PIAGGIA IN VERTICALE

Faccio questa doverosa breve premessa perché nel numero 2 della nuova rivista dell’A.I.S., “VITAE” è stato pubblicato un articolo, peraltro richiestomi dal direttore della rivista, con la mia firma, sull’azienda “PIAGGIA”.

In realtà quello è un articolo che è stato molto scorrettamente, cambiato in ogni sua parte e di mio c’è solo la firma. Questo è stato il mio primo ed ultimo articolo su questa rivista. Segue, adesso il mio vero articolo sull’azienda “PIAGGIA”.

La prima volta che degustai il Carmignano Piaggia Riserva, accadde con l’annata 1995, al Vinitaly del 1999 quando conobbi Mauro Vannucci, l’allora titolare dell’Azienda (ora è formalmente della figlia Silvia) e discutendo con lui del suo vino, mi offrì, in degustazione, l’anteprima dell’annata 1996 e ricordo ancora la mia considerazione finale sul prodotto: il 1995 era buono, ma il 1996 aveva un’altra mano e un’altra piacevolezza. Poi scoprii che da quell’anno Mauro si era avvalso della consulenza del giovane Alberto Antonini, che già dimostrava un valore e una capacità non consueta.

Negli anni seguenti ho continuato a seguire i vini di Mauro Vannucci, nutrendo per lui amicizia e stima per la sua sincerità, anche perché mentre fino al 1995, il primo anno di produzione fu 1991, il vino, come diceva lui scherzando, “si fa in cantina e in cantina c’è buio”. Dall’annata 1996 i vini presero la direzione giusta e anno dopo anno sono sempre migliorati.

La denominazione Carmignano la troviamo già citata nel bando Mediceo del 1716. E’ costituita oggi da una ventina di aziende ed è tra le più piccole DOCG italiane.

È la prima zona toscana dove il Cabernet Sauvignon prima, e il Merlot poi, sono entrati nell’uvaggio della denominazione, rinforzando strutturalmente il Sangiovese e sotto un certo aspetto internazionalizzandolo.

I vitigni autorizzati per il Carmignano sono: Sangiovese (50% – 70%), Canaiolo nero (10% – 20%), Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon (10% – 20%), Trebbiano Toscano, Canaiolo Bianco e Malvasia del Chianti (fino ad un massimo del 10% da soli o congiuntamente, e altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nell’ambito della regione Toscana fino ad un massimo del 10%).

L’Azienda Piaggia ha sede nel comune di Poggio a Caiano, in provincia di Prato. I vigneti si trovano nel Comune di Poggio a Caiano e in parte nel Comune di Carmignano.

L’Azienda è stata fondata da Mauro Vannucci, che a metà degli anni ’70 acquistò dei terreni in località Piaggia, pensando di riuscire a fare dei buoni vini, grazie all’ottima esposizione dei vigneti e al suolo argilloso. Mauro ha fatto tutto questo per passione, non pensando che fare il vino sarebbe diventato un suo secondo lavoro, cosa che è diventata.

Il primo Piaggia Carmignano Riserva fu vinificato nel 1991. In seguito Mauro ha coinvolto nel lavoro di vignaiolo la figlia Silvia, sua moglie Rita e il cognato Paolo. Stupendi sono i terreni acquistati negli anni ’90, esattamente 15 ettari in una delle migliori zone collinari della denominazione, a poche centinaia di metri dal paese di Carmignano, con vista su Firenze. Gli ettari di proprietà sono oggi 25, di cui 15 sono vitati.

L’Azienda Piaggia non è un’Azienda storica come per esempio quella di Capezzana, della famiglia Contini – Bonaccossi, però Mauro Vannucci con la sua caparbietà, tenacia e determinazione e con l’aiuto di Alberto Antonini attualmente come super consulente, mentre per il quotidiano viene seguito dal bravo allievo di Alberto, Emiliano Falsini. Mauro è riuscito a fare dei vini molto particolari e ben fatti, dando un importante contributo a far si che la piccola denominazione Carmignano acquisisse maggiore notorietà, e ciò è successo.

Se incontrate Mauro Vannucci magari vi dice, se c’è la confidenza giusta: “te che ne capisci di vino senti un po’ questo vino”, porgendovi il suo vino in un bicchiere e magari il vino sa di tappo e vuole mettervi alla prova per capire se siete un buon degustatore oppure no.

