Maison Alain Thiénot

Alcuni mesi fa ho avuto il piacere di fare una verticale di Champagne Alain Thiénot, presso l’azienda Balan, importatrice esclusiva per l’italia. Fabio e Daniele Balan hanno organizzato queto piacevole evento in occasione del cinquantesimo anniversario della loro azienda familiare.

Amo particolarmente il buon champagne e l’azienda Thiénot rappresenta quella gamma di bollicine di alto livello qualitativo che io prediligo.

Io amo lo champagne, quando ha la bollicina fine e delicata. E’ un grande piacere vedere già nel bicchiere la bollicina fine che si espande e va verso l’alto.

La bollicina, per me, deve essere fine e delicata non solo durante l’esame visivo, ma anche al gusto. Talvolta degustando bollicine capita, in generale, di rimanere delusi perché alla visiva il vino è perfetto, ma al gusto si rimane delusi perché lo stomaco viene sconvolto dalle bollicine che esplodono ed aumentano di volume al suo interno.

Tornando a parlare della Maison Thiénot, questa azienda è stata fondata da Alain Thiénot ed è seguita dai suoi figli Garance che segue il marketing e la comunicaizone e da Stanislas che segue l’elaborazione di ogni cuvée e si occupa anche della promozione dei suoi champagne in ogni parte del mondo.

Ho conosciuto personalmente Stanislas e l’ho trovato una persona piacevole ed alla mano.

In generale la maison nel brut millesimato utilizza il 60 – 70% di chardonnay ed il 30 – 40% di pinot nero, a seconda delle annate.

La cuvée Alain Thiénot viene prodotta, dal 1996, con circa il 60% di chardonnay della Côte des Blancs ed il 40% circa con pinot nero di Ay e di Grand Cru della Montagna di Reims. Precedentemente l’uvaggio era del 60 – 70% di Chardonnay, ed il 30 – 40% di Pinot nero. La Cuvée Alain Thiénot viene prodotta solo in annate giudicate eccezionali e vuole essere, quindi, l’espressione di un grande millesimo.

La maison ha 27 ettari di proprietà di cui un terzo di Grand Cru e ben 600 ettari con contratti stipulati con vignaioli.

Dall’annata 1996 viene utilizzato meno legno per arrivare all’annata 2002 dalla quale viene utilizzato solo l’acciaio.

Devo confessare che prima di questa degustazione non conoscevo bene questo champagne. E’ stata una bella e piacevole esperienza potere assaggiare questo champagne nelle sue diverse fasi evolutive. Una prima fase è quella fino al 1995, una seconda fino al 2000 ed un’ultima fase dal 2002. Dalle mie note di degustazione delle varie annate si potranno capire, mi auguro, le differenze olfattive e gustative che hanno caratterizzato ciascuna annata e ciascuna fase.

Potere fare una verticale significa avere la fortuna ed il privilegio di conoscere a fondo un vino. Passo quindi all’esame delle varie annate degustate durante la verticale.

 

GRAND CUVÉE ALAIN THIÉNOT annata 1988

 

Veste giallo oro intenso.

Il perlage è finissimo e numeroso.

L’olfatto è ricco di profumi caratterizzati dalla banana matura, banana secca e la banana verde. Il percorso olfattivo prosegue con note di albicocca secca, giuggiola matura, iodio, mallo di noce, buccia di arancia muffita (è il cono bianco che si forma sull’arancia quando muffisce) per terminare con soffi piacevoli di pasticceria vanigliata.

Gusto caratterizzato da un dosato perlage finissimo che accarezza tutta la bocca, accompagnato dal limone e dal cedro. La freschezza grazie anche ad una piacevole sapidità e mineralità rende il vino perfettamente equilibrato, mettendo in secondo piano la massa alcoolica.

E’ presente una dosata grassezza.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con retrogusto di limone e cedro, seguito nel suo ultimo finale da una piacevole nota di zabaione.

Nelle mie note ho scritto: “bella acidità”.

In questa annata all’olfatto si sente la presenza del legno che si manifesta con la banana nelle sue versioni matura, secca, verde e con la buccia di arancia muffita.

Vino ben equilibrato dotato di freschezza, ancora, viva che lascia capire la sua ulteriore capacità all’ulteriore invecchiamento.

92/100

 

GRAND CUVÉE ALAIN THIÉNOT annata 1990

Veste un bel giallo oro lucente con perlage fine e numeroso.

Profumi che richiamano la giuggiola matura, iodio, grafite, cuoio fresco (quello peloso), miele, banana matura, pepe bianco, cedro candito, pepe bianco, albicocca matura, per terminare con un intenso profumo di thé verde (bustina di thé bagnata) che chiude la fase dell’esame olfattivo.

L’incontro gustativo è caratterizzato da sapori di agrumi e di giuggiola matura già sentiti all’olfatto.

Il perlage è fine e piacevole. L’abbondante acidità insieme alla sapidità dominano, senza esitazione, la massa alcoolica rendendo il vino ben equilibrato. Lunga, ma non lunghissima, è la sua persistenza aromatica intensa, con retrogusto di thé verde e con finale di zabaione.

