BENVENUTO BRUNELLO 2016

BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2010
(salvo diverse annate proposte dalle aziende)

AziendaVinoAnnataPunteggio
AGRICOLA CENTOLANI TENUTE FRIGGIALI E PIETRANERAPIETRANERA – Brunello di Montalcino riserva201093/100
ARGIANOBrunello di Montalcino riserva201080/100
BARBIBrunello di Montalcino riserva201089/100
BELLARIAASSUNTO – Brunello di Montalcino riserva201080/100
BIONDI SANTIBrunello di Montalcino riserva201093/100
BRUNELLI GIANNIBrunello di Montalcino riserva201092/100
BRUNELLI LUCABrunello di Montalcino riserva201085/100
CAMIGLIANOGUALTO – Brunello di Montalcino riserva201090/100
CANALICCHIO DI SOPRABrunello di Montalcino riserva201089/100
CAPANNABrunello di Montalcino riserva201090/100
CAPARZOBrunello di Montalcino riserva201090/100
CASANOVA DI NERICERRETALTO – Brunello di Montalcino riserva201093/100
CASTELLO DI BANFIPOGGIO ALLE MURA – Brunello di Montalcino riserva201090/100
CASTELLO DI BANFIPOGGIO ALL’ORO – Brunello di Montalcino riserva201089/100
CASTELLO DI ROMITORIOBrunello di Montalcino riserva201085/100
CIACCI PICCOLOMINI D’ARAGONAPIANROSSO SANTA CATERINA D’ORO – Brunello di Montalcino riserva201098/100
COL D’ORCIAPOGGIO AL VENTO – Brunello di Montalcino riserva200893/100
COLLEMATTONIFONTELONTANO – Brunello di Montalcino riserva201089/100
CORTE DEI VENTIBrunello di Montalcino riserva201090/100
FERREROBrunello di Montalcino riserva201093/100
IL POGGIONEPAGANELLI – Brunello di Montalcino riserva201095/100
LA FORTUNABrunello di Montalcino riserva201092/100
LA RASINAIL DIVASCO – Brunello di Montalcino riserva201089/100
LA TOGATABrunello di Montalcino riserva201087/100
LISINIUGOLAIA – Brunello di Montalcino riserva201087/100
MOCALIVigna delle Raunate – Brunello di Montalcino riserva201089/100
PIAN DELLE VIGNEVIGNAFERROVIA – Brunello di Montalcino riserva201089/100
PININOPINONE – Brunello di Montalcino riserva201088/100
PODERE LE RIPIBrunello di Montalcino riserva201092/100
POGGIO ANTICOBrunello di Montalcino riserva201089/100
POGGIO DI SOTTOBrunello di Montalcino riserva201095/100
POGGIO IL CASTELLAREBrunello di Montalcino riserva201088/100
RENIERIBrunello di Montalcino riserva201095/100
RENIERIBrunello di Montalcino riserva200994/100
RENIERIBrunello di Montalcino riserva200792/100
RENIERIBrunello di Montalcino riserva200689/100
SESTIPHENOMENA – Brunello di Montalcino riserva201090–/100
TALENTIPIAN DI CONTE – Brunello di Montalcino riserva201089/100
TASSI – FRANCI FRANCARISERVA FRANCI – Brunello di Montalcino riserva201090/100
TENUTA DI SESTABrunello di Montalcino riserva201090–/100
TENUTA LA FUGALE DUE SORELLE – Brunello di Montalcino riserva201092/100
TENUTE SILVIO NARDIVIGNA POGGIO DORIA – Brunello di Montalcino riserva201090/100
TERRE NEREBrunello di Montalcino riserva201082/100
UCCELLIERABrunello di Montalcino riserva201090/100
VAL DI SUGAPOGGIO AL GRANCHIO – Brunello di Montalcino riserva201087/100
VAL DI SUGAVIGNA DEL LAGO – Brunello di Montalcino riserva201087/100
VAL DI SUGAVIGNA SPUNTALI – Brunello di Montalcino riserva201085/100
VENTOLAIOBrunello di Montalcino riserva201090–/100
VILLA I CIPRESSIZEBRAS – Brunello di Montalcino riserva201089/100
VILLA POGGIO SALVIBrunello di Montalcino riserva201089++/100

