BORDEAUX EN PRIMEUR ANNATA 2010 “Alla ricerca della griotte perduta”

                                                     

Anche quest’anno, in tempo utile, ho dovuto organizzare il mio viaggio per Bordeaux per l’importante assaggio dei vini di Bordeaux dell’annata 2010. Come ben sappiamo si tratta di vini che non sono ancora in bottiglia e che usciranno in commercio dopo circa due anni e mezzo. Rarissimamente mi è capitato di sentire dei vini, durante l’en primeur, che poi si sono rivelati completamente diversi una volta imbottigliati.

Per la prima volta, quest’anno, quando ho chiesto l’accredito per poter degustare i vini, ad eccezione dei grandi vini per i quali non ci sono assaggi cumulativi con altri di diverse aziende, mi sono sentito rispondere: “vuole il Badge per le degustazioni dei vini dell’Unione dei Grandi Cru o preferisce venire come giornalista ospite nelle nostre strutture?” Ricordo che cinque anni prima avevo fatto i salti mortali per cercare di avere il semplice Badge poiché i giornalisti invitati erano, e lo sono tuttora, a numero limitato sia per merito che per raccomandazioni. Questa domanda, vi confesso, mi ha reso felice perché evidentemente con il mio scrivere sui vini importanti in genere e su quelli di Bordeaux in particolare è stato come vincere un riconoscimento di stima e di apprezzamento per il mio continuo lavoro.

Ho amici giornalisti che normalmente rientrano nel gruppo degli ospiti in virtù di conoscenze. A tale domanda ho risposto di no accontentandomi del semplice Badge che mi permette piena libertà di movimento e di assaggi. Quello dell’en primeur è l’unico viaggio che faccio in macchina per andare a Bordeaux poiché normalmente vado in aereo, salvo poi noleggiare un auto in loco. Normalmente il viaggio di andata dura circa tre giorni mentre il ritorno dura un giorno, dalla mattina alla sera. Quest’anno ho allungato il mio percorso passando da Brusaporto, nel bergamasco e fermandomi il primo giorno “Da Vittorio” un ristorante con tre stelle Michelin, con annesso albergo, facente parte dell’associazione Relais e Châteaux. Ho trovato, come d’abitudine, gentilezza, bei sorrisi, competenza, disponibilità ed in assoluto una grande professionalità. Sono rimasto a cena per poi ripartire la mattina dopo per Cannes.

Da Vittorio, come entrata mi sono stati offerti due panini grandi come il quadrante di un orologio, uno era un mini hot dog con senape e pomodoro e l’altro era un hamburger con  formaggio, insalata e senape, una delizia solo a guardarli e figuriamoci a mangiarli. La cena è proseguita con due piatti tipici, storici del ristorante, un risotto allo zafferano con tre piccoli hamburger di vitella ed una braciola di carne di vitella fritta, di una grandezza mai vista, servita su di un tagliere nel centro tavola, con sopra pomodori pachino. A seguire i dolci erano di una piacevolezza estrema. Con la cena avrei potuto bere una bella bollicina che si sarebbe abbinata al cibo in modo perfetto, ma ho preferito bere un vino rosso siciliano il Passopisciaro 2007, di Andrea Franchetti, uvaggio nerello mascalese, vino equilibrato, delicato, ma deciso nei suoi sapori, molto simile ad un piacevole pinot nero di Borgogna. Come inizio del mio viaggio ero soddisfatto anche perché la seconda tappa sarebbe stata Cannes.

Quest’anno ho fatto li la seconda tappa poiché desideravo mangiare le ostriche e quindi la sera mi sono recato in una storica Brasserie posta davanti al palazzo del festival dove il pesce è freschissimo e di alta qualità. Chi mi conosce bene sa che posso fare centinaia di chilometri per avere il piacere di gustarmi ostriche prelibate. Non è vero che solo le donne in stato interessante hanno voglie irrefrenabili, io non sono l’unica eccezione, c’è anche l’amico giornalista Mauro Remondino che la pensa come me. La terza tappa del mio viaggio di andata è stata anche quest’anno Puymirol che dista poco più di cento chilometri da Bordeaux, dal ristoratore Michel Trama, che ha anche un albergo facente parte della catena Relais e Châteaux, catena che amo particolarmente. L’anno passato, come ho già scritto in un precedente articolo, da Michel Trama ho mangiato il miglior piccione francese, per quello che è la mia conoscenza. Vi devo, però, confessare che prima di partire e durante il viaggio ho pensato alle fantastiche ciliegie sotto spirito di Michel Trama.

L’anno passato ho comperato un vasetto da un chilo di ciliegie griotte sotto spirito, erano favolose e mi sono durate troppo poco per soddisfarmi completamente. Non appena finite mi sono ripromesso che ne avrei comperate di più l’anno successivo. Queste ciliegie al contrario delle nostre, almeno quelle che ho mangiato io, sono con alcool non dirompente ma ben dosato e le griotte sono ciliegie piccole, delicate e con sapore deciso. Credetemi sono eccezionali!. Non appena sono arrivato da Michel Trama, entrato nell’albergo, mi sono guardato intorno e non ho visto gli usuali vasetti di ciliegie, mi sono letteralmente allarmato ed ho chiesto notizie al personale dell’albergo che mi rassicurava dicendomi che avrebbero verificato, nel magazzino, il quantitativo che avrei potuto acquistare. La sera a cena il sommelier molto carinamente mi serviva l’aperitivo mettendomi nel bicchiere dello champagne uno sciroppo di ciliegia con la ciliegina denocciolata sul fondo.

Confesso che aveva sciupato lo champagne e che l’unica cosa buona dell’aperitivo era la ciliegina.

Anche quest’anno ho goduto una stupenda cena con il Menu Gourmet accompagnato da vini selezionati dal sommelier, si trattava di vini di alcune regioni, a me sconosciuti, non come uvaggi ma come aziende, vini di accettabile qualità, ricordo in particolare uno Chablis che aveva note minerali, di ananas e di burro di nocciola.

Durante questo viaggio per Bordeaux e durante il soggiorno stesso, confesso di avere mangiato molto bene, al contrario di qualche altra volta. Come d’abitudine mi sono recato a Martillac, che dista circa 11 chilometri da Bordeaux, all’albergo Caudalie, presso lo Château Smith Haut Lafitte dove come sempre sono stato molto bene, begli ambienti, classe e gentilezza. Ho cenato due volte presso il ristorante dell’albergo “La grande vigne” che ha una stella Michelin ed ho trovato un grande miglioramento qualitativo rispetto agli anni precedenti, confesso che, anche in virtù della carta dei vini più ricca, è un ristorante che ora meriterebbe la seconda stella Michelin. La mia corsa degustativa è iniziata il lunedì 4 aprile con i vini della riva sinistra, denominazioni Margaux, Pauillac, Saint – Julien e Saint – Estéphe e tutti gli appuntamenti da me presi si incastravano come i pezzi di un puzzle, ad eccezione di Château Latour dove l’appuntamento mi è stato dato per la fine del pomeriggio successivo. Sono stato quindi costretto a tornare a Pauillac nonostante che il giorno dopo avessi le degustazioni della denominazione Pessac – Leognan, ma confesso che ne è valsa la pena. Il mercoledì invece ho degustato i vini della riva destra cioè Pomerol e Saint – Emilion. Quest’anno per la prima volta ho saltato i pranzi perché non avevo tempo da perdere e perché il pranzare altera la sensibilità del palato. Vi assicuro che non è stato un sacrificio.

Prima di partire mi sono sentito telefonicamente con Giorgio Pinchiorri che mi ha confermato che l’annata 2010 a Bordeaux era considerata un’annata di vini di qualità alla stregua del 2009, ciò mi aveva incuriosito e quindi fremevo perché volevo rendermi conto di persona se ciò fosse così anche per me.

Andiamo un po’ ad analizzare in linea di massima come è stato il tempo nel 2010.

L’inverno è stato lungo e rigido, con abbondanti piogge a novembre mentre gennaio e febbraio sono stati particolarmente freddi e secchi, simili al 2009.

Con la primavera la temperatura è salita lentamente e con l’aprile la vegetazione si è sviluppata.

Dalla fine di giugno la temperatura è salita ed è rientrata nella normalità. L’estate è stata caratterizzata da notti fresche. La fine della stagione è stata caratterizzata da un forte deficit idrico.

Il mese di luglio è stato caldo caratterizzato da notti fresche. Si è trattato di un anno difficile, pieno di rischi se il tempo fosse virato in modo diverso, ma che alla fine ha dato vini fruttati, come il 2009 e non come il 2008 dove invece ho sentito anche molto la nota floreale, ricchi di acidità con tannini importanti, non larghi, in genere come quelli del 2009, più compatti e un po’ più legati ma di bella potenzialità futura. I tannini del 2009 durante l’en primeur erano più sciolti, più pronti, mentre quelli del 2010, in genere, li ho sentiti un po’ indietro, di circa due o tre mesi.

