SUMMA 2015

Avevo sempre sentito parlare della manifestazione di vino “Summa”, organizzata dal Signor Alois Lageder, a Magré, in Alto Adige, ma non ci ero mai andato.

Quest’anno si è svolta la 17esima edizione di “Summa”. Come passa il tempo, ricordo che anni fa questa manifestazione sorse in antagonismo al Vinitaly, ma con il passare del tempo, questo antagonismo si è trasformato in un rapporto di pacifica convivenza. Quest’anno questa manifestazione si è svolta sabato 21 marzo e domenica 22 marzo, quando il Vinitaly non era stato ancora aperto. E’ bene ricordare che per fortuna questa manifestazione, come pure il Vinitaly, non coincide più con l’en primeur di Bordeaux che si è svolta una settimana dopo.

Questo mi ha permesso di andare a tutte queste manifestazioni, anche se in modo un po’ fugace.

Sono stato invitato a Summa dalla giovane e piacevole Valentina Fraccascia addetta stampa dell’azienda Alois Lageder. A quest’invito ho aderito, con grande piacere, insieme all’amico degustatore e fotografo Sergio Antonini.

Siamo arrivati il venerdì pomeriggio a Cortina, no Cortina d’Ampezzo ma Cortina vicino a Mezzolombardo in Trentino e siamo stati invitati a cena al ristorante Ansitz Romani, un ristorante carino con cucina tipica locale. In tale occasione ho avuto modo di conoscere la responsabile marketing dell’azienda Alois Lageder, la giovane e professionale Veronika Wolf.

Il Signor Alois Lageder si è circondato di persone giovani e motivate che svolgono il proprio lavoro, con assoluta professionalità. La mattina dopo sono andato a Magré, presso l’azienda Alois Lageder e mi sono letteralmente tuffato tra gli espositori presenti nella tenuta storica di Casòn Hirschprunn. Ho incontrato produttori di vino sia nazionali che internazionali.

Erano presenti produttori italiani, tedeschi, francesi, austriaci e della Nuova Zelanda.

In questa giornata ho dovuto prendere una decisione: degustare con calma certi vini e scrivere le mie note di degustazione oppure degustare, in modo veloce, tanti vini per farmi un’idea sulla qualità degli stessi, senza scrivere niente. Ha prevalso questa seconda scelta e pertanto ho fatto una lunga carrellata di quasi tutti i vini presenti alla manifestazione.

Presenti a questo piacevole evento c’erano anche produttori d’insaccati, di formaggi, di pane, di olio, di caffè e di pasta. Ho incontrato amici giornalisti ed amici produttori di vino sia nazionali che internazionali. Ho visitato il banco dell’amico Martino Manetti, produttore toscano dell’azienda Pergole Torte, che fa dei vini che amo particolarmente sia quando sono giovani che quando invecchiano. Altri vini che amo particolarmente sono quelli prodotti dalla azienda toscana Boscarelli di Montepulciano che fa vini di alto interesse, piacevoli da giovani ed ancora più piacevoli, se possibile, quando invecchiano.

Mi sono fermato da Moritz Rogosky che produce il vino Caberlot ed ho parlato con l’enologo interno Peter Schilling, persona, secondo me, che sa come si degustano i vini, infatti da lui ho avuto attestazioni di condivisione alle mie note di degustazione dei suoi vini, che ho scritto, su questa rivista, nell’articolo “Un vino un mito”. Ho degustato il Caberlot 2011 e 2012 che sono sempre ad alto livello.

Ricordo che per me la migliore annata del Caberlot prodotta è tuttora la 2007.

Mi sono fermato da Luca Sanjust che produce tra l’altro un ottimo merlot in purezza che si chiama il “Galatrona”.

Che piacere è stato incontrare Lorenza Sebasti dell’azienda Castello di Ama, una signora deliziosa e dolce che mi ha fatto sentire i suoi fantastici vini. Quello che mi ha colpito di più è stato il vigneto La Casuccia.

Piacevoli anche i vini dell’azienda Capannelle di Gaiole in Chianti, vini che conosco da molti anni.

Grande interesse mi ha destato il Brunello di Montalcino prodotto da Andrea Costanti, annata 2010.