BRUNELLO DI MONTALCINO  2011

AziendaVinoAnnataPunteggio
ALBATRETIBrunello di Montalcino201187/100
BIONDI SANTIBrunello di Montalcino201191/100
CASANOVA DI NERIBrunello di Montalcino201191/100
CASANOVA DI NERITENUTA NUOVA – Brunello di Montalcino201192/100
CIACCI PICCOLOMINI D’ARAGONABrunello di Montalcino201193/100
COL D’ORCIABrunello di Montalcino201191/100
FULIGNIBrunello di Montalcino201190–/100
IL POGGIONEBrunello di Montalcino201190/100
LE POTAZZINEBrunello di Montalcino201187/100
POGGIO DI SOTTOBrunello di Montalcino201193/100
RENIERIBrunello di Montalcino201192/100
SALVIONIBrunello di Montalcino201191/100
SAN LORENZOBrunello di Montalcino201191/100
VENTOLAIOBrunello di Montalcino201188/100

ROSSO DI MONTALCINO 2014
(salvo diversa annata proposta dall’azienda)

AziendaVinoAnnataPunteggio
ALBATRETIRosso di Montalcino201487/100
BIONDI SANTIRosso di Montalcino201291/100
CANALICCHIO DI SOPRARosso di Montalcino201487/100
CASANOVA DI NERIRosso di Montalcino201390/100
CIACCI PICCOLOMINI D’ARAGONARosso di Montalcino201490/100
COL D’ORCIARosso di Montalcino201490/100
COLLELCETORosso di Montalcino201487/100
LE POTAZZINERosso di Montalcino201488/100
LE RAGNAIERosso di Montalcino201488/100
MASTROIANNIRosso di Montalcino201490/100
PODERE LE RIPIRosso di Montalcino201485/100
POGGIO DI SOTTORosso di Montalcino201393/100
SALVIONIRosso di Montalcino201490/100
SAN LORENZORosso di Montalcino201488/100
VENTOLAIORosso di Montalcino201387/100

Quest’anno a febbraio come da consuetudine si è svolta a Montalcino, nel mese di febbraio la presentazione del Brunello, del rosso e del moscadello. Esattamente sono stati presentati ai giornalisti prima ed alle persone del settore le riserve 2010, i brunelli 2011 i rossi 2014 ed i Moscadelli.

Sono andato, come sempre, ad alloggiare da Roberto Rossi a Pescina, nel Comune di Seggiano, ai piedi del Monte Amiata, al ristorante – albergo “Silene”. Sono amico di Roberto Rossi e questa, normalmente, è l’occasione per stare insieme a lui e scambiarsi un po’ di opinioni sul mondo del vino e della ristorazione. Roberto nel 2015 ha conseguito due risultati importanti: è diventato padre di Pietro, bellissimo bambino ed ha avuto una stella dalla guida Michelin.

Il giovedì, al mio arrivo, sono stato a Montalcino a cena all’azienda il “Poggione”, insieme ad altri giornalisti ed operatori del settore, ed ho consumato una piacevole cena cucinata da Roberto Rossi ed il suo staff. I sommeliers ci hanno accolti con del piacevole champagne “Palmer” e durante la cena ci sono stati serviti i vini dell’azienda a cominciare con il  bianco 2015, fatto da uve vermentino e chardonnay. Colore giallo paglierino scarico con riflessi grigi. Olfatto con piacevoli ed intensi sentori di pera williams, gelsomino, accompagnati da note dolci dell’esterno del confetto, menta, lievi di cipolla e di smalto per unghie.

Al gusto l’acidità ha invaso tutta la bocca per poi avere un effetto altalenante tra alcool ed acidità. Buona sapidità e mineralità.

Vino non tanto equilibrato ed abbastanza persistente.

(86/100)

Successivamente ci è stato servito il vin santo dell’annata 1990 che è stato accompagnato a del patè di fegato di beccaccia.
Al naso il vino esprime profumi tipici del vin santo e cioè il guscio duro di mandorla, mandorla, miele, lievi di caucciù, fico bianco secco, lievi di gas metano, caramello, per terminare con soffi di zabaione.
Al gusto è fine ed elegante, non opulento ma secco, con ricca acidità e sapori di mandorla. Vino con corpo medio, ben equilibrato e con lunga persistenza aromatica intensa con finale di zabaione.

(92/100)

Per quanto riguarda la larghezza del tannino, è importante che faccia le precisazioni che seguono, affinchè possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tuta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente, se il tannino è meno largo, potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno d’attenzione, ma il tannino, come ho precisato, dev’essere, in ogni caso, di buona qualità. Passiamo all’analisi dei vini degustati.

