L’HERITAGE A FIRENZE

 

 

Les Enfats du Champagne sono ritornati all’Enoteca Pinchiorri, a Firenze, per un evento più unico che raro, una verticale dello Champagne “Heritage” della Maison J. De Telmont di Damery. Si tratta di uno champagne con sole uve Pinot Meunier, dieci annate prodotte in bianco e/o in rosé dal 1964 al 1995. L’unicità di questa degustazione è dovuta al fatto che dell’annata 1964 la Maison ha prodotto solamente 120 bottiglie per il mondo e che ben 80 sono state acquistate dalla Ditta Fraser di Sergio Antonini, importatore dei vini della Maison per l’Italia, alla quale sono rimaste solo due bottiglie. La Maison non possiede più le annate 1964 e 1969, da qui la difficoltà di pensare che possa essere fatta un’altra verticale.

Nel 2011 per festeggiare nel 2012, i cento anni della Maison questa ha immesso in commercio l’”Heritage” fino all’annata 1990 e successivamente sono uscite le annate 1992 e 1995. Trovare champagne con uvaggio Pinot Meunier in purezza non è facile come non è facile capirlo. Chi è abituato a bere il blanc de blancs può avere difficoltà a capire il Pinot Meunier in purezza dato che il primo è fine, longilineo mentre il secondo è più cicciottello e maturo.

La Maison J. De Telmont, nata nel 1912, si trova a Damery ed è un’azienda familiare. Adesso al timone c’è la quarta generazione della famiglia fondatrice, gli Chopital coi fratelli Bertrand e Pascale. Anima dell’azienda è stato il direttore generale Philippe Parinet, persona piacevolissima, appassionata dei suoi vini, che ama come figli mentre adesso alla direzione c’è il Signor Philippe Manfredini.

La Maison produce principalmente champagnes blanc de blancs e cioè con uvaggio al 100% Chardonnay. La caratteristica dei vini di questa Maison è che le bollicine sono sempre fini, delicate e gradevoli.

La Maison produce complessivamente, annualmente, da 1,2 fino a due milioni di bottiglie, a seconda delle esigenze di mercato, senza mai intaccare negativamente la qualità dei vini. La produzione prevalente è di Chardonnay, che proviene dalle migliori zone di produzione, quali per esempio Avize e Choully. Le note che caratterizzano questi Chardonnay sono la mineralità, la sapidità e l’acidità. Ricordo bene il blanc de blancs annata 2005 per la sua gran mineralità.

Tuttora questo champagne, che non è più in commercio perchè esaurito, nonostante la sua piacevolezza, è ancora in una fase di gioventù estrema. Mi ripeto, ma il bello di questi champagnes sono le bollicine delicate, che ti accarezzano sia il gusto che lo stomaco. La Maison produce uno champagne base che è il “Grande Réserve brut” non millesimato, composto da chardonnay per 1/3, Pinot Noir per 1/3 e Pinot Meunier per 1/3; il “Grand Vintage”, brut millesimato, con uvaggio di Chardonnay per il 40%, Pinot Meunier 40% e Pinot Noir 20%. L’unico rosé prodotto è un non millesimato, il “Grand Rosé brut” con uvaggio Chardonnay per l’85% e Pinot Nero per il 15%, vinificato in rosso col 15% di vini di riserva. Vengono poi prodotti tre champagnes millesimati, tutti chardonnay in purezza, il “Grand Couronnement”, brut Grand Cru, il “Consécration” Grand Cru e la “Cuvée O.R. 1735” Grand Cru. Di quest’ultimo champagne vengono prodotte ogni anno solo cinquemila bottiglie, il tappo non è bloccato con una gabbietta di ferro, ma di spago, “all’ancienne”. Tornando alla serata rilevo che non è facile riuscire ad abbinare l’”Heritage” con cibo adeguato alla sua maturità, ma l’Enoteca Pinchiorri ci ha nuovamente stregati. Il cibo era perfettamente abbinato. Non appena arrivati siamo stati accompagnati da Annie Feolde e Giorgio Pinchiorri all’ingresso della loro splendida e magica cantina dove Alessandro Tomberli direttore generale del ristorante ci ha accompagnati in una saletta circondata da “cadaveri” eccellenti, bottiglie vuote con etichette esclusive, dove abbiamo bevuto il Grand Couronnement 1983, strepitoso, accompagnato a diversi deliziosi mis en bouche. Finito il giro in cantina siamo stati accompagnati al nostro tavolo in una saletta a noi dedicata, dove insieme a Sergio Antonini abbiamo iniziato la nostra doppia magica esperienza.

