Sotto le stelle al ristorante “Palagio” del Four Seasons di Firenze

Il giorno 19 giugno è stato il giorno di riapertura, dopo la chiusura forzata per il Covid19, sia del ristorante che dell’albergo Four Seasons di Firenze.

Piero Benvenuti, grande gourmand, ha invitato alcuni amici: Liudmila Musatova, Francesca Testi, Stefano Fanticelli, Simone Fracassi ed il sottoscritto, alla cena di riapertura del ristorante “Palagio” dell’Hotel Four Seasons di Firenze.

Il tavolo per l’occasione era stato posizionato su un bel prato, accanto al bar esterno dell’Hotel. Il nostro era uno dei soli tre tavoli preparati per la cena. Vito Mollica, chef del ristorante e responsabile della ristorazione è venuto al nostro tavolo a proporci il menu della serata che era stato scelto da Piero Benvenuti il quale aveva anche deciso l’abbinamento dei vini con i piatti che sarebbero stati serviti. Io mi ero permesso di portare uno champagne, il J. de Telmont “Heritage”, rosè annata 1964, 100% Pinot Meunier, una delle 120 bottiglie messe in commercio dalla Maison, alcuni anni fa.

Il cielo era completamente stellato, la temperatura era piacevole e si sentiva in modo ovattato il suono del pianoforte. Il menù è iniziato con “Insalata di crostacei alla puttanesca”, abbinato con il sapido e fresco champagne della maison Egly Ouriet “Les vignes de Vrigny”. Il Cristal Rosé, annata 2008, è stato sublimato con i “Cavatelli cacio e pepe con gamberi rossi marinati e calamaretti spillo” . La sapidità e la mineralità del Cristal hanno esaltato i sapori del piatto. Con il piatto a seguire : ” Chateaubriand di Chianina e pluma di maiale iberico con funghi estivi”, è stato abbinato, forse in modo un pò ardito, a due vini bianchi, il Bourgogne Hautes Cotes de Nuits, annata 2011 del Domaine Meo Camuzet ed il Puligny Montrachet Les Pucelles, annata 2010, di Olivier Leflaive. Dopo questi due vini bianchi è seguito un pinot noir esattamente il Bonnes Mares, annata 2016, del Domaine Bruno Claire, con al gusto una ciliegia matura ed un’intensa violetta. Si è trattato di un piacevole infanticidio.

Il dessert: “zuppa inglese, con gelato al fior di latte” è stato sposato all’Heritage rosé, annata 1964, della Maison J. de Telmont. Finale olfattivo di zabaione, mentre al gusto era  sapido, minerale, con sapori di limone ed agrumi. Uno champagne di soli 56 anni che non è ancora arrivato all’apice della sua vita. Che dire ?

Seguono le mie note di degustazione sui vini della serata:

EGLY OURIET

AOC LES VIGNES DE VRIGNY, PREMIER CRU, S.A.

(Uvaggio : 100% Pinot Meunier)

Uve provenienti dal vigneto di Vrigny. Il 20% è di vini di riserva. Fermentazione spontanea senza lieviti aggiunti e per il 20% viene svolta in legno. La prima sosta sui lieviti dura un anno. L’imbottigliamento avviene senza filtrazione, le bollicine sono abbastanza fini ed abbastanza numerose. Veste giallo oro molto chiaro. Olfatto caratterizzato da profumi di pan brioche, mela golden smith, wafer fru fru e guscio duro di mandorla. Al gusto colpisce la sua piacevole sapidità accompagnata alla mineralità ed a una copiosa freschezza che rende il vino completamente equilibrato non facendo sentire minimante la massa alcoolica. Il corpo è medio e nella lunga persistenza è sostenuto dall’acidità. Il corpo tende ad allargarsi in bocca piuttosto che andare in profondità. E’ la freschezza che lo aiuta ad andare in profondità. Nel finale ritorna la mela golden smith sentita al naso, se vi leccate le labbra le sentite salate.         

                                           (91/100)

LOUIS ROEDERER

CRISTAL ROSE’,  annata 2008

(Uvaggio : 56% Pinot Noir e 44% Chardonnay)

Solamente il 17% fa legno e la fermentazione malolattica viene fatta svolgere per il solo 19%. E’ rimasto sui lieviti per 8 anni.

Colore rosa antico. Le bollicine, inizialmente, sono abbastanza fini per poi diventare fini ed abbastanza numerose.

Lo scrigno olfattivo si apre a profumi di ciliegia, lampone, gesso, salmastro, resina di pino, pastiglia Valda, polpa di pomodoro, per terminare con soffi di pan brioche.

