LE ANTEPRIME DELLA TENUTA IL GREPPO – BIONDI SANTI

Nel mese di maggio mi ha telefonato l’amico Andrea Bini per invitarmi ad andare, con alcuni suoi amici, presso la Tenuta il Greppo Biondi Santi a Montalcino. Ovviamente ho accettato il suo gentile invito perchè amo particolarmente i vini di quest’azienda.

Sono stato in questa azienda l’anno precedente ed ho degustato il Rosso di Montalcino 2020    (93–/100), il Rosso di Montalcino 2019 (92/100), il Brunello di Montalcino 2018 (96/100), il Brunello di Montalcino 2017 ( 95/100), il Brunello di Montalcino riserva 2016 (97/100), il Brunello di Montalcino riserva 2015 (98/100), il Brunello di Montalcino riserva 2010 (97/100) ed il magnifico Brunello di Montalcino riserva 1988 al quale ho riconosciuto senza esitazioni 100/100. Andrea durante la telefonata di invito mi ha chiesto se conoscevo il C.E.O., dell’azienda, Giampiero Bertolini ed a tale domanda rispondevo sorridendo perchè conosco Giampiero da molti anni, da quando lavorava per l’azienda Frescobaldi.

Ho sempre considerato Giampiero una persona seria, corretta e competente. Il giorno della visita eravamo: Andrea Bini, Andrea Poli, Fabrizio Picchi, Massimo Sabatini, Annalisa Di Stefano, Marco Lomoro ed il sottoscritto. Ci siamo recati in azienda ed a riceverci c’era Giampiero, con la sua segretaria, che non sapeva che quel giorno sarei stato presente anche io. Ci è stata raccontata la storia dell’azienda e della nascita del Brunello di Montalcino ad opera di Tancredi Biondi Santi, padre di Franco e nonno di Jacopo.

La proprietà dal 2017 è del gruppo francese EPI, proprietari anche dell’azienda vinicola toscana Isole e Olena e dello champagne Charles Heidsieck.

Giampiero mi ha sempre detto da quando è C.E.O. della Tenuta il Greppo che la proprietà vuole mantenere le stesse caratteristiche e la qualità dei vini del passato.

L’enologo attuale sia nella Tenuta il Greppo che dell’azienda Isole e Olena è il bravissimo Alberto Antonini.

Dopo le illustrazioni di Giampiero sulla storia dell’azienda ci è stato parlato della storica verticale fatta diversi anni fa, voluta da Franco Biondi Santi durante la quale sono state servite alcune bottiglie di riserva la più vecchia del 1888 e la più giovane la 1988. Franco ha voluto, con questo, celebrare i 100 anni dell’azienda. I fortunati degustatori erano giornalisti internazionali.

Successivamente siamo stati a vedere alcune vigne aziendali e poi la cantina.

I vini continuano a fare lo stesso percorso prima dell’imbottigliamento.

I legni gradatamente vengono cambiati, riprova di ciò è che il Brunello di Montalcino riserva 2018 ha all’olfatto note di “after eight” (cioccolata amara e menta intensa), profumo tipico del legno nuovo.

Tra i vini degustati c’è stata anche la riserva 2010, vino ottimo in un’annata troppo, a mio avviso falsamente osannata a Montalcino.  Nei moltissimi 2010, di Brunello di Montalcino da me degustati, ho riscontrato un mancato equilibrio tra l’alcol e freschezza con il primo in evidenza sulla seconda. Poche sono state le aziende che hanno prodotto un 2010 degno di note.

La degustazione è stata molto piacevole e Giampiero è stato , come sempre, molto gentile e disponibile.

Successivamente siamo stati a pranzo all’enoteca “Fortezza di Montalcino da Fabio Tassi”, anche produttore di vini particolarissimi per la loro piacevolezza. Successivamente ci siamo salutati ed abbiamo fatto rientro a Firenze.

Passo a descrivere i vini degustati ma prima devo fare le seguenti precisazioni.

Per quanto riguarda la larghezza del tannino, è importante che faccia le precisazioni che seguono, affinchè possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente, se il tannino è meno largo, potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno d’attenzione, ma il tannino, come ho precisato, dev’essere, in ogni caso, di buona qualità.

Passiamo adesso a descrivere i vini degustati.

TENUTA IL GREPPO – BIONDI SANTI

Rosso di Montalcino D.O.C., annata 2022

Manto rosso rubino trasparente.

Lo scenario olfattivo mette in evidenza profumi di ciliegia rossa croccante, menta, eucalipto, violetta, mobile di sagrestia impregnato di piacevole incenso, lievi boisé di episperma (dolce della pelle della castagna bollita), lievi di cuoio biondo, saponetta alla lavanda (mi ricorda quella della “Atkinson”) per terminare con soffi di pomodori pelati.

All’esame gustativo rivela un corpo medio sufficiente, delicato e sapore di ciliegia già sentita all’olfatto. L’equilibrio alcol-freschezza è in perfetta armonia.

I tannini sono dolci, abbastanza larghi (5/6) e setosi. Lunga è al sua persistenza gustativa.

Vino piacevole che si beve con grande desiderio.

                                                                                                                                             (92+/100)

TENUTA IL GREPPO – BIONDI SANTI

Brunello di Montalcino D.O.C.G., annata 2019

Veste rosso granato trasparente.

Olfatto ricco e vario di profumi di rosmarino, salvia, alloro, ciliegia, castagna bollita con finocchio selvatico secco, buccia di banana matura, ciliegia sotto spirito e pomodori pelati.

Al gusto ha corpo medio ed è perfettamente equilibrato con la freschezza che avvolge completamente la massa alcolica.

I tannini sono dolci, larghi (6/6–), inizialmente setosi per poi nel finale far bruciare, lievemente, la gengiva superiore.

Lunga è la sua  persistenza aromatica intensa.

(96/100)

TENUTA IL GREPPO – BIONDI SANTI

Brunello di Montalcino D.O.C.G.

Riserva, annata 2018

Dal bicchiere traspare rosso rubino con bordo granato.

Lo scrigno olfattivo si apre a profumi che ricordano il cioccolatino “after eight” (cioccolata amara e menta intensa), gambo di ciclamino spezzato (per l’acidità) lievi di crema del latte bollito, ciliegia, eucalipto, rosmarino, salvia, alloro, lievi di caucciù, per terminare con piacevoli soffi di bacca di ginepro.

Al palato ha corpo medio e lieve sapore di legno nuovo. Alcol e freschezza sono in piena armonia tra loro. I tannini sono dolci, abbastanza larghi (5/6), inizialmente vellutati per poi asciugare un pò la gengiva superiore (sono i tannini del legno nuovo).

Lunga è la sua persistenza gustativa con finale boisé. Il vino dovrà assorbire il legno nuovo che non è presente nel rosso 2018. In divenire il mio punteggio è il seguente.

(96/100)

TENUTA IL GREPPO – BIONDI SANTI

Brunello di Montalcino D.O.C.G.

Riserva, annata 2010

Veste rosso granato abbastanza intenso.

Profilo olfattivo ricco e vario con profumi di pepe nero, noce moscata, lievi di pelle di conceria, radice di rabarbaro, chicchi piccoli di liquirizia, ciliegia, prugna, menta, eucalipto, amido del riso bollito, per terminare con lievissimi soffi di stalla.

Bocca piacevole con la freschezza che è generosa e che non fa sentire, neppure minimamente, la massa alcolica.

Il corpo è medio plus ed il vino è sapido e minerale. I tannini sono dolci, larghi (6/6), spessi, inizialmente setosi per poi asciugare un pò la gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

(97/100)

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