A seguire è stato servito il rosso di Montalcino annata 1985 che si è presentato con un rosso aranciato. Naso con profumi di menta, eucalipto, canfora, fungo porcino secco, buccia di arancia strizzata, lievi di zucchero filato e di ragù di carne. Palato con corpo medio. Alcool e freschezza sono entrambi abbastanza presenti.
Il tannino è dolce, non tanto largo (4/6 ++) inizialmente vellutato per poi nel finale asciugare un po’ la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di lieve zabaione.

(88/100)

Successivamente ci è stato servito il Brunello di Montalcino 2010 Rosso rubino abbastanza intenso. Olfatto inebriante con intensi profumi di nocciolina intensa seguiti da menta, eucalipto, lievi di pepe nero e noce moscata, per terminare con note dolci dell’esterno del confetto. Al gusto esprime una bella e piacevole beva. Il corpo è medio ed il vino è sapido e ben equilibrato. I tannini sono larghi (6/6 -), dolci e setosi. Lunga è la sua persistenza con finale di nocciolina tostata. Per la sua beva ricorda un vino borgognone abbastanza strutturato.

(94/100)

A seguire ci è stato servito il Brunello di Montalcino 1982. Colore rosso granato con bordo aranciato.
Naso con note di fungo porcino secco, anice stellato, menta, eucalipto, liquirizia, per terminare con rimandi di ragù di carne. Al gusto il vino non è molto equilibrato, l’alcool domina la spalla acida ed il tannino fa bruciare la parte centrale della lingua e lo stomaco.  Il tannino è abbastanza largo (5/6 – -), dolce, ma asciuga la gengiva superiore. Non lunga è la sua persistenza. Vino, almeno in questa bottiglia, arrivato al capolinea.

(84/100)

A seguire con prelibate pietanze ci è stato servito il Brunello “riserva Paganelli” 2010.
Colore rosso rubino intenso. Espressione olfattiva con sentori di nocciolina tostata intensa, menta, eucalipto, bacca di ginepro, pepe nero, noce moscata, pelle lavorata, cenere, intensi di ciliegia marasca, grafite, camomilla, liquirizia e rosa rossa.
All’assaggio il corpo è medio, rinforzato. Il vino, è ben equilibrato con spalla acida che con l’aiuto del tannino rende innocua la massa alcoolica. Il tannino è dolce, setoso e largo (6/6-). La beva è piacevole. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di nocciolina tostata.

(95/100)


Vino sorprendente che mi è piaciuto molto e che al momento della cena avevo valutato con un punteggio superiore, punteggio da me rivisto dopo la seconda degustazione che ho fatto il giorno successivo.

Per terminare ci è stato servito il Moscadello 2015
Colore giallo oro con bollicina pacata.
Al naso esprime profumi intensi di mandorla verde, accompagnati dalla mela renetta ed esattamente dal torsolo della mela.
Al gusto si sentono poco le bollicine, è piacevolmente dolce, ricorda per questo il moscato d’asti. Vino equilibrato, e piacevole, con corpo medio. Lunga è la sua persistenza con finale dolce, già sentito all’olfatto.

(90/100)

E’ stato un bell’inizio della manifestazione.

Il giorno dopo, di prima mattina, mi sono recato a Montalcino per le degustazioni organizzate dal Consorzio.

E’ stato mio desiderio iniziare con il Brunello di Montalcino riserva 2010. Il perché di questa mia scelta e cioè di iniziare dalla riserva 2010 e non dai rossi è dipesa dal fatto che l’anno prima, a causa di altri miei impegni, non sono potuto andare al Benvenuto Brunello a degustare i Brunelli 2010.

Ero molto curioso di sentire le riserve che sicuramente sarebbero state uguali o migliori al Brunello normale. Ho sentito parlare molto dei Brunelli 2010 che sono stati esaltati principalmente da giornalisti di fama mondiale e conseguentemente dai produttori stessi. Dopo tre annate 2007, 2008 e 2009 non certo, in genere, esaltanti ma con problemi taluno di eccessiva maturazione delle uve, chi poca maturazione e quasi tutti con problemi di asciuttezza dei tannini.

Tra i pochissimi Brunello di Montalcino 2010 da me assaggiati c’è stato  il Costanti che mi è piaciuto molto ed il Col d’Orcia che sinceramente non ho trovato perfettamente equilibrato.

