AL MERANO WINE FESTIVAL 2025

È sempre un grande piacere andare a Merano in generale ed al Merano WineFestival in particolare. Come sempre io alloggio a Tirano all’hotel Patrizia, hotel familiare, dove le persone sono sempre cordiali e sorridenti. Quest’anno sono andato in compagnia di mia moglie Sara, che ha fatto la turista, mentre io ero impegnato negli assaggi dei vini.

Ho riscontrato una notevole partecipazione di aziende e di pubblico. Durante la manifestazione ho incontrato vari produttori di vino sia italiani che stranieri ed ho fatto molti assaggi riscontrando il miglioramento di diversi vini assaggiati nei tempi precedenti. Quando vado a Merano però sono anche interessato a fare delle masterclass.

L’amico Riccardo Gabriele giornalista e titolare di un’agenzia PR mi ha invitato ad andare alla masterclass della cantina Bozen da lui seguita come PR. Mi ha interessato anche iscrivermi alla masterclass della cantina Kurtatsch per una verticale di Merlot ed a quella dell’azienda Kettmeir. Riguardo all’azienda Kettmeir ero curioso di approfondire le mie conoscenze sulle bollicine prodotte da questa azienda di Caldaro. Questa cantina dell’Alto Adige esiste dal 1919. Nel 1964 l’azienda incomincia a produrre i vini spumante. Sono 60 i viticoltori che conferiscono le uve coltivate in 55 ettari di vigneti. Solo nel 1992 la cantina è passata al metodo classico e quindi alla fermentazione in bottiglia. I vitigni prodotti sono tra gli altri Pinot nero, Pino bianco, Chardonnay, Sauvignon, Moscato rosa e Muller Turgau. Il profumo, in genere, che ho sentito durante la degustazione è la pera coscia.

Riguardo alla masterclass della cantina Bozen (Bolzano) che si trova a Bolzano è consistita in una duplice verticale, la prima di Chardonney e la seconda di Lagrein. Sono 224 famiglie che da socie conferiscono le loro uve per la produzione di questi vini. Sono 15 le varietà di uve che vengono coltivate su differenti terreni. Profumo ricorrente nella verticale di Chardonnay è stato l’ananas.  Riguardo alla verticale di Legrein mi ha colpito l’annata 2020 con i suoi gradevoli profumi di ciliegia marasca nera e di oliva nera. Venendo poi alla masterclass dei vini della cantina Kurtatsch che si trova a Cortaccia in Alto Adige che ha avuto ad oggetto una verticale di Merlot, devo dire di aver avuto una ottima impressione della qualità del vino. L’azienda è stata fondata nel 1900, le uve sono coltivate da 190 famiglie su una estensione di 190 ettari. I vitigni si estendono da una altitudine base di 220 mt s.l.m per arrivare a 900 mt.

I vini di punta della cantina recano il nome Frienfeld e vengono prodotti solo nelle annate migliori e riguardano gli uvaggi: Cabernet Sauvignon e lo Chardonnay.

I due vini sono prodotti dalle viti migliori e più vecchie e prendono il nome dal luogo di fondazione della cantina che è nel centro del paese. I vini della masterclass mi sono piaciuti anche per l’equilibrio gustativo. Mi ha colpito, nella annata 2022 del Lagrein, il profumo ed il sapore di tartufo nero.

La maggiore curiosità mi è venuta quando ho letto di una masterclass della cantina Antonio Ferrari, Solaria jonica, annata 1959.

Mi ha incuriosito la storia di questo vino e di Antonio Ferrari, produttore e commerciante di vino, classe 1913 di Galliate (Novara). Questi acquistava vini e uve e si innamorò del vitigno Primitivo coltivato in una vigna affacciata sullo ionico nella proprietà del Barone Bardoscia. Il signor Ferrari voleva dimostrare che il Primitivo era un vitigno longevo, acquistava le uve e/o vini e li portava nella sua cantina. Dopo quarant’anni di allevamento di questo 1959 lo mise in commercio e addirittura questo vino venne acquistato e messo in carta da Alain Ducasse a Montecarlo nel suo ristorante “ Le Louis XV”.

