TENUTA DI ARGIANO


Andare alla Tenuta di Argiano a Montalcino è sempre un immenso piacere. Era tanto tempo che il direttore generale dell’Azienda, Dott. Bernardino Sani, mi invitava ad andare a trovarlo per illustrarmi il loro progetto e farmi assaggiare gli ultimi vini imbottigliati e quelli da imbottigliare.

Ho fissato la data della mia visita con Bernardino e,  l’11 febbraio di quest’anno sono andato, con vivo interesse a trovarlo. Il personale dell’azienda è tutto composto da giovani, ben motivati e con tanta voglia di fare grandi cose.

L’attuale consulente enologo esterno è il Dott. Alberto Antonini che nutre, da parte mia, di grande stima.  A ricevermi c’erano Roberto Caporossi, enologo interno e Bernardino Sani. Dopo avere degustato il Vigna del Suolo 2016 e 2018 (quest’ultimo in anteprima) ed il Solegno 2018 e 2019 mi sono stati fatti assaggiare 6 vini dell’annata 2020, provenienti da diversi vigneti con terreni diversi tra loro. I vigneti sono Lago, Leccio, Poggio al Vento, Vignoni e Vigna del Suolo, Fornace nuova e Cabina. Andiamo ad esaminare terreni e vini facendo una premessa sulla qualità dei tannini.

Per quanto riguarda la larghezza del tannino, è importante che faccia le precisazioni che seguono, affinché possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente, se il tannino è meno largo, potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno d’attenzione, ma il tannino, come ho precisato, dev’essere, in ogni caso, di buona qualità.

Passiamo adesso a descrivere i vini degustati.

1. Il Lago

Questo terreno ha più calcare de il Leccio.

Le vigne hanno 5 anni e dalle uve viene prodotto il rosso di Montalcino. Al primo strato del terreno c’è l’argilla. Il secondo strato ha colore grigio medio poco profondo superficialmente, molto argilloso, argilla fratturata (crepe). Lo strato più basso è grande, fatto di marna calcarea superiore a 110 cm. Terreno molto buono per annate umide e normali.

Vino assaggiato dell’annata 2020.

Rosso rubino.

Naso ricco e vario fatto di profumi di prugna e ciliegia spremute, lievi di pepe nero e noce moscata, menta, eucalipto, tabacco biondo della Virginia, intensi di violetta, dolci dell’esterno del confetto, pomodoro pelato, per terminare con sussurri di lavanda.

Il corpo è medio sufficiente, tipicamente da rosso di Montalcino. Vino ben equilibrato con alcol sottomesso alla freschezza ed ai tannini. Questi ultimi sono dolci, setosi ed abbastanza larghi (5/6).

Sapori di frutta fresca che permane durante tutta la sua lunga persistenza gustativa. (92+93/100)

2. Leccio

Il terreno ha più argilla del Lago.

Le vigne hanno 4 anni ed il vino viene utilizzato per il rosso di Montalcino.

Terreno molto puro. Nel secondo strato l’argilla è di colore grigio medio intenso, ed è molto fratturata.

Il terzo strato è di grande marna calcarea superiore a 140 cm. Terreno molto buono per annate secche e normali.

Vino annata 2020.

Veste rosso rubino e porpora.

Naso interessante con profumi di prugna, ciliegia, lievi di liquirizia ed erbacei, il tutto seguito da note di acqua di mare pulita che io identifico con la parte interna bianca della buccia di cocomero.

Al palato è un pò erbaceo e si percepisce una importante struttura. Vino ben equilibrato tra alcol, freschezza e tannini. Questi ultimi sono dolci, setosi e larghi (6/6-).

Vino saporito piacevole già adesso.

Lunga è la sua persistenza con finale di prugna e ciliegia. (92-94/100)

3. Poggio al Vento

Vino fatto con il clone M1 che ha un’alta concentrazione. Le vigne hanno 15 anni. Terreno argilloso di media profondità con argilla grigia con alcune fratture. Al terzo strato marna calcarea mediamente fratturata. Terreno molto buono per annate normali.

Vino annata 2020.

Veste rosso porpora.

Profumi di prugna e ciliegia spremute, acqua di mare (parte interna bianca della buccia di cocomero) per terminare con sussurri di pomodoro pelato.

Palato ricco e saporito con sapori di cioccolata, prugna ed intensa ciliegia.

Il corpo è medio ed il vino è sapido e molto equilibrato con la massa alcolica sottomessa dalla freschezza e dai tannini.

Questi ultimi sono dolci, setosi e larghi (6/6-). Lunghissima è la sua persistenza gustativa con finale di sapone di lavanda (mi ricorda la saponetta Atkinson).

Nelle mie note ho scritto “interminabile”.                      (95-97/100)

4. Vignoni e Vigna del Suolo

Le vigne hanno 60 anni.

Il terreno è argilloso crepato molto denso, di media profondità con molte fratture.

L’ultimo strato è di marna calcarea di media profondità con ottime fratture.

Vino annata 2020.

Manto rosso rubino e porpora intensi.

Mix olfattivo di estremo piacere con intenso profumo di sapone di lavanda seguito da menta, eucalipto, alloro, salvia, rosmarino, ciliegia, borotalco e lieve ambra.

All’assaggio mostra, una struttura superiore a quella del Vigna al Suolo 2016 ed a quella del 2018.

