Nel passato mese di marzo, l’amico Piero Benvenuti ha invitato me ed altri amici a pranzo, presso il ristorante “Salotto Portinari” ed ognuno di noi ha portato una bottiglia da consumare.
Piero si è divertito a far servire alcuni vini alla cieca non facendo vedere la bottiglia durante il servizio.
Vito ci ha preparato dei piatti che potessero andare bene con i vini che sarebbero stati serviti.
L’ambiente del salotto Portinari è stupendo come lo è stata la tavola che è stata dedicata a noi. Erano presenti, Liudmila Musatova, Piero Benvenuti, Stefano Amerighi, Francesco Tanzi, Aldo Fiordelli, Francesca Testi, Anna Paclet ed il sottoscritto.
Come aperitivo, con delle mis en bouche, abbiano bevuto lo champagne Agrapart Terroirs che è stato piacevole per le sue note minerali. A seguire abbiamo bevuto lo champagne Jacquesson Cuvée 740, degorgement tardif, che non è lo champagne ideale per me perchè, sia al naso che al gusto, è molto invaso dal legno.
A tavola ci è stata servita la prima portata: ” Ostrica Royal, soda di mela e caviale, ricci di mare, soffice di patate bianche, gamberi rossi agli agrumi”, che è stata abbinata allo champagne Dom Perignon, Plènitude 2, annata 2004 che per la sua sapidità e mineralità era perfettamente abbinato al piatto.
A seguire “risotto alle erbe di campo con ragù di quaglia e mandorle” che è stato abbinato al Trebbiano d’Abruzzo Valentini, annata 2018.
Abbinamento per niente facile poichè, a mio avviso, il vino era troppo giovane e troppo impegnativo sia all’olfatto che al gusto, rispetto al piatto.
Con i “saltimbocca di cervella di vitello” ci è stato versato nei bicchieri quello che io definisco un vino – poesia e cioè il Vieux Chateau Certan, annata 1998, un Pomerol ricco di piacevolezza che si è sposato benissimo con questo piatto delicato.
Con “l’uovo al vapore con ragù di Piccione e spuma al comté” ci è stato servito, in modo bendato, un vino fine ed elegante perfetto con il ragù al piccione, lo Chateau Margaux annata 2016.
A seguire un altro vino servito in modo bendato con il “Poularde de Bresse, Spugnole e tartufo nero”. Il vino è stato di difficile individuazione, era il Kupra 2009, vino marchigiano, con uvaggio 100% Grenache. Al naso aveva una nota verde ed al palato i tannini erano un pò asciuganti. Il piatto era ottimo ed il vino, a mio avviso, non era all’altezza del piatto.
Per finire Vito ci ha fatto preparare una ottima zuppa inglese.
Come sempre questi pranzi sono molto interessanti e piacevoli, per la compagnia, per l’ambiente, per il cibo e per i vini.
Passo a descrivere i vini degustati facendo una premessa sui tannini, che riguardano normalmente i vini rossi.
Per quanto riguarda la larghezza del tannino, è importante che faccia le precisazioni che seguono, affinchè possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente, se il tannino è meno largo, potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno d’attenzione, ma il tannino, come ho precisato, dev’essere, in ogni caso, di buona qualità.
Passiamo adesso a descrivere i vini degustati.
MAISON AGRAPART & FILS
TERROIRS, Grand Cru, Blanc de Blancs
Extra Brut S.A.
Colore giallo oro, le bollicine sono fini ed abbastanza numerose.
Dal calice si innalzano profumi minerali, di banana e di pan brioche.
Al palato il corpo è medio e le bollicine sono fini.
Vino ben equilibrato con la freschezza che avvolge completamente la massa alcolica. Lunga ma non lunghissima è la sua persistenza gustativa.
(93/100)
MAISON JACQUESSON
Cuveé n. 740, Degorgement tardif. Extra Brut S.A.
(uvaggio: 53% Chardonnay, 29% Pinot Noir e 18% Pinot Meunier)
Veste giallo oro lucente con bollicine fini ed abbastanza numerose.
All’esame olfattivo hanno risalto le note boisé con in evidenza la banana sia verde che matura, agrumi e minerali.
Al palato ha corpo medio ed ha sapore boisé. La freschezza domina la massa alcolica rendendo il vino, per questo aspetto ben equilibrato. Essendo questo champagne molto contaminato dal legno, i tannini di quest’ultimo asciugano la gengiva superiore.
