VERTICALE ”GIULIO FERRARI RISERVA DEL FONDATORE”

Non è un mistero che consideri il Giulio Ferrari riserva del Fondatore la migliore bollicina italiana.

Conobbi questo spumante diversi anni fa dall’allora rappresentante, per Firenze e provincia Varo Tagliafraschi, una cara persona, un rappresentante di soli prodotti che stimava, non avrebbe potuto vendere qualcosa che non fosse realmente nel suo cuore.

Mi innamorai subito di questa bollicina e mi ricordo che ne comperai, tramite lui, diverse casse da 6 bottiglie. Quando mi consegnò le bottiglie ricordo che mi guardò con cipiglio e mi chiese: “non è che poi le rivendi?”. Ancora non mi conosceva bene e non aveva ben capito che quando un vino mi piace, amo berlo come pure offrirlo e regalarlo agli amici. Alcuni anni fa organizzai una degustazione di bollicine alla “Corte del Vino”, a Mercatale Val di Pesa, si trattava di 7 champagnes ed il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore “Collezione” annata 1995, fatta degorgiare appositamente per l’evento. I partecipanti alla degustazione circa 90 persone oltre alle persone in piedi, che purtroppo, per loro, stettero solo ad ascoltare ed a vedere poiché i posti a sedere erano terminati. Tutti sapevano quali bollicine c’erano ma non l’ordine di servizio. Tra gli champagnes c’erano il Krug 1996, il Salon 1995, ed altri champagnes più o meno conosciuti. Ricordo che molti degustatori scambiarono il Giulio per un ottimo champagne, con grande soddisfazione di Mauro e Marcello Lunelli, presenti all’evento. Ho citato questo episodio per far capire a chi non conosce il “Giulio” che si tratta di una bollicina particolare, prodotta solo nelle annate migliori con sole uve Chardonnay. Ricordo di avere fatto altre verticali, in passato, di Giulio e ricordo bene l’annata 1979, che con entusiasmo dissi che era “kruggheggiante” poiché aveva il burro di nocciolina ed il minerale che si sentivano sia all’olfatto che al gusto, e per ciò mi ricordavano il mio champagne preferito che è il Krug.

L’azienda Ferrari si trova a Trento.

Lo chardonnay del Giulio proviene dalle vigne di Maso Panizza, considerato il migliore sia per il clima che per il terreno. Giulio Ferrari ha importato dalla Borgogna alla fine del 1800 le barbatelle di chardonnay. Maso Panizza si trova ad una altitudine tra i 500 ed i 600 metri di altitudine ad est di Trento. Fu Mauro Lunelli, l’enologo della famiglia a piantare a Maso Panizza più di dodici ettari, a metà degli anni sessanta.

Passiamo un momento alla storia dell’Azienda Ferrari che fu fondata dal Signor Giulio Ferrari che produceva 8.800 bottiglie all’anno, bottiglie che vendeva a chi gli pareva, con il contagocce.

Giulio Ferrari nato nel 1879 si sposò all’età di 66 anni con Silvia Dalla Rosa, di 32 anni più giovane. Giulio giunto all’età di 73 anni decise di vendere il suo gioiello. Tanti imprenditori andarono a trovarlo per cercare di acquistare l’azienda ma non riuscivano a concludere l’affare perché Giulio Ferrari chiedeva ben 30 milioni di lire in contanti. Tale cifra veniva giudicata da tutti esorbitante visto che l’azienda fatturava circa 700.000 lire l’anno, mentre il patrimonio era costituito per 12 milioni da beni mobili e per 18 milioni dall’avviamento.

Nel novembre 1952 Bruno Lunelli, con l’aiuto della Camera di Commercio e l’Associazione Commercianti riesce a concludere il contratto con Giulio Ferrari facendosi prestare dalle banche 15 milioni di lire e firmando cambiali per la restante somma di 15 milioni di lire. Giulio Ferrari ottenne inoltre l’obbligo per Bruno Lunelli di tenerlo in cantina vita natural durante e ciò fu fino al febbraio 1965 quando all’età di 86 anni lasciò la vita terrena. Con il permanere di Giulio Ferrari in cantina Bruno Lunelli ebbe modo di imparare tutti i segreti necessari a fare un ottimo spumante.