Mitica è la gita che qualche tempo fa Mauro fece nel Bordeaux, portandosi dietro delle bottiglie di Piaggia. Mauro andò a Château Margaux e al momento di degustare i vini dello Château con il suo solito sorriso guardò Paul Pontallier, direttore generale dello Château e disse porgendo a Paul una sua bottiglia di Piaggia: “imparate a fare il vino buono”. Mi è stato raccontato che Pontallier, da persona intelligente come é, capì il personaggio che aveva davanti, prese la bottiglia di Piaggia e ringraziò Mauro.

Tornando al vino, l’Azienda produce cinque vini: il Carmignano Piaggia Riserva, il Poggio dei Colli, il Sasso che è il secondo vino, il Pietranera (terzo vino) ed il rosato Viti dell’Erta.

Il Poggio dei Colli è un Cabernet Franc in purezza che viene prodotto dal 2004.

Le annate 2004 e 2005 hanno troppo la presenza del legno nuovo, riprova di ciò è che i tannini sono asciutti e quindi la gengiva superiore ne risente parecchio.

Dal 2006 il vino è migliorato perché il legno nuovo è stato dosato in maniera maggiore. Dall’annata 2007 il vino ha incominciato a piacermi veramente perché hanno iniziato a prevalere le note fruttate e balsamiche rispetto al legno. Con il 2008 si è raggiunto un livello di grande piacevolezza. Le bottiglie prodotte per anno sono circa 10.000.

Per quanto riguarda la larghezza del tannino è importante che faccia le precisazioni che seguono affinché possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore.

La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente se il tannino è meno largo potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo più il vino è degno di attenzione, ma il tannino come ho precisato deve essere in ogni caso di buona qualità.

 La verticale

Le note di degustazione integrali possono essere consultate previa registrazione e successivo abbonamento.

 

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POGGIO DEI COLLI 2008

Veste rosso rubino intenso con bordo granato.

All’esame olfattivo sfoggia, inizialmente, sentori animali che ricordano la pelle nella fase finale della sua lavorazione. Con la sosta del vino nel bicchiere si apre a profumi di liquirizia, mandorla, tartufo nero, pepe nero, noce moscata, menta, eucalipto, lieve vegetale, colla coccoina (mandorla e latte di cocco), prugna, appretto (amido spray per stirare la biancheria), lievi di cioccolata, amido di riso bollito, floreale che mi ricorda l’iris, per terminare con il gambo di ciclamino spezzato (per l’acidità).

Al gusto è un tripudio di piacevolezza e di eleganza.

Vino ben equilibrato, con corpo medio e con massa alcoolica ben sovrastata dalla spalla acida e dal tannino che è setoso, dolce e largo (6/6 – -). Iniziale esplosione di tartufo nero che accompagna la sua lunga persistenza aromatica intensa con finale di cassis e prugna.

Nelle mie note ho scritto: “vino elegante e piacevole”.

E’ consigliabile decantare il vino, al contrario del 2009 e 2010 che hanno un naso pià pronto ed aperto.

96/100

Il secondo vino è il SASSO che è un Carmignano, assemblato con il 70% di Sangiovese, 12% di Cabernet Sauvignon, 8% di Cabernet Franc e 10% di Merlot.

Le bottiglie prodotte sono 25.000.

SASSO CARMIGNANO 2009

Colore rosso rubino abbastanza intenso.

Approccio olfattivo con lievi sentori iniziali di alcool denaturato che lasciano poi spazio a profumi di liquirizia, cuoio fresco, lievi di acciuga, (molto spesso il cuoio fresco rilascia anche sentori di acciuga), menta, eucalipto, cenere, oliva nera, fieno secco, prugna, ciliegia, cipresso, pomodoro secco, per poi terminare con rimandi di mora.

Al gusto è piacevole con note di prugna succosa e mora. Asse acido – alcool – tannino in perfetta armonia. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 – -), spesso, inizialmente vellutato per poi nel finale asicugare lievemente la gengiva superiore.

Vino con corpo medio e con lunga persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia e finalissimo di liquirizia.

90/100

Il terzo vino è il Pietranera, fatto con uve di vigneti più giovani.

