ORIZZONTALE CHAMPAGNES MILLESIMO 1996

C’è un gruppo di amici che vive chi a Roma, chi a Milano e chi a Firenze che hanno in comune in primis l’amore per il grande vino e in secundis l’amore per la buona tavola.

Talvolta questo gruppetto di enogastronomici organizza serate con vini particolari a Roma, Milano e Firenze presso ristoranti ben forniti di vini e con ristorazione di alto livello.

Le serate normalmente vertono su verticali (cioè più annate) di uno stesso vino, bianco, rosso o champagne (altre bollicine non sono degustate).

Recentemente mi è stato chiesto di organizzare una cena a Firenze presso l’Enoteca Pinchiorri, ristorante con 3 stelle Michelin.

Tema della serata doveva essere una orizzontale di champagnes, annata 1996.

La 1996 è stata, per lo champagne, un’annata storica, secondo me la 2002, annata anch’essa molto importante, per talune Maison non è stata magica come la prima.

Saremmo dovuti essere una decina ed ognuno avrebbe scelto una bottiglia per la cena. In realtà il gruppo si è ristretto a 6 persone ed ognuno ha potuto scegliere persino 2 o 3 bottiglie. Ovviamente Si è raggiunto il numero di 14 champagnes.

Ci sono stati numerosi scambi di mail e si è quindi arrivati ad una lista di alto livello che, ovviamente non ha incluso tutti gli champagnes prodotti nell’annata 1996. La bottiglia che avesse avuto problemi sarebbe stata scartata e non sostituita. Venivo quindi incaricato di contattare Alessandro Tomberli, alter ego, di Giorgio Pinchiorri, che accettava con piacere di curare questa particolare serata la cui data veniva stabilita per il 10 maggio di questo anno.

Nelle settimane precedenti la serata c’è stata una fibrillazione telematica incredibile, la gioia per i preparativi e per l’attesa era Leopardianamente parlando da “sabato del villaggio”.

I fortunati amici partecipanti alla cena, liberi da impegni di lavoro, perché riusciti a liberarsi, sono stati Stefano Azzolari, Orazio Vagnozzi, Roberto Schneuwly, Marco Maffei, Valerio Mearini ed io. La cena sarebbe stata preceduta da un aperitivo presso di me, abito vicino all’enoteca Pinchiorri dove avremmo iniziato con Henry Goutorbe, special Club 1996. Da li poi saremmo andati a fare cose più serie all’Enoteca Pinchiorri. Provvedo quindi a farmi redigere un possibile menù, cosa che è stata fatta e Orazio ed io abbiamo suggerito l’abbinamento dei piatti agli champagnes. Mentre stò scrivendo stò provando di nuovo lo stato d’animo mio e degli amici durante tutta la fase di preparazione.

Finalmente arriviamo al 10 maggio alle 19.30 e ci ritroviamo tutti da me, tutti fortemente emozionati ed incominciamo con la prima stappatura:

 Le note di degustazione integrali possono essere consultate previa registrazione e successivo abbonamento.

 

 

 

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HENRY GOUTORBE

SPECIAL CLUB annata 1996

(uvaggio: 80% Pinot Nero e 20% Chardonnay)

Colore giallo oro intenso con bagliori rosati.

Le bollicine sono fini e numerose.

Profumi di albicocca secca, miele, fico bianco secco, giuggiola matura, fava di cacao, mela renetta matura, iodio, iuta, pepe bianco, lievi di frutta esotica: mango e papaia, per terminare con generosi rimandi di cuoio biondo.

Al palato le bollicine sono fini, un po’ fiacche ma presenti, sapori di albicocca secca, giuggiola matura e miele. Vino sapido con corpo medio e ben equilibrato con la spalla acida e la sapidità che dominano la massa alcoolica. Grasso in bocca con lunga persistenza gustativa con sapori dolci e nel finalissimo di limone candito.

Champagne interessante sia al naso che al gusto. Da bere adesso.