A Bruno Lunelli sono subentrati i figli Franco, Giorgio, Gino, Carla e Mauro che in modo intelligente si sono suddivisi mansioni e ruoli, come pure ciò sta succedendo con i loro figli.

La prima annata di Giulio risale al 1972 ad opera di Mauro Lunelli che desiderava fare una bollicina che si avvicinasse alla perfezione.

Le vigne di Maso Panizza sono circondate dal bosco che crea condizioni mineroclimatiche ottimali. La vite è allevata a guiot su un terreno a scheletro prevalente, tendenzialmente sabbioso, con presenza di ghiaia ed argilla, esposto a sud-ovest.

La densità delle vigne è di circa 6.000 ceppi per ettaro, con una resa massima di 1,5 kg per ceppo, quindi con una produzione media di 90 quintali per ettaro. Come ho precisato il Giulio non viene prodotto in tutte le annate ma solo nelle annate migliori.

Queste sono le annate non prodotte:

Ricordo che ad un Vinitaly andai nello stand Ferrari a trovare Marcello Lunelli che mi accolse, come sempre, con affetto e stima e mi fece assaggiare sia le sue bollicine che il suo Sagrantino del Montefalco che produce nella sua azienda in Umbria. Come sapete il Sagrantino è un vitigno molto difficile (lo paragonerei per questo al Tannat francese) con struttura importante ma più che altro con tannini spessi, intensi e spigolosi. Questo vino per apprezzarlo al meglio ha bisogno di qualche anno di sosta in bottiglia. Ricordo che assaggiai il Sagrantino nella sua ultima annata prodotta e la mia bocca rimase come murata, la gengiva superiore era un tutt’uno con il labbro inferiore. Marcello mi rassicurò e mi disse: “Paolo ora ti farò vedere come renderò la tua bocca pronta a fare altri assaggi”. Prese una bottiglia di Giulio Ferrari e me ne versò un po’ in un bicchiere (non tutta la bottiglia ovviamente) e lo bevvi. Come per un incantesimo la mia bocca tornò ad essere libera e sensibile. Un miracolo della natura!

Ricordo, inoltre, qualche anno fa quando ero a Corvara per delle degustazioni di vino del Grand Jury Européen presso l’Hotel La Perla e ad una cena venne Marcello Lunelli che portò due bottiglie di spumante Ferrari del 1962 e Marcello era visivamente commosso perché per lui quella era la prima volta che lo beveva. Marcello ci disse che del 1962 in azienda erano rimaste solamente 60 bottiglie.

Il Giulio nel 1962 non esisteva ancora ma ricordo bene che la qualità di quello spumante era ottima ed aveva una grande piacevolezza.

Alcuni mesi fa chiesi a Marcello Lunelli di potere fare una verticale di Giulio Ferrari riserva del Fondatore per potere fare un articolo sulle bollicine Italiane. Marcello come sempre con la sua consueta gentilezza mi rispose positivamente ed alla fine siamo riusciti a trovare una data che potesse andare bene a tutti.

Il 13 marzo di quest’anno sono partito la mattina presto da Firenze per arrivare a Trento verso le 10.00 poiché alle 10.30 avremmo iniziato la degustazione. Ho approfittato di andare a Trento per poi andare al Passo del Tonale nel mio appartamento per passarvi il fine settimana con degli amici.

A questa degustazione erano presenti Marcello Lunelli, Francesco Cerea, Dario Pagani, Matteo Fedrizzi ed io.

Veniamo accompagnati in una sala degustazione ed appena vi entro sento un forte profumo di colla coccoina cioè di latte di cocco e mandorla.

Mi sono subito preoccupato perché ho pensato che avrei potuto avere dei problemi per la verticale. Istintivamente però mi rivolgo a Marcello e gli chiedo se per caso il pomeriggio prima in quella sala c’era stata un’altra degustazione di sue bollicine.