Amo molto i vini di quest’ultima azienda, ricordo le annate 2001, 2004 e 2006 che mi sono piaciute molto sia con il Brunello che con la riserva “Poggio al Vento”. Ero molto curioso di farmi un’idea di come è stata l’annata 2010. A seguito delle varie riserve da me degustate mi sono fatto l’idea che l’annata è stata, in generale, sicuramente buona ma non eccezionale come è stata descritta. Ho sentito delle ottime riserve ma anche alcune molto scadenti. Per quanto riguarda l’annata 2011 ho sentito diversi vini e mi sono fatto la convinzione che si è trattato, in generale, di una discreta annata, niente di particolare. Assaggiando invece i rossi 2014 ho avuto conferma che si tratta, in genere, di vini con poca struttura e non tanta persistenza come i Chianti Classico. Qualcuno come nel Chianti Classico  è riuscito a fare dei vini piccoli anche se ben fatti.

Sicuramente la 2014 è stata un’annata molto difficile. Alcune aziende non erano presenti alle degustazioni tenute dal Consorzio, pertanto sono andato da Casanova di Neri, da Ciacci Piccolomini d’Aragona e da Jacopo Bianchi Santi. Sono andato anche a trovare Claudio Tipa a Poggio di Sotto, per risentire i vini e commentarli con lui e con il suo bravo enologo Federico Staderini e da Marco Bacci nella sua azienda di Montalcino “Renieri” dove ho fatto la verticale del suo Brunello di Montalcino riserva con le sue quattro annate prodotte.

Da Poggio di Sotto ho degustato il Rosso di Montalcino 2013 Rosso rubino trasparente. Profumi lievi di lievito di birra seguiti da ciliegia, dolci del confetto, oliva nera, pepe nero, intensi di noce moscata, menta, eucalipto, stoppa intrisa di vino, per terminare con soffi di polvere di cacao.
All’assaggio ha un corpo medio fine, una bella dolcezza che ricorda la parte esterna del confetto.
Vino sapido, equilibrato con spalla acida e tannino che dominano la massa alcoolica. Il tannino è dolce, setoso e largo (6/6 -). Lunga è la sua persistenza con finale dolcino e piacevole. Ha una beva incredibile! Molti produttori di Brunello vorrebbero fare un brunello della stessa qualità e piacevolezza di questo rosso.

(93/100)

A seguire ho degustato il Brunello 2011.
Rosso rubino. Olfatto con profumi di stoppa intrisa di vino, intensi di caucciù, menta, eucalipto, guscio duro di mandorla, ciliegia griottine, iuta, pepe nero, noce moscata, anice stellato, per terminare con lo smalto di vernice.
Al gusto ha una buona dolcezza ed è sapido e minerale. Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato, con la freschezza in giusto rilievo. I tannini sono dolci, larghi (6/6 –) e setosi. Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di ciliegia.

(93/100)

Per ultimo ho degustato la Riserva 2010.
Rosso rubino. Ventaglio olfattivo con profumi di smalto di vernice, stoppa intrisa di vino, iuta, anice stellato, intensi di pepe nero e noce moscata, lievi di cioccolata, menta, eucalipto, buccia di mandarino, accenni di chiodi di garofano, per terminare con il guscio duro di mandorla.
Beva piacevole, il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato con spalla acida che con l’aiuto del tannino domina, senza esitazioni, la spalla acida. Il tannino è dolce, largo (6/6-) inizialmente setoso per poi nel finale asciugare, lievemente, la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza gustativa con finale che ricorda il guscio duro della mandorla.

(95/100)

Successivamente sono stato da Marco Bacci nella sua azienda “Renieri” dove ho potuto fare la verticale del suo Brunello di Motnalcino riserva nelle sue quattro annate prodotte: 2006, 2007, 2009 e 2010.
Brunello di Montalcino Renieri riserva 2006
Rosso rubino intenso con intense trame granato.
Offre evidenti sensazioni di ciliegia candita accompagnate da note di canfora, pietra lavica, prugna, lievi ossidate, pepe nero, noce moscata, alloro, salvia, grafite, menta, eucalipto, caramella dura al caffè e liquirizia, appretto (amido spray per stirare) per terminare con sussurri di fieno secco ed iuta.
Bocca non vigorosa anche se il corpo è medio appena sufficiente. Vino equilibrato con spalla acida e tannino che dominano la massa alcoolica. Il tannino è dolce, largo (6/6–) inizialmente setoso e leggero per poi terminare con asciugare un po’ la gengiva superiore. Al gusto non si sente una ciliegia matura ma si sente un po’ acerba. Ciò contrasta nettamente con la ciliegia sentita all’olfatto. Lunga è la sua persistenza gustativa.