Il legno è la caratteristica di questo champagne, che a me non entusiasma.
Lunga è la sua persistenza gustativa.
(90/100)
MAISON DOM PERIGNON
Plénitude 2, annata 2004
(uvaggio: 60% Chardonnay e 40% Pinot Noir)
Veste giallo oro, lucente, con bollicine fini ed abbastanza numerose.
Mix olfattivo di tè al limone, pietra focaia, lievi di banana verde, mela renetta, camomilla, lievi di nocciolina, per terminare con soffi di panno caldo inamidato.
Morso sapido e minerale. Il corpo è medio anche se nel finale tende un pò a sedersi. Asse alcol- freschezza con finale minerale e di tè al limone. Lunga è la sua persistenza gustativa intensa.
(94/100)
AZIENDA AGRICOLA VALENTINI
TREBBIANO D’ABRUZZO, annata 2018
(uvaggio: 100% Trebbiano)
Colore giallo paglierino con riflessi oro.
Naso intenso di pelle di conceria, amido di riso bollito, seguono poi note di lemongrassa, minerale, uva passa, dolci dell’esterno del confetto, per terminare con soffi di vaniglia. A bicchiere vuoto si sentono profumi di zabaione e burro di nocciolina.
Al palato ha corpo medio, è sapido, ed ha sapore di minerale e di pelle di conceria. Vino abbastanza equilibrato con la massa alcolica che fa un pò capolino sulla freschezza. Si sente un pochino asciugare la gengiva superiore.
Lunga è la sua persistenza con finale di inchiostro di china, vino molto ma molto giovane che avrà bisogno di equilibrarsi di più con la sosta in bottiglia.
A mio avviso è un vino che avrà bisogno di dormire in bottiglia per qualche anno, per potere dare il meglio di se stesso.
Il mio punteggio è nell’ottica futura di migliramento.
(94/100)
CHATEAU VIEUX CHATEAU CERTAN
POMEROL, annata 1998
(uvaggio : 85% Merlot e 15% Cabernet Franc)
Rosso granato chiaro con bordo aranciato.
Varietà olfattiva scandita da profumi di ciliegia, menta, eucalipto, lievi di bacca di ginepro, violetta, pelle di conceria in fine lavorazione, amido del riso bollito, per terminare con intensi soffi di oliva nera.
Il corpo è medio sufficiente plus ed il vino è perfettamente equilibrato con la freschezza che avvolge la massa alcolica. I tannini sono dolci, larghi (6/6–) e setosi.
Lunga è la sua persistenza gustativa. (94/100)
CHATEAU MARGAUX
MARGAUX, annata 2016
(uvaggio : 94% Cabernet Sauvignon, 3% Cabernet Franc, 2% Merlot e 1% Petit Verdot)
Manto rosso rubino- porpora intensi.
Naso scandito da profumi di ciliegia marasca nera, menta, eucalipto, arancia rossa, cioccolata, mora, cassis, pepe nero con finali carezze di noce moscata.
Al gusto ha corpo medio non eccessivo ed ha un perfetto equilibrio tra alcol e freschezza.
I tannini sono dolci, larghi (6/6) e setosi. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.
E’ un vino tipicamente Margaux che tende più all’eleganza che alla potenza.
Ricordo che il 2015 è stato, per me, superiore per la struttura sia al 2016 che al 2014, mentre per la larghezza dei tannini il 2016 è superiore sia al 2015 che al 2014.
(95/100)
AZIENDA OASI DEGLI ANGELI
KUPRA, annata 2009
Marche rosso IGT
(uvaggio: 100%Grenache – chiamato bordò)
Manto rosso granato con bordo aranciato.
Attacco olfattivo orientato sui profumi di menta, eucalipto, canfora, oliva nera, carruba, chinotto per terminare con rimandi verdi.
All’assaggio si percepisce un corpo medio ed un buon equilibrio tra alcol e freschezza mentre i tannini sono dolci, abbastanza larghi (5/6), inizialmente vellutati, per poi asciugare e far bruciare un pochino la gengiva superiore.
Lunga è la sua persistenza gustativa.
Mi ha lasciato un pò perplesso per la nota verde sentita all’olfatto e la qualità dei tannini che ho trovato abbastanza asciuganti.
(90/100)
Si è trattato, come sempre, di un piacevole pranzo, per il cibo per la compagnia e per i vini. Un ringraziamento a Vito, a Piero ed a tutti gli altri commensali.