Qualche Château ha fatto vini di stessa qualità sia nel 2009 che nel 2010, qualche altro ha fatto meglio il 2010 rispetto al 2009 e qualcun altro ha fatto meglio il 2009 rispetto al 2010. Nel 2010 come nel 2009 ho trovato vini di grande equilibrio gustativo con ricchezza di freschezza tale da superare completamente la massa alcoolica.

Nei vini rossi del 2010 in genere ho trovato tannini meno larghi rispetto al 2009, tannini più compatti, meno sviluppati in larghezza, più di spessore ma di ottima qualità.

In alcuni vini bianchi ho sentito una carica minerale e sapida mai sentita. Ho trovato nel Pavillon Blanc di Château Margaux dei sapori di agrumi, di pompelmo in particolare, il minerale ed una ricchezza di freschezza mai sentita. Nel degustare questo vino ho scritto: “Mi ha entusiasmato!”. Ricordo il 2009 ricco di mineralità, ma questo 2010 è superiore. Ho detto a Paul Pontallier, direttore generale dell’azienda: “Questo Pavillon Blanc è il migliore che tu abbia mai fatto”.

Al gusto si sentivano sulla lingua i grani di sale grosso annaffiati da una generosissima salivazione. Il vino aveva in bocca una larghezza indescrivibile. Si è trattato del miglior vino bianco 2010 tra quelli da me degustati.

Sono rimasto colpito dal Petrus, che aveva la stessa eleganza, piacevolezza ed equilibrio del 2009, ma con più struttura del 2009.

In diversi vini rossi del 2010 ho sentito delle note di pomodoro secco. A causa della mia poca conoscenza del francese quando mi sono recato presso lo Château la Mission Haut Brion ed ho degustato l’Haut Brion rosso  ho erroneamente detto al Sig. Pascal Baratié ed alla sua assistente che sentivo nel vino, all’olfatto, “les pommes de terre sec” pensando al pomodoro secco, il giorno dopo, rileggendo i miei appunti mi sono reso conto di avere detto patate secche, cosa ben differente! Chiedo perdono!

Vi voglio raccontare della mia visita a Pomerol da Alexandre Thienpont a Vieux Château Certan dove ho degustato il suo 2010 in assoluto silenzio e concentrazione. Mi ricordo che per il 2009, l’anno prima Alexandre mi disse che il suo 2009 era un bel Pomerol ma non un Vieux Château Certan, perché il suo vino ha la caratteristica di non avere tanta struttura, di avere un corpo delicato, molto femminile. Mentre per il 2010 ho visto in Alexandre una buona soddisfazione e quando lui mi ha detto che il 2010 assomigliava al 1998 sono rimasto perplesso e gli ho detto che non ero molto d’accordo perché il 1998 aveva un corpo abbastanza esile al contrario del suo 2010 che aveva una bella struttura che mi ricordava in parte il 2009, vedevo in Alexandre una soddisfazione che non capivo. Improvvisamente rivolgendomi a lui gli ho detto: “Alexandre il tuo 2010 assomiglia al 1950” subito mi ha guardato stupefatto, compiaciuto ed emozionato e mi ha detto “hai ragione ricordo quando ero ragazzo quando mio padre mi ha fatto assaggiare varie annate, tra cui il 1950, sono d’accordo con te questo 2010 ricorda il 1950”.

Un vino che mi ha stupito è stato lo Château Nenin di Pomerol, normalmente per quella che è la mia esperienza si è sempre trattato, di un vino non molto equilibrato, che non ti colpisce. Il 2010 è un altro pianeta, aveva al naso una stupenda lavanda, sembrava di passare bendato in un campo di lavanda. Al gusto era equilibrato e persistente con finale di prugna e cioccolata. Un bel vino!

Allo Château Cheval Blanc ho degustato un bellissimo vino, lo Cheval Blanc che aveva un cabernet franc di una finezza estrema che mi ricordava senza esitazione alcuna il cabernet franc del 1998.

Pierre Lurton con il quale ho parlato del suo vino è stato pienamente d’accordo con me di tale mia affermazione, come pure quando gli ho detto che il suo Yquem 2010 aveva una finezza tale che mi ricordava il 2001, campione di eleganza e finezza.

E’ stata piacevole anche la mia visita allo Château Laroze, Saint Emilion, dove ho incontrato il suo proprietario Signor Guy Meslin e con lui ho degustato il suo 2009 e 2010, perché l’anno prima, per ragioni di tempo, non ero potuto andare a trovarlo, mi sono complimentato con lui perché il suo 2010 era superiore al 2009.

Che dire poi di quando sono stato allo Château Mouton de Rothschild dove ho incontrato Philippe Dhalluin, direttore tecnico, dove ho avuto un’accoglienza ricca di amicizia e di stima. Mi ha emozionato il suo Mouton che non aveva un tannino largo e sciolto come il 2009, ma in virtù dell’annata i tannini erano più muscolosi, meno larghi, di spessore ed il vino era più muscoloso in generale con al gusto un finale stupefacente di violetta.

Sono rimasto colpito della piacevolezza dell’Alter Ego dello Château Palmer.

Ricordo che per il 2009 avevo scritto che l’Alter Ego arrivava, per la sua qualità, ad un discreto livello e subito da quel livello partiva lo Château Palmer. Con  il 2010 l’Alter Ego ha dimostrato di non essere un secondo vino ma di avere una sua personalità ed una non sudditanza completa verso lo Château Palmer.

Il livello di piacevolezza arrivava a superare quello di partenza dello Château Palmer.

Mi sono complimentato con Thomas Duroux, direttore generale, dello Château per il suo lavoro che stava dando dei grandi risultati.

Sarà opportuno incominciare a raccontarvi la mia esperienza gustativa di questo 2010.

Per quanto riguarda la larghezza del tannino è importante che faccia le precisazioni che seguono affinché possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente se il tannino è meno largo potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo più il vino è degno di attenzione, ma il tannino come ho precisato deve essere in ogni caso di buona qualità.

Le note di degustazione integrali possono essere consultate previa registrazione e successivo abbonamento.

 

 

[ihc-hide-content ihc_mb_type=”show” ihc_mb_who=”1″ ihc_mb_template=”1″ ]

 

 

ALTER EGO di CHÂTEAU PALMER 2010

Margaux – rosso

(Cabernet Sauvignon 51% e Merlot 49%)

Colore rosso rubino e porpora intensi.

Al naso svela profumi di scatola di sigari, pelle, prugna, cedro del Libano, ciliegia marasca abbastanza matura, per terminare con piacevoli sentori di mirtillo.

Pieno, avvolgente e succoso sfoggia subito note di cioccolata, prugna, scatola di sigari e mirtillo che richiamano quanto già sentito durante l’esame olfattivo.

Vino equilibrato, con spalla acida che supera senza esitazioni la massa alcoolica, con tannino abbastanza largo (5/6) dolce, spesso e vellutato. Corpo medio con lunga persistenza aromatica intensa.

Questo 2010 ha più struttura e profondità del 2009. Il tannino del 2010 è più largo del 2009. Non sembra si tratti di un secondo vino e non lo è perché con il 2010 ha una propria identità e non è più in sudditanza del Palmer. Thomas Duroux, direttore generale dello Château mi ha confermato questa mia impressione dicendomi che l’Alter Ego sta acquistando una sua propria personalità ed indipendenza.

L’uso del legno del 2010 come già quello del 2009 è meno evidente del passato.

93/95

 

D’ARMAILHAC 2010

Pauillac – rosso

(Cabernet Sauvignon 60%, Merlot 23%, Cabernet Franc 15% e Petit Verdot 2%)

All’occhio risplende rosso rubino vivo con riflessi porpora.

Il profilo olfattivo sfoggia sentori di prugna, ciliegia, floreali, da me non bene identificati, mirtillo, pomodoro secco, scatola di sigari, olio di lino, boisé, menta, pepe nero, oliva nera secca per terminare con sentori di cioccolata.

Al gusto ricorda la liquirizia (stringa di liquirizia, quella che è morbida e che si arrotola) e la prugna.

Vino con corpo medio e con buon equilibrio gustativo, la freschezza domina la massa alcoolica grazie anche ad un tannino abbastanza largo (5/6 – -), dolce e vellutato.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna, mirtillo ed un po’ boisé.

Trovo che questo 2010 sia superiore al 2009. Il 2009 aveva un tannino più largo e più di qualità del 2008 ma finiva, a causa del legno, un po’ amarino. Questo 2010 ha più equilibrio del 2009.

                                                                                      90/92

 

AUSONE 2010

Saint – Emilion – rosso

(Cabernet Franc 55% e Merlot 45%)

Veste un meraviglioso e luminoso rosso rubino color sangue di piccione, con bagliori porpora.

Ampio e complesso il ventaglio olfattivo, esprime profumi di cioccolata, intensi e menta che ricordano il cioccolatino “after eight”, note boisé, pelle, polvere da sparo, ciliegia, prugna con bella maturità, eucalipto, mirtillo, pepe nero, noce moscata, erbe medicinali, lievi, per terminare con dei rimandi di bustina di tè bagnata.