Marcello mi risponde affermativamente e capisco che probabilmente i bicchieri della precedente degustazione erano rimasti nella stanza tutta la notte seguente ed il profumo del vino aveva impregnato l’aria della sala. Sono stato felice di ciò perché facendo la degustazione mi sono accorto che il profumo della colla coccoina era ricorrente in tutte le annate degustate.

Questa verticale ha interessato le annate 1999, 1996, 1993, 2000, 2002, 2004 (in anteprima) e 1995 Giulio Collezione. Questo è stato l’ordine di servizio suggerito da Marcello Lunelli.

Durante la degustazione Marcello e gli altri parlavano e temevano di disturbarmi ma gli facevo presente che io ero concentrato nel mio lavoro di degustatore e niente mi poteva disturbare.

Iniziamo con la descrizione della degustazione seguendo l’ordine avanti menzionato.

 La verticale

Le note di degustazione integrali possono essere consultate previa registrazione e successivo abbonamento.

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GIULIO FERRARI RISERVA DEL FONDATORE – annata 1999

L’annata 1999 è stata caratterizzata da abbondanti piogge. Le piogge distribuite durante l’anno hanno favorito il rigoglio vegetativo. Il settembre, preceduto da piogge continue e da temperature basse, è stato caldo e soleggiato con escursioni termiche inusuali tra giorno e notte.

Le uve hanno avuto una maturazione completa.

Riluce giallo oro con riflessi ambrati.

Bollicina fine ed abbastanza numerosa.

Olfatto intenso caratterizzato da profumi di banana matura, giugigola matura, dattero secco, miele, iodio, menta, eucalipto, confetto, bacche di ginepro (profumo uguale alla cera solida da scarpe in confezione metallica), resina di pino, pan bioche, dolci del confetto, ginger essiccato, panno caldo non appena stirato con l’amido spray, per terminare con rimandi di colla coccoina (latte di cocco e mandorla).

Al gusto ha un corpo medio ed ha una bollicina piacevole con sapori di miele, albicocca secca e limone.

Vino ben equilibrato con spiccata acidità che domina completamente la massa alcoolica.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di miele e limone e finalissimo di burro di nocciolina.

Bella bollicina con naso carico ed intenso.

94/100

 

GIULIO FERRARI RISERVA DEL FONDATORE – annata 1996

L’inverno e la primavera hanno avuto temperature e piovosità ben equilibrate. L’estate è stata fredda ed umida. La fine di agosto ed il settembre sono stati soleggiati con diverse giornate ventose che hanno mantenuto la generosa acidità delle uve arricchendole con incrementi zuccherini.

Veste giallo oro con trame ambra.

Bollicine fini ed abbondantissime.

L’arcobaleno olfattivo elargisce profumi di banana sia matura che secca, nocciolina tostata, menta, eucalipto, ananas maturo, miele, intensi di colla coccoina, guscio duro di mandorla, di minerale, bacche di ginepro, iodio, lievi di limone, appretto (amido spray per stirare), burro di nocciolina e cocco fresco.

Alla gustativa ha una bollicina più delicata di quella del 1999, è sapido e minerale ed ha un corpo medio.

Sapori di limone, miele e minerale.

Lunga persistenza gustativa con finale di bacche di ginepro.

Naso non intenso come quello del ’99.

Nell’insieme il 1996 è più fine del 1999.

95/100

GIULIO FERRARI RISERVA DEL FONDATORE – annata 1993

Contrariamente all’estate che è stata abbastanza piovosa la fine dell’inverno e l’inizio della primavera sono stati carenti di piogge e con alte temperature. L’agosto inizialmente ha avuto temperature sotto la media con poco sole e poi un caldo intenso che ha favorito una maturazione veloce.

Bel giallo oro con bollicine finissime e numerose.

Olfatto caratterizzato da intensi profumi di burro di nocciolina e bacche di ginepro.

Seguono il percorso olfattivo note di pepe bianco, mela renetta, lievemente vizza, cuoio fresco, lievi balsamici di menta ed eucalipto, lievi di colla coccoina, per terminare con soffi di zabaione.

