“DUE GIORNI A EPERNAY ALLA MAISON PERRIER – JOUET”

Questo articolo appare al di fuori dei miei articoli sul “Meraviglioso mondo delle Bollicine”.

Ho già scritto sugli champagnes prodotti da questa Maison, ma ho necessità di scrivere ancora perché ho avuto il piacere, insieme a pochi amici appassionati di bollicine e giornalisti, di essere stato invitato, alcuni mesi fa, ad una veloce “due giorni a Epernay”, per degustare insieme al maître de Cave Hervée Deschamps alcuni vini che poi saranno utilizzati per gli assemblaggi degli champagnes e per degustare in anteprima il Blanc de Blancs 2004, il Belle Epoque 2007 e 2008 ed alcuni altri champagnes. Sono stati due giorni ricchi di emozioni. Leo Damiani che è il direttore commerciale della Marchesi Antinori, quale distributore, per l’Italia, della Maison Perrier Jouet, ha ideato ed ha reso possibile questa “spedizione” colma di piacevolezza.
Siamo arrivati ad Epernay da Parigi, dove eravamo arrivati in aereo, in auto, nella tarda mattinata del lunedì, dopo avere consumato un piacevole pranzo in un ristorante stellato prima di Epernay. Ho avuto il piacere di essere ospite presso la Maison Perrier Jouet, una villa che si trova ad Epernay lungo l’Avenue de Champagne. È una villa Art Nouveau con circa 350  tra sculture, oggettistica e mobili originali, l’unica al mondo ad avere tutte queste preziose opere Art Nouveau, in perfetta sintonia con l’estetica delle bottiglie Belle Epoque. Ho avuto il piacere di dormire in un bellissimo e preziosissimo letto. Non appena arrivati siamo andati a degustare vari uvaggi di vini che verranno utilizzati per i vari champagnes.

