“ALL’OSTERIA DI PASSIGNANO” CON IL BRIVIDO DELLA PORSCHE “TYCAN”

Andare all’Osteria di Passignano è sempre una certezza dello stare bene. La proprietà del ristorante è della Marchesi Antinori spa che lo ha acquistato circa dieci anni fa da Marcello Crini, grande appassionato di cucina e di vini buoni del mondo che adesso riveste la qualifica di direttore generale del ristorante. L’Osteria di Passignano si trova in Toscana, vicino a Firenze, a Badia a Passignano ed ha, da diversi anni, una stella Michelin.

L’ambiente è piacevole, di classe e l’accoglienza è gioviale. E’ un locale che amo frequentare sia per la qualità del cibo che per la varietà della carta dei vini. Qualche tempo fa mi ha telefonato il Dott. Renzo Cotarella, amministratore delegato della Marchesi Antinori spa, per invitarmi a cena con gli amici Sergio Antonini, Marco Raveggi e Vincenzo de Giorgi. Un giro di telefonate e tutti hanno aderito, senza ripensamenti, al gentile invito di Renzo. Il giorno stabilito Marco mi passa a prendere a casa con la nuova Porsche Tycan che mi chiede di guidare fino al ristorante. Prima dell’imbocco della superstrada Firenze – Siena prendiamo a bordo Segio Antonini, che conoscendomi per come guido veloce, con auto veloci, è restio a salire a bordo con noi. Rassicuro Sergio che avrei guidato lentamente, gli faccio presente che la Tycan è un auto completamente elettrica di circa 600 cavalli di potenza che raggiunge i 100km/h in 2,8 secondi. Detto questo parto e raggiungo i 100 km/h in 2,8 secondi. Durante il breve viaggio le auto che mi sono trovato davanti in corsia di sorpasso, sono letteralmente schizzate sulla corsia normale di marcia, per farci passare. Eravamo tutti esterrefatti, quello più soddisfatto di tutti era Marco Raveggi, da sempre direttore Commerciale della Porsche Firenze che ci diceva che la Tycan era la Porsche più veloce tra tutte quelle che aveva guidato. Arriviamo a destinazione ed incontriamo Renzo Cotarella e Vincenzo De Giorgi, medico dermatologo, ai quali descrivo le emozioni provate a guidare questa incredibile automobile. Entriamo nel ristorante, Marcello Crini ci da un affettuoso saluto di benvenuto e ci fa accomodare al nostro tavolo. Leggendo il menù non ho potuto fare a meno di chiedere consiglio a Renzo, su quali piatti scegliere e questi ci ha suggerito di ordinare: “Sformato di pecorino, baccelli e caviale di miele” che abbiamo abbinato allo Champagne Perrier Jouet Belle Epoque, Edtion Premiere, annata 2007. A seguire “il petto di piccione, coscine  farcite di borraggine e patate novelle”, abbinato a più vini: Castello della Sala, Pinot nero, annate 2015, 2016 e 2017 e le Mortelle, Poggio alle Nane, annata 2018. Per finire “tortino di cioccolato, vin santo non solo da bere”, abbinato con i vini rossi già aperti.

Renzo desiderava farmi bere lo champagne Belle Epoque Edition Premiere 2007 e più che altro il Poggio alle Nane 2018 che non era ancora uscito in commercio.

Sono stato io a chiedere di bere il pinot nero del Castello della Sala, annata 2016, poiché lo avevo bevuto qualche tempo prima e mi era piaciuto moltissimo, giudicandolo, per quella che era la mia conoscenza, il miglior pinot nero del Castello della Sala, mai prodotto. Renzo prima di bere il 2016 ha fatto aprire il 2015 ed io, sfacciato come sempre, bramoso di conoscere, ho chiesto di aprire anche il 2017.

Dopo questa orizzontale ho confermato la grandiosità del 2016. Il vino però che mi ha stupito veramente è stato il Poggio alle Nane 2018, vino che uscirà in commercio nel 2021. Vino profumato, strutturato e ben equilibrato. Ho fatto i miei complimenti a Renzo rilevando che se quello era un secondo vino prodotto, non osavo pensare a come sarebbe stato il primo vino chiamato “Ampio”. Renzo a tale affermazione mi ha sorriso facendomi capire quello che non mi voleva dire e cioè: “sarà una prossima sorpresa”.

E’ sempre un grande piacere assaggiare vini non ancora in commercio.

Terminata questa piacevolissima cena abbiamo salutato Marcello Crini e tutto il suo staff, quello di cucina compreso, con la promessa di incontrarsi di nuovo dopo l’estate.

Abbiamo salutato e ringraziato Renzo per la sua ospitalità e compagnia. Ovviamente al ritorno per Firenze non ho guidato la Tycan che è stata guidata dall’amico Marco che ha impiegato metà tempo rispetto a quello dell’andata.

Per quanto riguarda la larghezza del tannino, è importante che faccia le precisazioni che seguono, affinchè possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente, se il tannino è meno largo, potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno d’attenzione, ma il tannino, come ho precisato, dev’essere, in ogni caso, di buona qualità.

Seguono le mie note di degustazione dei vini:

PERRIER JOUET

BELLE EPOQUE EDITION PREMIÉRE, annata 2007

(Uvaggio: 90% Chardonnay e 10% Pinot Noir, quest’ultimo macerato sulle proprie bucce).