All’esame gustativo è sapido, minerale, con corpo medio, sapore che ricorda la cialda del cono gelato ed il miele.

Vino con corpo medio e con bollicina fine. Vino ben equilibrato grazie alla bella acidità ed alla mineralità. Lunga persistenza con finale di zabaione e limone.

Nelle mie note ho scritto: “cresce in bocca, entra tranquillo e poi si allarga”. Naso elegante. Non ha fatto la malolattica. Ricordo che il 1992 uscì dopo il 1993 perché giudicato non pronto per essere messo in vendita.

94/100

 

GIULIO FERRARI RISERVA DEL FONDATORE – annata 2000

L’inverno ha avuto una costante pioggia con elevate temperature primaverili che hanno fatto si che il germoglia mento sia stato perfetto, che la fioritura sia stata regolare e che l’allegagione sia stata perfetta.

Il luglio è stato anomalo, quasi freddo, l’agosto è stato, al contrario, caldo, torrido ed il settembre è stato il toccasana perché ha avuto delle piogge accompagnate ad escursioni termiche che hanno fatto maturare al meglio le uve.

Veste un bel giallo oro intenso con bollicine numerose e finissime.

All’olfatto svela profumi di confetto, bacca di ginepro, burro di nocciolina, pepe bianco, minerale, appretto, cuoio fresco, ginger, tostatura del legno, iodio, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), per terminare con sentori di cialda del cono gelato.

Al gusto sfoggia una buona dolcezza, le bollicine sono abbastanza fini. Vino sapido e minerale, con corpo medio, che però tende un po’ ad andare via.

Lunga ma non lunghissima persistenza gustativa con finale boisè, che tende un pochino all’amaro.

In quest’annata il legno è più evidente del solito sia al naso che al gusto.

90/100

GIULIO FERRARI RISERVA DEL FONDATORE – annata 2002

Al contrario della primavera e dell’estate che sono state molto piovose l’inverno ha riscontrato carenza di piogge. Le piogge sono state superiori alla media stagionale ed hanno ritardato la maturazione delle uve. Il lavoro in vigna è stato notevole e le operazioni a verde hanno contenuto il vigore delle viti ed hanno mantenuto un ottimo equilibrio vegetativo.

L’alta quota dei vigneti ha favorito la maturazione aromatica ed ha mantenuto integra la sanità delle uve.

Giallo oro intenso con bollicine numerose e fini.

Al naso si godono intensi profumi di pietra focaia e burro di nocciolina seguiti da pepe bianco, lievi di miele, menta, eucalipto, lievi di tostatura del legno, iodio, colla coccoina, caramella dura di lampone, per terminare con sussurri di sapone di Marsiglia.

Al gusto è grasso, ricco, sapido e minerale, con bollicine fini e con corpo medio.

Sapore di mandorla. Il corpo tende un po’ ad andare via lasciando spazio all’acidità.

Vino ben equlibrato grazie alla freschezza ed alla mineralità che dominano completamente la massa alcoolica.

Lunga ma non lunghissima persistenza gustativa, con finale di mela renetta un po’ vizza e di caramella dura di lampone.

92/100

GIULIO FERRARI RISERVA DEL FONDATORE – annata 2004

Bel giallo oro con bollicine finissime e numerose.

Scrigno olfatitvo con profumi di mela renetta, elicriso (fiore che emana profumi di liquirizia), menta, eucalipto, intensi di appretto, colla coccoina, iodio, lievi di bacca di ginepro, per temrinare con sussurri di gambo di ciclamino spezzato (per l’acidità).

Al gusto le bollicine sono abbastanza fini con sapori di cuoio fresco (quello biondo), limone, sale e polvere idrolitina (è quella polvere che fa diventare gassata l’acqua liscia). Vino con corpo medio, ben equilibrato, grazie alla spalla acida ed alla sapidità che dominano, senza indugio, la massa alcoolica.

Lunga persistenza aromatica intensa con finale di caramella dura di lampone.