Al gusto si gode una bella struttura una piacevole eleganza ed un perfetto equilibrio con spalla acida che comanda l’equilibrio gustativo.

Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6), setoso, ancora un po’ ancorato al legno, deve sciogliersi di più e questo avverrà, sicuramente. Il corpo è medio mentre lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Il corpo ricorda quello del 2009, 2008 e del 2001. Il tannino è un po’meno largo del 2008 e del 2009 ed è un po’ più spesso.

Nel 2010 si ha un po’ più evidente, in questo momento, la nota boisé.

Ricordo che in genere a Bordeaux per il 2010 i vini hanno avuto tannini meno larghi ma più di spessore ed in questo momento meno pronti. Siamo davanti ad un grande vino come sempre, anche se il 2009 aveva qualcosa in più rispetto a questo.

                                                                                                                                                                         93/95

 

 

 

CHAPPELLE D’AUSONE 2010

Saint – Emilion – rosso

(Merlot 65%, Cabernet Franc 25% e Cabernet Sauvignon 10%)

Robe rosso rubino lucente con lampi porpora.

All’olfatto libera profumi di pelle, cioccolata, intensi, menta, eucalipto, ciliegia di bella qualità, prugna, pepe nero, noce moscata, polvere da sparo, grafite, erbe medicinali per terminare con dei morsi del cioccolatino “after eight”.

Vino equilibrato dotato di generosa freschezza che supera senza problemi la massa alcoolica.

Il tannino è dolce, setoso ed abbastanza largo (5/6), mentre non ho trovato eccessiva struttura. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di pelle e di violetta. Il tannino del 2009 era più largo mentre questo per la larghezza è più simile a quello del 2008.

Il 2009 aveva più struttura del 2010.

Vino come sempre di grande interesse.

                                                                                                           91/93

 

 

LA CHAPELLE DE LA MISSION HAUT – BRION 2010

Pessac – Leognan – rosso

(Merlot 27%, Cabernet Sauvignon 47% e Cabernet Franc 26%)

Rosso rubino con trame porpora.

Naso caratterizzato da profumi intensi di prugna e ciliegia marasca seguiti da note di fumé, pelle, mirtillo, pepe nero, eucalipto, grafite, confetto, noce moscata, chiodi di garofano lievi per terminare con echi di cioccolata.

Al gusto è piacevole con bella frutta ed in particolare di prugna fresca. Vino sapido ed equilibrato con freschezza che domina la massa alcoolica grazie anche ad un tannino abbastanza largo (5/6) dolce, vellutato e di spessore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

Ricordo che il 2009 al gusto terminava con la prugna acerba ed il tannino finiva restringendo la sua larghezza. Trovo che il tannino del 2010 sia di qualità migliore.

                                                                                                                                                                        90/92


CHEVAL BLANC 2010

Saint – Emilion – rosso

(Cabernet Franc 56% e Merlot 44%)

Riluce di un bellissimo rosso rubino intenso.

Naso intenso con sentori di caucciù che caratterizzano il primo approccio olfattivo a cui fanno seguito profumi di ciliegia, prugna, pelle, menta, eucalipto, iodio, bustina di tè bagnata, per terminare soffi di cioccolata.

L’incontro gustativo è caratterizzato da una succosa ciliegia accompagnata dalla prugna.

Il corpo non è eccessivo ma sufficientemente presente. Alcool e freschezza sono in perfetto equilibrio tra loro con la seconda che guida il comando gustativo grazie anche ad un tannino dolce, setoso ed abbastanza largo (5/6). Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia succosa e di prugna.

Nel 2009 è stato utilizzato più il merlot del cabernet franc, come fu anche con l’annata 1995, in cui spiccava la ciliegia. Con il 2010 si è utilizzato di più il cabernet franc del merlot come fu pure per il 1998. Il cabernet franc del 2010 ha un’eleganza unica, come quella dell’annata 1998. Ricordo però che il 1998 aveva più struttura del 2010.

Vino di grande interesse e piacevolezza.

Il tannino del 2009 era completamente largo (6/6), questo è dipeso dall’annata.

Il 2010, ripeto, ha dato vini con tannini meno sviluppati in larghezza, di maggiore spessore e di alto potenziale qualitativo. Il naso del 2010 è ricco di profumi ma, in questo momento, è un po’ chiuso, sicuramente con il tempo sarà più generoso di sensazioni olfattive.

Ho espresso a Pierre Lurton, direttore generale dell’azienda, tutta la mia soddisfazione per il bel cabernet franc ottenuto e gli ho comunicato il mio pensiero sulla similitudine del cabernet franc del 2010 a quello del 1998. Pierre ha condiviso pienamente il mio pensiero.

                                                                                                                                                                        94/97

 

 

DOMAINE DE CHEVALIER 2010

Pessac – Leognan – bianco

(Sauvignon 85% e Semillon 15%)

Colore giallo paglierino chiaro con riflessi grigi.

Naso piacevole con sentori di foglia di ruta, biancospino, pepe bianco, pasticceria, lieve, cuoio fresco (peloso), menta, lieve, sapone per lavare (tipo Marsiglia), iodio, per terminare con dei sussurri di agrumi.

Al gusto è incredibilmente sapido, minerale, accompagnato da note agrumate, ben equilibrato con una ricca freschezza che domina la massa alcoolica.

Il corpo non è esuberante ma sufficientemente presente. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di foglia di ruta, amido di riso e agrumi.

Bel vino come sempre, longevo nella sua tipicità. Questi vini si incominciano a godere dopo minimo dieci anni.

Trovo che questo 2010 sia molto simile al 2009 anche se quest’ultimo forse aveva un pochino più di struttura.

91/93

 

DOMAINE DE CHEVALIER 2010

Pessac – Leognan – rosso

(Cabernet Sauvignon 57%, Merlot 35% e Petit Verdot 8%)

Risplende di un bel rosso rubino intriso di trame porpora intense.

Naso ricco di sentori di ciliegia e cioccolata accompagnate da profumi di prugna, menta, boisé, pelle, pepe nero, noce moscata, eucalipto per terminare con rimandi di liquirizia.

Il gusto è caratterizzato da una generosa presenza del legno che si dovrà perdere nel tempo. Vino equilibrato con freschezza dominante. Il tannino è dolce abbastanza largo (5/6), inizialmente setoso che finisce un po’ asciugante.

Corpo medio con lunga persistenza aromatica intensa, con finale di radice di rabarbaro.

Ricordo che il tannino del 2009 era completamente largo (6/6-) è un po’ più scalpitante. Il 2010 è più equilibrato del 2009.

Questo vino dovrà perdere un po’ la presenza del legno che è simile a quella presente nel 2008, mentre il 2009 aveva un legno più dosato.

90/92

 

LE CLARENCE DE HAUT – BRION 2010

Pessac – Leognan – rosso

(Merlot 52%, Cabernet Sauvignon 36%, Cabernet Franc 10% e Petit Verdot 2%)

Bel rosso rubino con trame porpora e con cuore concentrato.

Naso caratterizzato da piacevoli sentori di prugna, ciliegia marasca, pepe nero e noce moscata, scatola di sigari, pelle, fumè, canfora, menta, eucalipto, grafite, mela rossa, pomodoro seco, iuta, lievi, per terminare con piacevoli note di cioccolata.

Al gusto inizialmente si sente la scatola di sigari seguita dalla prugna abbastanza matura. Vino con buon equilibrio gustativo, con tannino abbastanza largo (5/6+), inizialmente abbastanza grasso e vellutato per poi nel finale asciugarsi un po’.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

Questo vino ha più struttura de La Chapelle de la Mission Haut – Brion ed ha il tannino lievemente più largo ma più aggressivo. Il tannino di questo vino mi ricorda il 2008, comunque il 2010 è superiore sia al 2008 che al 2009.

Trovo che La Chapelle de la Mission Haut – Brion in questo momento sia più facile a bersi rispetto a questo vino.

90/92

 

LA CLARTÉ DE HAUT – BRION 2010

Pessac – Leognan – bianco

(Sémillon 83% e Sauvignon 17%)

Bel giallo paglierino.

All’olfatto si identificano note di vaniglia, di boisé, di pepe bianco, di episperma (seconda pelle del marrone bollito), di foglia di ruta, di foglia di pomodoro e di fiori bianchi.

Il percorso olfattivo prosegue con profumi intensi di iodio, minerali per terminare con sentori agrumati.

Al gusto è intensamente sapido con dosati sapori minerali.

Vino equilibrato con piacevole acidità. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

Questo vino è più complesso del 2009 nonostante che forse gli manchi un po’ di struttura.

90/92


CLERC MILON 2010

Pauillac – rosso

(Cabernet Sauvignon 50%, Merlot 36%, Cabernet Franc 14%, Petit Verdot 2% e Carmenère 1%)

Bel rosso rubino chiaro.