All’olfatto il 1990 ha meno presenza del legno. Il perlage alla visiva è più presente del 1988.

Il 1988 ha più mineralità e persistenza gustativa del 1990.

90/100

 

GRAND CUVÉE ALAIN THIÉNOT annata 1995

Manto giallo oro chiaro. Il perlage è fine e numeroso.

Olfatto che si apre a note balsamiche, accompagnate dallo iodio, mela matura, banana matura, minerale, zabaione, per terminare con rimandi di cuoio fresco (è quello biondo e peloso).

Al gusto il perlage è fine, emergono sapori di limone di cuoio fresco, intensi, che ricordano un po’ l’acciuga ed i capperi schiacciati.

Buon equilibrio con spalla acida, aiutata dalla sapidità e mineralità, che domina la massa alcoolica.

Lunga, ma non lunghissima, è la sua persistenza romatica intensa, con finale iniziale di limone seguito da un piacevole ed intenso zabaione.

Vino piacevole che avrebbe avuto bisogno di un po’ più di struttura.

90/100

 

GRAND CUVÉE ALAIN THIÉNOT annata 1996

Robe giallo oro lucente. Il perlage è fine e numeroso.

Ampiezza aromatica caratterizzata da profumi di origano, mela renetta matura, iodio, limone, banana matura, pepe bianco, per terminare con profumi intensi, di mela renetta matura che vanno a chiudere piacevolmente l’esame olfattivo.

Al gusto si propaga nella bocca, con la forza di un fiume in piena, la sapidità e la mineralità, presenti più del solito, e con la piacevole nota di dolcezza, accompagnata dalla buccia di limone.

Vino dotato di una copiosa vena acida che unitamente alla sapidità ed alla mineralità lo rendono perfettamente equilibrato.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di buccia di limone e di una velata e piacevole dolcezza.

Di questo vino mi ha colpito, in positivo, la copiosa freschezza che fanno immaginare la sua ulteriore longevità.

94/100

 

GRAND CUVÉE ALAIN THIÉNOT annata 1999

Risplende di un bel giallo oro, lucente.

Il perlage è fine e le bollicine sono numerose.

L’olfatto evidenzia profumi di minerale, iodio, pepe bianco, zabaione, lievi, pietra focaia, intensissimi, agrumi, per terminare con sentori di gambo di ciclamino spezzato (per l’acidità) e l’erba fresca tagliata.

Al gusto il perlage è un po’ più evidente del normale, ma è gradevole.

La sua generosa freschezza fa capire la sua capacità di ulteriore invecchiamento. Vino equilibrato con spalla acida e mineralità che dominano, senza esitazioni, la massa alcoolica.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con retrogusto di limone, per terminare con sussurri di zabaione.

Vino molto piacevole che avrebbe avuto bisogno di un po’ più di struttura.

Ricordo che l’annata 1999 in genere ha dato champagne con acidità spiccata.

91/100

 

GRAND CUVÉE ALAIN THIÉNOT annata 2000

Si tinge di giallo oro chiaro. Il perlage è abbastanza fine e le bollicine sono numerose.

La fase olfattiva si apre con sentori maturi di frutta (mi ricorda la frutta cotta), mela renetta e banana. L’esame olfattivo prosegue con profumi di cuoio fresco, iodio, sale e minerale (pietra focaia).

Al gusto il perlage è un pochino in evidenza ed i sapori sentiti sono di giuggiola matura, seguiti da note agrumate di limone.

Vino abbastanza equilibrato con spalla acida che supera la massa alcoolica.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di frutta matura.

Champagne piacevole, ma mi sono chiesto: quanto vivrà ancora?

E’ vero che ogni bottiglia è diversa dall’altra e quindi non si può esprimere un parere assoluto.

La freschezza è presente ma non in modo evidente come nelle annate 1996 e 1999.

89/100

 

GRAND CUVÉE ALAIN THIÉNOT annata 2002

Si presenta con un bel giallo paglierino.

Il perlage è fine mentre le bollicine sono numerosissime.

Naso ricco e vario con sentori particolari, diversi da quelli delle precedenti annate. Il primo profumo che si sente è il burro di nocciolina, seguito dal limone, amido di cotone, iodio, balsamico, pietra focaia, intenso, grafite, per terminare con carezze di cuoio fresco, appena lavorato.

Al gusto si gode un fine perlage ed una bella acidità vestita da limone e pompelmo giallo con piacevole, generosa, dose di sapidità, accompagnata dalla mineralità.

Vino ben equilibrato grazie alla freschezza, alla sapidità ed alla mineralità che dominano, magistralmente, la massa alcoolica.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale agrumato.

Champagne longevo, per me il migliore della verticale.

Qualche Maison di champagne è riuscita a rovinare i propri prodotti di questa spledida annata. Non è il caso di questa Maison che ha fatto un magnifico champagne, longevo, fresco, minerale, munito anche di una generosa sapidità.

Si nota molto la differenza tra le prime annate prodotte a questa che secondo me segna l’inizio di un diverso e positivo modo di fare champagne. Viene dato largo spazio alla sapidità ed alla mineralità, il legno è un ricordo lontano.

96/100

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