L’azienda familiare di Mattia Vezzola si chiama Costaripa ed è situata nel cuore della Valtenesi a Moniga del Garda.
La Valtenesi si estende da nord a sud tra i comuni di Desenzano e Salò nel cuore dell’anfiteatro morenico sulla sponda bresciana del Garda.
Tutta l’area è influenzata dal Garda, il più grande lago italiano.
Si tratta di 20 km di coste esposte al sorgere del sole e bagnate da 370 km2 di acqua con temperatura minima in inverno di 7° con un ricambio di acque in 28 anni. Questa terra gode di ben 3000 ore di sole l’anno rinfrescata da brezze mattutine e serali facendo si che il suo clima sia chiamato “sud mediterraneo”. I terreni sono di origine glaciale ed hanno circa 67 tipologie di suoli che caratterizzano i vini per la loro sapidità, armonia e complessità aromatica.
Moniga inizia con il 1896 ad essere identificata come il punto di inizio della vinificazione dei vini in rosè.
In pochi anni nacquero ben 12 cantine perché fu chiaro a molti che quel territorio era magico e che era il luogo giusto, per terreni e clima, per la nascita dei vini rosati.
Sin dal 1896 viene coltivata una uva rossa, raffinata e fragile come quella del groppello gentile. Quest’uva rarissima dall’acino blu con il grappolo che appartiene ai vitigni serrati e conici. L’uva matura oltre la metà di settembre. L’età media dei vigneti dell’azienda Costaripa è di oltre 35 anni e vige il principio della selezione massale con assoluto divieto di irrigazione. Questa azienda ha una gestione viticola completamente manuale che comprende una visione biodinamica dei suoli con potature tradizionali. Per il metodo classico i mosti fermentano in piccole botti di rovere bianco e remuage totalmente a mano. Ogni cuvèe è frutto dell’unione di almeno 40 diversi vini, al fine di mantenere ogni anno lo stesso profilo sensoriale.
Mattia Vezzola è una persona pacata molto competente e modesta, lo conosco da quando era enologo nell’azienda Bellavista in Franciacorta, dove ha lavorato per circa quarant’anni, lasciandola nel 2021 per dedicarsi completamente all’azienda familiare “Costaripa”.
Ma veniamo al pranzo che Chicca Manca P.R., nel mondo del vino, ha organizzato per conto di Mattia Vezzola, presso il ristorante Palazzo Portinari di Firenze dello chef Vito Mollica.
La degustazione dei vini è stata effettuata per una decina di giornalisti presso il bar del ristorante e successivamente siamo andati nel salone per consumare un pranzo ideato e creato da Vito per poter apprezzare al meglio vini delicati ed eleganti come quelli proposti da Costaripa.
È stata la prima volta che ho fatto una vasta degustazione di vini rosé. Con l’antipasto “ricciola e tonno marinati agli agrumi” abbiamo apprezzato il giovane Costaripa Rosamara Valtènesi rosè 2024.
Come primo ci è stato servito : “Trofie ai frutti di mare e crema al prezzemolo” abbinato al Costaripa, Mattia Vezzola Crèant metodo classico.
Con il duplice secondo ci è stato servito il Costaripa Mattia Vezzola grande annata rosè metodo classico.
I piatti erano sia di pesce che di carne ed esattamente : “ rombo scottato con cuscino rosa e crema di peperone crusco”, “cosciotto di agnello arrostito alle erbe e olive taggiasche”. Abbinamenti perfetti! Con il dolce: “ carpaccio di ananas arrostito con lamponi e sorbetto al cacao”, è stato servito il vino dolce Costaripa PalmaArgentina 2024.
Un vino della degustazione che mi ha colpito è stato il Molmenti rosè 2011 perché non pensavo che un vino rosé potesse avere tutta questa piacevole longevità.
Veniamo adesso a descrivere i vini degustati.
COSTARIPA
MATTIA VEZZOLA
ROSAMARA VALTÈNESI ROSE’, annata 2024
(Uvaggio: 50% Groppello Gentile, 30% Marzemino, 10% Barbera e 10% Sangiovese)
Robe rosa.
Espressione olfattiva con profumi intensi di pera coscia, pepe e pietra focaia, seguono note di gelato alla vaniglia, fiordilatte, pepe bianco, dolci dell’esterno del confetto, smalto per le unghie, stoppa intrisa di vino, lievi di idrolitina (è la polvere che rende l’acqua naturale in grassata), per terminare con soffi di sapone di Marsiglia.
Al palato ha corpo medio sufficiente, è sapido ed ha sapore di limone.
L’equilibrio tra alcol e freschezza e un pò allenante nonostante che abbia anche una discreta acidità. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di ricordi di melograno.