I primi anni 2000 Antonio scompare e la sua cantina rimane inoperativa,  casualmente il terzo figlio (80 enne) scopre una ultima vasca di Solaria sulla quale c’era un cartello che la indicava come vuota. Nell’aprile 2025 vengono imbottigliate 953 bottiglie da 50 cl di Solaria 1959. Come potevo non andare a questa degustazione? È stato un grande divertimento per me scoprire i profumi che si innalzavano dal calice. Le mie note di degustazione parlano da sole. Come tutti gli anni il Merano WineFestival per me rappresenta una meta da non perdere ed andando via da Merano penso subito all’anno successivo. Prima di passare alle note di degustazione deve premettere quanto segue.

Per quanto riguarda la larghezza del tannino, è importante che faccia le precisazioni che seguono, affinché possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente, se il tannino è meno largo, potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno d’attenzione, ma il tannino, come ho precisato, dev’essere, in ogni caso, di buona qualità.

Passiamo adesso a descrivere i vini degustati.

 

AZIENDA KETTMEIR

 

AZIENDA KETTMEIR

Brut “Athsis”, annata 2022

Metodo Classico Alto Adige D.O.C.

(Uvaggio: 47% Pinot Bianco, 47% Chardonnay e 6% Pinot Nero)

 

Colore giallo paglierino con riflessi grigi.

Le bollicine sono abbastanza fini da abbastanza numerose.

Al naso rivela profumi di lievito di birra, cuoio biondo, castagne bollite con finocchio selvatico secco e pera coscia.

Al gusto ha bollicine fini ed è sapido.

Il corpo è medio. Vino con ricca freschezza ma, nonostante ciò, c’è un lieve effetto altalenante con la massa alcolica.

Buona dolcezza e lunga persistenza gustativa con finale agrumato di limone.

(89/100)

AZIENDA KETTMEIR

Brut Rosè “Athsis”, annata 2022

Metodo Classico Alto Adige D.O.C.

(Uvaggio: Pinot Nero e Chardonnay)

Traspare dal calice rosa antico chiaro.

Le bollicine sono fini ed abbastanza numerose.

Ricchezza olfattiva scandita da profumi di pera coscia, dolci della parte esterna del confetto, vaniglia, lievito di birra, lievi di lampone per terminare con ricordi di pasta marzapane.

Al palato le bollicine sono abbastanza fini.

Il corpo è medio ed il vino ha sapore di pera coscia ed è sapido.

La freschezza avvolge la massa alcolica rendendo il vino ben equilibrato.

Lunga è la persistenza gustativa con finale di lampone.

(87/100)

  AZIENDA KETTMEIR

Pas Dosè, annata 2020

Metodo Classico Alto Adige D.O.C.

(Uvaggio: 100% Chardonnay)

Tono giallo paglierino chiaro con riflessi grigi e verdi. Le bollicine sono abbastanza fini ed abbastanza numerose

Bouquet con profumo intenso di vaniglia seguito da lieve gas gpl, fiori bianchi di biancospino e di guscio di mandorla.

All’incontro gustativo le bollicine sono fini e carezzevoli. Vino sapido con sapore di frutta lievemente acerba (pera).

Il corpo è medio ed il vino è equilibrato con la freschezza che domina la massa alcolica. Lunga la sua persistenza con finale di limone.

(89/100)

 

AZIENDA KETTMEIR

Brut, annata 2018

Metodo Classico Alto Adige D.O.C.

(Uvaggio: Pinot Bianco, Chardonnay e Pinot Nero)

Veste giallo paglierino e oro con riflessi verdi.

Le bollicine sono fini da abbastanza numerose.

Preludio olfattivo di burro di nocciolina, pera coscia, lievi di zabaione, gas gpl per terminare con carezze di lamponi.

All’assaggio rivela un corpo medio e le bollicine sono fini. Vino sapido dotato di una bella freschezza che avvolge completamente la massa alcolica.

Sulla gengiva superiore si sentono dei tannini un po’ asciugati ed ho pensato che, potessero essere i tannini dei raspi. Lunga è la sua persistenza gustativa.