     93/100

Terminata questa piacevole bevuta, ben felici di essere insieme, ci dirigiamo, a piedi, attraversando la bellissima Piazza Santa Croce, in Via Ghibellina, all’Enoteca Pinchiorri, sede indiscussa del piacere epicureo, vino e cibo di altissimo livello. A riceverci c’erano Giorgio Pinchiorri, Annie Feolde, Alessandro Tomberli ed alcuni loro collaboratori. Facciamo un giro in cantina. Tutte le volte che ci vado ci sono modifiche e piacevoli novità. Ovviamente ci viene dato un bicchiere di champagne di Gaston Chiquet 1996:

GASTON CHIQUET

Millesimato oro (etichetta nera) annata 1996

(Uvaggio: 60% Pinot Nero e 40% Chardonnay)

Vestito giallo oro lucente con riflessi ambra.

Naso fatto di profumi di mela renetta matura, dolci dell’esterno del confetto, ananas in scatola, iodio, prezzemolo, foglia verde del sedano, zucchero filato, cuoio biondo, fiore di elicriso (sa di liquirizia), per finire con pennellate di zabaione.

Assaggio sapido e minerale che rivela un corpo medio appena sufficiente e bollicine fini e gradevoli.

Sapore di ananas, miele e mela renetta matura. Vino ben equilibrato grazie ad una generosa freschezza che non fa sentire l’alcool. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di caramello e confettura di arancia amara che vanno a smorzare un po’ la sua iniziale dolcezza. Finalissimo di pepe bianco. Champagne interessante che avrebbe avuto bisogno, per me, di maggiore struttura. Da bere adesso e nei prossimi mesi. Io farò così ed aspetterò anche di più avendone ancora qualche bottiglia.

  91+/100

La nostra passeggiata era come se camminassimo sulle nuvole del cielo, i nostri sguardi e le nostre espressioni erano di persone che stavano vivendo un’esperienza unica.

Venivamo fatti accomodare nella prima sala a destra entrando, ad un enorme tavolo tondo. E’ il tavolo, indiscusso degli epicurei. A quel tavolo normalmente siedono persone più numerose e che stappano abbastanza.

Descriverò il menù e gli champagnes che hanno accompagnato le portate:

Code di scampi alla plancia, crema di burrata affumicata, capperi di Pantelleria e insalata di puntarelle

Questo è piatto è stato accompagnato ai seguenti champagnes:

PERRIER JOUËT

BELLE EPOQUE annata 1996

(Uvaggio: 50% Chardonnay, 45% Pinot Noir e 5% Pinot Meunier)

Bel giallo oro. Bollicine quasi fini e abbastanza numerose.

Esprime profumi di cuoio biondo, zucchero filato, mela renetta matura, iodio, limone, ananas, elicriso, giuggiola matura, mandorla salata, per terminare con carezze di zabaione.

Assaggio che rivela bollicine abbastanza fini con piacevoli sapori di giuggiola matura, limone, ananas e poi la mela renetta acerba.

Vino sapido e minerale con corpo medio.

Equilibrato grazie alla generosa acidità impersonificata nella mela renetta acerba che rende il vino ancora giovane.

Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di mela renetta acerba che va sulla finezza e sulla accentuata piacevolezza. Piacevole e con vita ancora avanti a se.

95/100

 

 

CRISTAL annata 1996

(Uvaggio: 60% Pinot Nero e 40% Chardonnay)

Robe giallo oro brillante. Le bollicine sono finissime ed abbastanza numerose.

Dal calice si innalzano, verso l’alto, profumi di crema di latte, minerale, silex, miele, wafer, noccioline tostate, mela renetta un po’ matura, iodio, ananas, affumicati che ricordano il prosciutto cotto di Praga, mandorla, grafite, per terminare con il dolce della parte esterna del confetto.

Il sorso evidenzia bollicine fini, una buona dolcezza che porta al miele, accompagnato alla pietra focaia, limone e mela renetta.

Vino sapido, minerale, con corpo medio e ben equilibrato grazie anche alla ricca acidità che non fa percepire la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza gustativa. Vino delicato e potente. Si può ancora attendere ha vita avanti a se e la freschezza ne è l’autrice.