All’inizio dell’esame olfattivo si mostra scontroso, un po’ chiuso, per poi aprirsi con toni floreali, fruttati di ciliegia, prugna, mirtillo seguiti da note boisé, speziate di pepe nero, di pelle, per terminare con intensi e piacevoli rimandi di pomodori secchi.

Al gusto è sapido e minerale con buon equilibrio e con un corpo non eccessivo ma abbastanza sufficiente. Alcool in sottotono rispetto alla spalla acida mentre il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 +) inizialmente grasso per poi nel finale asciugarsi un po’. Buona ma non lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

Il 2009 forse aveva un finale più tostato comunque trovo che le due annate, 2009 e 2010 in generale siano abbastanza similari, anche per la larghezza del tannino.

89/91

 

 

CLINET 2010

Pomerol – rosso

(Merlot 85%, Cabernet Sauvignon 12% e Cabernet Franc 3%)

Veste un bellissimo rosso rubino intenso.

Naso carismatico con note di stupenda ciliegia, accompagnate da profumi di pelle, pepe nero, noce moscata, chiodi di garofano, grafite, liquirizia, menta, alloro, salvia per terminare con una dirompente e piacevole cioccolata.

Gusto pieno con sentori di cioccolata e di ciliegia marasca. Vino con grande equilibrio grazie ad una generosa spalla acida che domina la massa alcoolica.

Tannino dolce, setoso ed abbastanza largo (5/6+). Corpo medio, lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia marasca.

Nel 2010 la ciliegia ha una maturità meno spinta rispetto al 2009. Il tannino del 2010 è lievemente più largo rispetto a quello del 2009. Vino di grande interesse a mio avviso nettamente superiore al 2009 ed al 2008.

94/96

 

LA CONSEILLANTE 2010

Pomerol – rosso

(Merlot 81% e Cabernet Franc 19%)

Magnifico e lucente rosso rubino.

Ventaglio di sensazioni olfattive caratterizzato da una ciliegia un po’ matura, intrisa di cioccolata intensa che ricorda il cioccolatino “Mon Chêri”, seguite da profumi di rosmarino, pelle, menta, eucalipto per terminare con una sensazione fruttata di prugna lievemente matura.

Corpo medio e delicato con sapori di bella ciliegia e menta. Vino equilibrato con spalla acida che supera la massa alcoolica, grazie anche ad un tannino abbastanza largo (5/6) dolce e vellutato.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di episperma (seconda pelle del marrone bollito). Ho trovato i tannini al momento un po’ chiusi, questa è la tipicità di quest’annata.

Il 2010 è più equilibrato del 2008 e del 2009.

Si tratta di un vino che si beve bene, con piacere.

90/93

 L’EGLISE CLINET 2010

Pomerol – rosso

(Merlot 90% e Cabernet Franc 10%)

Rosso rubino intenso con trame porpora.

Naso piacevole con sentori di pelle, menta, boisé dolce, ciliegia, cioccolata, tartufo nero per terminare con stupendi e piacevoli note floreali di violetta.

Gusto caratterizzato dal tartufo nero già sentito all’olfatto.

Bell’equilibrio gustativo con piacevole freschezza che domina magistralmente la massa alcoolica grazie anche ad un tannino dolce, setoso e quasi completamente largo (6/6-). Corpo medio. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di cioccolata.

Questi sentori di violetta ricordano il 2008 ma non il 2009.

Il tannino del 2009 era completamente largo (6/6).

Questo 2010 mi è piaciuto molto ed è molto vicino, nel suo insieme, al 2009.

93/95

 

FONBEL 2010

Saint – Emilion – rosso

(Merlot 66%, Cabernet Sauvignon 20%, Petit Verdot 7% e Carmenère 7%)

Azienda di proprietà di Alain Vauthier proprietario dello Château Ausone.

Veste rosso porpora intenso.

Naso prismatico con profumi di pelle, menta, cioccolato, prugna, pepe nero, noce moscata, polvere da sparo, intensi, ciliegia marasca, eucalipto, confetto (da matrimonio) per terminare con dei piacevolissimi soffi di violetta che mi ricordano il 2008.

Al gusto esplode una piacevole sensazione fruttata di ciliegia e prugna. Vino ben equilibrato con spalla acida che comanda, insieme al tannino, l’equilibrio gustativo.

Corpo medio con buona sapidità.

Il tannino è abbastanza largo (5/6- -) dolce, setoso e un po’ irruento, perché di spessore, irruenza giovanile. Lungo è la sua persistenza aromatica intensa.

Questo 2010 è per me sicuramente superiore sia al 2009 che al 2008.

Leggo che Parker ha dato a questo vino 85/87, come è possibile?

93/95

 

LES FORTS DE LATOUR 2010

Pauillac – rosso

(Cabernet Sauvignon 72,5%, Merlot 25,5% e Petit Verdot 2%)

Alla visiva è rosso rubino intriso di rosso porpora molto vivi, con cuore nero.

Al naso offre sentori di prugna, caucciù, idrolitica (polverina che rende gassosa l’acqua naturale), mirtillo, olio di lino, latte bollito, pioppo, menta, eucalipto, ciliegia, per terminare con piacevoli echi di alloro.

Al gusto evidenzia una bella struttura con sapori fruttati di prugna, ciliegia marasca e mirtillo.

Vino ben equilibrato con freschezza di buona qualità che sovrasta la massa alcoolica. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6) di spessore e vellutato.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Il tannino del 2009 era più largo e più pronto del 2010. Vino di classe.

92/94

 

LA GAFFELIERE 2010

Saint – Emilion – rosso

(Merlot 90% e Cabernet Franc 10%)

Rosso rubino intenso.

All’esame olfattivo si fatica un po’ a sentire i profumi, il vino è un po’ chiuso. Dopo qualche minuto di sosta del vino nel bicchiere emergono timidamente sentori intensi di menta, seguiti dalla ciliegia, prugna, cioccolata, boisé, per terminare con note balsamiche di resina di pino.

L’impatto gustativo è caratterizzata da sentori di ciliegia e prugna fresche.

Vino con buon equilibrio gustativo, la spalla acida è in evidenza sulla massa alcoolica.

Tannino dolce, inizialmente setoso per poi nel finale diventare asciutto, quasi completamente largo (6/6-). Vino con buona struttura e con lunga persistenza aromatica intensa.

Vino migliore al gusto rispetto all’olfatto come lo è stato anche per il 2009.

Trovo che in quest’annata si senta troppo la presenza del legno, la conferma è data anche dal tannino che nel finale fa asciugare la gengiva superiore.

Nel 2008 invece la gengiva superiore bruciava un po’.

A mio avviso, in questo momento il 2010 è inferiore sia al 2008 che al 2009.

89/91

 

HAUT BAILLY 2010

Pessac – Leognan – rosso

(Cabernet Sauvignon 62%, Merlot 36% e Cabernet Franc 2%)

Colore rosso rubino intenso con bordo e trame porpora.

Naso concentrato caratterizzato da profumi di prugna spremuta, ciliegia, pelle, menta, cioccolata, pepe nero, lievi, contornati da note boisé dolci.

L’approccio gustativo è caratterizzato da sapori di prugna e cioccolata. Il vino è ben equilibrato con asse alcool – freschezza – tannino in perfetta sintonia. Il tannino è dolce, elegante, abbastanza largo (5/6-) inizialmente setoso per poi nel finale asciugarsi un po’.

Il corpo non è eccessivo ma con una buona presenza, ricorda quello del 2009.

Buona la sua persistenza aromatica intensa con finale tostato. Forse il 2008 aveva più note di legno rispetto al 2010. Il vino dovrà perdere un po’ il legno per dare più spazio alle note fruttate. Si tratta di un vino interessante che trovo molto simile al 2009.

                                                                                                                                             90/93

 

HAUT BRION 2010

Pessac – Leognan – bianco

(Semillon 46%, Sauvignon 54%)

Risplende di un giallo paglierino intenso.

L’olfatto è un caleidoscopio di profumi tra cui emergono la buccia di limone, foglia di ruta, foglia di pomodoro, fiori bianchi, fiori di arancia, lievi, iodio, vaniglia, boisé dolci, episperma (seconda pelle del marrone bollito) per terminare con un pizzico di pepe bianco.

Palato caratterizzato da una ricca dose salata accompagnata da note agrumate di limone e da note boisé di episperma.

In questo momento il vino è scalpitante con una ricca acidità che non ha assopito completamente la massa alcoolica che tende a far bruciare lievemente la gengiva superiore, il tempo acquieterà questa turbolenza, il potenziale non manca.

Ho trovato che la Clarté de Haut Brion 2010 ha più iodio di questo vino. In questo momento si beve meglio la Mission Haut Brion Blanc che è più equilibrato, mentre l’Haut Brion è più potente ma meno equilibrato, lo potrei paragonare ad un cavallo con grande potenzialità ma che deve essere domato perché possa esprimere il meglio di se stesso.

Questo 2010 ha più struttura del 2009, anche se nell’insieme si assomigliano abbastanza.

