VILLA D’ESTE OSPITA IL WORLD WINE SYMPOSIUM

A novembre, passato, come di consueto, si è svolta a Villa D’Este, a Cernobbio, sul lago di Como, la 5° edizione del World Wine Symposium.

Si tratta di una manifestazione a livello mondiale che si svolge nel magnifico albergo “Villa D’Este”. L’organizzatore della manifestazione è François Mauss, presidente del Grand Jury Européen, che affitta l’Hotel in esclusiva, per quattro giorni, ad uso esclusivo dei partecipanti alla manifestazione.

L’evento si articola con seminari, i più svariati, degustazioni libere di vini italiani ed internazionali, con banchi di assaggio e tre seminari di vino, di altissimo livello, a numero chiuso. La prima ha avuto come protagonista lo Château Cheval Blanc, Saint Emilion, annate 2000, 1994, 1990, 1989, 1982, 1975, 1969 e 1967, oltre alla degustazione dello Château d’Yquem 1988, offerto da Pierre Lurton, direttore generale dello Château Cheval Blanc e di Château d’Yquem il quale ha condotto la degustazione.

La seconda verticale è stata di un vino tedesco “Weingut Egon Müller Scharzhofberg”, annate 2011, 2005, 1990, 1983, 1971, 1966 e 1959, tenuta direttamente dal proprietario dell’Azienda Egon Müller: questa degustazione ha destato vivissimo interesse perché il vino è quasi introvabile ed è rarissimo poter fare una verticale con questa profondità.

La terza verticale è stata in realtà, come sempre, in questi anni una doppia mini verticale del Domaine Romanée – Conti, esattamente quattro annate 2005, 1999, 1985 e 1979 di Echézeaux e di Romanée St. Vivant. La degustazione dei vini è stata presentata e diretta da Aubert de Villaine, proprietario dell’Azienda, che per ultimo ci ha offerto un magnifico D.R.C. Montrachet, annata 2008.

Devo confessare che molto spesso in queste degustazioni di vini importanti molti degustatori sono condizionati dalle etichette e dalle annate ed i giudizi, a mio avviso, per tali motivi, spesso, vengono alterati e non sono molto obiettivi.

Durante questi giorni, che volano via velocemente, si svolgono seminari, i più disparati, che abbracciano vari settori, da quello della legislazione, a quello del trasporto del vino a quello della denominazione dei vini ed a quello sul commercio del vino, a livello mondiale.

Si è trattato di seminari di grande interesse ai quali hanno partecipato persone di molteplici nazionalità tra cui cinesi, indiani e brasiliani, i nuovi mercati commerciali. Ho incontrato amici e colleghi del Grand Jury Européen e produttori di vino sia italiani che francesi.

Devo confessare che la cosa che più mi interessa di questa splendida manifestazione, organizzata, in modo perfetto, dalla famiglia Mauss, sono le degustazioni di vino, sia con i banchi di assaggio, che con le verticali.

Io faccio parte di un gruppetto di pazzi appassionati che si divertono durante i pranzi e le cene a stappare vini particolari che ognuno porta da casa per condividerli con gli amici.

Quest’anno tra i vari vini portati ho degustato e bevuto il Barolo Monfortino 1958 e 1974 che mi hanno colpito per la loro piacevolezza e gioventù.

Abbiamo bevuto vari vini del Domaine de La Romanée Conti, il bordolese Graud Larose 1989, il Sauternes Suduiraut 1989, vari Barolo di Roberto Voerzio che è stato presente a tutta la manifestazione, il toscano Caberlot in diverse annate e tanti altri vini. Di solito quando degusto e bevo i vini ho l’abitudine di scrivere le mie note di degustazione ma in questi casi i vini sono stati così numerosi ed il loro passaggio ai tavoli è stato così veloce che per me è stato impossibile scrivere le mie note di degustazione.

So di ripetermi ma le verticali Ti permettono, in modo approfondito, di conoscere l’azienda ed i suoi vini, le loro caratteristiche olfattive e certi profumi sono ricorrenti in quasi tutte le annate.