Vino ben equilibrato con la massa alcolica impercettibile grazie alla freschezza ed ai tannini. Questi ultimi sono dolci, larghi (6/6) e vellutati.

Lunga è la sua persistenza con finale di lavanda.              (98-100/100)

5. Fornace Nuova

Le vigne di sangiovese hanno 36 anni.

Il primo strato è di argilla grigia medio profondo, molto densa con fratture medie.

Il secondo strato è grande marna calcarea, molto ben fruttata.

Colore rosso rubino intenso Profumo di gesso seguito da ciliegia, pomodoro pelato e note balsamiche.

Al palato è piuttosto piacevole, corpo medio e ben equilibrato.

Lunga è la sua persistenza con finale di nocciolina tostata.

E’ un vino che ha bisogno di ancora tempo per esprimersi al meglio, sicuramente anche per questo ci sono legittime aspettative perchè sia un grande vino.

6. Cabina

Vigna giovane del 2016.

Il primo strato del terreno è argilla grigia molto densa, piena di fratture.

Il secondo strato è grande marna calcarea, mediamente fratturato.

Annata 2020

Colore rosso rubino e porpora.

Profumi di ciliegia e balsamici di menta ed eucalipto.

Al palato ha una buona ciliegia ed un buon equilibrio gustativo.

Vino che ancora si deve esprimere completamente ma che promette bene.

ARGIANO

BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA DEL SUOLO, annata 2016

Veste rosso rubino lievemente granato, trasparente.

Profumi vari e piacevoli floreali di lavanda ed intesa violetta seguiti dalla nocciolina tostata, ciliegia, menta, eucalipto, rosmarino, alloro, salvia, pepe nero, noce moscata, piccoli chicchi di liquirizia, per terminare con accenni di conserva di pomodoro.

All’assaggio mostra una struttura media ed è sapido e minerale con sapore di ciliegia, vino fine, elegante e perfettamente equilibrato. La freschezza ed i tannini coprono completamente la massa alcolica.

I tannini sono dolci, spessi, eleganti, larghi (6/6–) e vellutati.

Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di ciliegia. Confermo il mio precedente punteggio poichè la larghezza dei tannini è uguale al precedente assaggio di un anno fa.             (98/100)

Ho degustato in anteprima il Brunello di Montalcino Vigna del Suolo annata 2018 non ancora uscito sul mercato.

Sono rimasto colpito dalla piacevolezza di questo vino che a mio avviso è superiore allo stupendo 2016.

Colore rosso granato trasparente.

Al naso sono riconoscibili la ciliegia, nocciolina tostata, ruggine e violetta.

Al palato ha corpo medio. Vino perfettamente equilibrato con la freschezza che supera la massa alcolica. I tannini sono completamente larghi (6/6), setosi e dolci. Lunga è la sua persistenza gustativa con sapore di violetta. Siamo già da ora al livello di perfezione. ovviamente risentirò questo 2018 ma già da ora si capisce bene che arriverà al massimo del punteggio.

A seguire ho degustato il Solengo 2018 ed il Solengo 2019

ARGIANO SOLENGO IGT, annata 2018

(Uvaggio: 50% Cabernet Sauvignon, 25% Petit Verdot, 20% Merlot e 5% Sangiovese)

Rosso rubino e porpora intensi, nero.

Dal bicchiere prendono il volo profumi di prugna, mirtillo, cassis, cioccolata, pepe nero, mora, liquirizia, caucciù, lievi di menta ed eucalipto. Il percorso olfattivo prosegue con note lievemente erbacee e di pelle di conceria per terminare con profumi floreali di lavanda (saponetta Atkinson).

Al palato ha corpo medio e sapori di prugna, cassis e mirtillo. Vino ben equilibrato tra alcol e freschezza mentre i tannini sono dolci, abbastanza spessi, larghi (6/6–), inizialmente vellutati per poi asciugare un pò la gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza con finale boisè.                               (95/100)

E’ un ottimo vino ma con tanta presenza del legno. Ho ridotto la mia valutazione rispetto al passato a causa del legno che non è andato a diminuire.

ARGIANO SOLENGO IGT, annata 2019

(Uvaggio: 50% Cabernet Sauvignon, 25% Petit Verdot, 20% Merlot e 5% Sangiovese)

Manto rosso porpora intenso-nero

Dal bicchiere si innalzano profumi di ciliegia, prugna, cassis, mirtillo, tabacco biondo della virginia, episperma (è il dolce della seconda pelle del marrone bollito), pepe nero, noce moscata, duro di menta (bastoncino di zucchero intriso di menta), piccoli chicchi di liquirizia, intensi di violetta, vaniglia per terminare con sussurri di cioccolata.

Il corpo è medio e la sensazione fruttata intensa di prugna si allarga in tutta la cavità orale. Vino ben equilibrato tra alcol e freschezza, quest’ultima ha la meglio sulla prima. I tannini sono un pò compatti, spessi, completamente larghi (6/6), inizialmente sono vellutati e nel finale si asciuga un pò la gengiva superiore a causa dei tannini del legno.

Sicuramente con la sosta del vino in bottiglia la presenza del legno diminuirà.               (94-96/100) 

Successivamente alla degustazione è seguito un piacevole pranzo presso la Tenuta che ha un proprio ristorante. La brava e giovane chef è Elena Montini che avevo conosciuto tempo prima, quando era sous chef al ristorante toscano “Silene” di Roberto Rossi a Seggiano.

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