L’uvaggio è 80% Sangiovese e 20% Cabernet Sauvignon.

Le bottiglie prodotte sono 20.000.

PIETRANERA IGT TOSCANA 2011

Bel rosso rubino con fine bordo rosa.

Profumi di pelle di fine lavorazione in conceria, seguiti da note intense di stringa di liquirizia, prugna, menta eucalipto e cipresso.

Al palato si sentono note fruttate di mora lievemente acerba.

Il corpo è appena sufficiente mentre la spalla acida si alterna alla massa alcoolica nella guida dell’equilibrio gustativo. Il tannino è dolce, vellutato, non particolarmente largo (4/6) ma di struttura, cioè non fine ma abbastanza spesso.

Vino piacevole pensando alla qualità – prezzo.

87/100

 

L’ultimo vino prodotto è un rosé, esattamente il VITI DELL’ERTA, composto dall’80% di Sangiovese, 15% di Cabernet Sauvignon e 5% di Cabernet Franc. Questo vino non viene prodotto tutti gli anni e quando viene prodotto le bottiglie sono 10.000.

VITI DELL’ERTA 2010

Colore rosa cerasuolo intenso con riflessi ramati.

Naso con intensi profumi di pietra focaia di ciliegia, di colore rosso chiaro, menta, cuoio fresco, iodio, pepe bianco per finire con soffi di lievito di birra.

Al gusto è sapido e minerale e con sapori che ricordano la ciliegia sentita all’olfatto.

Il corpo è quello tipico dei vini rosé un po’ più strutturati. Vino non particolarmente equilibrato, con massa alcoolica che talvolta sovrasta la spalla acida. Il tannino è dolce, fine e non tanto largo (4/6 +).

Abbastanza lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

Vino piacevole che va bevuto abbastanza freddo per sentire meno la massa alcoolica.

86/100

L’enologo Alberto Antonini trovandosi spesso all’estero per motivi di lavoro, ha delegato un suo collaboratore Emiliano Falsini a seguire l’azienda, lasciandosi la supervisione dei vini nelle decisioni più importanti.

Mauro Vannucci però è diventato “bravo” ed ha imparato molto bene a seguire la vigna e a fare i vini e comunque l’ultima decisione spetta a lui ed a nessun altro.

La verticale è stata fatta il durante il 2014, presso l’Azienda e le annate degustate sono state dal 1995 al 2011 compreso, quindi 17 annate. Avendo degustato sempre questi vini e avendo fatto una verticale alcuni anni, fa mi ricordavo perfettamente le caratteristiche organolettiche delle annate dal 1995 al 2004. Facendo questa verticale mi sono arricchito perché adesso ho una pietra di paragone dal 2004 al 2011, ultima annata in commercio.

La degustazione è iniziata dal vino più vecchio e per quanto riguarda le uve impiegate sono dall’annata 1995 di Sangiovese per il 70%, di Cabernet Sauvignon per il 15%, di Merlot per il 10% e di Cabernet Franc per il 5%. Le bottiglie prodotte sono 30.000.

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 1991

Si tinge di color rosso mattone con fine bordo aranciato.

Naso ricco di piacevolezza con profumi di erbe di montagna, liquirizia, gesso bagnato, foglie morte, humus, caffè freddo, menta, eucalipto, zabaione, alloro, salvia, pepe nero, noce moscata, iuta, ciliegia candita, appretto (amido spray per stirare la biancheria), pelle anticata, tabacco biondo della Virginia, terra bagnata, paglia, per terminare con la stoppa intrisa di vino.

Al gusto è sapido, dotato di generosa acidità, ben equilibrato con tannino dolce, fine, abbastanza largo (5/6 – -), inizialmente setoso per poi nel finale asciugarsi lievemente.

Vino con corpo medio appena sufficiente.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna.

Sicuramente il naso è superiore al gusto.

Vino piacevole che si può tranquillamente bere anche mangiando del pesce saporito. La mia valutazione è superiore ad 89/100 ma non arriva a 90/100.

89/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 1992

Rosso granato con largo bordo aranciato.

Impressioni olfattive caratterizzate dalla mandorla, fico bianco secco, menta, eucalipto, confetto, pelle anticata, asfalto bagnato, prugna e mora essiccate, fico secco, clorofilla, lieve anice stellato, appretto (amido spray per stirare biancheria), lievi di canfora, pepe nero e fungo porcino secco, cuoio fresco con lievi sentori di acciuga, terra bagnata per terminare con soffi di cipresso.