Non è facile trovare per lo Cheval Blanc annate come il 1982, il 1975 ed il 1967, quindi quando capitano queste occasioni è bene non lasciarsele sfuggire.

Per la verticale dei vini “Egon Müller” non è assolutamente facile potere degustare il 1971 ed il 1966, due annate strepitose.

Per poi passare al Domaine de la Romanée Conti, sappiano tutti come sono rare queste bottiglie ed in particolare le annate 1989, 1985 e 1979.

Prima di queste degustazioni, come sempre, accumulo molta tensione e nervosismo che poi una volta seduto davanti ai bichieri perdo in favore della concentrazione e della voglia di conoscere, consapevole che certe occasioni sono molto rare e che ti danno una cultura che non molti hanno la fortuna di acquisire. Il massimo del piacere, per me, è quando termino la degustazione dei vini consapevole di averli conosciuti ed avere acquisito quella esperienza e cognizione che prima non avevo avuto. Alla fine di questi splendidi quattro giorni hai da subito il desiderio di tornare l’anno successivo. Durante i pranzi e le cene, a parte i vini che vengono portati personalmente dai vari appassionati, vengono serviti dei vini offerti da aziende di alto livello sia nazionale che internazionale selezionati da Francois Mauss. Un vino che mi è piaciuto particolarmente e che ben conoscevo è stato l’Argentiera Bolgheri DOCG annata 2009, vino molto fruttato, con tannino setoso e con grande piacevolezza di beva.

Per quanto riguarda la larghezza del tannino è importante che faccia le precisazioni che seguono affinché possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore.

La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente se il tannino è meno largo potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo più il vino è degno di attenzione, ma il tannino come ho precisato deve essere in ogni caso di buona qualità.

A questo punto vi racconto le mie note di degustazione sulle tre verticali, evidenziando che per quanto riguarda lo Château Cheval Blanc mi sono piaciuti più degli altri nell’ordine il 2000 il 1967 ed il 1975.

Per i vini di Egon Müller mi è piaciuto più di tutti il 1971 poi il 1966 ed il 1990.

Per quanto riguarda il Domaine de la Romanée Conti mi è piaciuto molto l’Echézeaux 1999, annata molto importante per quest’azienda ed il Romanée St. Vivant, servito quest’ultimo da una bottiglia Jeroboam.

Inizio con le note dello Château Cheval Blanc facendo presente che gli uvaggi utilizzati sono il Cabernet Franc ed il Merlot le cui percentuali variano a seconda delle annate.

 

 

Le note di degustazione integrali possono essere consultate previa registrazione e successivo abbonamento.

 

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CHÂTEAU CHEVAL BLANC – annata 2000

Colore rosso rubino, lucente con trame porpora.

Olfatto caratterizzato da note intense di affumicato, eucalipto e naftalina. Seguono il percorso olfattivo profumi di pelle appena lavorata, menta, pepe nero, noce moscata, confetto (bon bon del matrimonio), prugna, cassis, lievi sentori di tostatura, ciliegia, mora, fine caucciù, cioccolata, per terminare con soffi di fieno secco.

L’approccio gustativo è entusiasmante per la sapidità e la mineralità e per i sapori fruttati di prugna, mora e cassis. Il vino è perfettamente equilibrato con la massa alcoolica completamente in sottotono rispetto alla spalla acida ed al tannino. Quest’ultimo è dolce, setoso ed abbastanza largo (5/6). Il corpo è medio mentre veramente lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di mora, prugna e cassis, con finalissimo di affumicato (il legno bruciato che diventa carbone).

Questo vino mi ha colpito per la setosità del tannino.

98/100

 

CHÂTEAU CHEVAL BLANC – annata 1994

Colore rosso rubino.

All’olfatto sprigiona note erbacee che prevalgono sulle note fruttate evidenziando una maggiore presenza del Cabernet Franc, rispetto al Merlot, seguono profumi di pepe nero e intense nuances di noce moscata, seguiti dalla pelle in lavorazione nella sua fase finale, prugna, lievi chiodi di garofano, per terminare con la nota fruttata di mora.

L’assaggio è equilibrato, sapido, con spalla acida che domina la massa alcoolica.