La battuta di manzo leggera, ricci di mare, sedano e crema di mandorla è stata perfettamente accompagnata al 1995. A seguire il fegato grasso e mela renetta si è sposato magnificametne al 1992, grazie anche alla sua sapidità e mineralità. L’annata 1986 si è abbinata, senza minimi ripensamenti, alle noci di capesante, spuma di polenta leggermente affumicata, mortadella, mela verde e insalata di fagiolini ai pistacchi di Bronte. Che dire poi dei maccheroni aglio, olio e peperoncino, gamberi rosa e crema di lenticchie di Castelluccio serviti con l’annata 1985, dove il piatto non prevaleva sullo champagne ma si è goduto un perfetto equilibrio gustativo. Che delizia poi il risotto alle erbe aromatiche con piccione al ginger, bagnato da uno stupendo 1990. Champagne maturo, rotondo con ricca mineralità e freschezza. Il 1985 rosé ha avuto un accompagnamento ideale: ragù toscano con crema di patate bianche di montagna, dove i sapori fruttati del vino si sono sposati perfettamente al cibo. Non è facile neppure riuscire a trovare la giusta successione dei piatti, ma all’Enoteca Pinchiorri questi problemi non ci sono, lo ha dimostrato il piatto a seguire: insalata tiepida di astice, indivia glassata alla maggiorana, salsa al corallo, servita con un piacevolissimo 1976 che al naso aveva tra gli altri profumi il gambo di ciclamino spezzato, per l’acidità, la grafite e la giuggiola matura.

A seguire ci è stata servita la quaglia farcita di pane toscano e lardo, cotta allo spiedo bagnata da un fantastico 1975 che ha all’olfatto un quasi unico sentore di sesso sfrenato. Eravamo appagati ma desiderosi di completare la nostra importante esperienza.

La rivelazione è stata l’annata 1969 abbinata al controfiletto di agnello arrosto, punte di asparagi e budino di ceci.

Nelle mie note sul 1969 ho scritto: “Bellissimo vino con acidità, mineralità e sapidità impressionanti”. Abbinamento perfetto!.

Per ultimo ci è stato servito il 1964 rosé unitamente alla “Perla croccante al gianduia, con nocciole caramellate e cioccolato al latte, pompelmo e uva fragola”. Il lampone del 1964 rosé andava a sublimarsi con la cioccolata e lo zabaione del vino completava questo eccellente abbinamento.

Eravamo tutti piacevolmente stanchi ed emozionati e ci siamo sentiti, quello che eravamo, dei super privilegiati.

Abbiamo terminato la nostra serata fumando un sigaro Partagas n. 4 abbinato al bas – armagnac Laberdolive, annata 1942, con inconfondibile profumo e sapore di caramella mou al latte.

Ancora una volta l’Enoteca Pinchiorri si è meritata il nostro plauso e la nostra ammirazione.

Per la prima volta la valutazione degli Champagnes non è solamente la mia ma è il frutto del giudizio di ciascun componente di Les Enfants du Champagne, composto da Stefano Azzolari, Paolo Baracchino, Marco Maffei, Valerio Mearini, Roberto Schneuwly, Maurizio Tarquini e Orazio Vagnozzi.

GRAND COURONNEMENT, annata 1983

(Uvaggio: 100% Chardonnay)

Risplende giallo oro intenso con trame ambra.

Le bolilcine sono finissime ed abbastanza numerose.

L’incontro olfattivo è magico con profumo intenso di bacca di ginepro seguito da sentori di pop corn appena fatti, iodio, miele, giuggiola matura, gesso bagnato, pietra focaia e floreali di elicriso (è un fiore che ha intense note di liquirizia).

Gusto piacevole, sapido e minerale, il palato è accarezzato da bollicine finissime, sapori di miele, giuggiola matura, elicriso e zabaione.

Vino ben equilibrato con abbondante freschezza che domina, senza ripensamenti, la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di elicriso, zabaione e finalissimo di limone.

A bicchiere vuoto si sentono profumi di radice di rabarbaro e gesso bagnato.

96/100

 

 

HERITAGE, annata 1995

Giallo oro intenso e lucente con riflessi ambrati. Le bollicine sono abbastanza fini e numerose.

Scaturiscono profumi speziati di cannella e curry seguiti da ruggine, iodio, note dolci di pasticceria, menta, timo, rosmarino, incenso, gambo di ciclamino spezzato (per l’acidità), caramella dura di lampone, ginger, sesso sfrenato, pan brioche, per terminare con l’acqua salata.