Esattamente nell’ordine abbiamo degustato: lo Chardonnay di Cramant molto sapido e minerale, con profumi di pesca, mandorla, confetto, limone, vernice ad olio e pepe bianco. Al gusto aveva una ricca acidità con sapore intenso di limone, accompagnato dalla mandorla. A seguire lo Chardonnay di Avize che ho trovato molto minerale, floreale di biancospino ed al gusto con molto limone e sale ed un po’ di maggiore aggressività sulla gengiva superiore, rispetto al precedente.
Il terzo vino è stato il Pinot Nero di Ay ed il primo impatto olfattivo è stato il dolce tipico del Moscato d’Asti seguito dal confetto, pepe nero e floreale. Al gusto era molto salato, accompagnato dal limone e dal minerale. Ho scritto: “largo ma salato”.
Il quarto è stato il Pinot Nero di Mailly con naso di mela, prugna, gambo di ciclamino spezzato, per l’acidità, speziato, con finale fruttato di ananas. Al gusto l’ho trovato meno strutturato rispetto al pinot nero di Ay ma con più freschezza.
Finale gustativo di sale e limone.
Il quinto vino è stato il Pinot Meunier di Dizy che aveva al naso l’amido del riso bollito, pepe nero, noce  moscata, chiodi di garofano, caramella e l’episperma che è una nota dolce boisé che ricorda la seconda pelle del marrone bollito.
Gusto interessante di rosa bianca, intenso di iodio, limone e pompelmo rosa. Il pompelmo rosa finisce con una piacevole nota amarina ben diversa dalla nota amara della mandorla, tipica, in genere, dei Franciacorta.
Al gusto questo pinot Meunier di Dizy è più rotondo del pinot nero di Mailly.
Il sesto vino è stato il pinot Meunier della Valle della Marne. Naso molto speziato con gusto meno aggressivo del precedente ma meno largo, con finale di intenso limone.
Il settimo vino è stato uno Chardonnay 2011 che verrà utilizzato per il Blanc de Blancs con naso intenso di burro di nocciolina, pesca e prezzemolo. Gusto salato e minerale. L’ottavo vino è stato un 2011 vino base utilizzato per il Blason Rosé, con naso di colla coccoina (latte di cocco e mandorla) iodio e ananas.
Gusto abbastanza maturo con in evidenza il limone ed il sale.
Il nono vino era di uvaggi vari per il 75% il 2008, per il 20% il 2009 e per il 5% il 2010. Si tratta dell’assemblaggio per il Grand Brut con al naso in evidenza il burro di nocciolina seguito da un’intensa nota floreale di iris ed accompagnato dalla colla coccoina (latte di cocco e mandorla) e dall’episperma che è la seconda pelle del marrone bollito.
Al gusto aveva una acidità estrema, impersonificata dal limone e da una notevole sapidità e mineralità.
Il decimo vino è stato il Belle Epoque 2008 con assemblaggio di 50% Chardonnay, 45% Pinot Nero e 5% Pinot Meunier. Naso di terra, floreale di biancospino, sapone di Marsiglia, minerale, menta, colla coccoina, per terminare con una lieve nota dolce boisé che ricorda l’episperma. Al gusto è in evidenza la nota agrumata di limone ed il burro di nocciolina. Lunga persistenza e buona struttura. Mi ha impressionato positivamente. Continuo ad essere convinto che il 2008 nello champagne, in generale, sia stata una buona annata, superiore al 2004 e per qualche Maison superiore perfino alla blasonata 2002.
L’ultimo vino è stato il Grand Brut con profumi dolci che mi hanno ricordato il Moscato d’Asti, di episperma, guscio duro di mandorla e colla coccoina.
Al gusto era ricchissimo di sale, bagnato da sapori di limone e di generoso pompelmo giallo.
Alla fine di questa piacevole degustazione siamo andati chi in albergo, chi, come me, alla Maison Belle Époque per fare una doccia, cambiarsi per poi andare, tutti insieme ad Hervé, a cena all’interno della Maison Belle Époque nella sala da pranzo dopo avere preso un aperitivo nel salotto a base di Blanc de Blancs 2002. Ma la sorpresa vera e propria è stata quella di consumare una strepitosa cena curata dallo Chef David Pent, venuto appositamente per noi, cena accompagnata dai seguenti champagnes:
Il Belle Epoque 1998 per il filet de caille en verdure e son mesclun;
Il Belle Epoque 1988 per il turbot anbeurre blanc e légumes oubliés ;
Il Belle Epoque 1978 in formato jeroboam con i fromages de nos régions ;
Il Belle Epoque Rosé 2004 con le poire nashi pochée e sa tuile.
Ma la grande sorpresa è che Hervé ha aperto un doppio magnum di Belle Epoque 1978, in sostituzione del 1999 che è stato finito fino all’ultima goccia.
Prima di passare alla analisi di tutti gli champagnes della cena desidero fare una precisazione, per quella che è la mia esperienza, sulle ultime annate prodotte da questa Maison.
L’annata 2002 è stata considerata per lo champagne una grande annata, ma a mio avviso, in generale la 1996 è stata nettamente superiore.
I 2002 prodotti dalla Perrier Jouet sono stati degli champagnes piacevoli ma non dei grandi champagnes, il difetto comune, ripeto, per quella che è la mia esperienza, è che li ho trovati un po’ carenti di struttura ma più che altro li ho trovati un po’ corti al gusto. Con l’annata 2004, che non è un’annata eclatante, la Perrier Jouet ha fatto degli champagnes superiori, con più struttura e maggiore persistenza gustativa.
Con l’annata 2006 si è salito un gradino in più con champagnes con più persistenza. Con l’annata 2008 Hervé Dechamps ha fatto degli champagnes ancora più complessi e più persistenti al gusto.
La caratteristica di tutti gli champagnes della Maison Perrier Jouet, indipendentemente dall’annata è di avere un’espressione olfattiva molto ampia e di avere dei profumi che troviamo un po’ in tutte le annate.
Fatta questa doverosa precisazione passo ad analizzare tutti gli champagnes bevuti durante questa fantastica cena.