Il tannino è dolce, non molto largo, (4/6), inizialmente vellutato, per poi nel finale asciugare lievemente la gengiva superiore. Il corpo è medio mentre lunga è la sua persistenza aromatica intensa, con finale che ricorda le more di rovo, semi mature.

Il naso di questo vino non è particolarmente ricco e la speziatura si sente più che in altre annate. E’ bene ricordare che il 1994 è stata un’annata piovosa più del normale, quindi le uve si sono maturate parzialmente e non in modo ottimale. Nonostante questo si è riusciti a fare un vino abbastanza piacevole e sicuramente equilibrato.

90/100

 

CHÂTEAU CHEVAL BLANC – annata 1990

Alla visiva è rosso rubino con trame granato.

Naso ampio e vario con profumi di foglia, intenso il fieno secco, ciliegia un po’ candita, menta, intensi sentori di eucalipto, bustina di thè verde bagnata, iuta, noce moscata, fico secco nero, lievi sussurri di oliva nera, liquirizia, amido per stirare (appretto), per terminare con toni intensi di anice stellato.

Il gusto è coerente con l’olfatto, la frutta è molto matura, infatti si sente la ciliegia un po’ candita.

Vino equilibrato con spalla acida che guida l’equilibrio gustativo. Il tannino è dolce, vellutato ed abbastanza largo (4/6 + +). Il corpo è medio mentre lunga, ma non lunghissima, è la sua persistenza aromatica intensa, con finale di ciliegia un po’ candita.

L’annata sotto il profilo climatico ha avuto delle punte molto calde ed è forse per questo che la frutta è molto matura. Si sente molto la presenza del Merlot rispetto al Cabernet Franc.

92/100

CHÂTEAU CHEVAL BLANC – annata 1989

Rosso rubino con trame granato.

Al naso regala note dolci di ciliegia, seguite da vernice ad olio, lievi spunti vegetali, ciliegia candita (meno del 1990), canfora, terra, lieve pepe nero, noce moscata, mora, menta, con lieve percezione di liquirizia, per terminare con soffi di origano.

L’incontro gustativo mostra una piacevole sapidità e mineralità. Vino ben equilibrato grazie anche al tannino che è dolce, vellutato ed abbastanza largo (5/6 – -). Il corpo è medio, appena sufficiente. La sua persistenza aromatica intensa è lunga, ma non lunghissima, con finale di ciliegia candita.

Trovo che sia il 1990 che il 1989 abbiano sentori di frutta molto matura. I tannini sono vellutati e non setosi come quelli del 2000.

91/100

 

CHÂTEAU CHEVAL BLANC – annata 1982

Robe rosso granato.

Olfatto poliedrico ed affascinante con marcati profumi di caffè freddo, prugna secca, fieno secco, clorofilla, menta, eucalipto, lieve ciliegia, intenso, confetto (bon bon del matrimonio), lievi e freschi toni vegetali, (tipici del Cabernet Franc), cuoio antico, per terminare con carezze di anice stellato.

Al gusto è ben equilibrato con spalla acida e tannino che dominano la massa alcoolica. Il tannino è dolce, setoso ed abbastanza largo (5/6 -). Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna secca.

Vino molto piacevole, migliore al gusto che al naso, il tannino è setoso elegante, ricorda quello del 2000.

94/100

 

CHÂTEAU CHEVAL BLANC – annata 1975

Colore rosso granato, con fine bordo aranciato.

Profumi intensi vegetali (tipici del Cabernet Franc) seguiti dal confetto, terra, pelle di conceria in fase finale di lavorazione, naftalina, menta, eucalipto, conserva di pomodoro, per terminare con piacevoli note fruttate di prugna e cassis.

Gustoso, saporito piacevolissimo con sapori di prugna, mora e cassis.

Vino sapido, minerale, con corpo medio, perfettamente equilibrato con massa alcoolica silenziosa che lascia pieno spazio alla spalla acida ed al tannino. Quest’ultimo è dolce, vellutato ed abbastanza largo (5/6 -). Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di oliva nera.

Bel vino, piacevole che sta invecchiando benissimo, ancora longevo. Il tannino è vellutato e non setoso come quello del 2000 e del 1982.