92/95

HAUT BRION 2010

Pessac – Leognan – rosso

(Merlot 23%, Cabernet Sauvignon 57% e Cabernet Franc 20%)

Bel colore concentrato rosso rubino e porpora.

Bei profumi di prugna, ciliegia fresca, pelle, grafite, lieve, affumicato, pepe nero, noce moscata, menta, cioccolata, boisè, pomodoro secco, iuta per terminare con note di tabacco che ricordano la scatola di sigari.

Assaggio di carattere di buon equilibrio con spalla acida che comanda l’equilibrio gustativo.

Corpo medio. Il tannino è dolce, setoso, fine, elegante, e quasi completamente largo (6/6-) termina però leggermente allappante, peccato di gioventù. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna.

Il tannino del 2010 è lievissimamente più largo del 2009 (6/6 – -) ed è setoso mentre quello del 2009 era vellutato. In questo momento trovo che questo 2010 sia molto giovane ma con alto potenziale di invecchiamento, il naso non è in questo momento espressivo come è stato il 2009 ma nell’insieme penso che il 2010 sia lievemente superiore.

L’anno passato rimasi colpito dal fatto che tra l’Haut Brion e La Mission Haut Brion 2009 ci fosse una differenza qualitativa notevole, da me, per la mia esperienza, mai rilevata.

Con il 2010 siamo ritornati a due vini molto vicini tra loro.

Ho trovato nell’Haut Brion rispetto a La Mission Haut Brion un tannino più delicato e setoso e meno spesso.

95/97

 

LAFITE ROTHSCHILD 2010

Pauillac – rosso

(Cabernet Sauvignon 87,2% e Merlot 12,8%)

Si presenta con rosso rubino con ampi bagliori porpora concentrati, intensi.

Bouquet fatto di profumi di scatola di sigari, prugna, mirtilli, more, cassis, pelle, menta, cioccolata, canfora, intensi, catrame, per terminare con piacevoli note speziate di pepe nero e noce moscata.

Esame gustativo caratterizzato da sentori di catrame e liquirizia.

Vino ben equilibrato, con buona struttura.

La spalla acida domina la massa alcoolica grazie anche ad un tannino dolce,  largo  (6/6–) abbastanza setoso, di spessore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di canfora e di affumicato.

Bel vino che ricorda il 2009.

Il 2007 aveva un tannino più largo del 2008, 2009 e 2010, ma in queste ultime tre annate il vino ha più struttura.

E’ un bellissimo vino non al livello del 2003 che per me rimane superiore a questo.

94/97

LAROZE 2010

Saint – Emilion – rosso

(Merlot 90% e Cabernet Franc 10%)

Alla visiva è un intreccio di rosso rubino e porpora concentrati.

All’olfatto è uno scrigno di profumi che lentamente si aprono all’olfatto con sentori fruttati di ciliegia lievemente matura, non ossidata, prugna e mirtillo, seguiti da profumi di menta, eucalipto, pepe nero, lievi, cioccolata, intensi, caucciù, pomodoro secco, tobacco, per terminare con echi di tartufo nero.

L’incontro gustativo è caratterizzato da piacevoli sentori di tartufo nero, mirtillo e ciliegia. Vino con buon equilibrio gustativo grazie anche ad un tannino dolce, largo (6/6) e setoso. Il corpo è medio mentre abbastanza lunga è la sua persistenza aromatica intense con finale di ciliegia e cioccolata che ricorda il cioccolatino “Mon Chêri”.

Questo 2010 è superior al 2009 che ricordo aveva più la presenza del legno, un olfatto con frutta evoluta ed un gusto con tannino meno largo. (2009: 89/91)

90/92


LATOUR 2010

Pauillac – rosso

(Cabernet Sauvignon 90,5%, Merlot 8,5% e Cabernet Franc 0,5%)

Rosso rubino intriso di rosso porpora vino ed intenso.

Olfatto di evidente finezza con profumi di prugna, mirtillo, ciliegia, menta, eucalipto, cioccolata, intensi, alloro, olio di lino, per terminare con toni dolci delicati boisé.

Gusto caratterizzato da note di prugna, ciliegia e cioccolato che ricalcano in parte l’esame olfattivo.

Vino perfettamente equilibrato con asse acido – alcool e tannino in perfetta sintonia. Il tannino è dolce, largo (6/6-) e setoso, di buona struttura e qualità. Ricordo che all’en primeur dell’anno passato questo vino era più pronto ed il tannino era completamente largo. Sicuramente all’assaggio il vino era indietro di tre mesi rispetto all’anno precedente. Vino come sempre di grande qualità.

95/97


LEOVILLE LAS CASES 2010

Saint – Julien – rosso

(Cabernet Sauvignon 82%, Merlot 10% e Cabernet Franc 8%)

Si tinge di rosso rubino e rosso porpora intensi.

Olfatto accattivante con sentori fruttati di prugna, mirtillo, ciliegia, olio di lino, cenere, cioccolata, pelle, pepe nero, noce moscata, per terminare con piacevoli note minerali di grafite.

Gusto caratterizzato da piacevoli sentori di prugna e di cioccolato. Vino con bell’equilibrio caratterizzato dall’acidità che supera  la massa alcoolica senza minima difficoltà. Il tannino è dolce, largo (6/6- -) e setoso.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna e cioccolata.

I tannini sono lievemente meno larghi rispetto al 2009 ma sono più vivi. Nel 2009 ricordo di avere sentito al gusto di più la nota boisé mentre nel 2010 il boisé è ben dosato.

93/95


LYNCH – BAGES 2010

Pauillac – bianco

(Sauvignon 67%, Semillon 15% e Muscadelle 18%)

Giallo paglierino con riflessi grigio.

Sfilano in successione al naso profumi di foglia di ruta, episperma (seconda pelle del marrone bollito) fiori bianchi, agrumi in particolare il limone ed il pompelmo giallo, menta, cuoio fresco per terminare con dei soffi salati.

Al palato si offre riccamente sapido, minerale ed agrumato.

Vino con bella acidità ed equilibrio.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

Sicuramente superiore sia al 2008 che al 2009. La ricca acidità fa pensare ad una bella longevità di questo vino.

92/95

 

LYNCH BAGES 2010

Pauillac – rosso

(Cabernet Sauvignon 79%, Merlot 18%, Cabernet Franc 2% e Petit Verdot 1%)

Rubino con nuance porpora.

Aromi intensi di pelle, cioccolata e grafite seguiti da inchiostro, canfora, fumé, prugna, ciliegia, dolce, boisè, menta, eucalipto scatola di sigari,note vegetali, lievi, per terminare con le note dolci boisè che ricordano la seconda pelle del marrone bollito (episperma).

Corpo medio, sapido e minerale con bell’equilibrio, la massa alcoolica è dominata dalla spalla acida e dal tannino. Quest’ultimo è dolce, largo (6/6–) e setoso. Piacevole eleganza gustativa. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale fruttato di mirtillo e di legno tostato.

Per il finale tostato mi ricorda il 2009. In generale questo 2010 mi ricorda il 2009. Il tempo gli farà perdere un po’ di legno.

                                                                                                                                             92/94

 

MARGAUX PAVILLON BLANC 2010

Margaux – bianco

(Sauvignon Blanc 100%)

Veste giallo paglierino chiaro.

Bouquet di pepe bianco, fiori bianchi, biancospino, iodio, minerale, lieve episperma (seconda pelle del marrone bollito) per terminare con dei soffi di sapone tipo Marsiglia.

Bocca suadente, strepitosa ricca di limone e pompelmo giallo e sale. Equilibrio perfetto con una esuberante acidità accompagnata da mineralità e sapidità che prendono la bocca in tutta la sua larghezza. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa, finale con piacevole sensazione di sale grosso sulla lingua.

Mentre degustavo questo vino non ho potuto fare a meno di scrivere nelle mie note di degustazione: “Mi ha entusiasmato!”. Per quella che è la mia piccola esperienza mi sento di affermare che questo è il miglior Pavillon Blanc mai sentito. Mi aveva meravigliato positivamente la mineralità sentita nel 2009 ma il 2010 ne ha molta di più.

Questo 2010 è più ricco più largo e fa pensare ad una lunga vita.

97/100

  

MARGAUX 2010

Margaux – rosso

(Cabernet Sauvignon 90%, Merlot 7%, Cabernet Franc 1,5% e Petit Verdot 1,5%)

Bellissimo ed elegante rosso rubino con riflessi rosso porpora chiaro.

Olfatto caratterizzato da una ciliegia, lievemente matura, dalla prugna seguita dalla cenere, pelle, cedro del Libano, menta, mandorla, lieve, cioccolata, per terminare con lievi sentori di pepe nero e di noce moscata.

Gusto fruttato di prugna e mirtillo, carnoso, con bella struttura.

Vino ben equilibrato con ricca spalla acida che guida l’asse acidità – alcool.

Il tannino è dolce, largo (6/6- -) e setoso.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna e mirtillo.