Al gusto è sapido e minerale, con buona struttura. Vino ben equilibrato con spalla acida che domina la massa alcoolica grazie anche alla mineralità e sapidità. Lunghissima è la sua persistenza aromatica intensa con retrogusto di rosa canina e finalissimo di zabaione.

Il 1992 assomiglia al 1990 perchè entrambi vanno molto sulla maturità, mentre il 1995 va molto sull’eleganza e sulla persistenza gustativa.

93/100

 

HERITAGE, annata 1992

Giallo oro intenso.

Le bollicine sono fini e numerosissime.

Olfatto intrigante con profumi di origano, timo, elicriso, zabaione, giuggiola matura, caucciù, ginger, chinotto, intensi di rosmarino, iodio, cuoio fresco, acqua di rose, ruggine (buccia di banana un po’ verde), erbe aromatiche, mela renetta cotta e caramellata, fungo porcino secco, per terminare con piacevoli sentori di grafite.

Al gusto si gode una bollicina fine accompagnata a generosa sapidità e mineralità ed alla rosa canina.

Seguono sapori di elicriso (liquirizia), giuggiola matura e fieno secco. Vino ben equilibrato con spalla acida.

Sapidità e mineralità che non fanno sentire, in modo assoluto, la massa alcoolica.

Il corpo è medio e tende ad allentare la sua consistenza ma la sua persistenza aromatica intensa è lunghissima, con finalissimo di zabaione, preceduto dall’elicriso e dal fieno secco.

92/100

 

HERITAGE, annata 1986

Bellissimo giallo oro intenso con riflessi ambra, lucente.

Bollicine intense, quasi finissime.

Esame olfattivo intenso e vario con in risalto, da subito, il sale e lo iodio, seguiti da note speziate di pepe bianco, mela renetta molto matura, lievi, erbacee, burro di nocciolina, rosa canina, miele, ruggine, sapone di Marsiglia, bacca di ginepro, radice di liquirizia, gambo di ciclamino, pietra focaia, cedro, salvia, alloro, mela per terminare con note di duro di menta (bastoncino di zucchero alla menta).

Al gusto le bollicine sono delicate, con una dosata dolcezza ed evidenziano una sapidità e mineralità, accompagnate da note di cedro.

Bella spalla acida, che copre, senza incertezze la massa alcoolica.

Abbastanza lunga è la sua persistenza aromatica intensa, con finale di mela renetta vizza.

91/100

 

HERITAGE, annata 1985

Il colore è oro vivo, brillante e lucente.

Perlage finissimo ed abbondante.

Olfatto ricco e vario, come un quadro ricco di colori dove questi ultimi sono sostituiti dai profumi, con sentori di cuoio biondo, giuggiola matura, caucciù, confettura di arancia amara, banana matura, pasticceria, formaggio sia burroso che stagionato, albicocca secca, miele e cedro.

Fanno da cornice sensazioni piacevoli di minerale, salsedine e iodio.

Gusto accattivante con ricca presenza di sapidità e mineralità, accompagnate da sapori di ruggine, giuggiola matura, limone, pasticceria, mela renetta vizza e liquirizia. Vino equilibrato con spalla acida che domina la massa alcoolica. Corpo medio, piacevole morbidezza e lunga persistenza aromatica intensa con finale di giuggiola matura, pasticceria, limone, amaretto di Saronno e zabaione.

93/100

 

HERITAGE, annata 1990

Color oro intenso, lucente, lievemente ramato.

Bollicine inizialmente fini e abbastanza intense per poi diventare finissime.

Naso straripante, con emozioni olfattive che inizialmente sono compatte e pian piano emergono una a una: giuggiola matura, cuoio biondo, pietra focaia, intensa liquirizia, colla Coccoina (latte di cocco e mandorla), iodio, dattero secco, albicocca secca, finocchio selvatico, amido per stirare (appretto), confetto, mela rossa succosa, cedro, miele, pasta di banana (cioccolatino banana Perugina), fico secco, per terminare con soffi di ricciarello (pasticcino di Natale toscano, con base di pasta di mandorla).

Al gusto si ha una piacevole carezza di bollicine delicate, accompagnate da un’importante carica di sapidità e mineralità, che si uniscono a sentori di ruggine, mela renetta vizza e cedro.

Al gusto ha una piacevole rotondità e una copiosa freschezza, che, unitamente alla sapidità e mineralità, danno un perfetto equilibrio gustativo. Lunghissima è la sua persistenza aromatica intensa con finale incredibile di zabaione e di giuggiola matura.

Champagne ancora molto giovane e lo si capisce dalla copiosa freschezza. Naso più evoluto del gusto, sarebbe stato preoccupante se fosse stato il contrario.