La bollicina è sempre un pò esuberante e necessita di un pò di sosta in cantina (per le bottiglie future) per esprimersi con maggiore delicatezza. E’ un tripudio di sapidità e mineralità che invadono tutta la cavità orale accompagnate dal sapore del gesso. Vino perfettamente equilibrato dotato di corpo medio e di una grande freschezza. Lunghissima è la sua persistenza. Bocca momunetale, nonostante che il vino sia ancora molto giovane. Il mio punteggio in futuro, quando questo champagne sarà più espressivo al naso ed al gusto e la bollicina sarà più docile, sarà soggetto ad aumentare.

(98/100)

DOMAINE MEO CAMUZET

BOURGOGNE HAUTES CÔTES DE NUITS, annata 2011

(Uvaggio : 100% Chardonnay)

Colore giallo paglierino con riflessi giallo limone.

Al naso esprime profumi che ricordano l’episperma (seconda pelle del marrone bollito), menta, eucalipto, pepe bianco, cuoio biondo, sapone di Marsiglia, note dolci boisé e l’amido del tessuto cotone.

Al palato è sapido e minerale con sapore di episperma (legno) e con corpo medio. Vino non ben equilibrato, si sente un effetto altalenante tra alcool e freschezza. Lunga è la sua persistenza, con finale boisé. 

(89/100)

DOMAINE OLIVIER LEFLAIVE

PULIGNY MONTRACHET LES PUCELLES, annata 2010

(Uvaggio : 100% Chardonnay)

Questo vino fa 18 mesi di sosta prima di essere imbottigliato di cui 6 mesi in tini d’acciao e 12 mesi in barriques di cui il 25% di primo passaggio.

L’annata 2010 ha dato vini più pronti rispetto alla 2009 che è stata più austera. Colore giallo oro inteso. Al naso emergono profumi di prezzemolo, foglia verde del sedano, cuoio biondo, lievi di episperma (seconda pelle del marrone bollito, è una nota boisé), sapone di Marsiglia, pepe bianco e boisé più inteso.

Bocca un pò grassa, sapido, minerale con corpo medio. Vino con equilibrio un pò altalenante tra alcool e freschezza, si sente, in momenti alterni, l’alcool che domina la freschezza e viceversa. Si sente un pò bruciare la gola.

Lunga è la sua persistenza con finale bosié. Non è frequentissimo trovare il perfetto equilibrio gustativo nei vini bianchi di Borgogna. Per me l’equilibrio gustativo è imprescindibile.                                 

(90/100)

DOMAINE BRUNO CLAIRE

BONNES MARES GRAND CRU, annata 2016

(Uvaggio: 100% Pinot Noir)

Manto rosso rubino con trame porpora. Dal bicchiere si innalzano profumi di ciliegia, conserva di pomodoro, dolci dell’esterno del confetto, lampone, lievi di pepe bianco, intensi di paglia, per terminare con piacevoli note floreali di iris.

Al gusto è piacevole, con sapori di ciliegia matura ed intensa violetta. Il corpo è medio ed il vino è quasi equilibrato, ha un lieve effetto altalenante tra alcool e freschezza. I tannini sono abbastanza larghi (5/6) inizialmente, setosi, per poi nel finale asciugare, lievemente, la gengiva superiore (effetto del boisé). Lunga è la sua persistenza con finale boisé (di episperma).

Un vino giovanissimo che sicuramente con il tempo perderà l’effetto altalenante ed il legno si integrerà di più al vino.   

   (94/100)

J. DE TELMONT “HERITAGE” ROSE’, annata 1964

(Uvaggio: 100% Pinot Meunier)

Veste color rosa cerasuolo intenso, lucente con riflessi aranciati. Il perlage è abbondante ed abbastanza fine all’inizio, per poi, lentamente, diventare finissimo.

L’olfatto è come uno scrigno antico, rimasto chiuso per secoli, che, mano a mano, si apre, incomincia a narrare la sua storia e, come questo vino con la sosta nel bicchiere, ci racconta i suoi profumi e la sua evoluzione olfattiva.

Emerge all’inizio l’erba medicinale secca e il cuoio fresco (quello peloso), seguiti da albicocca secca con riflessi verdi, rosa rossa, ciliegia candita, tabacco biondo della Virginia, terra bagnata, salsedine, iodio, prugna secca, radice di liquirizia, salsa di soia, lampone, per terminare con delle carezze di zabaione.

Al gusto dominano la sapidità ed il lampone, seguiti dal minerale e dagli agrumi.

Sorprende per il suo perfetto equilibrio e per la sua ben misurata freschezza che aiutata dalla sapidità e dalla mineralità non fa sentire minimamente la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con piacevole finale di albicocca secca, zabaione e limone.   

(95/100)

E’ stata una serata piacevolissima, per la compagnia, il cibo, la location ed i vini. Quando Piero Benvenuti organizza una serata si è sempre sicuri di essere al top della piacevolezza.

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