94/97

 

LA MISSION HAUT BRION 2010

Pessac – Leognan – bianco

(Semillon 81% e Sauvignon Blanc 19%)

Risplende un bel giallo paglierino.

L’approccio olfattivo è caratterizzato da note boisé di episperma (seconda pelle del marrone bollito) seguite da fiori bianchi, pepe bianco, iodio, sapone di tipo Marsiglia, agrumi, minerale, iodio per terminare con delle carezze di amido di cotone.

Al gusto si nota subito una discreta struttura. Bell’equilibrio gustativo con acidità, sapidità e mineralità che sono protagonisti.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

Trovo che questo 2010 sia superiore al 2009, sia per la struttura che per la carica di acidità, sapidità e mineralità più presenti.

Facendo un paragone tra La Mission Haut Brion Blanc con l’Haut Brion Blanc 2010 devo rilevare che quest’ultimo ha più potenza mentre il primo è in questo momento più equilibrato e più facilmente bevibile.

                                                                                                                                             92/95


LA MISSION HAUT BRION 2010

Pessac – Leognan – rosso

(Cabernet Sauvignon 62%, Merlot 37% e Cabernet Franc 1%)

Robe rosso rubino e porpora intensi, impenetrabile e concentrato.

L’olfatto è inizialmente timido un po’ chiuso per poi aprirsi a donare piacevoli sensazioni di pelle, menta, prugna, ciliegia, scatola di sigari, confetto, vegetale, lieve, pepe nero, noce moscata, radice di rabarbaro, alloro, iuta, per terminare con delle carezze di cioccolata.

Vino con buon equilibrio gustativo .

La massa alcoolica è dominata dalla spalla acida e dal tannino.

Quest’ultimo è dolce, largo (6/6- -) e vellutato anche se nel finale finisce leggermente allappante. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna, cioccolata e boisé.

Il tannino del 2010 è in questo momento un po’ crudo, irruento e meno aggraziato del solito, ciò dipende sicuramente dall’annata.

Sicuramente La Mission Haut Brion 2010 è superiore al 2009.

Non ho trovato con il 2010 tra l’Haut Brion e La Mission Haut Brion la differenza che avevo trovato nel 2009 (vedi sul mio sito web le differenze che avevo trovato)

93/95

 

 

MOUTON ROTHSCHILD 2010

Pauillac – rosso

(Cabernet Sauvignon 94% e Merlot 6%)

Bellissimo e vivace rosso rubino con riflessi porpora.

L’olfatto è di gioviale e di coinvolgente espansività descritto da scintillii fruttati di prugna, mirtillo, cassis e ciliegia marasca seguiti dalla pellolina rossa della nocciolina tostata, menta, olio di lino, pepe nero, boisé, noce moscata, pomodoro secco, pelle vegetale (è quella che tende al dolce del cuoio) scatola di sigari per terminare con profumi di cioccolata.

Vino equilibrato con alcool e freschezza in perfetta armonia con il secondo che conduce l’equilibrio gustativo.

Il tannino è cioccolatoso e fruttato, dolce largo (6/6-) di spessore, muscoloso e vellutato.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di canfora e di violetta. Ricordo che il 2009 aveva un tannino larghissimo, stupendo, con una splendida setosità. Nel 2010 il tannino è meno largo, meno femminile anzi muscoloso. Il corpo del 2010 è più presente di quello del 2009. Nelle mie note di degustazione del 2010 ho scritto: “Bella bevuta”.

Ricordo che l’annata 2010 ha dato vini meno pronti ma importanti con tannini meno larghi del 2009 ma più di spessore e potenti.

                        94/97

 

PALMER 2010

Margaux – rosso

(Cabernet Sauvignon 40%, Merlot 54% e Petit Verdot 6%)

Veste un rosso rubino lucente con trame porpora nel cuore.

L’olfatto è di gioviale e coinvolgente espansività, descritto da intensi sentori di scatola di sigari, seguiti dalla ciliegia marasca, iodio, pelle, menta, boisé, lieve, mandorla, mela rossa, prugna, mirtillo, cioccolata, per terminare con note dolci del cedro del Libano.

Al gusto è equilibrato sapido e minerale con corpo medio.

La spalla acida guida l’equilibrio gustativo. Il tannino è elegante, dolce, largo (5/6+ +) di spessore e setoso.

Lunghissima è la sua persistenza aromatica intensa con finale di scatola di sigari che ricorda il debutto olfattivo.

I tannini del 2010 rispetto al 2009 sono lievemente più larghi e più di spessore. Vino di grande qualità che mi ricorda, per il perfetto dosaggio del legno, il 2009. Il 2008 non aveva i tannini così setosi.

Il “secondo vino” dovrebbe essere l’Alter Ego che in realtà è un primo vino.

95/98

 PAPE CLÉMENT 2010

Pessac – Leognan – bianco

(Sauvignon 40%, Sémillon 35%, Sauvignon Gris 16% e Muscadelle 9%)

Giallo paglierino con riflessi grigi.

Al naso offre sentori di episperma (seconda pelle del marrone bollito) iodio, sedano fresco, menta, cuoio fresco, radice di liquirizia, agrumi, sapone di Marsiglia (è il sapone per lavare il bucato a mano) per terminare con profumi dolci di pasticceria.

Al gusto è salato con sapori di radice di liquirizia e di agrumi. Vino abbastanza equilibrato con ricca spalla acida che però talvolta viene un po’ nascosta dalla massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

Il 2009 era un po’ più equilibrato del 2010, anche se aveva un po’ più la presenza del legno. Mi era piaciuto di più il 2009.

                                                                                               91/93

 

PAPE CLÉMENT 2010

Pessac – Leognan – rosso

(Cabernet Sauvignon 50%, Merlot 45% , Cabernet Franc 2% e Petit Verdot 3%)

Alla visiva è rosso rubino e porpora intense.

Sentori intensi di cioccolata seguiti dalla pelle, mirtillo, note tostate, menta, pepe nero e noce moscata, intensi, eucalipto, olio di lino, prugna, per terminare con piacevoli profumi di ciliegia.

Gusto segnato da una buona fruttata dolcezza di prugna e di cioccolata.

Vino equilibrato grazie anche ad un tannino dolce, largo (6/6 -) e setoso.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale boisé che ricorda la noce di cocco.

Questo 2010 mi ricorda molto il 2009.

Il 2008 aveva più legno di queste due citate successive annate.

                                                                                                                                                                         90/93

 

PAVIE 2010

Saint – Emilion – rosso

(Merlot 70%, Cabernet Franc 20% e Cabernet Sauvignon 10%)

Veste rosso rubino e porpora, concentrato e lucente.

L’olfatto è caratterizzato dalle note fruttate di ciliegia molto matura seguite da note di menta, caucciù, radice, cenere, pepe nero, noce moscata, per terminare con note dolci ricollegabili al legno.

Vino equilibrato con alcool in sottotono rispetto alla freschezza ed al tannino dolce, largo (6/6), concentrato, di spessore e setoso. Nel finale il tannino finisce per asciugarsi a causa del legno.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale boisé.

Mi era piaciuto molto di più il 2009 che aveva un boisé non invasivo, la frutta con giusta maturità ed un tannino con finale non asciugante.

La larghezza del tannino sia nel 2009 che nel 2010 è massima (6/6) ma questo non è sufficiente.

                                                                                                                                                                        89/92

 

PAVIE MACQUIN 2010

Saint – Emilion – rosso

(Merlot 85%, Cabernet Franc 14% e Cabernet Sauvignon 1%)

Bel rosso rubino con trame porpora.

Olfatto caratterizzato da profumi di cuoio fresco (peloso), menta che ricorda la pastiglia Valda, boisé, ciliegia, cioccolata, legno invecchiato, per finire con note balsamiche di eucalipto.

L’impatto gustativo è caratterizzato da una ciliegia un po’ matura forse un po’ stucchevole accompagnata dal boisé e dalla menta.

Vino equilibrato con asse acido – alcool in buona sintonia. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6) inizialmente abbastanza grasso, setoso per poi nel finale asciugarsi e diventare un po’ bruciante sulla gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale un po’ amarino.

Sicuramente il 2009 mi era piaciuto e questo 2010 mi ha lasciato un po’ perplesso. Ho letto che a Parker questo vino è piaciuto molto, ne sono contento per lo Château, ma io rimango della mia idea.

                                                                                                                                                                         87/89

 

PETRUS 2010

Pomerol – rosso

(Merlot 100%)

Robe rosso rubino trasparente ed emozionante.

Naso esplosivo e ricco caratterizzato da una stupenda ciliegia perfettamente matura accompagnata dalla cioccolata intensa. Seguono profumi di menta, caucciù, prugna, pepe nero, noce moscata, eucalipto, liquirizia, note dolci fruttate, grafite, lieve, pomodoro secco per terminare con sentori di cuoio fresco.

Vino con bella struttura e grande equilibrio con una spalla acida che domina insieme al tannino le sostanze morbide.