Il Brunello di Montalcino, in generale dopo tre annate difficili, la 2007, 2008 e 2009, ha partorito un’annata super che è la 2010. Andrea Costanti con la 2010 ha fatto un bellissimo e piacevole Brunello.

E’ stato un grande piacere incontrare Luigi Mancini, proprietario dell’azienda Mancini di Pesaro, produttore, eccellente, di pinot nero. Le vigne si affacciano sul mare con un panorama da capogiro. I vini prodotti sono molto interessanti.

Ho incontrato Alberto di Grésy, proprietario dell’azienda piemontese Tenute Cisa Asinari di Marchesi di Grésy, che mi ha fatto degustare i suoi Barbaresco ed il suo Sauvignon, invitandomi alla verticale che ci sarebbe stata di li a poco del uso Sauvignon. Sono andato con piacere a questa degustazione perché fare le verticali (più annate dello stesso vino) ti permette di conoscere, senza veli, il vino, i suoi pro ed i suoi contro. Devo confessare che continuo a pensare che il Piemonte sia una regione, come la Toscana, votata ad i vini rossi.

Questo Sauvignon, a mio parere, avrebbe bisogno di maggiore acidità e meno legno.

Mi sono fermato al banco toscano dell’azienda Guado al Tasso dove non ho degustato niente, avendo fatto una verticale completa di questo vino, alcuni mesi fa. La migliore annata prodotta, per me, è la 2007 e dal 2006 quest’azienda della Marchesi Antinori produce vini di alto interesse e piacere. Ho incontrato Alessia Antinori che è a capo dell’azienda romana di famiglia, da parte della madre, “Fattoria di Fiorano” che si estende per molti ettari arrivando fino in centro a Roma. Cosa positivissima è che i terreni delle vigne sono di origine vulcanica, ricchi di minerale e basalto.

Con grande gioia ho incontrato la Signora Olympia Romba comproprietaria dell’azienda toscana Monteverro, di Capalbio, che con i suoi 27 ettari di vigne produce dei piacevolissimi vini rossi, con uvaggio bordolese e vini bianchi con uvaggio vermentino e chardonnay.

Dopo questa carrellata mi sono fermato a bere un piacevole champagne prodotto dalla Maison Pol Roger, il 2004, Blanc de Blancs, che mi ha dato grande piacevolezza. Per me lo champagne è come l’ossigeno e senza ossigeno non si vive.

Grande interesse, come sempre, mi ha dato il degustare i vini austriaci. Io amo particolarmente il vitigno Grüner Veltliner perché ha profumi e sapori che sono presenti nello chardonnay di Borgogna e la nota minerale di kerosene presente nel Riesling Alsaziano. Più i vini invecchiano più guadagnano in profumi e piacevolezza. Una caratteristica di questi vini è che in genere gli viene fatta fare la fermentazione malolattica in bottiglia e quindi quando lo si beve si sente pizzicare la lingua come se ci fossero delle bollicine, ma ciò permette al vino di avere più longevità.

In un vino normale tale sensazione costituisce un difetto, ma in questo vino non è così.

Che dire poi dei riesling tedeschi. Sono vini unici con profumi e sapori che variano con l’invecchiare del vino. Ricordo l’annata 1971 che ha dato vini indimenticabili. Credetemi è stata una maratona piacevole ma stancante, a metà pomeriggio ho dovuto abbandonare il campo perché la mia bocca si era stancata e le mie sensibili papille gustative erano un po’ provate. Mi si è accesa in testa una lampadina che mi consigliava di tornare all’albergo ed esattamente al bar dell’albergo a mangiare un po’ di speck accompagnato ad uno champagne con bollicina fine. Ciò è stato fatto. La sera io e Sergio dopo esserci riposati un po’ siamo andati a cena con tutti gli invitati presso l’azienda Alois Lageder. Abbiamo passato una piacevole serata insieme ad altri ospiti e poi abbiamo fatto ritorno in albergo perché il giorno successivo ci attendeva un’altra maratona al Vinitaly. E’ stata una bellissima esperienza e spero il prossimo anno di poterci tornare.

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