94/100

 

DOM PÉRIGNON

OENOTHEQUE annata 1996

(Uvaggio: 50% Chardonnay e 50% Pinot Nero)

Dal colore si capisce la sua immensa gioventù: oro chiaro con riflessi grigi e verdi.

Le bollicine sono fini ed abbastanza numerose.

Lo scrigno olfattivo nell’aprirsi rilascia profumi di minerale, foglia verde del sedano, prezzemolo, colla coccoina (latte di cocco e mandorla, elicriso (liquirizia), affumicato del prosciutto cotto di Praga, lieve burro di noccioline, appretto (amido spray per stirare) per terminare con una nota di zolfo e pietra focaia che ricorda la testa del cerino strofinata.

Al gusto rivela bollicine delicate ma abbastanza presenti che si dovranno ingentilire di più, nel tempo.

Attacco sapido e minerale ricco di intensità, sapore di limone. Il corpo è medio ed il vino è, magistralmente, equilibrato grazie all’acidità, alla sapidità ed alla mineralità.

Lunga è la sua persistenza gustativa con sapori agrumati e minerali. Vino straordinariamente giovane. Ricordo di averlo bevuto per la prima volta, in anteprima, circa tre anni prima, sempre all’Enoteca Pinchiorri e di averlo trovato giovane allo stesso modo. Ne riparleremo tra una decina di anni. Al momento attuale il mio punteggio è di 94/100 ma sono sicuro che arriverà, nel tempo a 98/100. Sarà mio piacere risentirlo nel tempo.

A seguire: Bocconcini di San Pietro al nero di seppia, spinaci novelli, salsa bernese e gelatina di camomilla al limone

Piatto accompagnato ai seguenti champagnes:

SALON annata 1996

(Uvaggio 100% Chardonnay)

Giallo oro con riflessi ambra.

Le bollicine sono fini ed abbastanza numerose e risalgono il bicchiere in modo aggregato come una fune con il suono del piffero.

Al naso diffonde profumi di minerale, affumicato della pietra focaia, mela renetta un po’ matura, burro di nocciolina, iodio, appretto (amido spray per stirare), prezzemolo, foglia verde del sedano, salsedine, pompelmo bianco, grafite, lievi di zabaione, per terminare con carezze di pepe bianco.

In bocca ha bollicine vive, garbate e piacevoli con generose sapidità e mineralità.

Sapori di limone e pompelmo giallo.

Il corpo è medio e lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di pompelmo bianco e rosa. Champagne ancora giovane con molto futuro avanti a se. Si tratta di uno champagne fine ed elegante molto diverso dal Krug, per struttura, non certo per la mineralità.

98/100

 

KRUG

CLOS DU MESNIL annata 1996

(Uvaggio: 100 Chardonnay)

Vestito giallo oro intenso – ambrato. Le bollicine sono fini e numerose.

L’approccio olfattivo rivela profumi di bacca di ginepro, iodio, minerali, mela golden smith un po’ matura, miele, guscio duro di mandorla, per terminare con carezze di zabaione.

Assaggio folgorante con bollicine fini, entra largo in bocca con tutta la sua generosa sapidità e mineralità. Sapori di miele, arancia candita e limone. Il corpo è medio ed il vino è ben equilibrato con asse acido – alcool – sapido in perfetta armonia. Larghissima è la sua persistenza gustativa con finale di intenso di limone e buccia di limone. Piacevole perché entra in bocca in larghezza e va in profondità. Ricordo di averlo sentito, in anteprima, circa dieci anni fa e di essere rimasto folgorato dalla sua completezza e piacevolezza.

Al colore aveva riflessi verdi e non ambra e la mela all’olfatto non era un po’ matura ma verde. Champagne grandioso che potrà invecchiare per molti anni ancora.

Per me è stato il migliore di questa splendida orizzontale.

Non voglio sembrare eretico ma la bacca di ginepro sentita in questo nettare ricorre molto spesso nel Ferrari, il Giulio Ferrari riserva del Fondatore. Ricordo che anni fa quando degustai il 1972 lo definii “kruggheggiante”.