93/100

 

GIULIO FERRARI RISERVA DEL FONDATORE “COLLEZIONE” – annata 1995

Bellissimo giallo oro con bollicine numerose, fini e finissime.

L’esordio olfattivo evidenzia profumi di buccia di arancia grattugiata, intensi di burro di nociolina, appretto, pesca, caramella dura di lampone, zabaione, lievi di pepe bianco, iodio, bacca di ginepro, lievi di buccia di arancia muffita (tipica del legno di qualità), menta, eucalipto, sella di cuoio, per terminare con sentori di cocco secco.

Al gusto è un’esplosione di burro fuso, è un crescendo di piacere e di volume.

La bollicina è fine, elegante e piacevole.

Vino intensamente sapido e minerale con corpo medio.

Equilibrio gustativo perfetto con asse acido-alcool-minerale in perfetta armonia tra loro.

Lunghissima è la sua persistenza aromatica intensa con finale di burro fuso e limone e finalissimo di burro fuso di nuovo.

Vino entusiasmante, il miglior Giulio che abbia mai degustato.

98/100

 

FERRARI PERLÉ – annata 2008

(Uvaggio 100% chardonnay)

Le uve provengono dai vigneti di proprietà aziendale che sono ubicati alle pendici dei monti del Trentino. Questo Perlé viene prodotto dal 1971.

Al contrario del 2007 che è stato precoce l’annata 2008 è iniziata con 15 giorni di ritardo. L’inizio stagione è stato caratterizzato da temperature fresche inferiori alla media stagionale. Primavera piovosa ed agosto stabile e soleggiato che ha favorito una buona maturazione delle uve.

L’estate fresca ha fatto si che si sia ottenuta una buona acidità ed un buon sviluppo aromatico.

Giallo paglierino vivo, acceso.

Bollicine abbastanza fini ed abbastanza numerose.

Naso ricco di profumi che sfilano e che si riconoscono in pan brioche, burro di nocciolina, lievi di pepe bianco e di bacca di ginepro, ananas, lievi di zabaione, fiori gialli, iodio, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), guscio duro della mandorla, per temrinare con rimandi di elicriso e sapone di Marsiglia.

Il gusto rivela una buona dolcezza, il corpo è medio e la bollicina è lievemente in evidenza. Vino sapido e minerale con sapore di pompelmo giallo.

Equilibrato con spalla acida in dominio della massa alcoolica. Si asciuga lievemente la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di pompelmo giallo.

Si tratta di un vino giovane che dovrà migliorare la dimensione della bollicina al gusto e dovrà perdere la lieve asciuttezza della gengiva superiore.

89++/100

 

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Dopo questa stupenda verticale Marcello ci ha portato a visitare la cantina.

L’azienda adesso produce ben 4 milioni e 200 mila bottiglie all’anno.

Tengo a precisare che tutte le bollicine prodotte sono nettamente migliorate perché gli spumanti vengono fatti sostare più tempo, rispetto al passato, in cantina, in modo che la bollicina perda aggressività e sia quindi pronta per essere bevuta già alla sua messa in commercio.

Dopo la visita in cantina Marcello ci ha portati a pranzo nel ristorante di famiglia vicino all’azienda e di fronte, anche se distante, al Maso Panizza. Questo ristorante che si chiama Villa Margon ha già ottenuto una stella Michelin per merito dello Chef Alfio Ghezzi. Il ristorante propone anche un menù degustazione abbinato alle bollicine Ferrari. E’ un menù impegnativo per la ricchezza e varietà dei piatti ma di grande piacere.

Durante questo percorso ho sentito il profumo delle bacche di ginepro che non avevo presente. Questo profumo ricorda la ceretta da scarpe solida confezionata nella scatola di metallo.

Solo dopo avere sentito le bache di ginepro sono riuscito ad individuare in modo più semplice questo profumo che ho riscontrato più volte nella verticale di Giulio.

E’ stata una giornata entusiasmante, ricca di emozioni e di piaceri trascorsa con persone che parlano la mia stessa lingua e che apprezzano, come me, questi unici momenti.

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