95/100

 

CHÂTEAU CHEVAL BLANC – annata 1969

Si presenta con un rosso granato chiaro.

L’approccio olfattivo non è entusiasmante perché non è pulito e sento dei profumi che identifico nella pelle di conceria (in piena lavorazione) e nell’inchiostro.

Il percorso olfattivo prosegue con profumi vegetali (tipico del Cabernet Franc), menta, eucalipto, copiosa ciliegia candita, pepe nero, noce moscata, per terminare con toni di cuoio vecchio.

Al gusto è equilibrato, gustoso con sentori di prugna e ciliegia candita, per poi diventare lievemente amarognolo. La spalla acida domina il palcoscenico gustativo.

Il tannino è dolce, setoso ed abbastanza largo (5/6).

Il corpo è medio, mentre lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia candita e finalissimo di oliva nera.

Vino migliore al gusto rispetto all’olfatto.

89/100

 

CHÂTEAU CHEVAL BLANC – annata 1967

Rosso granato con trame aranciato.

All’olfatto dona piacevoli note dolci seguite da profumi di caffè freddo, foglia morta, iuta, cassis, menta, eucalipto, pepe nero, noce moscata, liquirizia, prugna secca, fieno secco, clorofilla (più intensa di tutta la verticale), mora, per terminare con pennellate di conserva di pomodoro.

Bocca piacevole con spalla acida abbondante che domina la massa alcoolica.

Il corpo è medio, il vino entra largo e poi si restringe. Il tannino è dolce vellutato e quasi totalmente largo (6/6 – -). Vino sapido e minerale con lunga persistenza aromatica intensa con finale di fieno secco e iuta.

Vino molto piacevole, per me quest’annata è stata una rivelazione.

Il tannino è vellutato e non setoso ma è il più largo di tutta questa verticale.

96/100

 

CHATEAU D’YQUEM 1988

(Uvaggio: 80% Semillon e 20% Sauvignon)

Veste un bel giallo ambrato chiaro.

Profumi intensi di zafferano, caramello, albicocca secca, camomilla, dattero secco, copiosa caramella mou, iodio, confettura di arancia amara, guscio duro della mandorla, vernice ad olio, per terminare con soffi di burro fuso.

Il gusto è intensamente dolce, denso, non stucchevole, equilibrato, con spalla fresca abbondante che va a coprire la massa alcoolica. Il corpo è superiore alla media. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di albicocca secca, zafferano, caramello bruciato e confettura di arancia amara che vanno ad equilibrare la sua dolcezza. Il 1988 ha un po’ meno struttura del 1990.

Vino piacevole con ricca presenza di zafferano, sia al naso che al gusto.

Al gusto è cremoso, meno del 1990, ma molto più dolce di quest’ultima annata.

94/100

 

+ + +   + + +   + + +

Adesso passiamo a parlare dei vini dell’Azienda Tedesca Weingut Egon Müller Scharzhofberger con i suoi riesling della Mosella

WEINGUT EGON MÜLLER

SCHARZHOFBERGER KABINETT 2011

Alla visiva veste giallo paglierino con riflessi grigio – verdi.

Olfatto accattivamente con profumi di idrocarburo, esattamente di kerosene, intensi di menta, pepe bianco, intense note di episperma, (è la seconda pelle del marrone bollito), eucalipto, iodio, amido di cotone, ricca presenza di sedano fresco, finocchio fresco, cuoio fresco, caerzze di vaniglia, per terminare con pennellate intense floreali di gelsomino.

L’incontro gustativo è piacevole, il vino è dolce, sapido e minerale con sapori di limone e sedano fresco. Vino equilibrato con spalla acida che non l’aiuto della sapidità sovrasta la massa alcoolica. Il corpo è medio.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con copioso finale di sedano fresco.

93/100

 

WEINGUT EGON MÜLLER

SCHARZHOFBERGER KABINETT 1990

Giallo paglierino con riflessi grigio – verdi.