(90/100)

AZIENDA KETTMEIR

Extra Brut “1919” Riserva, annata 2018

Metodo Classico Alto Adige D.O.C.

(Uvaggio: 50% Chardonnay, 40% Pinot Nero e 10% Pinot Bianco)

Rimane 6 anni sui lieviti.

Abito giallo oro con riflessi verdi e grigi.

Le bollicine sono fini e numerose.

Bicchiere estroverso con profumi di vaniglia, lampone, lievi di zabaione e di gas gpl, per terminare con sussurri di paglia.

Bocca caratterizzata da un corpo medio sufficiente plus e da bollicine fini.

Vino ben equilibrato grazie alla freschezza ed alla acidità che sovrastano la massa alcolica. Lunga è la sua persistenza gustativa con intenso finale di limone.

(90/100)

AZIENDA KETTMEIR

Pas Dosè, annata 2018

Metodo Classico Alto Adige D.O.C.

Formato Magnum

(Uvaggio: 100% Chardonnay)

Carattere cromatico giallo paglierino con riflessi oro.

Le bollicine sono fini e numerose.

Al naso ricorda profumi di pepe bianco, lieve gas gpl, fiori bianchi, pera coscia e cuoio biondo.

La bocca è accarezzata da bollicine fini e da sapore di limone.

Il corpo è medio, la freschezza e la massa alcolica sono in perfetta armonia tra loro.

Si sentono sulla gengiva superiore i tannini probabilmente dei raspi.

Lunga la sua persistenza gustativa con finale di limone.

(90/100)

 

KELLEREI BOZEN

 

 KELLEREI BOZEN

Riserva Stegher, annata 2022

(Uvaggio: 100% Chardonnay)

Colore giallo paglierino.

Mix olfattivo di profumi boisè e di episperma (è il dolce della pelle e della castagna bollita), bastoncino di zucchero impregnato di menta, ananas, uva un po’ matura, con finale a bicchiere vuoto, di affumicatura.

Al palato ha corpo medio e l’equilibrio tra alcol e freschezza è un po’ altalenante.

Sapore di uva un po’ matura.

Si sente un po’ il tannino del legno sulla gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza gustativa.

(88/100)

KELLEREI BOZEN

Riserva Stegher, annata 2019

(Uvaggio: 100% Chardonnay)

Appare giallo paglierino con riflessi verdi.

Diffonde dal bicchiere profumo intenso di vaniglia seguito da note di ananas, episperma (è il dolce della pellolina della castagna bollita), pepe bianco, gas gpl per terminare con soffi di bacca di ginepro.

All’approccio gustativo emerge un sapore di ananas maturo, limone ed un po’ di boisè.

Il corpo è medio mentre al momento l’equilibrio è un po’ altalenante tra alcol e freschezza.

Vino sapido con lievi sensazioni asciugati sulla gengiva superiore per i tannini del legno. Lunga è la sua persistenza gustativa.

(90–/100)

 KELLEREI BOZEN

Riserva Stegher, annata 2016

(Uvaggio: 100% Chardonnay)

Efficacia espressiva con colore giallo paglierino.

Il debutto olfattivo rivela un profumo intenso di ambra seguito da note di ananas maturo, menta, lieviti pepe bianco e pera coscia. La scia olfattiva termina con il rosmarino e la salvia.

All’incontro gustativo sfoggia una nota dolcina che fa pensare ad un’uva più matura.

Il corpo è medio ed il vino e sapido.

L’equilibrio tra alcol e freschezza è lievemente altalenante.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

(89/100)

KELLEREI BOZEN

Riserva Stegher, annata 2013

(Uvaggio: 100% Chardonnay)

Espressione cromatica di giallo paglierino con riflessi oro.

L’olfatto pavoneggia profumi intensi di ambra e fiori bianchi che ricordano il biancospino seguiti da ananas ed episperma (nota boisé dolce che ricorda la pelle della castagna bollita).

Bocca felice, suadente riccamente sapida. Il corpo è medio plus e l’equilibrio tra alcol e freschezza è lievemente altalenante.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

(90/100)

KELLEREI BOZEN

Riserva Taber, annata 2022

(Uvaggio: 100% Lagrein)

Manto rosso porpora intenso.