(89/100)

Brunello di Montalcino Renieri riserva 2007
Manto rosso granato intenso.
Mix olfattivo con sentori intensi di pietra lavica accompagnati da caffè freddo, menta, eucalipto, alloro, salvia, rosmarino, liquirizia, crema del latte bollito, prugna, pelle vegetale (è la pelle che tende al dolce del cuoio) per terminare con piacevoli carezze di grafite.
Al palato ha corpo medio appena sufficiente, ed è sapido e minerale.
I tannini e la freschezza dominano la massa alcoolica. I tannini sono larghi (6/6) dolci e setosi. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di pietra lavica e liquirizia.
Ha una piacevole beva anche se difetta un pochino di struttura.

(92/100)

Brunello di Montalcino Renieri riserva 2009
Bel rosso rubino intenso con fini trame granato.
Potenza ed eleganza olfattiva con profumi intensi di pietra lavica, eucalipto, alloro e rosmarino seguiti da pepe nero, noce moscata, prugna, menta, salvia, pelle vegetale e appretto (amido spray per stirare).
Bella beva con sapori di prugna fresca e pietra lavica.
Asse acido – alcool – tannino in ottima armonia. Il tannino è dolce, largo (6/6 -) setoso e spesso (più di tutti gli altri).
Vino con corpo medio, sapido e minerale.
Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di pietra lavica.

(94/100)

Brunello di Montalcino Renieri riserva 2010
Abito rosso rubino intenso.
Al naso ha una sensazione di vinosità (è profumo tipico della cantina qunado il vino è in fermentazione) che attesta la sua grande giovinezza. Seguono note intense di pietra lavica accompagnate da duro di menta (è il bastoncino duro di zucchero intriso di menta), eucalipto, alloro, salvia, liquirizia, terra bagnata, pepe nero, noce moscata, per terminare con un pizzicotto di chiodi di garofano.
Corpo medio delicato e piacevole. Vino sapido e minerale con sapore di prugna lievemente asprina. Alcool completametne dominato dalla freschezza e dal tannino.
Quest’ultimo è dolce, largo (6/6 -) e setoso. Lunga e piacevole è la sua persistenza aromatica intensa con finale di pietra lavica.
Vino vermanete giovane.

(95/100)

Il pomeriggio del giorno dopo mi sono recato da Giacomo Neri all’azienda “Casanova di Neri” dove è difficile sentire vini fatti male. Giacomo con l’aiuto del suo staff riesce sempre a fare vini piacevoli. Ricordo che due anni fa degustai il suo rosso 2012 che mi piacque quasi alla stregua del suo rosso 2010.

Ho iniziato con il “rosso 2013”.
Rosso rubino con bordo cipolla rosa. Aromi di menta, eucalipto, smalto per unghie, ciliegia, pepe nero, rosmarino, alloro, salvia, noce moscata e per finire con rimandi di peperone verde.
Gusto appagato da una piacevole e fresca ciliegia griottina (sono le ciliegie piccole di colore rosso chiaro e bianco). Vino sapido, con corpo medio, ben equilibrato, con massa alcoolica impercettibile, dominata dalla freschezza e dal tannino.
Il tannino non è largo (4/6), è dolce, inizialmente vellutato per poi nel finale asciugare e fare bruciare, lievemente, la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza. Nonostante il tannino non ottimale il vino è piacevole.

(90/100)

A seguire ho degustato il “Brunello 2011”.
Rosso rubino. Naso caratterizzato da profumi di crema di latte, menta, eucalipto, ciliegia, pepe nero, intensi di noce moscata, per terminare con rimandi di appretto (è l’amido spray che si utilizza per stirare la biancheria).
Al gusto ha il sapore della ciliegia lievemente aspra. Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato. Il tannino è largo (6/6 -) dolce e vellutato.
Lunga è la sua persistenza gustativa.

(91/100)

Ero curioso di sentire il “Tenuta Nuova 2011”.
Colore rosso rubino. Sentori olfattivi di smalto di vernice, menta, intensi di eucalipto, ciliegia, pepe nero, noce moscata, iuta, paglia, lievi di chiodi di garofano, alloro, salvia, per terminare con sussurri di chicchi piccoli di liquirizia. Al gusto si godono una piacevole ciliegia e la liquirizia sentita all’olfatto.
Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato.
Il tannino è largo (6/6 -) dolce, inizialmente setoso per poi nel finale asciugare un po’ la gengiva superiore.