Le note di degustazione integrali possono essere consultate previa registrazione e successivo abbonamento.

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BLANC DE BLANCS 2002
Bel giallo oro chiaro.
Bollicine abbastanza fini e numerose.
Al naso domina la banana secca e quella matura seguita dalla mandorla, dalla colla coccoina (latte di cocco e mandorla), mela, grafite, pan brioche, mandorla grigliata e salata, iodio, salsedine, amido per stirare (appretto), per terminare con dei sussurri di liquirizia e zabaione.
Al gusto le bollicine sono fini e delicate.
Vino perfettamente equilibrato con spalla acida e sapidità che dominano la massa alcoolica. All’ingresso è largo ma non va tanto in lunghezza.
Nell’insieme è piacevole ma avrebbe avuto bisogno di un po’ più di struttura, ma più che altro di persistenza gustativa. Finale di mandorla tostata e salata, vaniglia e finalissimo con un esuberante zabaione.

90/100

BELLE EPOQUE annata 1998 in formato Magnum
Riluce giallo paglierino con lievi riflessi oro.
Le bollicine sono numerose e con la sosta nel bicchiere diventano più fini.
Olfatto caratterizzato da profumi di crosta di pane, pan bioche, pop corn salati, appena fatti, sapone di Marsilia, pera bianca, lievi di miele, iodio, per terminare con sussurri di mandorla grigliata salata.
Al gusto è sapido, si percepiscono nitidamente la nota agrumata del limone ed il sale.
Va più in lunghezza che in larghezza, ha un corpo medio ed una bollicina fine.
Grazie alla sapidità ed alla acidità la massa alcoolica è impercettibile ed il vino è quindi perfettamente equilibrato.
Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di caramella dura di lampone.
Bello champagne che non difetta né di equlibrio gustativo né di persistenza.

95/100

BELLE EPOQUE  annata 1988
Giallo paglierino con bagliori oro.
Le bollicine sono realmente fini e numerosissime.
L’olfatto è stregato da un profumo che riporta il pensiero all’acqua salata delle ostriche appena aperte. Il palcoscenico olfattivo prosegue con note di mentolo, crosta di pane, pan brioche, guscio duro della mandorla, buccia di limone candita, appretto (amido spray per stirare), lievi di miele, di albicocca secca e di fico bianco secco.
Al gusto le bollicine sono fini ed eleganti ed accarezzano tutto il palato irrorando sapidità e mineralità. La struttura è media e l’equilibrio tra sostanze dure (sapidità e acidità) e sostanze morbide (zuccheri, alcooli e polialcooli) è perfetto.
Lunga la sua persistenza con finale di lievi note dolci e mielose già sentite all’olfatto. Grande annata, grande risultato.

96/100

BELLE EPOQUE,  annata 1978, in formato doppio Magnum
Colore giallo oro intenso con riflessi ambrati e con bollicine numerose e finissime.
Lo scrigno olfattivo si apre e rilascia nell’aria profumi di iodio, timo, prezzemolo, foglia verde del sedano, burro fuso, guscio duro di mandorla, cedro candito, melone bianco, iuta, pepe bianco, sale, minerale, per terminare con rimandi di albicocca secca.
Al gusto le bollicine sono finissime, la struttura è media, non ha ceduto, sapori di miele e albicocca secca.
Il vino è perfettamente equilibrato grazie alla sapidità, mineralità ed alla generosa acidità che mettono a tacere la massa alcoolica. Questo champagne va più in larghezza che in lunghezza, prende tutta la bocca e la inonda di garbata piacevolezza.  Nonostante questo la sua persistenza aromatica intensa è lunga e rilascia sapori di miele e albicocca secca, già sentiti inizialmente.
Questo champagne è stata una sorpresa perché Hervée ce lo ha fatto servire al posto del 1999.