Palcoscenico olfattivo con profumi di ciliegia marasca nera, menta, lievi di liquirizia e di tartufo nero, per terminare con sussurri di cioccolata.

Al palato ha corpo medio sufficiente e sapore di ciliegia.

Vino ben equilibrato tra alcol e freschezza. I tannini sono dolci, inizialmente vellutati per poi asciugare lievemente la gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

(91/100)

 

KELLEREI BOZEN

Riserva Taber, annata 2020

(Uvaggio: 100% Lagrein)

Cromia rosso rubino e porpora intensi.

Si susseguono profumi di oliva nera, ciliegia marasca nera, cioccolata, menta, lievi di pepe nero e chiodi di garofano. Chiude l’esame olfattivo con carezze di pomodori pelati.

All’assaggio rivela un corpo medio e sapore di ciliegia marasca nera e cioccolata. Vino ben equilibrato con la freschezza che avvolge completamente la massa alcolica. I tannini sono dolci setosi e larghi (6/6–).

Lunga è la sua persistenza gustativa.

(93/100)

 

KELLEREI BOZEN

Riserva Taber, annata 2017

(Uvaggio: 100% Lagrein)

Robe rosso rubino intenso-nero.

Ventaglio di sensazioni olfattive composto da pelle di conceria, ciliegia marasca nera, amido del riso bollito, lievi di menta per terminare con piacevoli sussurri di oliva nera.

Sorso con sapore di polvere di cacao.

Il corpo è medio, un po’ sfuggente, mentre il vino è equilibrato con la freschezza che domina la massa alcolica.

I tannini sono dolci, abbastanza larghi (5/6) inizialmente vellutati per poi asciugare e far bruciare lievemente la gengiva superiore.

Lunga la sua persistenza gustativa.

 (90/100)

 KELLEREI BOZEN

Riserva Taber, annata 2014

(Uvaggio: 100% Lagrein)

 All’esame visivo presenta colori rosso rubino e porpora intensi.

Il naso evoca profumi di foglia di pesco, foglia di ruta, foglia di fico, menta, eucalipto, ciliegia marasca nera, polvere di cacao, per terminare con soffi di pomodori pelati.

All’incontro gustativo rivela un corpo medio che tende un po’ ad assottigliarsi.

Alcol e freschezza sono in equilibrio tra loro mentre i tannini sono dolci, abbastanza larghi, inizialmente vellutati per poi asciugare un po’ la gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza gustativa.

(90/100)

 CANTINA KURTATSCH

  

CANTINA KURTATSCH

BRENNTAL MERLOT RISERVA, annata 2022

Traspare dal calice rosso rubino con trame porpora.

Al naso rivela un profumo intenso minerale di grafite seguito da lievi di tartufo nero, ciliegia e cioccolata per terminare con sussurri balsamici di menta.

La bocca è estasiata dai sapori di tartufo nero e di cioccolata.

Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato con la freschezza che domina la massa alcolica.

I tannini sono dolci larghi (6/6-) inizialmente vellutati per poi asciugare un po’ la gengiva superiore.

Lunga la sua persistenza gustativa con finale di tartufo nero e cioccolata.

(93/100)

CANTINA KURTATSCH

BRENNTAL MERLOT RISERVA, annata 2018

Veste rosso rubino intenso.

Al naso c’è un’esplosione di tartufo nero seguita da profumi di terra umida, ciliegia rossa ed erbe medicinali che ricordano anche il chinotto.

Sapore di ciliegia e polvere di cacao.

Il corpo è medio ed il vino ha un buon equilibrio gustativo con la freschezza che neutralizza completamente la mossa alcolica.

I tannini sono dolci, larghi (6/6–), inizialmente vellutati per poi asciugare lievemente la gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza con finale di ciliegia.

(93/100)

CANTINA KURTATSCH

BRENNTAL MERLOT RISERVA, annata 2015

Tono rosso rubino con fine bordo cipolla rosa.

All’olfatto il profumo di tartufo nero sovrasta ogni sentore, ma gradatamente e timidamente fanno capolino note di menta, eucalipto, ciliegia, rosmarino, salvia e terra umida.