Espressione olfattiva con profumi di duro di menta (è il bastoncino di zucchero intriso di menta), intensi di pepe bianco, cuoio fresco, buccia di arancia muffita (tipico profumo del legno di qualità), iodio, lievi di zagara, limone, per terminare con la ceretta solida da scarpe.

Irrora il palato di freschezza, sapidità e mineralità, accompagnati ad un intenso succo di limone, alla caramella dura al limone ed accenni di tartufo bianco. Le labbra sono salate.

Vino equilibrato con massa alcoolica in completa sottomissione alla spalla acida.

Il corpo è medio, superiore a quello del 2011, mentre lunga è la sua persistenza aromatica intensa, con finale di limone.

Questo vino sembra più giovane, non sembra, certo avere 23 anni.

94/100

WEINGUT EGON MÜLLER

SCHARZHOFBERGER SPÄTLESE 1983

Smagliante color giallo paglierino.

All’olfatto si sentono profumi terziari che ho identificato nella intensa vernice ad olio non appena pennellata, copiosa acqua ragia, menta, crosta di pecorino mezzo stagionato, fresco tono vegetale di ciclamino, gas metano e per finire note di benzolo.

Al gusto è fluido, sapido, minerale con sapori di limone, cedro e pompelmo giallo.

Spalla acida, generosa, che supera, senza indugi, la massa alcoolica.

Il corpo è medio mentre lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale citrino e finalissimo di zucchero filato.

Questo vino mi ha lasciato un po’ perplesso per il naso che ho trovato un po’ atipico rispetto alle altre annate di questa verticale. Il gusto secondo me è stato superiore all’olfatto.

90/100

 

WEINGUT EGON MÜLLER

SCHARZHOFBERGER AUSLESE 1959

Riluce giallo paglierino con lievi riflessi oro.

Fontana olfattiva di profumi di vernice ad olio non fresca, lievi di limone, pino silvestre, menta, zucchero filato, gas metano, boisé (odore di cantina con botti vecchie).

Al gusto il vino è delicato con corpo inferiore alla media, con sapori di caramella dura al limone ed al mandarino. Buon equilibrio con spalla acida che domina la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di mandarino.

Il vino è piacevole anche se ha un corpo esile.

92/100

 

WEINGUT EGON MÜLLER

SCHARZHOFBERGER AUSLESE 1971

Veste giallo oro intenso con riflessi ramati e verdognoli.

Piacevole ventaglio olfattivo con intensi profumi di albicocca secca, menta, iodio, confettura di arancia, burro fuso, pietra focaia, per terminare con sapori di miele.

L’approccio gustativo è di quelli che non si dimenticano, è intenso, cremoso, con sapori di albicocca secca e confettura di arancia amara che va a stemperare la nota dolce. Sorprendente e generosa presenza di sapidità e mineralità.

Vino equilibrato con asse acido – alcool – sapido in perfetta armonia. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di limone ed albicocca non completamente secca, con parti verdognole. Al gusto le note dolci non sono stucchevoli e la sapidità e la mineralità gli danno un supporto incredibile. Vino ancora giovane.

Grande vino, il migliore della degustazione.

98/100

 

WEINGUT EGON MÜLLER

SCHARZHOFBERGER FEINSTE AUSLESE EISWEIN 1966

Giallo oro lucente.

Nitida ricchezza aromatica con profumi di sale, iodio, lievi di episperma, (è la seconda pelle del marrone bollito), polvere di legno, vernice a olio, menta, eucalipto, burro fuso, lievi di buccia di arancia muffita, terra, tartufo nero, per terminare con sentori di fungo porcino secco.

Assaggio piacevole burroso, con intensa sapidità e mineralità con sapori di albicoca secca con parti verdognole, citrino (ricorda il succo di limone venduto in confezioni di plastica a forma di limone). Vino ben equilibrato con massa alcoolica messa a tacere dalla spalla acida e dalla sapidità.

Il corpo è medio, mentre lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di albicocca secca e confettura di arancia amara. Vino con grande equilibrio, con bella sapidità ma non ha la potenza minerale del 1971.

Bel vino piacevole.

96/100

WEINGUT EGON MÜLLER

SCHARZHOFBERGER TROCKENBEERENAUSLESE 2005

Robe giallo paglierino.