Al gusto si sente della frutta nera non molto matura. I tannini sono un po’ verdi, asciutti e non tanto lunghi (4/6).

Vino dotato di eccessiva acidità che non lo rende equilibrato. Il corpo è medio, mentre lunga è la sua persistenza aromatica intensa, con finale asprino.

Migliore all’olfatto rispetto al gusto.

Il vino rispecchia l’annata che è stata molto piovosa.

87/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 1993

Rosso mattone con fine bordo aranciato.

Naso generoso con profumi intensi di liquirizia, seguiti da pelle in fine lavorazione di conceria, gesso bagnato, asfalto bagnato, catrame, menta, eucalipto, pepe nero, alloro, finocchio selvatico bollito, noce moscata, intensi di fungo porcino secco, pasta di mandorle, cipresso, foglie morte ed humus.

Al gusto è un po’ asprino e per questo ricorda un po’ il 1992. Vino sapido e minerale con corpo medio appena sufficiente. Buon equilibrio gustativo con massa alcoolica sovrastata dalla spalla acida e dal tannino che è abbastanza spesso (più del ’92) inizialmente vellutato per poi asciugarsi un po’ anche a causa della loro non perfetta maturazione.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna secca e mora.

Il naso del ’93 è più evoluto sia del ’91 che del ’92. Quando in un vino non giovane si sente il fungo porcino secco significa che il vino è in fase discendente.

88/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 1994

Veste rosso granato intenso con bordo aranciato.

Piacevole impianto olfattivo con profumi di liquirizia, oliva nera, gesso bagnato, catrame, ciliegia marasca, pelle in lavorazione, menta, eucalipto, fungo porcino secco, alloro, salvia, cuoio fresco con sentori di acciuga, conserva di pomodoro, per terminare con carezze di canfora.

Al gusto è succoso, sapido e minerale.

Il corpo è medio, il vino è ben equilibrato con in rilievo sulla massa alcoolica, la spalla acida ed il tannino. Quest’ultimo è spesso, dolce, abbastanza largo (5/6 +) inizialmente vellutato per poi asciugare, lievemente, la gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di prugna secca e mora e con finalissimo di fungo porcino secco.

Questo ’94 per me è lievissimamente superiore al ’91 anche se con il pesce ho preferito berci quest’ultimo e non il primo.

89/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 1995

Colore rosso mattone.

All’olfatto, appena versato nel bicchiere emerge un piacevole profumo di tartufo nero, seguono lievi note di ossidazione che lentamente si dissolvono nell’aria lasciando spazio a profumi di confetto, polvere di cacao, vaniglia, canfora, menta, alloro, e lieve pepe nero, poi episperma (è la seconda pelle del marrone bollito), intenso cuoio fresco, lievi di acciuga e intensi di cenere. Il percorso olfattivo prosegue con leggere note di radice di rabarbaro, di eucalipto, poi torna un po’ alle leggere note evolutive del dattero secco, confettura di more e albicocca secca.

Al gusto il vino è abbastanza equilibrato con la massa alcoolica che si alterna lievemente alla freschezza nella guida dell’equilibrio gustativo.

Il vino è sapido e minerale, con corpo appena sufficiente mentre il tannino è setoso, abbastanza largo (4/6 ++) e nel finale asciuga un po’ la gengiva superiore. Abbastanza lunga è la sua persistenza aromatica intensa, con finale di amido di riso che ricorda l’acqua del riso bollito. Vino piacevole più all’olfatto che al gusto.

88/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 1996

Alla vista è rosso granato con ampio bordo aranciato.

Intrigante è lo scenario aromatico con profumi di smalto di vernice, cuoio anticato, confetto, liquirizia, lemongrassa, intenso il tartufo nero, pepe nero, noce moscata, menta, eucalipto, episperma, mora, amido di riso, lievi spunti di prugna secca e di fieno secco; poi clorofilla, amido di cotone, e in chiusura con rimandi di alloro e salvia.

