TERLANO: TERLANER 1991 Rarity prima presentazione mondiale presso l’Enoteca Pinchiorri di Firenze

Alla fine del mese di gennaio è stato presentato, all’Enoteca Pinchiorri di Firenze, il vino Terlaner 1991 Rarity, davanti ad una selezionata platea di giornalisti sia italiani che internazionali.

L’evento è stato perfettamente organizzato da Eva Ploner p.r. dell’agenzia Daviso.

Prima della cena è stata fatta una degustazione di alcuni vini dell’azienda Terlano.

Esattamente sono stati degustati il “Terlaner I” annate 2013, 2012 e 2011 ed il “Rarity” annata 1991. La degustazione si è tenuta al piano superiore dell’Enoteca Pinchiorri presso l’Hotel Relais Santa Croce.

E’ stata una bellissima degustazione che ha confermato, se ce ne fosse stato bisogno, che l’azienda Terlano ha vini vecchi di 50 – 60 anni tutt’ora estremamente piacevoli, longevi ed interessanti. Ho sempre sostenuto che l’azienda Terlano, per quanto è la mia conoscenza, è l’unica azienda italiana ad avere vini bianchi così longevi e piacevoli.

Il protagonista della serata poiché i riflettori puntavano su di lui, è stato il “Rarity 1991”. Questo vino è stato tenuto sui

Le note di degustazione integrali possono essere consultate previa registrazione e successivo abbonamento.

 

[ihc-hide-content ihc_mb_type=”show” ihc_mb_who=”1″ ihc_mb_template=”1″ ]ieviti per 25 anni ed è stato imbottigliato nel 2016.

Il Rarity è una cuvée di uve attentamente selezionate ed appartenenti alla varietà di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc. Il vino, dopo la vendemmia è stato allevato per 12 mesi in botte grande di legno di rovere, da 2500 litri, con successiva sosta, per 24 mesi, in vasche d’acciaio. Nel gennaio 2016 è avvenuto l’atteso imbottigliamento.

Nell’azienda Terlano c’è la cantina delle rarità che è stata recentemente ristrutturata nella quale si trovano 15 annate, degli ultimi 30 anni, che attendono di potere uscire dopo il placet dell’enologo Rudi Kofler. Ogni anno esce un’annata vecchia giudicata pronta per il debutto commerciale. Il Rarity 1991 è stato onorato di avere sulla bottiglia una etichetta di argento puro e ciò è dovuto al fatto che a Terlano, nel sedicesimo secolo, c’era una miniera di argento in piena attività, come è stato confermato anche da studi di storia naturale. L’azienda ha voluto questa etichetta di argento quale simbolo di stabilità e longevità.

Le bottiglie prodotte sono state 3.340.

La prima Rarità di Pinot Bianco risale all’annata 1979, imbottigliata nel 1991 ed a queste sono seguite altre 19 annate.

I vini dell’azienda Terlano sono caratterizzati da profumi e sapori di pietra focaia, roccia bagnata e dell’affumicato della polvere di roccia. Altra caratteristica dei vini dell’azienda, a seconda dell’annata, è la ricchezza di acidità. Freschezza, sapidità e mineralità sono il segreto della longevità di questi vini.

Terminata la degustazione è stato servito un aperitivo in cantina a cui è seguita una piacevole cena con piatti creati ad hoc per i vini dell’azienda: Nova Domus annate 2013, 2011, 2006, 2000 e Pinot Bianco annate 2004, 2002, 1966 e 1959. Il servizio, è stato perfetto come pure lo è stata la temperatura di servizio dei vini.

Per me i vini della serata sono stati i Pinot Bianco 1959, 1966 e 1991.

Tutti i piatti sono stati perfettamente abbinati ai vini. Molte sono le persone che non immaginano che ci possano essere dei vini bianchi così longevi. Alcuni anni fa per l’esattezza nel 2004 in Austria durante una sessione del Grand Jury Européen ho degustato, in modo bendato, vini con uvaggio Grüner Veltliner, di vechie annate, la più vecchia era il 1936 e la migliore delle vecchie è stata la 1947, vini che erano ancora ben bevibili e godibili.

Questo è stato per me l’unico caso in cui oltre ai vini dell’azienda Terlano, ho degustato altri vini bianchi vecchi.

Al vino del 1936 avevo dato 20 anni di anzianità e quando poi ho saputo che invece aveva quasi 70 anni il mio stupore è stato immenso.