I tannini sono dolci, larghi (6/6-) setosi che accarezzano tutto il palato. Lunghissima è la sua persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia e di cioccolata che ricorda un po’ il cioccolatino “mon chêri”.

Vino grandioso che rispetto al 2009 ha una maggiore struttura.

Il tannino del 2009 era completamente largo mentre quello del 2010 è quasi completamente largo.

Per la struttura questo 2010 mi ricorda il 1998 ed il 2000.

Il 2009 terminava al gusto con stupendi sentori di violetta.

                                                                                                                                                                          97/99

  

LE PETIT CHEVAL 2010

Saint – Emilion – rosso

(Merlot 75% e Cabernet Franc 25%)

E’ il secondo vino dello Château Cheval Blanc.

Rubino di croma molto marcata.

Olfatto ricco e vario caratterizzato da sentori di prugna, pelle, ciliegia, menta, fumè, scatola di sigari, cioccolata, pepe nero, lievi, caucciù, intensi, pomodoro secco, eucalipto, erbaceo, lievi, tartufo nero, mirtillo per terminare con piacevoli sentori di canfora.

L’ingresso in bocca è entusiasmante si godono la cioccolata e la prugna.

Vino sapido e minerale con un misurato corpo medio. Equilibrio perfetto, con massa alcoolica non percettibile grazie alla spalla acida ed a un tannino ben calibrato, dolce, largo (6/6- -), fine e setoso. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna. Si sente la grande eleganza del Cabernet Franc che mi ricorda il 2009 ma in particolare mi ricorda il 1998. Gran vino di grande piacere.

Il tannino del 2009 era completamente largo.

                                                                                                                                                                         92/94

  

LE PETIT MOUTON DE MOUTON ROTHSCHILD 2010

Pauillac – rosso

(Cabernet Sauvignon 68%, Merlot 24% e Cabernet Franc 8%)

Bel rosso rubino con trame porpora.

Al naso offre sentori fruttati di ciliegia, prugna, mirtillo seguiti da profumi di menta, lievi, pelle vegetale (ricorda un po’ il cappero), lievi, pomodoro secco, intensissimi, pepe nero, cenere, per terminare con sospiri di scatola di sigari.

Al gusto si godono da subito la prugna, il tartufo nero e la scatola di sigari.

Vino equilibrato, sapido e minerale con dosata struttura. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 – -) e setoso.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna e scatola di sigari.

Ricordo che il 2009 era più speziato e floreale.

Il legno è ben dosato come lo era pure nel 2009. La larghezza del tannino è simile a quella del 2009. Il corpo non è eccessivo, ben calibrato, piacevole non invadente.

                                                                                                                                                                         90/92

  

PICHON – LONGUEVILLE BARON 2010

Pauillac – rosso

(Cabernet Sauvignon 79% e Merlot 21%)

Bel rosso rubino con trame porpora.

Naso caratterizzato da profumi di ciliegia, prugna, cassis, menta, grafite, boisé, lievi, cioccolata per terminare con note balsamiche di menta ed eucalipto.

L’ingresso del vino al gusto è caratterizzato da una stupenda ciliegia perfettamente matura, accompagnata da note dolci boisé, dalla prugna e dalla cioccolata. Perfetto intreccio tra alcool e freschezza con quest’ultima che domina l’equilibrio gustativo grazie anche ad un tannino dolce, abbastanza largo (5/6) e setoso.

Vino con buona struttura e con lunga persistenza aromatica intensa con finale di prugna e cioccolata.

Ricordo che il 2008 aveva anche sentori floreali di viola ma aveva anche più la presenza del legno rispetto al 2009 ed al 2010.

Il 2010 come il 2009 in generale ha dato vini fruttati piuttosto che floreali.

Bel vino che mi ricorda il 2009.

                                                                                                                                                                         92/94

 

PICHON LONGUEVILLE COMTESSE DE LALANDE 2010

Pauillac – rosso

(Cabernet Sauvignon 66%, Merlot 24%, Cabernet Franc 7% e Petit Verdot 3%)

Si presenta con rosso rubino e porpora intensi.

Impianto olfattivo caratterizzato da note boisé, cioccolata, mandorla, latte di cocco (colla coccoina), ciliegia, prugna, vegetale, lievi, episperma (seconda pelle del marrone bollito), idrolitina, per terminare con sentori di amido per stirare.

Al gusto si gode una bella prugna.

Vino con buon equilibrio e con un tannino dolce, abbastanza largo (5/6- -) e setoso. Il corpo non è eccessivo è appena sufficiente.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna e boisé.

Nel 2009 come nel 2010 non ci sono note floreali come invece c’erano nel 2008.

Il tannino del 2010 è uguale per larghezza a quello del 2009. Vino piacevole.

                                                                                                                                                                         90/92

 LE PIN 2010

Pomerol – rosso

(Merlot 100%)

Rosso rubino con trame porpora.

Impianto olfattivo di notevole forza espressiva che offre profumi di pelle, nocciolina tostata, prugna fresca, ciliegia, menta, eucalipto, olio di lino, cuoio, pepe nero, noce moscata, caucciù, boisé (note dolci ben dosate), episperma (seconda pelle del marrone bollito) per terminare con piacevoli sentori minerali di grafite.

Al gusto mostra una bella stoffa, piacevolezza equilibrio con la freschezza che domina la massa alcoolica. Il tannino è dolce, largo (6/6-) e setoso. La struttura è superiore alla media, vino muscoloso che ricorda per questo un po’ il 2005 e non il 2009 ed il 2006 che avevano un corpo femminile.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia e pelle.

Vino interessante e piacevole dotato di importante struttura ed acidità.

Il tannino è largo come quello del 2009. Il livello generale di questo 2010 è un po’ superiore a quello del 2009.

                                                                                                                                                                         96/98

 

SMITH HAUT LAFITTE 2010

Pessac – Leognan – bianco

(Sauvignon Blanc 90%, Sauvignon Gris 5% e Semillon 5%)

Colore giallo paglierino con riflessi grigio – verdi.

Naso caratterizzato da profumi intensi di lievito di birra seguiti da note floreali di biancospino, menta (duro di menta) pepe bianco, iodio, pasticceria, boisé, buccia di limone per terminare con dei rimandi di minerale.

Bocca agrumata con sapidità in rilievo accompagnata dal minerale.

Ricca acidità che domina la massa alcoolica. Corpo medio e lunga persistenza aromatica intensa.

Questo 2010 ha più sapidità del 2009 ed è più equilibrato. Questo è uno dei casi in cui il 2010 è migliore del 2009. Vino di lunga durata.

                                                                                                                                                                         93/95

 

SMITH HAUT LAFITTE 2010

Pessac – Leognan – rosso

(Cabernet Sauvignon 64%, Merlot 30%, Cabernet Franc 5% e Petit Verdot 1%)

Colore rosso rubino e porpora intensi.

Naso di cioccolata, prugna, ciliegia, pelle, pepe nero, noce moscata, mela, latte di cocco e mandorla (colla coccoina), per terminare con piacevoli sentori di oliva nera.

Vino con buona struttura ed equilibrio, grazie anche ad una spalla acida che domina la massa alcoolica. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6) inizialmente setoso, per poi nel finale diventare un po’ allappante.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale boisé.

Ricordo che il 2009 era più fruttato e si sentiva meno la presenza del legno, mentre il tannino era più morbido.

Questo vino mi è piaciuto più al naso che al gusto. Per me il 2009 è stato superiore a questo 2010.

                                                                                                                                                                         90/92

 

VIEUX CHÂTEAU CERTAN 2010

Pomerol – rosso

(Merlot 86%, Cabernet Franc 8% e Cabernet Sauvignon 6%)

Si presenta con un bellissimo e lucente blend di rosso rubino e porpora.

Il profilo olfattivo risulta elegante e ben disegnato da tocchi di ciliegia, cuoio, intensi, menta, pepe nero, noce moscata, olio di lino, caucciù, note floreali, per terminare con piacevoli rimandi di pomodoro secco.

Corpo medio, superiore di struttura rispetto alla tipicità di questo stupendo vino.

Assaggio emozionante, una tessitura voluttuosa rapisce il palato, con tannini dolci, larghi (6/6) e setosi, di incredibile finezza; in sottofondo l’acidità pulsante ritira l’assaggio rendendolo irresistibile ed emozionante. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia perfettamente matura. In un primo momento ho detto ad Alexandre Thienpont che questo vino mi ricordava il mitico 1998 ma subito dopo mi sono corretto e gli ho detto che il 1998 aveva un corpo tipicamente Vieux Château Certan ciò non eccessivo mentre questo 2010, aveva più struttura e mi ricordava quindi il 1950. Anche il 2009 aveva abbastanza struttura tanto è vero che Alexandre, l’anno passato mi disse che il suo vino era un buon Pomerol ma non un Vieux Château Certan. A mio avviso sia il 2009 che il 2010 sono vini eccezionali, si bevono con un piacere incredibile, è il vero bere. Questo 2010 è lievemente superiore al già grande 2009. Il tannino del 2010 è completamente largo ed è più largo del 2009 (5/6).

