare. Terminata questa stuzzichevole merenda dopo una sosta in camera eravamo pronti per andare a cena nel ristorante dell’Hotel. A Merano non si scherza, se a tavola si beve del vino non è poi il caso di guidare l’automobile perchè i rischi di controlli delle forze dell’ordine ci sono. Se sei a cena in Hotel, dove peraltro si sta molto bene sei a rischio zero. Volevo degustare due vini che mi aveva dato l’amico Ringo di Travagliato (BS), importatore di vini della Borgogna e desideravo bere un barolo ed esattamente il Massolino Margheria 2012.

Ceniamo con le portate proposte dal ristorante che spaziavano dal pesce alla carne e bevevamo i seguenti vini:

Domaine Joseph Roty Gevrey Chambertin 2014.

Colore rosso rubino chiaro. Profumi vari di lampone, ciliegia, dolci boisée, menta, eucalipto, alloro, salvia, sella di cuoio, lievi di scatola di sigari, colore ad olio, buccia di piselli, per terminare con rimandi di gioventù di pelle di conceria in fine lavorazione.

Al palato mostra un corpo medio ed un buon equilibrio iniziale tra alcool e freschezza, anche se nel finale l’equilibrio diventa, lievemente, altalenante (difetti di gioventù che con la sosta del vino in bottiglia, scompariranno). I tannini sono dolci, setosi, spessi e quasi totalmente larghi (6/6-). Lunga è la sua persistenza con finale di lampone, boisé, rosmarino ed eucalipto.

94/100

Eravamo soddisfatti di questo vino che più che si ossigenava nel bicchiere e più diventava piacevole. Siamo passati poi al Barolo Massolino Margheria 2012.

Abito rosso rubino con scie granato chiaro.

Esordio olfattivo ricco di profumi di ruggine seguiti da iris, menta, eucalipto, lievi di stalla e di cera da scarpe (bacca di ginepro), stringa di liquirizia, anice stellato, ambra per terminare con la fragolina di bosco.

Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato con piacevole sapidità e mineralità. La freschezza ed i tannini dominano la massa alcoolica.

I tannini sono dolci, abbastanza larghi (5/6+ +) inizialmente setosi per poi asciugare lievemente la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

93/100

Per ultimo vino poi abbiamo aperto un Pinot Noir il Meo Camuzet Vosne Romanée 2009.

Rosso rubino con trame granato.

Mix olfattivo fatto di profumi di lampone, ciliegia, menta, eucalipto, pepe nero, noce moscata, caramella dura di lampone, dolci boisé, liquirizia e grafite.

Vino equilibrato con la freschezza in evidenza sulla massa alcoolica. I tannini sono poco larghi (4/6++) inizialmente setosi per poi far bruciare un poco la gengiva superiore.

91/100

Terminato questo vino ho completato la serata sorseggiando un Whisky torbato accompagnato a mezzo sigaro toscano “Moro”.

Al termine di serata “stancante” ero pronto per andare a dormire pensando alla giornata che mi avrebbe aspettato l’indomani.

La manifestazione apre alle ore 10.00 ma come sempre Sergio ed io riusciamo ad entrare alle 09.00 per vedere le postazioni degli espositori e per fissare qualche seminario di vino. Riusciamo ad avere due posti per il giorno successivo al seminario di Giorgio Grai e dell’azienda Avellinese “Quintodecimo”. I seminari organizzati da Helmuth Köcher, patron della manifestazione, sono sempre molto interessanti.

Siamo poi andati a degustare ai banchi di assaggio diversi barolo, vino che amo particolarmente.

Dall’amico piemontese Paolo Coppo dove ho sentito il bianco Monteriolo 2013 con pochissima influenza del legno. In Toscana ho sentito il piacevole Chianti La Forra 2015 ed il Pareto, entrambi della Famiglia Folonari.

Da Martino Manetti ho degustato un piacevole Pian di Ciampolo 2015, terzo vino della Azienda Montevertine, vino normalmente leggero con una facilissima e piacevole beva.