(92/100)

Per ultimo mi è stato versato nel bicchiere il Cerretalto 2010 ed ero curioso di degustarlo.
Colore roso rubino abbastanza intenso.
Scrigno olfattivo che elargisce profumi di smalto per unghie, liquirizia, pepe nero, intensi di noce moscata e di ciliegia, seguiti da fieno secco, iuta ed alloro.
Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato con la massa alcoolica impercettibile. Il tannino è completamente largo (6/6), dolce e setoso. Lunga, è la sua persistenza con finale di ciliegia e liquirizia. Vino ben fatto. Mi ha un po’ meravigliato di sentire all’olfatto il fieno secco e la iuta che normalmente sono sintomo di vino leggermente evoluto.
Preciso che sono profumi che a me piacciono.

(93/100)

Nel parlare con Giacomo, come normalmente faccio con lui, dei vini degustati, ribadivo il fatto che nel Cerretalto 2010 e nel Brunello Bare 2011 di avere sentito note intense di noce moscata. Giacomo annuiva a tale mia osservazione facendomi presente che la nota di noce moscata è intensa ed è tipica del Cerretalto e normalmente non lo è nel Brunello base, ma nel 2011 l’ho giustamente sentita perché il Cerretalto 2011 non verrà prodotto e le uve sono state utilizzate per fare il Brunello base 2011.

Appagato dalla piacevole degustazione mi recavo da Paolo Bianchini, proprietario, insieme alla sorella, dell’Azienda Ciacci  Piccolomini d’Aragona.

Paolo è una persona così affabile, sempre sorridente ed accogliente che quando ho telefonato per chiedere di potere andare a degustare i vini subito ha dato la sua disponibilità. Non appena arrivati Paolo mi ha fatto visitare la cantina poiché dall’ultima volta che ero andato a trovarlo aveva fatto diverse modifiche. I suoi locali compresa la cantina sono puliti come uno specchio. Efficienza, pulizia ed organizzazione sono il suo motto continuo. Paolo sta completando la sala degustazione che unisce la sua grande passione di ciclista con quella del vino.

La nuova sala degustazione quindi sarà un connubio di queste due grandi passioni.

Finito il nostro giro siamo andati nell’attuale sala di degustazione che è il massimo della precisione e piacevolezza. Paolo mi parlava dell’annata 2010 che per lui è stata molto positiva ed in particolare la riserva “Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’oro” ed a quel punto gli chiedevo di poterla degustare.

Paolo mi confessava che delle 9.000 bottiglie prodotte aveva venduto tutto salvo pochissime bottiglie dalla sua cantina personale. Con sorriso affettuoso mi diceva: “a te non posso dire di no”. Questa risposta mi ha fatto molto piacere perché così facendo Paolo mi ha fatto capire, di quanta stima ed amicizia ha nei miei confronti.

Abbiamo iniziato la degustazione con il “rosso di Montalcino 2014”.
Colore rosso rubino. Profumi speziati di pepe nero e noce moscata seguiti da ciliegia, menta, eucalipto, vernice ad olio, pelle lavorata, alloro, salvia e smalto di vernice.
Al gusto mostra un corpo medio ed il vino entrando in bocca va più in larghezza che in profondità. Sapori di ciliegia. Vino ben equilibrato con spalla acida e tannino che dominano la massa alcoolica. Il tannino è dolce, largo (6/6), setoso e fine. Abbastanza lunga è la sua persistenza gustativa. Questo 2014 rispecchia l’annata dove manca nei vini un po’ di struttura e profondità, però il vino è fatto bene con tannini perfetti.

(90/100)

A seguire il vino “ATEO 2013” fatto per il 60% da Merlot e dal 40% da Cabernet Sauvignon. Rosso rubino con trame porpora. Olfatto composto da aromi di ciliegia marasca candita, menta eucalipto e cannella.
Al gusto la bocca ha sensazioni di ciliegia marasca un po’ candita. Il corpo è medio ed il vino è abbastanza equilibrato. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 -) inizialmente vellutato per poi nel finale far bruciare un po’ la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia già sentita all’olfatto.

(88/100)

Il terzo vino è stato il “Brunello 2011”.
Rosso granato. Blend al naso di cioccolata, polvere di cacao, ambra, cenere, ciliegia, menta, eucalipto, dolce dell’esterno del confetto, lievi di pepe nero e noce moscata, per terminare con carezze di alloro.
Al palato si gode una piacevole dolcezza cioccolatosa accompagnata dalla ciliegia. Vino sapido, con corpo medio, ben equilibrato con asse acido – alcool – tannino in perfetta armonia. Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di cioccolata e ciliegia. Vino piacevole.