93/100

 

 

HERITAGE ROSE’, annata 1985

Color rosso cerasuolo ramato lucente con perlage fine ed intensissimo.

Profumo ricco e vario con note fruttate di ciliegia e lampone, seguite da note balsamiche di menta e resina di pino. Il percorso olfattivo prosegue con sentori di iodio, pietra focaia, sella di cuoio, colla Coccoina, sapone di Marsiglia, mandorla, per terminare con carezze di miele.

Al gusto l’incontro è piacevole grazie a un perlage delicato ed alla presenza di una misurata liquirizia.

Vino ben equilibrato con una ben dosata freschezza, accompagnata dalla sapidità e dalla mineralità.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di ciliegia, lampone e mandorla, seguite da un importante e usuale zabaione.

92/100

 

HERITAGE, annata 1976

Colore giallo oro lucente e intenso con lievi riflessi ambrati, bollicine fini ed abbastanza numerose.

Profumi di giuggiola matura, iodio, minerale, miele, grafite, gambo di ciclamino, mandorla, dattero secco, cuoio biondo, pasticceria, amido di cotone, fieno secco, radice di liquirizia per terminare con un travolgente e piacevole zabaione.

Al gusto ha una buona rotondità, ma non completa, con sapori di zabaione, limone, miele e colla Coccoina (latte di cocco e mandorla).

La sapidità e la mineralità sono una piacevole e importante componente gustativa.

La spalla acida è generosa e conduce il comando dell’equilibrio gustativo, senza la minima incertezza.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con ricco finale di zabaione.

94/100

 

HERITAGE, annata 1975

Color giallo oro lucente con riflessi color albicocca e ramato.

Bollicine fini e numerose.

L’incontro olfattivo è di quelli che non si dimenticano, si rimane inebriati da un intenso profumo di acqua di rose, seguito dalla ruggine, sesso sfrenato, radice di liquirizia, lievi di miele, sapone di Marsiglia, buccia di pecorino stagionato, confettura di arancia amara, iodio, resina di pino, salsedine, per terminare con piacevoli sentori di albicocca secca.

Al gusto è delicato e si godono sapori di giuggiola matura, miele, albicocca secca con dei sentori verdini e acqua di rosa.

Al gusto è ricco di sapidità e acidità, con una buona struttura, morbidezza e buona rotondità. Vino equilibrato con lunga persistenza aromatica intensa e finale di giuggiola matura, liquirizia ed elicriso.

94/100

 

HERITAGE, annata 1969

Giallo oro intenso con riflessi ambrati, stupendo, perfetto.

Perlage finissimo e abbondante.

Naso complesso e vario con sentori di iodio, intensi di pietra focaia, cuoio fresco (quello peloso), intensi di mela renetta matura, agrumi, intensi di guscio duro della mandorla, bacca di ginepro, colla Coccoina, per terminare con soffi di giuggiola matura.

Gusto intenso, ma delicato, con le bollicine fini e piacevoli, accompagnate da sensazioni di giuggiola matura e abbondanti dosi di sapidità e mineralità.

Vino ben equilibrato con ricca spalla acida che conduce magistralmente il comando sulla massa alcoolica, quest’ultima è presente, ma in modo innocuo.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di piacevole colla Coccoina e zabaione.

Bellissimo vino con acidità, mineralità e sapidità impressionanti, che fanno pensare, nonostante l’età, ad un futuro ancora lungo.

96/100

 

HERITAGE ROSE’, annata 1964

Veste color rosso cerasuolo intenso, lucente con riflessi aranciati. Il perlage è abbondante ed abbastanza fine all’inizio, per poi, lentamente, diventare finissimo.

L’olfatto è come uno scrigno antico, rimasto chiuso per secoli, che, mano a mano, si apre, incomincia a narrare la sua storia e, come questo vino con la sosta nel bicchiere, ci racconta i suoi profumi e la sua evoluzione olfattiva.

Emerge all’inizio l’erba medicinale secca e il cuoio fresco (quello peloso), seguiti da albicocca secca con riflessi verdi, rosa rossa, ciliegia candita, tabacco biondo della Virginia, terra bagnata, salsedine, iodio, prugna secca, radice di liquirizia, salsa di soia, lampone, per terminare con delle carezze di zabaione.

Al gusto dominano la sapidità e il lampone, seguiti dal minerale e dagli agrumi.

Sorprende per il suo perfetto equilibrio e per la sua ben misurata freschezza che aiutata dalla sapidità e dalla mineralità non fa sentire minimamente la massa alcoolica. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con piacevole finale di albicocca secca, zabione e limone.

95/100

 

 

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