DA VITTORIO A SAINT MORITZ

A fine marzo sono stato a Saint Moritz nello splendido e rinnovato Hotel Carlton, all’interno del quale si trova il ristorante “Da Vittorio”, gestito da Francesco Cerea. Si tratta di un ristorante con una stella Michelin ma che si sta incamminando per avere la seconda stella.

Erano tanti anni che non andavo a Saint Moritz ed è stato piacevole ritornarci.
L’Hotel Carlton è stato completamete ristrutturato, le camere sono di gran lusso, grandi e moderne e sono state ridotte da 130 a 60.
Ci sono dei vecchi saloni che non sono stati toccati dalla modernizzazione ed hanno un fascino unico.
Ho portato con me gli sci ma non ho sciato poiché il tempo non è stato ottimale e quindi, al fine di evitare di rischiare di infortunarmi, e ciò di avere dei problemi per andare a Bordeaux nei giorni successivi, per l’En Primeur, annata 2013, ho preferito girellare per la cittadina. Durante quel fine settimana, esattamente il sabato sera, sono stato invitato alla presentazione, presso la concessionaria Maserati, dei nuovi modelli di questa stupenda casa automobilistica italiana. Il catering della manifestazione “apericena” è stato curato dal ristorante “Da Vittorio” mentre il vino è stato offerto dall’Azienda “Ferrari”, della famiglia Lunelli, di Trento. In tale occasione ho conosciuto il giovane Stefano Medici, direttore marketing dell’azienda al quale ho fatto i miei complimenti per la qualità delle bollicine dello spumante Ferrari. Ad eccezione dello spumante Giulio Ferrari, riserva del Fondatore, gli altri spumanti prodotti, in passato, dall’azienda avevano bollicine un po’ grossolane. Mi spiegava Stefano Medici che l’Azienda, dico io, saggiamente, ha deciso di mettere in commercio i propri vini rispetto al passato, solo dopo un ulteriore periodo, di sosta in cantina, per permettere allo spumante di migliorarsi.
Sono sempre stato convinto e lo sono tuttora che il Giulio Ferrari, riserva del Fondatore, sia la migliore bollicina italiana.
Durante questa presentazione di alcuni modelli Maserati sono intervenute molteplici persone VIP Italiane frequentatrici di questa località sciistica, tra le più rinomate del mondo.
Gentilmente Stefano Medici, quasi al termine di questo evento mi ha invitato a cena insieme a poche altre persone presso il ristorante Da Vittorio per degustare e bere, con un menù fatto appositamente, il Giulio Ferrari, riserva del Fondatore, annata 2001, accettavo con piacere il gentile invito.

Ci veniva offerto il seguente menù:
– Sashimi di branzino con salsa miso e quinoa croccante;
– Scampo al vapore con maionese leggera e salsa al limone;
– Linguine con aragosta, pesto e pinoli;
– Capretto confit con pastinaca e mostarda di Cremona;
– Spuma di lamponi con sorbetto di banana e marshmallow;
– Eldorado. Variazione al cioccolato con orzo e caramello.
Durante questa piacevolissima cena non ho potuto fare a meno di scrivere le mie note di degustazione sul nettare che stavamo bevendo.
Veste giallo oro. Le bollicine sono numerose e fini.
Dal bicchiere emergono piacevoli profumi di amido di cotone, pietra focaia, iodio, finocchio fresco, sedano fresco, anice, lieve episperma (è la seconda pelle del marrone bollito), limone, lievi di pepe bianco, vaniglia, per terminare con sussurri di nocciolina tostata.

Al gusto il palato è accarezzato e vezzeggiato da una bollicina fine e delicata. Vino sapido e minerale con corpo medio.
Si mostra ben equilibrato con la freschezza e la sapidità che dominano la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale agrumato. Annata ben riuscita.

94/100

Si è trattato di una piacevolissima serata per il cibo curatissimo, per il Giulio Ferrari e per la compagnia degli ospiti, durante la quale dalle finestre si vedevano cadere, sull’abbondante manto nevoso, dei grossissimi fiocchi di neve, è stato uno spettacolo da favola, pensando che la stagione invernale era al suo termine e che non eravamo a Gennaio.
Sono ripartito in auto per tornare a Firenze la mattina dopo ed ho impiegato ben undici ore di viaggio per arrivare alla mia meta, causa le pessime condizioni metereologiche (neve, pioggia e grandine). Nonostante il non facile viaggio di ritorno la conclusione è stata che ne era valsa la pena, per tanti motivi tra cui la piacevolezza della cucina, del bere bollicine d’autore, del pernottare in un albergo dove l’accoglienza e l’ospitalità sono di casa e per il piacere di guidare per Saint Moritz una stupenda Maserati con un rombo che assomiglia a quello della Ferrari.
Noi italiani siamo molto fortunati perché abbiamo tante cose piacevoli che il mondo intero ci invidia, l’arte del fare vini grandiosi, l’arte della cucina di altissimo livello, la moda, le auto, le antichità, i posti stupendi, l’elenco sarebbe troppo lungo. La buona cucina si può fare se si ha capacità ma anche se si ha la giusta materia prima e questo binomio è a fondamento dell’alta cucina del ristorante “Da Vittorio”.

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