(93/100)

A seguire il “Brunello di Montalcino riserva Santa Caterina d’oro Vigna di Pianrosso annata 2010”.
Colore rosso rubino con trame granato.
Quadro olfattivo vario e piacevole con profumi inizialmente di lieve smalto per unghie accompagnato e superato da intensa ciliegia e cioccolata seguite da menta, eucalipto, pelle vegetale (è la pelle che si avvicina al dolce del cuoio), alloro, salvia, per terminare con piacevoli rimandi di nocciolina tostata.
Potenza gustativa all’assaggio che evidenziano un corpo superiore alla media. Sapori di cioccolata e ciliegia. Vino perfettamente equilibrato con freschezza e tannino che dominano la massa alcoolica. Il tannino è impressionante perché è spesso e completamente largo (6/6). L’impressione è che il tannino arrivi, come arriva, alla completa larghezza della gengiva superiore per poi come un elastico accorciarsi e poi tornare di nuovo alla sua massima larghezza. Questa incredibile sensazione mi è capitata solo un’altra volta a Bordeaux nel degustare un’annata di Mouton Rothschild.
Lunghissima è la sua persistenza aromatica intensa con finalissimo di ciliegia e cioccolata.
E’ stato un assaggio emozionante perché non è, per me facile, provare queste sensazioni.
Ho riconosciuto a questo vino 98/100 poiché normalmente non sono uso a dare di più, ma è un grande vino, il migliore da me degustati durante il “Benvenuto Brunello”.

Paolo alla fine ha voluto farmi sentire il “rosso di Montalcino 2013” perché secondo lui il vino era piacevole. Con “grande sacrificio” ho proceduto a degustare questo vino.
Rosso rubino abbastanza spesso. Naso intenso del dolce del confetto e della noce moscata seguito dal pepe nero, menta, eucalipto, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), per terminare con carezze di ciliegia. All’assaggio si sente un corpo medio e la ciliegia sotto spirito.
Il corpo è medio ed il vino è abbastanza equilibrato con l’alcool che cerca di superare la spalla acida ed il tannino. Quest’ultimo è dolce, completamente largo (6/6) e vellutato. Nel finale si sente un po’ di bruciore sulla gengiva superiore quasi che il tannino voglia fare sentire un pochino di pungenza. Lunga è la sua persistenza.
Nell’insieme il vino è piacevole ed a differenza del rosso 2014 ha più struttura anche se il tannino è un pochino più spigoloso.

(90/100)

Il giorno seguente dopo avere degustato alcuni vini del consorzio mi recavo insieme all’amico Andrea Cappelli a pranzo al ristorante “hotel Il Giglio” a Montalcino di proprietà  della famiglia Machetti dove abbiamo mangiato un ottimo primo piatto ed abbiamo bevuto un brunello di Montalcino della azienda il “Paradiso di Manfredi annata 2004”. Successivamente Andrea ha telefonato a Jacopo Biondi Santi per chiedergli se potevamo andare all’azienda il Greppo per degustare gli ultimi vini prodotti, ottenuto il via libero ci siamo recati insieme a Bruno Bruchi ed altri due amici presso l’azienda. E’ stata la mia prima volta dopo la morte di Franco Biondi Santi che sono ritornato all’azienda e ciò confesso mi ha lasciato un po’ di dispiacere pensando che Franco ci aveva lasciati. Una volta arrivati Jacopo ci è venuto incontro con grande ospitalità e ci ha portati in sala degustazione dove abbiamo degustato i seguenti  vini:

“Rosso di Montalcino 2012”
Rosso rubino chiaro. Naso con profumi di ciliegia, menta, eucalipto, vernice ad olio, lievi di caucciù, fieno secco, per terminare con sussurri di terra bagnata.
Al gusto il vino è giovane, un po’ asprino, crudo, ma è equilibrato con massa alcoolica impercettibile.
Il corpo è medio ed il tannino è dolce, largo (6/6) e setoso. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia

(91/100)

A seguire c’è stato il Brunello di Montalcino 2011.
Colore rosso rubino con riflessi lievemente granato.
Tessitura odorosa fatta di profumi di amido del riso bollito, pelle in fine lavorazione, terra bagnata, menta e ciliegia.
Al palato il vino ha sapore di ciliegia, ha un corpo medio ed è equilibrato, grazie alla spalla acida ed al tannino che dominano la massa alcoolica. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 +) inizialmente setoso per poi nel finale far asciugare un po’ la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza con finale di ciliegia.

