Anno dopo anno il Sassicaia si conferma non solo uno dei migliori vini italiani ma del mondo.
Il 2023 è un assemblaggio di 87% di Cabernet Sauvignon e 13% di Cabernet Franc.
Abbiamo assistito nel corso degli ultimi anni ad una produzione di Sassicaia di altissima qualità, anche nelle annate meno fortunate sotto un profilo climatico. Il Sassicaia è uscito sempre in forma splendida. Ad incominciare dall’annata 2011 alla quale io ho riconosciuto 95/100, alla 2013: 99/100; alla 2015 : 100/100; alla 2016: 100/100 e lode; alla 2017: 97/100; alla 2018: 98/100; alla 2019: 100/100; alla 2020: 98/100; alla 2021: 100/100; alla 2022: 98/100 ed infine alla 2023: 100/100
Ma parliamo adesso dell’andamento climatico dell’annata 2023.
In autunno ci sono state piogge di breve intensità e temperature mediamente sopra la media stagionale. Il freddo intenso è comparso alla fine di dicembre e si è protratto fino a metà febbraio. L’inverno in generale è stato mite e con scarse piogge.
Il germogliamento delle viti è iniziato a fine marzo ed il clima è stato tale da non danneggiare le gemme. Sia durante la primavera che all’inizio dell’estate ci sono state piogge frequenti, ma di modesta intensità.
Grazie all’intenso lavoro in vigna le viti non hanno avuto alcun attacco fungino.
C’è stata una perdita di produzione a causa del persistere delle piogge che hanno determinato una minore densità di acini nei grappoli.
Durante la prima parte dell’estate le temperature non sono state elevate e le piogge hanno mantenuto il sotto suolo fresco e dotato sotto il profilo idrico.
Luglio è stato caldo ma le vigne sono state tenute sotto controllo termico.
Durante la seconda settimana di agosto c’è stata una perturbazione di origine atlantico che ha portato pioggia ed abbassamento delle temperature.
Dal 15 agosto le temperature sono risalite ma le nuove piogge le hanno riabbassate.
La vendemmia è iniziata il 4 settembre per terminare il 5 di ottobre.
La resa per ettaro è stata di 30/35 q.li per i vigneti più vecchi e di 60/70 q.li per i vigneti più recenti.
Le fermentazioni si sono svolte in acciaio mentre l’affinamento in barriques è stato di 24 mesi di cui 40% legni nuovi, 40% di primo passaggio e 20% di secondo passaggio. Veniamo ora a descrivere questo 2023 facendo una premessa sui tannini.
Per quanto riguarda la larghezza del tannino, è importante che faccia le precisazioni che seguono, affinchè possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente, se il tannino è meno largo, potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno d’attenzione, ma il tannino, come ho precisato, dev’essere, in ogni caso, di buona qualità.
Passiamo adesso a descrivere il vino degustato.
TENUTA SAN GUIDO
SASSICAIA, annata 2023
Bolgheri Sassicaia D.O.C.
(Uvaggio : 87% Cabernet Sauvignon e 13% Cabernet Franc)
Traspare dal calice rosso rubino intenso.
Caleidoscopio olfattivo ricco e vario con profumi di prugna, mora, mirtilli, cassis, intensi di bergamotto, menta, eucalipto, pepe nero, noce moscata, incenso, lievi di noce di cocco, acqua di mare (è uguale al profumo della parte bianca interna della buccia di cocomero), tè verde, intensi di grafite, ambra, liquirizia, violetta appassita, lievi di pelle in fine lavorazione di conceria, lievi di pongo per terminare con lievissimi soffi di saponetta alla lavanda.
All’incontro gustativo emerge un corpo medio lievemente plus e sapore intenso di prugna e mirtillo freschi, direi spremuti.
Ricca è la freschezza che avvolge completamente la massa alcolica rendendo il vino perfettamente equilibrato.
I tannini sono dolci, completamente larghi (6/6), setosi e spessi.
Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di prugna e mirtillo. (100/100)
E’ un vino già , da adesso, piacevole a bersi.