95/100

BELLE EPOQUE Rosé  annata 2004
Veste rosa cerasuolo, brillante, con riflessi ramati, bollicine finissime e numerose.
All’olfatto emergono profumi di cuoio fresco, menta, eucalipto, mandorla, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), finocchio selvatico bollito, cuoio fresco  (quello biondo), ciliegia, fragola, lampone, sapone di Marsiglia, dado vegetale per brodo, guscio duro di mandorla, pompelmo rosa, per terminare con dei rimandi dolci di episperma (è la seconda pelle del marrone bollito).
Gusto inebriato da una bollicina abbastanza fine.
Vino ben equilibrato grazie alla freschezza ed alla sapidità.
Entra largo ed è piuttosto persistente con sapori di ciliegia griottine e banana. Il finale gustativo è di fragola e lampone e finalissimo di mandorla e pompelmo rosa.
Questo 2004 è sicuramente più persistente del 2002.

93/100

La mattina dopo eravamo tutti con la mente alla sera prima, ma non era ancora finita perché siamo andati in sala degustazione ed abbiamo degustato i seguenti champagnes:

BELLE EPOQUE,  annata 2006
Alla visiva veste color giallo paglierino con riflessi oro. Le bollicine sono fini e numerose.
All’olfatto esplode un intenso profumo di cuoio fresco (è quello biondo) seguito da note di iodio, minerale, sale, sedano fresco, mandorla tostata salata, amido di cotone, per terminare con rimandi di colla coccoina (latte di cocco e mandorla).
Al gusto è generosamente sapido e minerale con bollicine fini e corpo medio.
Perfetto equilibrio gustativo con massa alcoolica impercettibile, grazie all’acidità ed alla sapidità.
Lo champagne all’ingresso in bocca si allarga per tutta la bocca ma questo non incide negativamente sulla sua persistenza che è lunga, con finale di limone.
Questo 2006 ha più persistenza gustativa sia del 2002 che del 2004.
A bicchiere vuoto si sentono profumi di ruggine e di peperone verde.

94/100

BELLE EPOQUE,  annata 2007
EDITION PREMIÉRE
(Chardonnay 90% e Pinot Nero 10%)
Di questa annata è stata fatta una produzione limitata e con uvaggio diverso dal solito.
Colore pesca rosa scarico.
Bollicine fini e numerose.
Olfatto ricco e vario con profumi intensi di cuoio fresco e caramella dura di lampone, seguiti dal lampone maturo, dolci del confetto, idrolitina (è la polvere che rende gassata l’acqua naturale), iodio, menta, eucalipto, cipresso, pietra focaia, pepe bianco, sedano fresco, radice di liquirizia, amido di cotone, lievi di mela renetta vizza, per terminare con carezze di lievito di birra.
Al gusto le bollicine sono fini, il vino è sapido e minerale, con struttura appena sufficiente.
Il sapore iniziale è di minerale, limone, pompelmo giallo e sale.
All’ingresso in bocca è largo, poi si restringe e va in lunghezza. Vino ben equilibrato con spalla acida in rilievo sulla massa alcoolica.
Lunga è la sua persistenza con finale di sale e limone.
Quest’annata è sicuramente difficile, ma nonostante ciò si è riusciti a fare uno champagne piacevole con naso molto vario ed interessante.

92/100

BELLE EPOQUE BLANC DE BLANCS  annata 2004
Giallo paglierino con riflessi grigi.
Bollicine fini e numerose.
All’incontro olfattivo emergono profumi intensi di grafite, seguiti dalla pietra focaia, ananas, cuoio fresco, radice di liquirizia, pepe bianco, pera bianca, lievi di zabaione, sapone di Marsiglia, pesca, per terminare con rimandi di iodio.
Al gusto la bollicina è abbastanza fine, mentre il corpo è medio. Vino sapido e minerale, con sapori di limone e con ottimo equilibrio gustativo, condotto dalla freschezza, sapidità e mineralità.
Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale sapido, minerale e di pompelmo giallo.
Questo 2004 è superiore al 2002.
Alla visiva le bollicine del 2004 sono più fini del 2002. La persistenza gustativa del 2004 è superiore a quella del 2002.