(91/100)

Il vino successivo è stato il “Brunello riserva 2010”.
Confesso che è stato un assaggio che non mi ha convinto, temo che la bottiglia non sia stata perfetta.
Colore rosso rubino con trama granato. L’incontro olfattivo evidenzia profumi di amido di riso bollito, inchiostro di china, pelle a fine lavorazione di conceria, liquirizia, menta ed eucalipto. Al gusto il vino è piuttosto equilibrato. Il corpo è medio ed il tannino è dolce, largo (6/6 – -) e vellutato. Nel finale si sente bruciare un po’ la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale un po’ asprino.
Mi riservo di risentire questo vino astenendomi dallo scrivere un punteggio perché penso che la bottiglia non fosse perfetta.
Jacopo poi ci ha proposto il “Sassalloro IGT Toscano Rosso 2010”.
Rosso rubino con trame granato. Naso di idrolitina (è la polvere che serve per rendere gassata l’acqua naturale) ciliegia matura, ribes e frutti maturi.
Al gusto si sente un vino equilibrato con sapori di idrolitina e confettura di frutta sia a bacca rossa che a bacca nera. Il tannino è dolce poco largo (4/6 +) e vellutato. Lunga è la sua persistenza con finale di frutta matura. Per me è un vino con frutta troppo matura “stile Napa Valley”.

(86/100)

Successivamente Jacopo, conoscendoci e sapendo che avremmo saputo valutare dei vini non in commercio ci ha versato i Brunelli 2013 ed il 2015.
In questo momento il 2013 ha un equilibrio un po’ altalenante cioè la spalla acida non riesce sempre ad avere il dominio della massa alcoolica, questo significa che a momenti si sente salivare la lingua e poi bruciare un po’ la parte centrale della stessa. Si tratta di un vino in formazione. Invece con l’assaggio del 2015 non ho avuto dubbi nel dire subito che si tratta di un vino potente ed elegante con all’olfatto, in questo momento, prezzemolo, ciliegia e caucciù. Vino con struttura superiore alla media e tannino completamente largo.

 

(95-98/100)

Con quest’annata siamo veramente ad altissimo livello, molto simile al 1955, al 1964 e dice Jacopo che la conosce, beato lui, al 1888. Penso che in generale l’annata 2015 sarà superiore alla tanto blasonata annata 2010.

E’ stata anche questa una grande esperienza, ricca di emozioni e di piacere. Il venerdì ed il sabato sono rimasto a cena al ristorante Silene, da Roberto Rossi.

Il venerdì ero insieme a Leonardo Salustri ed altri amici con i quali abbiamo bevuto i suoi vini in alcune annate tra cui il Vermentino 2012, 2013 e 2014 e confesso che il 2013 è quello che ho trovato completamente equilibrato. Un altro vino con uvaggio ciliegiolo al 100%, fatto dal figlio di Leonardo ed il Grotte Rosse annate 2011 e 2013.

Ricordo che le annate precedenti al 2010 erano diverse perché avevano al naso ed al gusto sentori di nocciolina tostata, mentre le annate recenti hanno all’olfatto, in modo prevalente, la cenere e la pietra lavica. Leonardo mi ha detto che ha acquisito altri vigneti che sono su terra molto minerale da qui il cambio dell’olfatto e del gusto. Nel finale però del 2011 del Grotte Rosse ho sentito far capolino all’olfatto un timido profumo di nocciolina tostata. Sul cibo che dire? Da Roberto qualsiasi pietanza è attenta e piacevole. Io amo il piccione e da Roberto i tortelli al piccione ed il piccione al tegame sono favolosi.

Sabato sera ho cenato con Andrea Cappelli, Guido e Silvia Ricciarelli, con assoluta rilassatezza e piacere, perché il mio impegno da degustatore era terminato e la mattina dopo sarei rientrato a Firenze.

Venendo ai vini da me degustati durante la manifestazione Benvenuto Brunello inizio dai Brunello di Montalcino riserva 2010, poi ai Brunello di Montalcino 2011 ed ai Rossi di Montalcino 2014 salvo alcuni casi dove ho degustato i 2013 perché i 2014 sono ancora pronti per essere commercializzati.

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