TERLANO

TERLANER I

Grande Cuvèe, annata 2013

(Uvaggio: Pinot Bianco 90%, Chardonnay 7% e Sauvignon 3%)

Veste giallo paglierino carico con riflessi oro.

Il naso è avvolgente e ricco di profumi di duro di menta (bastoncino duro di zucchero intriso di menta), biancospino, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), pepe bianco, amido di cotone, intensi di pietra focaia, sapone di Marsiglia, mela renetta, eucalipto, pera, vaniglia, lievi di miele, boisé, sedano fresco, per terminare con il dolce dell’esterno del confetto.

All’assaggio è un po’ altalenante tra alcool e freschezza. Il corpo è medio e ben dosate sono la sapidità e la mineralità. Sapore di pera. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di pietra focaia, limone e sale. Nel finalissimo si sente un po’ l’alcool sulla lingua. Vino ancora molto giovane che si deve equilibrare.

91-/100

TERLANO

TERLANER I

Grande Cuvèe, annata 2012

Paglierino intenso con riflessi oro (è più intenso del 2011)

L’olfatto esprime toni di menta, amido del cotone, pietra focaia, biancospino, pepe bianco, pera bianca, dolce del confetto, latte di cocco e mandorla, per terminare con lievi sensazioni di alcool.

Assaggio in dinamica alternanza tra le sensazioni di alcool e freschezza.

Il vino ha corpo medio (un po’ meno di quello del 2011) ed è generosamente sapido e minerale. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale agrumato di limone (più del 2011) e sale. Nel finale si sente bruciare un po’ la gengiva superiore e la lingua.

Il 2011 ha più struttura del 2012.

90/100

 

TERLANO

TERLANER I

Grande Cuvèe, annata 2011

Giallo paglierino intenso con riflessi oro (colore simile a quello del 2012).

Profilo olfattivo orientato su toni di miele, cotognata, nocciolina tostata, bacca di ginepro, intensi di pietra focaia, cuoio biondo, iodio, duro di menta, biancospino, colla coccoina (latte di cocco e mandorla), lievi di prezzemolo e foglia verde del sedano, mela renetta, sapone di Marsiglia, dolci del confetto, per terminare con sussurri di smalto di vernice.

Palato caratterizzato dalla presenza di sapidità e mineralità. Il corpo è medio. Vino abbastanza equilibrato a causa del lieve effetto altalenante tra alcool e freschezza. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di nocciolina tostata, limone e sale in modo generoso. Nel finale si sente bruciare un pochino la lingua e la gola. Nel suo complesso è il vino che ho preferito tra le tre annate. Vino molto giovane che avrà bisogno di qualche anno per raggiungere l’equilibrio gustativo.

91/100

 

TERLANER “RARITY”, annata 1991

Etichetta argento – 25 anni sui lieviti

(Uvaggio: Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc)

Colore giallo paglierino abbastanza intenso con riflessi oro.

Il panorama olfattivo fa emergere, subito, lievi toni di trielina subito travolti da una irruenta, ricca e piacevole pietra focaia (roccia bagnata), pera bianca, menta, pepe bianco, amido del cotone, sapone di Marsiglia, prezzemolo e foglia verde del sedano.

Assaggio ben bilanciato con la freschezza che domina, senza incertezza, la massa alcoolica.

Vino, generosamente, sapido e minerale con sapore agrumato di limone. Il corpo è medio e lunga è la sua persistenza aromatica intensa, con finale di pietra focaia, limone e prezzemolo.

Entra largo in bocca ed è lungo come persistenza.

Vino con ricca acidità che fa capire la sua “gioventù” ed il futuro che ha ancora avanti a se’.

94/100

 

 

NOVA DOMUS, annata 2013

(Uvaggio: 60% Pinot Bianco, 30% Chardonnay e 10% Sauvignon)

Colore giallo paglierino intenso con riflessi oro.

Corollario olfattivo fatto da profumi di gelsomino, menta, amido del cotone, pepe bianco, lievi di radice di rabarbaro, erbe di montagna e lievito di birra.

Il sorso è quasi completamente equilibrato, c’è un lieve effetto altalenante tra alcool e freschezza. Il corpo è medio. Vino sapido e minerale.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Vino giovane che con il tempo si equilibrerà di più. La mia valutazione è in divenire.