All’incontro gustativo emerge un corpo medio e sapore di tartufo nero e cioccolata.

Vino ben equilibrato tra alcol e freschezza.

I tannini sono dolci, abbastanza larghi (5/6+) inizialmente vellutati per poi far asciugare e bruciare un po’ la gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di cioccolata amara.

(91/100)

CANTINA KURTATSCH

BRENNTAL MERLOT RISERVA, annata 2011

Veste rosso granato con fine bordo rosa.

Lo scrigno olfattivo all’aprirsi rivela un profumo intenso di tartufo nero seguito da menta, eucalipto, ciliegia, cioccolata, rosmarino e salvia.

Al gusto ha corpo medio e sapore di ciliegia sotto spirito e polvere di cacao.

Vino ben equilibrato con la freschezza che avvolge la massa alcolica, neutralizzandola.

I tannini sono dolci, abbastanza larghi (5/6) inizialmente vellutati per poi asciugare e far bruciare lievemente la gengiva superiore.

Lunga la sua persistenza gustativa con finale di polvere di cacao.

(91/100)

CANTINA KURTATSCH

BRENNTAL MERLOT RISERVA, annata 2007

Traspare dal calice rosso granato.

Bagaglio olfattivo composto da un profumo intenso di tartufo nero seguito da ciliegia, menta, eucalipto, rosmarino, salvia, alloro, terra umida, cioccolata, erbe medicinali per terminare con sussurri di lemongrassa.

Morso di tartufo nero, cioccolata e ciliegia.

Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato tra alcol e freschezza

I tannini sono dolci, abbastanza larghi (5/6–) e vellutati.

Lunga e la sua persistenza gustativa con finale di ciliegia sotto spirito.

(92/100)

 

CANTINA KURTATSCH

BRENNTAL MERLOT RISERVA, annata 1997

Colore rosso granato trasparente con fine bordo aranciato.

Ventaglio olfattivo di profumi di menta, eucalipto, ciliegia candita, lieve di pepe nero, noce moscata, lievi di humus, canfora per terminare con ricordi di tabacco biondo della Virginia.

Al palato ha corpo medio fine ed il vino è ben equilibrato grazie alla freschezza che domina la massa alcolica.

I tannini sono dolci, abbastanza larghi (5/6–) e vellutati.

Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di ciliegia.

(92/100)

 CANTINE ANTONIO FERRARI

  

CANTINE ANTONIO FERRARI

SOLARIA JONICA, annata 1959

(Uvaggio : 100% Primitivo)

All’esame visivo si presenta con colore scuro mattone, ambrato intenso.

Dallo scrigno olfattivo emergono profumi intensi di carruba, seguiti da ruggine, menta, eucalipto, liquirizia, fondo di caffè, china  (mi ricorda il liquore Ferro China Bisleri), amaretto di Saronno, dattero secco, lievi speziati di pepe nero e noce moscata.

Il percorso olfattivo è lungo, ricco e piacevolmente vario e prosegue con note intense di zabaione, dado da brodo vegetale, grafite, cioccolata amara per terminare con soffi di canfora.

Bocca felice, suadente con sapore di prugna secca, dattero secco e fico nero secco.

Vino ben equilibrato con la freschezza che avvolge completamente la massa alcolica rendendolo ben equilibrato. Il corpo è medio e la persistenza aromatica intensa con finale di liquirizia quella del bastoncino grande e finalissimo di zabaione con un piacevole colpo di coda di caramella mou al latte che rimane per lunghissimo tempo.

Si sente nel finale sulla gengiva superiore un po’ la secchezza del tannino (penso che le uve siano state vinificate con il raspo).

Vino che non morirà mai.

(95/100)

 

CANTINE ANTONIO FERRARI

SOLARIA JONICA, annata 1949

(Uvaggio : 100% Primitivo)

La prima bottiglia aperta aveva evidenti problemi di tappo.

La seconda bottiglia aperta manifestava un colore rosso granato ben diverso da quello del 1959.

I profumi non sono puliti e si sente una nota intensa di stalla seguita da un’intensa ruggine.

Al palato è un vino poco equilibrato e per tutto niente ha a che vedere con il mitico 1959.

 

 

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