Ho assaggiato, in sordina, il Pergole Torte 2015 ed il Montevertine 2015. Vini incredibilmente complessi, eleganti e strutturati. Per loro sarà un’annata storica. Siamo andati poi a degustare dei vini bianchi dell’Alto Adige, sempre, in linea di massima, piacevoli. In Sicilia, poi da Faro Palari dove ho fatto una mini verticale 2011, 2012 e 2013. Tutti ottimi ma la 2012 ha una marcia in più. Durante queste degustazioni non ho scritto niente ma ho memorizzato il più possibile.

La pausa pranzo è stata fatta insieme all’amico Mauro Vannucci, titolare dell’Azienda Piaggia, fuori dalla fiera, da un ambulante che vende panini con würstel grigliati, nel quale non ho potuto fare a meno di metterci la senape. Siamo poi tornati a degustare i vini andando un po’ in Toscana, Bordeaux e Austria. A metà pomeriggio avevamo la bocca stanca e la voglia di bere un po’ di champagne per liberare la bocca dai tannini. Siamo quindi tornati in albergo ed abbiamo bevuto lo champagne “Telmont, Grande Reserve”, non millesimato, rotondo al gusto con bollicine fini.

Ovviamente abbiamo mangiato un po’ di speck ed abbiamo parlato dei vini degustati, di quelli che più ci avevano colpiti. Dopo un po’ di riposo in camera, all’ora di cena siamo andati al ristorante dell’Hotel dopo avere preso un Negroni come aperitivo. Non deve mancare niente! Ero curioso di sentire un Pinot Nero svizzero che il simpatico e gentile proprietario dell’Hotel Florian Spögler desiderava farci bere.

Ci facciamo servire delle piacevoli portate di battuta di carne, piccole lasagne ed un appetitoso filetto di carne. Ci viene servito un vino bianco francese, uno dei due che mi aveva dato Fabio Ringo, da assaggiare.

Benoit Ente Puligny Montrachet 2014

Colore giallo paglierino limpido.

Esordio olfattivo timido che esprime profumi di amido di cotone, ananas, menta, colore ad olio, dolci boisé, cuoio biondo, per finire con il marrone bollito con finocchio selvatico secco.

Il corpo è medio ed il vino è sapido, minerale e ben equilibrato con la freschezza che domina la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di limone. Nel finale si asciuga un po’ la gengiva superiore, sicuramente è un peccato di estrema gioventù.

94/100

Insieme al filetto ed al successivo piatto di formaggi ci viene servito il Pinot Nero svizzero.

Davaz Uris Flascher 2015

Rosso rubino.

Al naso rilascia profumi di vaniglia, intensi di grafite, lampone, pepe nero, noce moscata, menta eucalipto, pelle in fine lavorazione, chiodi di garofano per terminare con carezze di alloro.

Assaggio piacevole che evidenzia un corpo medio ed un buon equilibrio con la massa alcoolica in sottotono rispetto alla freschezza ed ai tannini.

Questi ultimi sono dolci, abbastanza larghi (5/6 +) inizialmente setosi per poi far bruciare un po’ la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza con finale di vaniglia. Vino con stile moderno.

92/100

La giornata a questo punto si era completata ed eravamo sufficientemente stanchi e desiderosi di andare a dormire anche perchè il giorno dopo avremmo avuto una giornata impegnativa. La mattina dopo mi sono svegliato ed ho visto le montagne che circondavano la finestra della mia, confortevole, camera completamente imbiancate. Fatta colazione siamo andati alla fiera dove siamo andati a degustare i vini di Carmignano: Piaggia e Capezzana. Di quest’ultima azienda ho degustato un ottimo Sangiovese in purezza dedicato a Ugo Contini Bonaccossi oltre ad uno splendido Vin Santo 2010. Della prima azienda mi è piaciuto particolarmente il Cabernet Franc, Poggio dei Colli, 2015, che ho preferito al 2014. Dopo essere andati a degustare vari altri vini ci siamo recati nell’area gourmet dove trovi cibi super selezionati.

Si stavano avvicinando le ore 13.00 e dovevamo andare al vicino Hotel Terme dove ci sarebbe stato prima il seminario di Giorgio Gai e poi quello dell’azienda Quintodecimo.