Al gusto ha la piacevole succosità della prugna, è sapido e minerale ed ha un corpo medio. Vino equilibrato con spalla acida che supera la sostanza alcoolica, grazie anche al tanino che è dolce, abbastanza largo (5/6), inizialmente setoso poi tende ad asciugarsi un po’ nel finale. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

Vino piacevole, meno evoluto del ’95 e più equilibrato.

91/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 1997

Rosso granato con fine bordo aranciato.

All’esame olfattivo si mostra da subito, fine ed elegante, con profumi di confetto, pepe nero, noce moscata, lievi rimandi di chiodi di garofano, seguono prugna secca, fieno secco, clorofilla e canfora, polvere di cacao; c’è anche un lieve smalto di vernice e di vernice ad olio, infine appretto per stireria e soffi di acqua dove è stato bollito il riso.

All’assaggio è gustoso, elegante, con corpo medio, sapido e minerale. Vino ben equilibrato con struttura acida che domina la massa alcoolica, merito anche di un tannino dolce, setoso, con un certo spessore ed abbastanza largo (5/6 +).

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Vino elegante e piacevole.

93/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 1998

Bellissimo rosso lievemente granato.

Intense sensazioni di grafite, seguite dal confetto, colla coccoina, un verdeggiante gambo di ciclamino, ciliegia, menta, eucalipto, episperma e nocciolina tostata; a seguire smalto di vernice, lieve pepe nero, fieno seccato, iuta, prugna, alloro, e in chiusura dei sussurri di canfora.

Al gusto si mostra subito un vino di struttura ed elegante, con sapori di ciliegia e di prugna.

Vino ben equilibrato con spalla acida e tannino che dominano, senza tentennamenti, la parte alcoolica.

Il tannino è dolce, setoso e abbastanza largo (5/6 +). La persistenza aromatica intensa è lunga, con finale fruttato di ciliegia e prugna e con finalissimo di tartufo nero.

Quest’annata ricorda il 1996 per la struttura e il 1997 per l’eleganza. Bellissimo vino, molto piacevole.

94/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 1999

Robe rosso rubino intenso, concentrato, con bordo lievemente granato.

Variopinto e poliedrico esalta il senso olfattivo con percezioni di intensa grafite, smalto di vernice, ciliegia, prugna e intensa mora; segue vernice a olio, caffè freddo, pepe nero, noce moscata, tartufo nero, menta, alloro, liquirizia, amido di riso, pesca rossa, guscio di mandorla, pelle in lavorazione, fresco tono vegetale di ciclamino, fumè, e per terminare ha rimandi di prugna secca, fieno secco e clorofilla.

Al gusto mostra tutta la sua struttura e un sapore di mora leggermente aspra, accompagnata dalla liquirizia e da sapidità e mineralità.

Il vino è ben equilibrato con freschezza e tannino che dominano lo scenario dell’equilibrio.

Il tannino è spesso, dolce, abbastanza largo (5/6 -), vellutato all’inizio per poi, nel finale, andarsi a restringere nella parte centrale della gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa, con sapori di amido di riso bollito, prugna secca, fieno secco e clorofilla e finalissimo caffè freddo.

Ricordo quando uscì questo vino che aveva un colore intenso, nero e un odore prevalente di pelle di conceria. Era un vino di grande struttura e non di eleganza come il 1997 e il 1998. Con il passare del tempo lo scenario olfattivo si è arricchito incredibilmente ed è rimasto un vino di struttura superiore alla media. Vino molto interessante e piacevole.

93/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 2000

Bel rosso granato intenso.

All’olfatto scaturiscono profumi intensi di confetto e grafite, seguiti da menta, eucalipto, liquirizia, canfora, fumé, radice terrosa, amido di riso bollito, ciliegia, e lievi mora, e pepe nero, noce moscata, mirtillo maturo, episperma, amido del cotone, cuoio anticato, con lievi note di acciuga, e gambo di ciclamino. Prosegue con mela rossa, note floreali (ho avuto l’impressione che fosse la violetta), prugna secca, per terminare con sussurri di guscio duro di mandorla.

Bocca inseparabile, potente, piena, con sapori fruttati di prugna e cassis. Il corpo è superiore alla media. Il vino è ben equilibrato con spalla acida e tannino in netto rilievo sulla massa alcolica. Il tannino è dolce, setoso, spesso e abbastanza largo (5/6 +). Lunga è la persistenza aromatica intensa, con finale di mora, di prugna succosa e a giusta maturazione, ha finalissimo amido di riso.