93/100

BELLE EPOQUE Rosé, annata 2004
Veste rosa cerosuolo, brillante, con bollicine fini e numerose.
Naso con profumi di cuoio fresco, menta, eucalipto, intensi di marrone bollito, finocchio selvatico bollito, appretto (spray dell’amido per stirare), colla coccoina (latte di cocco e mandorla), lampone, sapone di Marsiglia, dado vegetale per brodo, per terminare con il guscio duro della mandorla.
All’assaggio la bollicina è abbastanza fine, il corpo è un pochino sfuggente, entra largo e si assottiglia. Sapori di limone e sale.
Vino ben equilibrato con buona acidità che domina la massa alcoolica.
Lunga è la sua persistenza con finale di ciliegia griottine.

92/100

BELLE EPOQUE Rosé, annata 2005
Rosa cerasuolo con riflessi ramati.
Con la sosta nel bicchiere le numerose bollicine diventano sempre più fini.
All’esame olfattivo sfoggia un bagaglio ricco e vario con profumi di lampone, lievi di amido di cotone, pepe bianco, lievi di idrolitina (polvere che rende gassata l’acqua naturale), sedano fresco, intensi di cuoio fresco, fiori bianchi e gialli, elicriso (liquirizia), iodio, sale, pan brioche, pompelmo rosa, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), caucciù, ruggine, banana verde, nocciolo di pesca, fulminante appena sparato, per terminare con sussurri di tabacco biondo della Virginia.
Al gusto è sapido, minerale, con corpo medio.
Sapori di limone, lampone, pesca e mandorla. Il tannino è abbastanza presente. Buona struttura che vira più che sulla potenza sull’eleganza. Vino ben equilibrato grazie alla spalla acida ed alla sapidità e mineralità che dominano la massa alcoolica.
Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di lampone e di lieve ciliegia marasca.
A bicchiere vuoto si sentono profumi di pomodoro secco.
Nell’insieme mi è piaciuto più del 2004.

94/100

BELLE EPOQUE Rosé, annata 2006
Robe rosa cerasuolo con lievi riflessi ramato.
Ha un colore più intenso rispetto al 2004.
Le bollicine sono abbastanza fini e non numerosissime (le bottiglie sono una diversa dall’altra, anche rispetto alla stessa annata). Naso intrigante con profumi di lampone, iris, intensi di pera rossa (coscia) e cuoio fresco, seguiti da cipresso, mandorla, sapone di Marsiglia, appretto (amido spray per stirare), iodio, colla coccoina, banana un po’ verde, per terminare con un pizzico di pepe bianco.
Al gusto è sapido e minerale con bollicina fine e sapore di lampone. Entra largo in bocca ma va anche in lunghezza. Il corpo è medio ed ha un perfetto equilibrio con massa alcoolica impercettibile.
Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di lampone.
Nelle mie  note ho scritto: “bella struttura”.
Questo 2006 mi è piaciuto più del 2005 e del 2004.

95/100

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Dopo questa piacevole degustazione eravamo tutti ben consci dell’alta qualità degli champagnes prodotti da questa Maison e di come queste ultime annate siano un crescendo di qualità.
Leo, dopo i saluti ad Hervé ed alle altre persone che ci avevano letteralmente coccolati, ci ha condotti alla stazione ferroviaria per prendere il treno per Parigi dove avremmo pranzato all’Atelier de Joel Robuchon sugli Champs Elysees.
Si tratta di un ristorante con due stelle Michelin che per me non le merita, per molti motivi, tra cui la sua ubicazione (è al piano sottosuolo), l’accoglienza, il servizio e tanto altro, ma su questo punto è mio desiderio scrivere un articolo sulla ristorazione parigina in confronto a quella italiana.
Il pranzo in ogni caso è stato piacevole. Con calma poi ci siamo diretti all’aereoporto per prendere vari diversi aerei che ci riportavano in varie città italiane arricchiti di tanto conoscere e di tanta piacevolezza.

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