Dopo avere mangiato un toast siamo andati alla degustazione. Avevo sentito parlare tante volte di Giorgio Grai ma non lo avevo mai conosciuto. Si tratta di un enologo di riferimento del mondo del vino, esperto di viticolture ed enologia ed è stato ed è tuttora consulente di diverse aziende.

Giorgio Grai che ha circa 87 anni produce anche vini con etichetta propria. Entrato nella sala degustazione Giorgio Grai ringraziava i partecipanti per la loro presenza poichè l’evento gli aveva permesso di risentire i suoi gioielli. Durante la sua oratoria prima di iniziare la degustazione Giorgio Grai esponeva i suoi pensieri sul mondo del vino e parlando del nebbiolo lo avvicinava al Pinot Nero per il colore, per i tannini, per i profumi ed i sapori. Io la penso da anni come lui solo che io ci aggiungo anche il Sangiovese.

E’ stato piacevole ascoltarlo sia prima che durante la degustazione.

Prima di scrivere le note dei vini degustati, per quanto riguarda la larghezza del tannino, è importante che faccia le precisazioni che seguono, affinchè possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tuta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente, se il tannino è meno largo, potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno d’attenzione, ma il tannino, come ho precisato, dev’essere, in ogni caso, di buona qualità.

Passiamo adesso a descrivere i vini degustati.

GIORGIO GRAI ESPRIT DE SILÈNE 2013

Vino fatto in Francia. Longuedoc e Montagnac

Colore giallo paglierino con riflessi verdi e grigi.

Si concede aromaticamente con sentori intensi di camomilla seguiti dall’uva passa, menta, lievi di pepe bianco, dolci boisé, lievi di eucalipto, macchia mediterranea, iodio, sapone di Marsiglia, castagna bollita con finocchio selvatico secco, per terminare con note dolci di episperma (seconda pelle del marrone bollito).

Al gusto è morbido, rotondo, sapido e minerale. Il corpo è medio, appena sufficiente. Il vino inizialmente è equilibrato ma nel finale ha un effetto altalenante tra alcool e freschezza. Lunga è la sua persistenza con finale di macchia mediterranea e una nota dolce di appassimento.

89/100

 

 

GIORGIO GRAI Pinot Bianco 2001

(Alto Adige, imbottigliato nel 2015)

Veste giallo paglierino con lievi riflessi grigi e verdi.

All’esordio olfattivo ha un’intensa nota di vaniglia seguita da profumi di cuoio biondo, pepe bianco, menta, eucalipto, biancospino, lievi di mango e papaia, limone, colla coccoina (latte di cocco e mandorla) ed episperma.

Al palato svela un corpo medio ed un buon equilibrio con spalla acida che supera la massa alcoolica. Lunga persistenza con finale di limone.

93/100

 

VERDICCHIO VILLA BUCCI 1997

(Formato Magnum, 1° anno produzione 1983)

Robe giallo oro.

All’inizio dell’esame olfattivo percepisco profumi di camomilla, guscio duro di mandorla, burro fuso, fiori gialli maturi, cuoio biondo, menta, lievi di pepe bianco, buccia di limone grattugiata per terminare con pizzichi di vaniglia.

All’assaggio è morbido e burroso ed ha una bella acidità che rende il vino equilibrato.

Il corpo inizialmente è medio e poi tende ad assottigliarsi. Sapore di frutta matura.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

92/100

 

DOMAINE DE SILÈNE 2013

(Uvaggio: Grenache, Shiraz, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot)

Rosso porpora che svela tutta la sua gioventù.

Naso intenso e vario con sentori di prugna secca, oliva nera, dolce boisé, pelle lavorata, pepe nero, noce moscata, macchia mediterranea, radice di rabarbaro, cenere del camino, per terminare con soffi di ambra.

Al gusto si evidenzia il sapore che ricorda la prugna secca. Il vino è equilibrato, la massa alcooilca è dominata dalla spalla acida e dai tannini. Questi ultimi sono dolci, spessi, poco larghi (4/6+) inizialmetne vellutati per poi far bruciare un po’ la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza gustativa.

92/100

 

GIORGIO GRAI 2000

(Trentino – Uvaggio: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e 5% Merlot)

Veste un rosso granato con fine bordo aranciato.