91/100

NOVA DOMUS, annata 2011

Abito giallo oro chiaro.

L’impatto olfattivo dalle iniziali note di vaniglia, pepe bianco e gelsomino si allunga verso sensazioni di cuoio biondo, radice di rabarbaro, burro di nocciolina, cenere, per terminare con lievi sensazioni alcooliche.

All’assaggio il corpo è medio, appena sufficiente. Vino sapido e minerale, inizialmente, non completamente equilibrato (brucia un po’ la lingua e la gola) per poi equilibrarsi.

Sapore di pietra focaia che rimane anche nel lungo finale gustativo. Nel finale si sente bruciare un po’ la lingua.

89/100

 

 

NOVA DOMUS, annata 2006

Robe giallo paglierino con riflessi grigio – verdi.

Mix olfattivo fatto di profumi di vaniglia, intensi amido del cotone, cenere, gelsomino, menta, pepe bianco e pietra focaia.

Al palato mostra un corpo medio superiore alla media ed una dosata sapidità e mineralità.

Vino quasi completamente equilibrato, c’è una lievissima altalena tra alcool e freschezza.

Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di amido di cotone, pietra focaia e sale, intenso.

92/100

 

 

NOVA DOMUS, annata 2000

Giallo oro chiaro.

Intenso nel profumo di vaniglia seguito dalla cenere, eau de vetiver, miele e guscio duro di mandorla.

In bocca si sente la presenza del legno ed una struttura media appena sufficiente.

Il corpo è medio ed il vino non è completamente equilibrato, si sente l’effetto altalenante tra alcool e freschezza.

Brucia lievemente la gengiva superiore.

Lunga è la sua persistenza gustativa con finale di miele che finisce, lievemente, amaro ma non come lo è il miele di castagno.

89/100

PINOT BIANCO, annata 2004

(Uvaggio: 100% Pinot Bianco)

Manto giallo oro.

Ventaglio olfattivo fatto di profumi di burro di nocciolina, menta, amido del cotone, foglia verde del sedano, lievito di birra, pane appena uscito dal forno, per terminare con toni di pasta di mandorla.

In bocca è sapido e minerale con sapori di foglia verde di sedano e di prezzemolo.

Buon equilibrio gustativo con alcool dominato dalla freschezza e dalla mineralità.

Lunga è la sua peristenza gustativa intensa.

92/100

PINOT BIANCO, annata 2002

Bel giallo oro lucente.

Ventaglio olfattivo fatto di profumi di vaniglia, bacca di ginepro, mela ed intensi di foglia verde di sedano e prezzemolo. Seguono note di cenere, menta, parte esterna del confetto, lievi di cartone ed alcool.

In bocca è sapido e minerale con una bella struttura. Vino non tanto equilibrato con la massa alcoolica che domina quasi sempre la freschezza. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

88/100

PINOT BIANCO, annata 1996

Stupendo giallo oro.

Al naso l’intensa sensazione di bacca di ginepro è immediata ed è seguita da menta, lievi di kerosene, torta di ceci, miele, mela renetta matura, terra del fungo champignon.

Acidità ammaliante e sapore di kerosene.

Vino sapido e minerale con corpo medio superiore. Asse acido – alcool in perfetta armonia dove l’alcool è dominato, senza tentennamenti, dalla freschezza.

Lunga è la sua persistenza aromatica intensa con finale di bacca di ginepro e del dolce dell’esterno del confetto.

Vino piacevolissimo, con struttura, equilibrato, con generosa acidità.

95/100

 

PINOT BIANCO, annata 1959

Bel giallo oro.

Olfatto magico fatto di profumi intensi di borotalco, ambra e affumicato, seguiti da menta, pepe nero, calvados (per la mela intensa), lieviti di smalto di vernice, miele millefiori, per terminare con sussurri di cuoio biondo.

Assaggio entusiasmante, sapidità intensa, minerale, buona dolcezza che ricorda le mele zuccherate cotte in forno ed il sidro. Vino con corpo medio, ben equilibrato con la massa alcoolica impercettibile che è domata dalla freschezza, dalla sapidità e dalla mineralità.

Lunga è la sua persistenza gustativa.

Nelle mie note ho scritto: “poesia”.

Alcuni mesi fa ho degustato questa annata ed ho trovato questa bottiglia lievemente superiore alla precedente. Ogni bottiglia ha la sua storia.

96/100

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