Scrigno olfattivo con profumi di pepe bianco, limone, gambo di ciclamino spezzato (per l’acidità), menta, caramella dura al limone, intensi sentori di sedano fresco, miele, per terminare con sussurri di kerosene.

Al gusto è molto dolce con sapori di miele, confettura di arancia e limone che vanno a stemperare lievemente la dolcezza. Vino sapido, con corpo medio, ben equilibrato, grazie ad una ricca freschezza.

Lunghissima è la sua persistenza aromatica intensa con finale di limone e miele.

Vino con naso migliore del gusto, per me è un po’ troppo stucchevole.

Se al gusto avesse avuto il sapore di confettura di arancia amara si sarebbe stemperata un po’ la dolcezza.

92/100

+ + +   + + +   + + +

Adesso passiamo in Borgogna, culla, per i vini rossi, del Pinot Noir ed esattamente nell’Azienda Romanée – Conti.

DOMAINE DE LA ROMANÉE – CONTI

ECHÉZEAUX – annata 2005

Si tinge rosso rubino con trame porpora.

Si offre con profumi di pelle, menta, eucalipto, gambo di ciclamino spezzato (per l’acidità), pepe nero, noce moscata, lampone, iuta, ciliegia griotte, per terminare con sentori di cassetta di medicine.

La bocca è appagata dal perfetto equilibrio gustativo, dove l’alcool, la freschezza ed il tannino sono in completa armonia tra loro. All’inizio domina il gusto di prugna accompagnato da una piacevole sapidità. Il tannino è dolce, vellutato ed abbastanza largo (4/6 + +).

Il corpo è medio, mentre lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale boisé, dolce di episperma (seconda pelle del marrone bollito).

91/100

 

DOMAINE DE LA ROMANÉE – CONTI

ROMANÉE – ST. VIVANT – annata 2005

Bellissimo rosso rubino con trame porpora.

In forma smagliante al naso, una miriade di profumi tra i quali emergono, la menta, eucalipto, intensi di caffè freddo, episperma, pepe nero, noce moscata, lievi di chiodi di garofano e tartufo nero, vernice ad olio, confetto, terra, per terminare con sentori fruttati di prugna.

Al gusto si gode una piacevole sensazione fruttata accompagnata dalla sapidità.

Vino ben equilibrato grazie anche alla sapidità ed al tannino che è dolce, abbastanza largo (5/6 +), inizialmente vellutato per poi asciugarsi lievemente nel finale.

Il corpo è medio mentre lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna ed episperma.

Questo vino è il più speziato di tutta la verticale comparata.

93/100

DOMAINE DE LA ROMANÉE – CONTI

ECHÉZEAUX – annata 1999

Veste rosso rubino con ampia trama porpora chiaro.

L’olfatto profonde da subito forti emozioni nel sentire la molteplicità di profumi che emergono nel bicchiere. La prima nota è il lampone seguito da profumi di menta, intensi di terra, tartufo nero, pepe nero, noce moscata, intensi di iuta, conserva di pomodoro, prugna, fieno, amido per stirare (appretto), intensi di paglia, per terminare con accenni di fico bianco secco.

All’assaggio mostra subito una buona struttura e piacevoli sapori di prugna e iuta, accompagnati dalla sapidità.

Vino ben equilibrato con massa alcoolica ben guidata dalla spalla acida e dal tannino che è dolce, abbastanza spesso ed abbastanza largo (5/6).

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale boisè di episperma (seconda pelle del marrone bollito) ed iuta.

Vino molto piacevole più strutturato di tutti i vini di questa duplice verticale.

94/100

DOMAINE DE LA ROMANÉE – CONTI

ROMANÉE – ST. VIVANT – annata 1999

Abito rosso rubino con lievi trame porpora.

Al naso elargisce profumi di colore a tempera, menta, eucalipto, lievi di pelle di conceria, prugna, ciliegia, per terminare con sensazioni di lemongrassa.

In bocca si sentono sapori di caffè e prugna.

Vino ben equilibrato con spalla acida che guida l’equilibrio gustativo.