Vino veramente importante, per la struttura ricorda il 1999 e per la finezza ed eleganza il 1998.

96/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 2001

Di aspetto è rosso granato con bagliori rosso rubino.

All’esame olfattivo emerge l’odore di una cassetta di medicinali, seguita dalle note dolci del confetto, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), pepe nero, noce moscata, smalto di vernice, amido di riso, ciliegia marasca, menta, eucalipto, guscio duro di mandorla, boisé, pelle, episperma, per chiudere con rimandi di duro di menta che ricorda il bastoncino di zucchero intriso di menta.

Al gusto il vino non è completamente equilibrato, la freschezza si alterna alla massa alcoolica nella guida dell’equilibrio gustativo. Il corpo è medio, mentre il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 +), inizialmente è setoso per poi nel finale diventare meno largo e un po’ asciutto.

Persistenza aromatica intensa lunga. Questa è tra quelle aziende che hanno prodotto un 2000 superiore al 2001.

89/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 2002

Rosso rubino intenso con bagliori granato.

Effonde profumi intensi di ciliegia e anice stellato, seguiti da profumi di menta, eucalipto, e lieve smalto di vernice; pepe nero, noce moscata, liquirizia, goudron, canfora, polvere di cacao, prugna, pelle quasi di conceria, e per terminare carezze di prugna e mora.

Il corpo è appena sufficiente. È un vino abbastanza equilibrato con lievissima altalena tra il volume alcoolico e la freschezza. Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 -), in principio è vellutato per poi nel finale produrre un lieve bruciore alla gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale dolce.

89/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 2003

Colore rosso rubino con ampie trame granato.

Al naso elargisce profumi boisè e lieve smalto di vernice, menta, eucalipto, prugna, mora, leggerissime nuances di tartufo nero e di pepe nero, noce moscata, duro di menta, prugna secca, fieno secco, clorofilla, terra, pelle in lavorazione (in questo ricorda il 1999), per terminare con soffi di amido del riso bollito.

Al gusto si gode una frutta un po’ matura, di prugna, ciliegia e mora (tipico dell’annata calda).

Vino abbastanza equilibrato con spalla acida che domina la massa alcoolica, grazie anche al tannino che è dolce e abbastanza largo (5/6 -), inizialmente setoso, per poi nel finale asciugare un po’ la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di episperma.

Bel vino con piacevole beva.

91/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 2004

Rosso rubino intenso con larghe trame granato.

All’esame olfattivo si percepisce da subito la nota fruttata di ciliegia lievemente candita, seguita dalla canfora, lemongrassa, grafite, confetto, caramello, intensa pesca, menta, eucalipto, liquirizia, lieve alcool denaturato, per terminare con rimandi di pelle lavorata.

L’incontro gustativo è piacevole con note di prugna succosa, tartufo nero e mora matura. Vino equilibrato con spalla acida e tannino in rilievo sulla massa alcoolica. Il tannino è dolce setoso ed abbastanza largo (5/6 -).

Il corpo è medio, appena oltre la sufficienza. Questo 2004 ha una maturità della frutta che stranamente non ha il 2003.

È un 90/100 un po’ tirato per i capelli, ma non è un 89/100.

 90/100

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 2005

Colore rosso granato intenso.

Ha profumi di amido di cotone, intenso effetto olfattivo di pera coscia, fumè, menta, pepe nero, noce moscata, eucalipto, vernice a olio, per terminare con lievi note boisé di episperma.

Vino equilibrato con corpo medio.

I tannini sono dolci, abbastanza larghi (5/6 – -), inizialmente setosi ma che nel finale si asciugano leggeremente.

Lungo è la sua chiusura di gusto con finale di prugna e liquirizia.

91/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 2006

Veste rosso rubino intenso con lieve trama granato.

Al naso offre profumi intensi di nocciolina tostata accompagnata da menta, eucalipto, pepe nero, noce moscata, ciliegia, grafite, alloro, confetto, cenere, pelle in lavorazione, per terminare con sentori di gesso bagnato.

Al gusto si mostra elegante, piacevole con sapidità e mineralità.