Il naso mi porta nel ricordo olfattivo sentori di gibier, alloro, salvia, prugna secca, fieno secco, clorofilla, foglie morte, humus,menta, eucalipto, per terminare con note speziate di pepe nero e noce moscata.

Al gusto il vino è equilibrato ed il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 – -) inizialmetne vellutato per poi asciugare un po’ la gengiva superiore. Il corpo è medio e lunga è la sua persistenza gustativa con finale di prugna secca.

93/100

BATASIOLO BAROLO 1995

Rosso granato con trame aranciato.

Naso immediato e vario con profumi di gibier, prugna secca, fieno secco, clorofilla, humus, foglie morte, anice stellato, terra bagnata, tartufo nero, per terminare con rimandi balsamici di alloro e rosmarino.

Il palato è appagato da una piacevole e generosa acidità che rende il vino perfettamente equilibrato. Il corpo è medio. I tannini sono larghi (6/6 – -), dolci, inizialmente setosi per poi nel finale far asciugare, lievemente, la gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza con finale di prugna secca, fieno secco e clorofilla.

Bel vino.

96/100

 

GIORGIO GRAI Moscato Rosa 2010

Colore rosso granato chiaro con fine bordo aranciato.

Naso fatto di profumi di uva moscata passita, dattero secco, oliva nera, rosa rossa appassita, per temrinare con soffi di vernice ad olio.

Al gusto è dolce con sapore di dattero secco. Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato con spalla acida che domina senza timori la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di caramella dura di orzo.

95/100

 

PAUL MAS Prima Perla

Cremant de Limoux s.a.

(Uvaggio: Chardonnay, Chemin, Pinot Noir e Manzac)

Giallo paglierino con bollicine finissime ed abbastanza numerose.

Profumi di banana matura, pepe bianco e dolce dell’esterno del confetto.

Assaggio dolce con bollicine fini e sapore di limone. Vino ben quilibrato con corpo medio.

Lunga è la sua persistenza con finale di caramella dura di lampone.

87/100

 

Terminata questa piacevolissima degustazione durante la quale mi sono divertito ad intervenire più volte facendo osservazioni su profumi ed interpretazioni gustative.

Inizia il secondo seminario relativo ai vini dell’azienda Campana “Quintodecimo”, azienda che si trova a Mirabella Eclano e che io non conoscevo come non conoscevo neppure il suo proprietario Luigi Moio, professore universitario di Agraria a Napoli.

Luigi Moio si presenta, parla della sua esperienza, della sua decisione di acquistare dei terreni dove poter fare dei grandi vini rossi che fossero gli interpreti del territorio.

Parla della sua conoscenza ed amicizia con Luigi Veronelli e da li incomincio a capire che avevo davanti un grande appassionato di vini. Parla dei suoi studi in Francia, dice di amare i vini di Borgogna e più in generale i vini buoni, di carattere. Dalla sua esposizione si capisce in modo inequivocabile quanto ami i vini veri.

Durante la degustazione intervenivo parlando di mie sensazioni olfattive e gustative e vedevo in lui stupore, meraviglia, compiacenza di sentire quello che gli dicevo e che lui condivideva pienamente. La degustazione dei vini dell’azienda è stata condotta da una persona che ha detto cose che io sostengo da anni e che non ho mai sentito dire prima a nessun altro. A parte l’equilibrio gustativo essenziale nelle degustazioni, sostenuto da Émile Peynaud padre dell’enologia mondiale ed anche dall’illustre scomparso Giacomo Tachis padre dell’enologia italiana, questo degustatore ha detto di sentire i tannini sulla gengiva superiore. Verità sacrosanta!

Interveniva spesso Luigi Moio dando molta importanza ai profumi del vino. Non ci potevo credere, ero commosso, emozionato avevo trovato finalmente qualcuno che parlava la mia stessa lingua.

Alla fine della degustazione mi presentavo a Luigi Moio e mi complimentavo con lui come lui faceva con me. Questi mi faceva presente, che aveva scritto un libro sull’olfatto: “Il respiro del vino”. Non ci potevo credere, tutto un libro sugli odori e mi invitava a leggerlo e poi a telefonargli per dirgli le mie impressioni sul contenuto del libro. Inutile dire che l’ho subito acquistato e che lo sto leggendo con molto interesse ed attenzione.