Il tannino è spesso, dolce ed abbastanza largo (5/6 -). Il corpo è medio, mentre lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale fruttato di prugna e lampone non completamente maturo.

92/100

 

DOMAINE DE LA ROMANÉE – CONTI

ECHÉZEAUX – annata 1985

Robe rosso granato con lievi trame aranciato.

Naso prismatico con profumi di menta, eucalipto, tartufo nero, iuta, radice di liquirizia, confetto, pepe nero, noce moscata, episperma (nota dolce boisé che ricorda la seconda pelle del marrone bollito), per terminare con sentori di paglia.

Al gusto è sapido e minerale.

Vino ben equilibrato con asse acido – alcool – tannino in armonia. Il tannino è dolce vellutato e non tanto largo (4/6).

Il corpo non è molto generoso.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale dolce, boisé di episperma.

92/100

 

DOMAINE DE LA ROMANÉE – CONTI

ROMANÉE – ST. VIVANT – annata 1985

Rosso granato.

Piacevole l’impianto olfattivo con profumi di lampone maturo seguito da menta, lievissimi di dattero secco, pepe nero, terra, iuta, caramella dura di lampone, vernice ad olio, paglia, per terminare con sussurri di noce moscata.

Al gusto colpisce positivamente il tannino che è dolce, abbastanza largo (5/6 -) e setoso. Vino ben equilibrato con spalla acida e tannino che fanno da primi attori rispetto alla massa alcoolica.

Il corpo è medio mentre lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di terra, iuta e paglia.

Questo vino mi ha colpito per la piacevole acidità.

93/100

 

DOMAINE DE LA ROMANÉE – CONTI

ECHÉZEAUX – annata 1979

Si propone con un rosso granato chiaro con unghia mattone.

All’olfatto emergono note di menta, pepe nero, caffè, intense di iuta, appretto (amido spray per biancheria), eucalipto, pomodoro secco, vernice ad olio, per terminare con accenni di oliva nera.

All’assaggio si godono il tartufo nero, la liquirizia e la sapidità.

Vino perfettamente equilibrato con acidità e tannino che emergono sulla massa alcoolica.

Il tannino è dolce, setoso e ben presente (5/6 + +). Il corpo è medio, mentre lunghissima è la sua persistenza aromatica intensa con finale di liquirizia.

93/100

DOMAINE DE LA ROMANÉE – CONTI

ROMANÉE – ST. VIVANT – annata 1979

(servito in bottiglia jeroboam)

Rosso granato chiaro con tonalità mattone.

Impressioni olfattive di decisa piacevolezza, emergono profumi di pepe nero, noce moscata, boisé dolci di episperma (seconda pelle del marrone bollito), menta, guscio duro della mandorla, lampone, iuta, gambo di ciclamino spezzato (per l’acidità), lievi di oliva nera, per terminare con piacevoli soffi di tartufo nero.

Al gusto colpisce positivamente la potente sapidità accompagnata al tartufo nero. Vino perfettamente equilibrato, la massa alcoolica è in sottotono rispetto alla acidità ed al tannino. Quest’ultimo è dolce, setoso ed abbastanza largo (5/6). Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di terra e boisé dolce di episperma, già sentito all’olfatto.

94/100

 

DOMAINE DE LA ROMANÉE – CONTI

MONTRACHET – annata 2008

Si tinge di un giallo oro lucente.

Al naso è un po’ timido, chiuso, ma piano piano si apre con sentori intensissimi che ricordano il pop corn, seguiti dal pepe bianco, menta, ananas, iodio e pietra focaia.

Il corpo è dosato, aggraziato, un po’ femminile. Sapidità e mineralità sono in evidenza ed accompagnano un piacevole sapore di ananas.

Vino ben equilibrato con freschezza in evidenza sulla massa alcoolica.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di gambo di ciclamino spezzato (per l’acidità), con finalissimo minerale di pietra focaia.

Nonostante il naso, al momento, un po’ chiuso, ho trovato questo vino migliore al naso che al gusto. In particolare, a mio avviso, avrebbe avuto bisogno di un po’ più di struttura. Sicuramente è un vino molto giovane.

95/100

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