Il vino è ben equilibrato con asse acido – tannico – alcool, in perfetta sintonia. Il corpo è medio mentre il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 -) e setoso.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Vino molto elegante e molto piacevole.

94/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 2007

Colore rosso rubino intenso con ampia trama granato.

Al naso è compatto domina la nota di pelle in lavorazione (in questo ricorda il 1999 e il 2003), seguono un intenso profumo di grafite, poi menta, eucalipto, ciliegia, fumé, e per terminare l’amido di cotone.

L’esame gustativo rivela una buona struttura, con sapidità e mineralità.

Vino equilibrato con spalla acida in evidenza sulla parte alcoolica.

Il tannino è dolce, abbastanza largo (5/6 -), inizialmente setoso, per poi nel finale tendere ad asciugare un po’. Persistenza aromatica intensa lunga.

91/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 2008

La tinta è rosso rubino intensa con ampie trame granato.

Il corredo olfattivo è caratterizzato da profumi di prugna, ciliegia un po’ matura, mirtillo, tartufo nero, confetto, pepe nero, menta, pesca rossa pelosa, fumè, e si finalizza con note minerali di grafite.

Di buon spessore al gusto con corpo medio e sapori di tartufo nero, mirtillo e ciliegia. È sapido e minerale, ben equilibrato, con spalla acida in rilievo insieme al tannino.

Quest’ultimo è dolce, setoso ed abbastanza largo (5/6). Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di episperma. Vino nell’insieme piacevole che dovrà perdere ancora un po’ di boisé.

92/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 2009

Rosso rubino intenso.

L’incontro olfattivo rivela un intenso piacevole profumo di nocciolina tostata (ricorda il 2006) seguito dalla vernice a olio, intenso aroma di prezzemolo, poi ciliegia, menta, eucalipto, pepe nero, noce moscata, note vegetali di geranio, prugna fresca, per terminare con soffi di grafite.

Al gusto ha una buona struttura e un buon equilibrio, anche se talvolta sembra che la voluminosità alcoolica voglia avere il sopravvento sulla spalla acida.

Il tannino è dolce, setoso e quasi totalmente largo (6/6 -). Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale lievissimamente amaro, e con finalissimo di grafite.

90/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 2010

Bel rosso rubino con trame porpora.

Si concede aromaticamente con profumi intensi di ciliegia lievemente matura, seguiti da menta, eucalipto, prugna, pepe nero, noce moscata, e leggero sentore di chiodi di garofano, poi boisé, pera coscia, pesca rossa pelosa, per terminare con soffi di liquirizia.

Al gusto il palato è stregato da una piacevole sensazione fruttata di prugna e ciliegia lievemente matura. Il vino è perfettamente equilibrato, con spalla acida e tannini che dominano le sostanze morbide.

Il corpo è medio con piacevole sapidità e mineralità.

Il tannino è dolce, setoso e quasi totalmente largo (6/6 -).

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa, con finale fruttato e lievemente boisé.

Vino piacevole che dovrà perdere un po’ di note boisé. Bello l’equilibrio gustativo e tannino setoso e piacevole.

93/100

 

PIAGGIA CARMIGNANO RISERVA 2011

Veste un bel rosso rubino con trame porpora.

L’ esordio olfattivo sfoggia una generosa nota di cioccolato seguita da note balsamiche di menta ed eucalipto. Il percorso olfattivo prosegue con profumi di amido di cotone, pelle, lievi soffi di acciuga (io li collego al sentore del cuoio), pepe nero, noce moscata per terminare con note fruttate di ciliegia e prugna.

Al gusto mostra un corpo medio ed un perfetto equilibrio con la spalla acida ed il tannino che dominano la massa alcoolica. Il tannino è abbastanza largo (5/6) dolce e setoso. Al gusto si gode una piacevole ed intensa nota fruttata di prugna abbastanza matura che permane durante tutta la sua lunga persistenza.

Nel finale si sente bruciare lievemente la gengiva superiore.

Nelle mi note ho scritto: “beva piacevole”. Confrontando il Piaggia 2011 con il Poggio dei Colli 2012 ho trovato che il primo è più pronto del secondo. Quest’ultimo ha i tannini al momento un po’ rudi rispetto a quelli setosi del Piaggia. Il Piaggia però ha, al gusto, una frutta un po’ troppo matura.

91/100

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