LA CANTINETTA ANTINORI DI FIRENZE

Firenze è una città stupenda !

Chi ci abita, come me, non se ne rende conto, più di tanto, perchè è abituato a girarla a piedi ed a vedere questo stupendo museo all’aperto. Tempo fa sono andato in Piazzetta Antinori, riempiendomi gli occhi, per andare alla Cantinetta Antinori passando da piazza Piazza Santa Croce, da Piazza   della Signoria, Via Calimala, per poi percorrere la sciccosa Via Tornabuoni.

Sono stato invitato a pranzo dall’ex Console Americano di Firenze, William McIlhenny, di passaggio a Firenze, che non vedevo da alcuni anni. L’ultima volta che l’avevo visto era stato quando sono andato a trovarlo a Washington, insieme a mio figlio Andrea ed a mia moglie Sara. Insieme abbiamo visitato la casa Bianca ed il giorno successivo siamo andati tutti in Virginia a visitare tre aziende vinicole di spicco che conosceva William, ed ovviamente ad assaggiare i loro vini. William, è stato a Firenze, come console americano, per quattro anni, agli inizi del 2000, e si è appassionato al mondo del vino ed una volta andato in pensione ha incominciato a collaborare con James Suckling, interessandosi, in particolare, dei vini della Virginia.

E’ stato un grande piacere rivedere William e ricordare i bei momenti trascorsi insieme negli anni passati. Era la prima volta che vedevo la nuova Cantinetta Antinori di Firenze, cantinetta progettata e realizzata, circa due mesi prima, da Allegra Antinori, figlia del Marchese Piero Antinori. Non sembra di essere in un ristorante ma in un salotto di casa dove il buongusto e la classe regnano assoluti. Non appena arrivato vengo ricevuto da Matia Barciuli, chef del ristorante, e consulente di tutta la ristorazione della Marchesi Antinori. Matia mi ha fatto vedere tutto l’ambiente compresa una saletta privata e le splendide ed efficienti cucine. Poiché William non era ancora arrivato, Matia mi ha aperto una bottiglia di Champagne Perrier Jouet, Belle Epoque 2008, sapendo che è uno degli champagne che preferisco.

E’ uno champagne che amo particolarmente per la sua eleganza e piacevolezza.

Al naso colpisce per la sua mineralità e per i suoi profumi di latte di cocco e mandorla ( colla coccoina), sapone di Marsiglia, mela e pera grattugiate, amido per stirare (appretto) ed una nota di pasticceria. Al gusto le bollicine sono fini ed eleganti, vino sapido, minerale, armonioso e persistente, con finale di mela e pera un pò verdi.

La freschezza si propaga in tutta la bocca ( 98/100).

Non appena, alcuni minuti dopo, è arrivato William ci siamo abbracciati e abbiamo ricordato i bei momenti, passati, trascorsi insieme. William mi ha chiesto notizie di mio figlio Andrea per il quale ha sempre avuto molta simpatia, anche perché parla molto bene l’inglese.

Scegliamo alcuni piatti della cucina toscana, cucinati in modo perfetto, e William mi propone di bere il Solaia annata 2015 ed a seguire il Matarocchio dell’azienda Guado al Tasso, annata 2013.

E’ stato come invitare la lepre a correre.

Per quanto riguarda la larghezza del tannino, è importante che faccia le precisazioni che seguono, affinché possa essere compresa. Io sento il tannino del vino sulla gengiva superiore. La totale larghezza del tannino è 6/6, cioè tutta la larghezza della gengiva superiore. Ovviamente, se il tannino è meno largo, potrà essere per esempio 5/6 e così via. La larghezza del tannino è importante quando la qualità dello stesso è di buono o alto livello. Più il tannino è largo, più il vino è degno d’attenzione, ma il tannino, come ho precisato, dev’essere, in ogni caso, di buona qualità. Passiamo all’analisi dei vini degustati.

Seguono le mie note di degustazione

MARCHESI ANTINORI SOLAIA, annata 2015

(Uvaggio : 75% Cabernet Sauvigon, 20% Sangiovese e 5% Cabernet Franc)

Veste rosso rubino-porpora, intenso, con riflessi neri.

Lo scrigno olfattivo nell’aprirsi diffonde profumi di nobile boisé, cassis, mirtillo, mora, menta, eucalipto, pepe nero, lieve noce moscata, pelle vegetale (tende al profumo dolce del cuoio), prosciutto cotto tipo “Praga”, rosmarino, alloro e salvia.

Il percorso olfattivo prosegue con note intense di liquirizia, lievissime note verdi tipiche del cabernet, lieve nota che ricorda il fernet branca alla menta ( penso che sia il legno), per terminare con sussurri di colla vinavil.

Palato ricco con note dolci del legno e con mix di frutta a bacca nera.

Vino equilibrato con spalla acida e tannini che superano la massa alcoolica. I tannini sono larghi (5/6) dolci ed inizialmente setosi, nel finale si asciuga parzialmente la gengiva superiore. Il corpo è generosamente medio. Vino fine, elegante e persistente che, a mio avviso avrà bisogno di un pò di sosta in bottiglia per perdere un pò il legno e far si che i tannini siano completamente setosi. Ricordo l’annata 1997 in cui il Solaia, al momento della sua messa in commercio aveva simili caratteristiche.

Al momento attuale il 2015 è per me, un vino da 99/100 che nel tempo meriterà sicuramente 100/100.

 

TENUTA GUADO AL TASSO

MATAROCCHIO, annata 2013

(Uvaggio: 100% Cabernet Sauvignon)

Colore rosso rubino e porpora intensi, tendenti al nero.

Dal calice si diffondono profumi che ricordano l’uva cotta della schiacciata con uva, vernice ad olio, prosciutto cotto tipo “Praga”, mora, cassis, pepe nero, intensi di noce moscata, lievi di chiodi di garofano, sapone “sole”, gazzozzola, cipresso, grafite, acqua di mare (assomiglia al melone bianco ed alla parte interna della buccia dell’anguria), lievi di buccia verde dei piselli, rosmarino, alloro, salvia, cioccolata, per terminare con carezze di nocciolina tostata.

Al palato il corpo è medio ed ha sapori di affumicato del prosciutto cotto tipo “Praga”, prugna e cassis. Vino ben equilibrato con massa alcoolica messa a tacere dalla freschezza e dai tannini. Questi ultimi sono dolci, larghi (6/6) e setosi. Lunga è la sua persistenza. Bel vino, ha un pò meno struttura del Solaia 2015 e si sente un pò meno il bosiè. 98/100

Terminato il pranzo ed in particolare l’analisi dei due vini eravamo contenti per tanti motivi, essersi rivisti ed essere stati insieme alcune ore. Con William poi abbiamo fatto due passi a piedi nel centro di Firenze per poi salutarci con l’augurio di rivedersi il prima possibile e non dopo anni.

Non ho potuto fare a meno, il giorno stesso, di contattare Allegra Antinori per farle i miei complimenti per l’arredamento e per l’ambiente che aveva creato nella nuova Cantinetta Antinori di Firenze.

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