Champagne, in questa versione, creato da Hervè Deschamps, chef de Cave uscente della Maison Perrier Jouet. Questo champagne è dedicato alla primavera, tanto è vero che è uscito in commercio in primavera, in quantità limitatissima.

Colore giallo pesca, bollicine finissime ed abbastanza numerose.

Al naso emergono profumi di pesca matura, fiori di sambuco, sapone di Marsiglia, iodio, ruggine, lievi di zabaione, per terminare con sussurri di elicriso (liquirizia).

Al palato si godono bollicine abbastanza fini ed una piacevole pesca matura. Il corpo è medio e la bocca è pervasa da una generosa freschezza che rende il vino ben equilibrato, non facendo percepire, minimamente, la massa alcoolica. Sapido e minerale. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con sapore, anche nel finale, di pesca matura, con un accenno, lievemente, amarognolo.

In un ‘annata non facile come la 2007, Hervé è riuscito a creare  questo champagne nel quale finezza ed eleganza sono in perfetto evidente connubio.

(95/100)

CASTELLO DELLA SALA

Pinot Nero, annata 2015

Rosso granato con bordo cipolla.

Olfatto caratterizzato da un intenso profumo di pepe nero seguito da smalto di vernice, borotalco, cipria, ciliegia, cioccolata e lievi di ambra.

Al palato si sente un pò la pungenza di alcool che domina, in modo altalenante, la freschezza. I tannini sono abbastanza larghi (5/6-) ed asciugano un pochino la gengiva superiore. Vino sapido con corpo medio.

Lunga è la sua persistenza con finale di ciliegia.

(87/100)

CASTELLO DELLA SALA

Pinot Nero, annata 2016

Abito rosso rubino con riflessi porpora chiaro.

Dal bicchiere si innalzano profumi di conserva di pomodoro, ambra, intensi di iris, lievi di pepe nero, noce moscata, panno caldo inamidato, appena stirato, menta, eucalipto, gambo di ciclamino spezzato e prugna.

Il palato è, inizialmente, ammaliato da un piacevole e delicato sapore che ricorda la rosa rossa baccarà, seguito dalla ciliegia griottina.

Vino con corpo medio, perfettamente equilibrato, grazie alla freschezza ed ai tannini che dominano, senza ripensamenti, la massa alcoolica. I tannini sono setosi ed abbastanza larghi (5/6).

Lunga è la persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia.

Al primo sorso ho avuto l’impressione, per la struttura del vino, di bere un pinot nero di Borgogna, il Pommard.

A mio avviso, per quelle numerose annate del Castello della Sala, da me degustate questo 2016 è la migliore annata prodotta.

(93/100)

CASTELLO DELLA SALA

Pinot Nero, annata 2017

Rosso rubino abbastanza intenso con riflessi porpora.

Naso fatto di profumi di svinatura del vino (vinoso), boisé, buccia di arancia muffita (tipica del rovere, di qualità, di primo passaggio), menta, eucalipto, smalto di vernice e di duro di menta (è il bastoncino di zucchero impregnato di menta).

All’assaggio il corpo è medio ed in questo momento l’equilibrio tra alcool e freschezza è un pò altalenante.

I tannini sono abbastanza larghi (5/6-), inizialmente vellutati per poi asciugare un pò la gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza con finale di menta ed intenso boisé.

E’ bene ricordare che l’annata 2017 è stata, in generale, in Italia, un’annata difficile, caratterizzata da tannini abbastanza asciuganti la gengiva superiore. I produttori hanno dovuto lavorare bene sia in vigna che in cantina, facendo una dura selezione dei vini da utilizzare. Per aiutare la struttura del vino taluno ha utilizzato più legno nuovo, fortificando il vino ma facendo sentire di più la nota boisé. Questo 2017 è appena uscito in commercio ed avrà bisogno di sostare in bottiglia per equilibrarsi di più, lasciando più spazio alla freschezza e facendo integrare di più il legno.

La mia valutazione attuale è una forbice tra 89 e 90. La 2017 è uscita in commercio da poco.

(89-90/ 100)

LE MORTELLE

POGGIO ALLE NANE, annata 2018

(Uvaggio : 80% Cabernet Franc, 10% Cabernet Sauvignon e 10% Carménère)

Vino che uscirà in commercio nel 2021.

Manto rosso rubino intenso-nero.

Lo scrigno olfattivo si apre a profumi boisé, menta, eucalipto, prugna, sapone Sole, cassis, dolce dell’esterno del confetto, peperone verde, mirtillo, idrolitina (è la polvere che rende gassata l’acqua naturale), per terminare con piacevoli sussurri di smalto di vernice.

Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato con la massa alcoolica impercettibile grazie alla freschezza ed ai tannini. Questi ultimi sono dolci, larghi (6/6–), inizialmente, riccamente setosi per poi nel finale asciugare, lievemente, la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con sapore di cioccolata che si protrae per tutto l’assaggio.

Bel vino che mi ha impressionato in modo molto positivo. Sicuramente la sosta in bottiglia farà sentire meno la nota boisé. La mia valutazione attuale è una forbice tra 94 e 96

(94-96/100)

Questo è il secondo rosso dell’azienda, il primo si chiama “Ampio”, vino che non ho ancora degustato e che non oso immaginare come sarà.

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