100/100

DOM RUINART

Non valutato perchè a bottiglia ha presentato dei problemi di tappo. Ricordo che al Dom Ruinart Rosé 1996, in altra occasione ho dato il punteggio di 99/100.

I piatti successivi sono stati:

Risotto ai frutti di mare.

Ravioli farciti di coniglio alla cacciatora, salsa di cicoria, formaggio raveggiolo e orzo tostato.

JACQUESSON 1996

(Uvaggio: 100% Chardonnay)

Colore giallo oro con riflessi ambra.

Le bollicine sono estremamente fini e numerose.

Dal bicchiere fanno capolino profumi di bacca di ginepro, iodio, cuoio anticato, miele, caramello, intensi di limone e colla coccoina (latte di cocco e mandorla), miele, lievi di pasticceria, guscio duro della mandorla, ananas maturo, quasi candito, cono gelato artigianale, cedro candito, lievi di caucciù, per terminare con la mela renetta lievemente matura.

Palato estasiato da una bollicina fine ed elegante e dalla sapidità e mineralità.

Il corpo è medio ed il vino ha un perfetto equilibrio grazie anche alla generosa acidità. Lunghissima è la sua persistenza gustativa con finale di burro di nocciolina e guscio duro di mandorla.

Vino incredibilmente giovane che vivrà ancora per diversi anni.

96/100

 

VEUVE CLICQUOT / PONSARDIN

LA GRANDE DAME annata 1996

(Uvaggio: 64% Pinot Noir e 36% Chardonnay)

Giallo oro con larghi riflessi color cedrata.

Le bollicine sono finissime ed abbastanza numerose.

Il bouquet è una cascata di sensazioni di miele, intense di iodio, guscio duro di mandorla, boisé, wafers alla nocciola, albicocca matura, salsedine, mela renetta, cuoio biondo, floreali di calla matura, guscio duro di mandorla, cuoio biondo, iodio, miele, per terminare con sussurri di menta ed eucalipto. Al gusto la bollicina è fine, delicata ma presente.

Vino ben equilibrato con spalla acida in evidenza sulla massa alcoolica grazie anche alla sapidità. Il corpo è medio ed il sapore è di intenso limone.

Lunga è la sua persistenza gustativa con finale che ricorda la caramella dura al limone. Champagne ancora giovane che durerà ancora del tempo.

95/100

La piacevole kermesse continua con:

Panino di petto d’anatra con bietole e salsa di fegatini, accompagnato alle seguenti bollicine:

BOLLINGER RD 1996

(Uvaggio: 60% Pinot Noir e 40% Chardonnay)

Giallo oro con riflessi color cedrata.

Le bollicine sono fini ed abbastanza numerose.

Olfatto dirompente con profumo di burro di nocciolina seguito dal prezzemolo, foglia verde di sedano, basilico, per terminare con rimandi di iodio.

Assaggio con bollicine fini e gusto un po’ boisé superato dalla sapidità e da un intenso limone. Vino con corpo medio e ben equilibrato con una trascinante freschezza. Lunga è la sua persistenza con finale di guscio duro di mandorla. Per me si deve ancora esprimere maggiormente sia al naso che al gusto. Ha longevità futura.

95/100

Ci viene servito poi:

Maialino di razza Mora Romagnola con carota alle spezie e scalogno in agrodolce che viene accompagnato al

KRUG

VINTAGE 1996

(Uvaggio: Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier)

Giallo oro intenso brillante.

Bollicine fini ed abbastanza numerose.

Sensazioni olfattive di giuggiola matura, pietra focaia, colla coccoina (latte di cocco e mandorla) guscio duro di mandorla, mela renetta matura, miele, per terminare con soffi di iodio.

All’assaggio rivela bollicine abbastanza vive e copiose, sapidità e mineralità e sapori di miele e limone.

Il corpo è medio ed il vino ha un equilibrio ineccepibile con acidità, sapidità e mineralità in dominio della massa alcoolica. Ha ancora diversi anni avanti a se.

97/100

 

BRUNO PAILLARD

N.P.U. annata 1996

Purtroppo questo champagne ha avuto un lieve problema di tappo mi limito a descriverlo senza dargli il punteggio.