                                                                                                                                                                         96/98

 D’YQUEM 2010

Sauternes

(Semillon 87% e Sauvignon 13%)

Bellissimo giallo oro.

Lascia sfilare al naso una delicata e ricca miscela di fiori gialli impreziositi da profumi di miele, confettura di arancia amara, menta dolce (duro di menta), pepe bianco, albicocca secca, frutta esotica (mango e papaia), buccia di arancia grattugiata, smalto di vernice, lieve, per terminare con il pomodoro secco.

In bocca esplode in una lussuosa sinfonia di gusto ed equilibrio perfettamente sostenuta da una splendida freschezza ed una dosata mineralità. Il corpo non è opulento ma ben calibrato che esalta la sua bellezza, eleganza e piacevolezza.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di camomilla e di confettura di arancia amara che va a mitigare la dolcezza portata dal miele e dalla frutta esotica. Ricordo che il finale del 2009 era di caramello.

Questo 2010 ha la freschezza del 2001 e  mi ricorda un po’ anche il 2008. Grande vino! Faccio i miei complimenti all’amico Pierre Lurton.

                                                                                                                                                                       97/100

[/ihc-hide-content]

 

 

ELENCO RIASSUNTIVO DEI VINI DEGUSTATI ANNATA 2010 E RELATIVE VALUTAZIONI:

VinoAnnataTipoPunteggio
AîLE D’ARGENT -Bordeaux bianco  89/91
ALTER EGO di PALMER Margaux-rosso 93/95
D’ARMAILHAC Pauillac-  rosso 90/92
AUSONE Saint – Emilion- rosso 93/95
BELLEVUE MONDOTTE Saint – Emilion- rosso 89/91
BERNADOTTE  Haut – Medoc- rosso 87/90
BOUSCAUT  Pessac – Leognan-bianco  89/91
BOUSCAUT  Pessac – Leognan- rosso 88/90
BRANAIRE DUCRU  Saint – Julien- rosso 92/94
CARBONNIEUX Pessac – Leognan- bianco 89/91
CARBONNIEUX Pessac – Leognan- rosso 90/93
CAP DE MOURLIN  Saint – Emilion- rosso 87/89
CARRUADES DE LAFITE Pauillac- rosso 88/90
CHAPPELLE D’AUSONE Saint – Emilion- rosso 91/93
CHAPPELLE DE PONTESAC  Medoc- rosso 87/89
LA CHAPELLE DE LA MISSION HAUT-BRION  Pessac-Leognan-rosso90/92
CHEVAL BLANC Saint – Emilion- rosso 94/97
DOMAINE DE CHEVALIER Pessac – Leognan- bianco 91/93
DOMAINE DE CHEVALIER Pessac – Leognan- rosso 90/92
LE CLARENCE DE HAUT – BRION Pessac – Leognan- rosso 90/92
LA CLARTÉ DE HAUT BRION Pessac – Leognan- bianco 90/92
CLERC MILON Pauillac- rosso 89/91
CLINET Pomerol- rosso 94/96
CLOS DE BAIES Saint – Emilion- rosso 91/93
CLOS FOURTET Saint – Emilion- rosso 90/93
CLOS LES LUNELLES Cotes De Castillon- rosso 87/89
CLOS DU MARQUIS Saint – Julien- rosso 88/90
LA CONSEILLANTE Pomerol- rosso 90/93
DUHART – MILON Pauillac- rosso 90/92
ECHO DE LYNCH – BAGES Pauillac- rosso  88/90
L’EGLISE CLINET Pomerol- rosso 93/95
FIGEAC Saint – Emilion- rosso 89/91
FOMBRAUGE Saint – Emilion- rosso 88/91
FONBEL Saint – Emilion-  rosso 93/95
FUGUE DE NENIN Pomerol- rosso 87/89
LES FORTS DE LATOUR Pauillac- rosso 92/94
LA GAFFELIERE Saint – Emilion- rosso 89/91
GAZIN  Pomerol- rosso 91/93
GISCOURS Margaux- rosso 92/94
GRUAUD LAROSE Saint – Julien- rosso  89/91
HAUT – BAILLY Pessac – Leognan- rosso 90/93
HAUT – BEAUESEAJOUR Saint – Estèphe- rosso 86/88
HAUT BRION Pessac – Leognan- bianco 92/95
HAUT BRION Pessac – Leognan- rosso 95/97
HAUT SIMARD Saint – Emilion- rosso  89/91
LAFITE ROTHSCHILD Pauillac- rosso 94/97
LAFON ROCHET Saint – Julien- rosso 91/93
LAROZE Saint – Emilion- rosso 90/92
LATOUR Pauillac- rosso 95/97
LATOUR MARTILLAC Pessac – Leognan- bianco 91/93
LATOUR MARTILLAC Pessac – Leognan- rosso 89/91
LEOVILLE BARTON Saint – Julien- rosso 88/90
LEOVILLE LAS CASES Saint – Julien- rosso 93/95
LEOVILLE POYFERRE Saint – Julien-  rosso 91/94
LUCIA Saint – Emilion- rosso  90/92
LUSSEAU Saint – Emilion-  rosso 89/91
LYNCH – BAGES Pauillac- bianco 92/95
LYNCH – BAGES Pauillac- rosso 92/94
MALARTIC LAGRAVIERE Pessac – Leognan- bianco 89/91
MALARTIC LAGRAVIERE Pessac – Leognan- rosso 91/93
MARGAUX PAVILLON BLANC Margaux- bianco 97/100
MARGAUX Margaux- rosso 94/97
LA MISSION HAUT BRION Pessac – Leognan- bianco 92/95
LA MISISON HAUT BRION Pessac – Leognan- rosso 93/95
MONBOUSQUET Saint – Emilion- bianco 88/90
MONBOUSQUET Saint – Emilion- rosso 88/90
MOULIN SAINT GEORGES Saint – Emilion- rosso 89/91
MOUTON ROTHSCHILD Pauillac- rosso 94/97
NENIN Pomerol- rosso  91/93
LES ORMES DE PEZ Saint – Estèphe-  rosso 89/91
PALMER Margaux- rosso  95/98
PAPE CLÉMENT Pessac – Leognan- bianco  91/93
PAPE CLÉMENT Pessac – Leognan- rosso  90/93
PAUILLAC de CHÂTEAU LATOUR Pauillac- rosso  87/89
PAVIE Saint – Emilion- rosso  89/92
PAVIE DECESSE Saint – Emilion- rosso 87/89
PAVIE MACQUIN Saint – Emilion- rosso 87/89
LE PAVILLON BLANC DU CHÂTEAU MARGAUX Margaux-   bianco 97/100
PAVILLON ROUGE DU CHÂTEAU MARGAUX Margaux- rosso 90/92
PETRUS Pomerol- rosso 97/99
LE PETIT CHEVAL Saint – Emilion- rosso  92/94
LA PETIT EGLISE Pomerol- rosso  89/91
LE PETIT LION Saint – Julien- rosso 87/89
LE PETIT MOUTON DE MOUTON ROTHSCHILD Pauillac- rosso 90/92
PETIT VILLAGE Pomerol- rosso  88/90
DE PEZ Saint – Estèphe- rosso 87/89
PHELAN SEGUR Saint Estèphe- rosso 87/89
PIBRAN Pauillac- rosso  86/88
PICHON – LONGUEVILLE BARON Pauillac- rosso 92/94
PICHON LONGUEVILLE COMTESSE DE LALANDE Pauillac- rosso 90/92
LE PIN Pomerol-  rosso  96/98
POTENSAC MEDOC- rosso 89/91
RESERVE DE LA COMTESSE Pauillac- rosso 88/90
SANCTUS Saint – Emilion- rosso  90/92
SIMARD Saint – Emilion- rosso 91/93
SMITH – HAUT – LAFITTE Pessac – Leognan- bianco 93/95
SMITH – HAUT – LAFITTE Pessac – Leognan- rosso  90/92
SUIDUIRAUT Bordeaux   secco- bianco 87/89
SUIDUIRAUT   Sauternes -   90/92
TALBOT Saint – Julien- rosso 92/94
LA TOUR CARNET Haut – Medoc- rosso 90/92
LA TOUR DU PIN Saint – Emilion- rosso 90/92
LES TOURELLES DE LONGUEVILLE  Pauilllac- rosso  86/88
TROPLONG MONDOT Saint – Emilion- rosso 90/92
VAL DE ROC Bordeaux Superieur- rosso  87/89
VIEUX CHÂTEAU CERTAN Pomerol- rosso 96/98
D’YQUEM Sauternes- - 97/100
[/ihc-hide-content]
Tags from the story
, ,
More from Paolo Baracchino

VERTICALE STORICA DEL BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA “POGGIO AL VENTO

Tempo addietro, presso l’azienda Col d’Orcia, un’anteprima, la verticale del Brunello di...
Leggi tutto