Questo libro per me è molto importante perchè sicuramente mi farà capire il perchè di certi profumi del vino, nel bene e nel male. Sono aspetti che solo un esperto di chimica, che io non conosco, potrà darmi.

Prima di passare alle note di degustazione dei vini, tutti con uvaggio Aglianico al 100% è opportuno fare le seguenti precisazioni.

I vini degustati sono la Vigna Quintodecimo esposta a nord ovest e su terreno di argilla espandibile di colore chiaro. La vigna è di due ettari ad una altitudine di 420 metri s.l.m., con una pendenza del 25% ed è stata piantata nel 2001. La densità è di 5.000 piante per ettaro e la resa è di 1 kg per ceppo.

Mentre la Vigna Grande Cerzito è esposta a sud ed è su terreni vulcanici di colore scuro.

La vigna è di 1 ettaro ad una altitudine di 440 metri s.l.m. con una pendenza del 15% ed è stata piantata nel 2004. La densità è di 5.000 ceppi per ettaro e la resa è di 1 kg per ceppo. Per entrambi i vini la raccolta è manuale in casse da 15 kg. La fermentazione è di 20-25 giorni ad una temperatura di 28 – 30 gradi e successivamente il vino viene allevato in barriques di rovere nuove per 18 – 24 mesi.

I vini rossi prodotti sono quelli menzionati ed il Terra D’Eclano, Irpinia Aglianico, DOC.

Vengono prodotti anche tre vini bianchi che sono: Exultet, Fiano di Avellino, DOCG; Giallo D’Arles, Greco di Tufo, DOCG e Via del Campo, Falanghina Irpinia, DOC.

 

 

QUINTODECIMO VIGNA QUINTODECIMO

TAURASI RISERVA DOCG 2014

Veste colore rosso granato.

Naso fatto di profumi dolci dell’esterno del confetto, lievi vegetali, cioccolata, ciliegia candita, foglie morte e humus.

Assaggio gustoso con sapori di ciliegia, prugna e cioccolata. Il corpo è medio ed il vino inizialmente ha un asse acido – alcool – tannino in armonia per poi nel finale avere un lieve effetto altalenante tra alcool e freschezza.

Il tannino è dolce, largo (6/6 -) e setoso. Lunga è la sua persistenza con finale boisé, ciliegia candita e cioccolata.

90/100

 

 

QUINTODECIMO VIGNA QUINTODECIMO

TAURASI RISERVA DOCG 2009

Veste rosso granato.

All’olfatto dona piacevoli note fruttate di ciliegia, prugna seguite da note floreali di iris e di fiori appassiti. Il percorso olfattivo prosegue con sentori di vernice ad olio, menta, eucalipto, per terminare con rimandi di sella di cuoio.

Al palato mostra un corpo medio e sapore di prugna secca.

Il vino è equilibrato con massa alcoolica resa inoffensiva dalla spalla acida e dai tannini. Questi ultimi sono dolci, abbastanza larghi (5/6), inizialmente setosi per poi nel finale asciugare un po’ la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

93/100

 

 

QUINTODECIMO VIGNA QUINTODECIMO

TAURASI RISERVA DOCG 2012

Robe rosso rubino con trame porpora.

Piacevole l’impianto olfattivo con profumi di iris, prugna matura, menta, eucalipto, pepe nero, noce moscata, rosmarino, salvia, alloro, oliva nera, per terminare con sussurri di ciliegia marasca nera.

Al palato si mette in evidenza un sapore di oliva nera in un corpo medio.

Il vino mostra un buon equilibrio tra alcool e freschezza. I tannini sono dolci, abbastana larghi (5/6 ++), inizialmente vellutati per poi nel finale far bruciare un po’ la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza gustativa con finale boisé e di cioccolata.

93/100

 

QUINTODECIMO VIGNA GRANDE CERZITO

TAURASI RISERVA DOCG 2009

Si tinge di rosso rubino con trame granato.