Colore giallo oro con bollicine finissime e numerose.

Olfatto che esprime profumi di giuggiola matura, mela renetta, mandorla, floreali di calla, per terminare con soffi di gelsomino.

Palato con bollicine fini. Sapido, minerale, con corpo medio, equilibrato e persistente.

Per terminare ci è stato servito: Melone colorato: frutti rossi, barolo chinato e menta, accompagnato a

TAITTINGER COMTES DE CHAMPAGNE ROSÉ annata 1996

(Uvaggio: 70% Pinot Noir e 30% Chardonnay)

Intensissimo giallo ambrato – arancio che ricorda l’arancio dell’albicocca secca.

Bollicine finissime ed abbondanti.

Ventaglio olfattivo fatto di profumo di intensa ambra seguito da arancia rossa e scorza di arancia, ginger, cuocio biondo, prezzemolo, foglia verde del sedano, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), silex, per terminare con sussurri di iodio.

Gusto appagato da bollicine fini e gradevoli.

Vino sapido e minerale, con corpo medio e sapore di bibita al ginger. Buon equilibrio gustativo che vede l’acidità in netto dominio della massa alcoolica.

Lunga è la sua persistenza gustativa con finale amarino che ricorda la bibita al ginger.

Champagne di lunga vita.                                                                                                               96/100

La cena è stata una fibrillazione continua, tutti i commensali alternavano momenti di assoluto silenzio a momenti di euforia e di voglia di esternare i propri piaceri del bere, del mangiare e di abbinamento cibo vino. Durante la serata gli altri clienti della Enoteca che passavano davanti al nostro tavolo si soffermavano guardandoci con curiosità e forse di benevola gelosia vedendo su di un mobile i nobili cadaveri delle bottiglie da noi “sacrificate”.

Alla fine di questa lunga ed intensa cena eravamo tutti veramente appagati e felici. Devo dire che Alessandro Tomberli durante la cena ci sorrideva divertito di vedere uomini che si comportavano come dei bambini che si trovano in un fornitissimo negozio di giocattoli.

Siamo rimasti poi a bere un distillato, io ho avuto il piacere di bere un bas – armagnac “Laberdolive” 1904 dal profumo inconfondibile di caramella mou al latte mentre altri hanno bevuto chi il rum Demerara chi un whisky di vecchie annate. Ci siamo poi licenziati dal ristorante quando ormai eravamo gli ultimi clienti, vista l’ora tarda.

Io sono stato sicuramente il primo ad arrivare a casa, l’unico a dovere guidare per tornare a casa, è stato Valerio mentre gli altri avevano prenotato delle camere in un albergo nel centro di Firenze.

La mattina dopo ci siamo sentiti tutti per telefono per commentare la serata e tutti all’unisono l’abbiamo definita una serata unica sia per il cibo che per il vino.

La prossima serata cosa faremo?

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CHAMPAGNES DEGUSTATI IN ORDINE DÌ MIO PUNTEGGIO:

VinoAnnataTipoPunteggio

KRUG CLOS DU MESNIL

 100/100

SALON

98/100

KRUG VINTAGE

 97/100

TAITTINGER COMTES DE CHAMPAGNE ROSÉ

 96/100

JACQUESSON

 96/100

PERRIER JOUËT BELLE EPOQUE

  95/100

VIEUVE CLICOT PONSARDIN LA GRANDE DAME

 95/100

BOLLINGER RD

 95/100

LOUIS ROEDERER CRISTAL

 94/100

DOM PÉRIGNON OENOTEQUE

 94 – 98/100

HENRY GOUTORBE SPECIAL CLUB

  93/100

GASTON CHIQUET millesimato oro

  91+/100

RUINART – DOM RUINART

  Non valutato

BRUNO PAILLARD N.P.U.

 Non valutato

E’ bene ricordare che una bottiglia di champagne è diversa dall’altra.

Ogni bottiglia ha la sua storia e quindi i punteggi possono variare da una bottiglia all’altra.

 

 

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