(89/100)
COSTARIPA
MATTIA VEZZOLA
ROSA MARA VALTÈNESI ROSE’, annata 2020
(Uvaggio: 50% Groppello Gentile, 30% Marzemino, 10% Barbera e 10% Sangiovese)
Traspare dal bicchiere rosa aranciato (albicocca).
Mix olfattivo composto da profumi di burro di nocciolina, menta, pietra focaia, rosa bianca, rosa rossa, lievi di biancospino per terminare con sussurri di fragolina di bosco.
Bocca felice, suadente con sapori di miele ed albicocca.
Il corpo è medio, vino sapido con l’equilibrio tra alcol e freschezza che è lievemente altalenante.
Lunga e la sua persistenza gustativa.
(89++/100)
COSTARIPA
MATTIA VEZZOLA
MOLMENTI VALTÈNESI ROSE’ D.O.C, annata 2019
(Uvaggio: 60% Groppello Gentile, 20% Marzemino, 10% Sangiovese e 10% Barbera)
Cromia rosa antico chiaro.
All’esame olfattivo si scandiscono in sequenza profumi di boisè, vaniglia, lievi di gasolio, pietra focaia, wafer del cono gelato leggero, erbe medicinali, dolci dell’esterno del confetto, menta per terminare con carezze di burro di nocciolina.
All’approccio gustativo emerge un corpo medio plus ed il vino è sapido e minerale.
L’equilibrio tra alcol e freschezza non è perfetto nonostante che il vino abbia una interessante salivazione.
Lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Nel finale si sente bruciare un pochino la gengiva superiore. Naso interessante, molto minerale dovuto principalmente al fatto che il terreno ha molta argilla.
(90–/100)
COSTARIPA
MATTIA VEZZOLA
MOLMENTI VALTÈNESI ROSE’ D.O.C, annata 2011
(Uvaggio: 60% Groppello Gentile, 20% Marzemino, 10% Sangiovese e 10% Barbera)
Carattere cromatico caratterizzato dal colore rosa ambrato intenso.
Diffonde dal bicchiere profumi di Marsala, lievi di trielina, pietra focaia, erbe medicinali, lievi di chinotto, terra bagnata, nespola, vernice per legno mogano, giuggiola matura, lievi di prugna secca, per terminare con pizzicotti di elicriso (liquirizia, camomilla e menta).
Il corpo è medio plus ed il vino è sapido ed ha sapore di erbe medicinali e di intensa ciliegia sotto spirito.
L’equilibrio e lievissimamente altalenante tra alcol e freschezza. Molto lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di Marsala secco e ciliegia sotto spirito e finalissimo di zabaione.
Vino particolare molto ricco al naso ed anche se non è completamente equilibrato al gusto. E’ un vino particolare.
(92/100)
COSTARIPA
MATTIA VEZZOLA CRÈANT BRUT
Metodo classico S.A. (Saten)
(Uvaggio: 100% Chardonnay)
Veste giallo paglierino ed ha bollicine abbastanza fini ed abbastanza numerose.
Preludio olfattivo di gas gpl, burro di nocciolina, sedano e finocchio freschi, per terminare con ricordi di pietra focaia.
Le bollicine sono abbastanza fini ed il vino è sapido.
Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato con la freschezza che avvolge la massa alcolica.
Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale lievemente amarino che mi ricorda in parte le erbe medicinali.
(91/100)
COSTARIPA
MATTIA VEZZOLA
Metodo classico Grande annata Rosè 2019
(Uvaggio: 80% Chardonnay e 20% Pinot Nero)
Manto rosa antico e paglierino.
Le bollicine sono abbastanza fini ed abbastanza numerose.
Palcoscenico olfattivo di profumi di noce di cocco, acqua di mare (è uguale alla parte bianca interna della buccia di cocomero), buccia verde della banana, erbe medicinali, chinotto e lampone.
All’assaggio rivela un corpo medio, è fine e delicato ed ha sapore di erbe medicinali e di chinotto. Vino ben equilibrato con la freschezza che avvolge completamente la massa alcolica.
Lunga la sua persistenza gustativa con finale di erbe medicinali e di chinotto.
Bel vino, interessante e piacevole.
(94/100)
COSTARIPA
PALMARGENTINA, annata 2024
(Uvaggio: 50% Groppello e 50% Marzemino)
La prima annata prodotta è stata la 2010. E un vino dolce con soli 10 ° alcolici.
All’esame visivo si presenta rosa chiaro.
L’olfatto pavoneggia profumi di prugna fresca, smalto per le unghie, acqua di rose bianche (mi ricorda quella dell’azienda Roberts), zucchero filato, olive verdi per terminare con spunti di origano.
Morso dolce con intenso sapore di mela cotta.
Il corpo è medio ed il vino grazie alla freschezza rende il vino ben equilibrato.
Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.
Vino particolarmente interessante.
(92/100)