Piacevole mix olfattivo fatto di profumi di prugna secca, fieno secco, clorofilla, menta, eucalipto, alloro, rosmarino, pelle in fine lavorazione, per terminare con sensazioni di scatola di sigari.

Palato piacevole, gustoso con sapore di prugna fresca. Il vino ha un ottimo equilibrio gustativo con alcool, spalla acida e tannini in sintonia tra loro.

Il corpo è medio. I tannini sono dolci, larghi (6/6 -) e vellutati.

Lunga è la sua persistenza con finale di cioccolata.

95/100

VIGNA GRANDE CERZITO

TAURASI   RISERVA DOCG 2011

Melange visivo di rosso rubino e rosso granato.

Impressioni olfattive intense di cioccolata seguite da note floreali, ciliegia matura, menta, eucalipto, alloro, rosmarino, pepe nero, noce moscata, per terminare con piacevoli sussurri dolci di tabacco da pipa.

La bocca percepisce un corpo medio meno presente del precedente 2009.

Il vino inizialmente è equilibrato per poi nel finale lasciare spazio ad una lieve altalena tra alcool e freschezza.

I tannini sono al massimo della estensione (6/6), sono dolci, inizialmente vellutati per poi lasciare un po’ aciutta la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza gustativa.

91/100

VIGNA GRANDE CERZITO

AGLIANICO RISERVA DOCG 2012

Manto rosso rubino con trame porpora.

Nitida ricchezza aromatica con profumi di prugna, pepe nero, noce moscata, menta, eucalipto, alloro, salvia, rosmarino, lievi chiodi di garofano, scatola di sigari, liquirizia per terminare con pizzichi di cioccolata.

Ingresso gustativo che mette in risalto una piacevole prugna e toni dolci.

Il vino ha corpo medio ed è ben equilibrato con massa alcoolica impercettibile grazie alla spalla acida ed ai tannini.

Questi ultimi sono dolci, abbastanza larghi (5/6 +), spessi, inizialmetne vellutati per poi far bruciare un po’ la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza con finale di prugna e cioccolata.

Vino ancora giovane, i tannini si dovranno sciogliere un po’ con la sosta del vino in bottiglia.

93/100

Terminata la degustazione facevamo ritorno all’albergo per riposarci un po’ prima di andare a cena al ristorante “Hidalgo” alla periferia di Merano. La mattina dopo siamo ritornati alla manifestazione dove siamo stati ad assaggiare altri vini sia italiani che sloveni, esattamente siamo stati al tavolo dell’azienda Marjan Simcic dal cugino di Marjan, Ivan che gentilmente ci ha fatto assaggiare tutti i vini dell’annata 2015. Vini piacevoli, giovani, con una notevole freschezza. Siamo passati poi al tavolo dell’azienda Cecchi dove abbiamo assaggiato il vino Coevo 2015 che è incredibilmente piacevole più degli ottimi 2006 e 2011. E’ un vino di struttura e di eleganza.

Mi sono piaciuti anche i vini di Tenuta di Biserno di proprietà di Lodovico Antinori.

Il “Pinot” è un vino, molto piacevole, da sempre; il Biserno ricordo che all’inizio della sua produzione aveva un eccessivo legno per poi con gli anni scemare. Il Lodovico è un vino prodotto in quantità limitata con uvaggio 100% Cabernet Franc ad un prezzo di vendita importante. Questo vino conferma che la zona di Bolgheri è vocata al Cabernet Franc.

Altri esempi sono il vino Matarocchio dell’Azienda Guado al Tasso, il Lavinia Maria di Tenuta Argentiera ed il Paleo dell’azienda Le Macchiole. Non sarei più andato via, ma il dovere ci richiamava a Firenze. Come sempre a queste fiere si ha, quando si va via, il rimpianto di non avere fatto tutto quello che si sarebbe voluto fare. Ci siamo lasciati alle spalle le bianche montagne Meranesi ed abbiamo iniziato il nostro difficile percorso di rientro incontrando un po’ di difficoltà nella viabilità a causa delle nevicate sull’appennino Tosco Emiliano. La nostra mente era però rimasta a quei tre giorni spensierati passati al Merano Wine Festival.

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