IL MIO PRIMO INCONTRO CON MICHAEL BROADBENT

Questo è il mio primo articolo su questa nuova rivista, articolo dedicato a Michael Broadbent.

Si tratta di una rivista nuova e questo è il suo primo numero di uscita.

In passato ho curato i seminari di degustazione del vino per diverse edizioni della manifestazione “Alla corte del vino” che si teneva in zona limitrofa a Firenze. Più volte ho invitato, durante le varie edizioni, a tenere un seminario con me, David Elswood, direttore del settore vino della Casa d’Aste Christie’s.

Avevo conosciuto David tramite Judy Beardsall, Wine Brooker americana. David e Judy mi avevano parlato a lungo di Michael, facendomi presente che era il selezionatore dei vini proposti alle aste da parte della Christie’s.

Il suo lavoro consisteva e consiste anche nell’assaggiare i vini che devono essere messi all’asta, al fine di valutarne la qualità e lo stato di conservazione. Michael ha scritto un libro, contenente l’analisi di tutti i vini degustati nel corso degli anni. Si tratta di vini che abbracciano quattro secoli: 1700, 1800, 1900 e 2000. Incredibile!

Sarebbe il mio sogno poter fare questo lavoro ed assaggiare vini non solo recenti ma vini che hanno una lunga storia alle spalle.

Ho sempre visto Michael come un miraggio un qualcosa di irraggiungibile e di intoccabile, un mito! Quante sono le persone nel mondo che hanno questa esperienza degustativa? Solo lui!

Nell’aprile del 2006 David Elswood mi chiese se avrei avuto piacere di tenere a Londra un seminario, avente ad oggetto una verticale di vini italiani, di un’azienda di livello internazionale, durante i festeggiamenti dei 40 anni del settore dei vini di Christie’s. Ovviamente risposi di si, incoraggiato anche da Judy Beardsall che mi promise il suo aiuto nella traduzione della brochure che avrei scritto relativamente ai vini oggetto della degustazione. Feci presente che il mio inglese era di livello scolastico e niente più, ma non mi persi di coraggio e poiché le sfide mi sono sempre piaciute, accettai con grande piacere ed entusiasmo. David mi chiese il nome dell’azienda ed io proposi Antinori ed Ornellaia, ma David mi fece presente che le aziende non potevano essere due ma una e tra le due, Antinori andava bene poiché per Ornellaia ci sarebbe stata una degustazione a New York, in occasione di un’asta dei loro vini, nei mesi successivi.

Contattai, quindi, Renzo Cotarella e Piero Antinori che dettero, con soddisfazione e piacere, il loro consenso. Ovviamente mi sentì lusingato perché normalmente la Marchesi Antinori non delega terze persone per la degustazione dei propri vini, ma sia Piero che Renzo conoscevano bene il mio modo di degustare e quindi mi hanno dato piena fiducia, nonostante sapessero che se in un vino riscontro delle note negative non mi astengo, di certo, dal dirlo.

A condurre la degustazione di 5 annate, le stesse, di Tignanello e di Solaia ci sarebbero stati Albiera Antinori, Michael Broadbent ed il sottoscritto, senza possibilità di inserire altre persone. Il mio sogno di incontrare e conoscere Michael si stava avverando.

Qualche tempo prima dell’incontro di Londra degustai i vini insieme a Renzo Cotarella, a Firenze, si trattava del Tignanello e Solaia annate 1985, 1995, 1997, 1999 e 2001. Scrissi le mie note di degustazione in italiano e Judy Beardsall fece la traduzione in inglese e la Marchesi Antinori fece stampare le brochure che furono inviate a Londra, presso la sede della Christie’s dove si sarebbe svolta la degustazione, alla presenza di un pubblico di giornalisti e del settore delle enoteche e della ristorazione. Partii per Londra il 5 Novembre ed il 6 pomeriggio mi recai insieme a Judy Beardsall presso la Christie’s e lì trovammo Albiera Antinori, David Elswood e Michael Broadbent. David mi presentò a Michael ed incominciammo a parlare di come sarebbe stata condotta la degustazione. Albiera avrebbe fatto la presentazione dell’azienda ed io avrei dovuto degustare i vini uno ad uno.

Michael avrebbe fatto poi dei commenti sui vini degustati. Prima della degustazione feci presente ad Albiera, che parla benissimo l’inglese, che avrei avuto bisogno di un suo aiuto, visto che il mio inglese era scolastico.

Una volta terminato l’intervento di Albiera avrei dovuto parlare del primo vino ma non ce la feci e stetti zitto, Michael mi guardò ma visto il mio silenzio iniziò lui a parlare del vino. David venne da me e mi disse: “Paolo forza devi parlare non ti creare problemi”. Guardai Michael e dissi a me stesso che non dovevo temere niente poiché si doveva parlare di vino e niente più e che per me parlare di vino era la cosa più piacevole ed importante in quel momento. Così fu, mi lanciai ed incominciai a parlare, a raccontare le mie sensazioni, vedevo Michael che mi guardava ed il suo sguardo compiacente per ciò che stavo dicendo mi caricava ancora di più. Incominciai anche a paragonare il sangiovese al nebbiolo ed entrambi al pinot nero.

Vidi a quel punto Michael fortemente interessato a seguire quello che io stavo dicendo e ciò mi incoraggiava ad andare avanti, lo vedevo annuire e sentivo che diceva sottovoce: “nessuno aveva detto questo ed è vero”.

Sostenevo che i tre vitigni hanno colore chiaro, che hanno molta acidità e che hanno spesso profumi similiari quali la violetta, la ciliegia, il lampone, la prugna e quando invecchiano spesso hanno sentori di humus, di sottobosco di foglie morte, di selvaggina (gibier),di prugna secca, fieno secco e clorofilla.

La degustazione è andata avanti con un pubblico interessatissimo.

Durante la degustazione parlai anche del mio modo di degustare il vino, dell’equilibrio gustativo, necessario perché un vino sia bevibile, della necessità che nei vini rossi le sostanze dure, tannini, freschezza e sapidità siano superiori alle sostanze morbide cioè agli zuccheri, alcooli e polialcooli. Dicevo che il vino in generale deve essere necessariamente equilibrato ed ovviamente nei vini con uvaggio di sangiovese, nebbiolo e pinot nero, la freschezza deve essere notevolmente maggiore rispetto all’alcool.

Alla fine della degustazione Michael si congratulo’ con me per quello che avevo detto e mi disse che era la prima volta che lo sentiva dire e condivise ciò, pienamente.

Ero felice e stanco ma pieno di soddisfazione, credetemi ricevere segni di stima da un personaggio come Michael non è cosa da tutti i giorni. Albiera si congratulò con me perché la degustazione era stata di sua soddisfazione come pure David mi disse: “hai visto che ce l’hai fatta!”. Michael fu così contento che mi regalò il suo libro, quello contenente le sue degustazioni di vini di 4 secoli e mi scrisse nella prima pagina una sua dedica. Judy anche lei molto felice fu compiaciuta ma meravigliata che Michael mi avesse regalato il suo libro quando lei, che lo conosceva da anni, non aveva mai ricevuto da lui un regalo così significativo.

Questo è stato il mio primo incontro con Michael che fu immortalato da Judy con delle foto, durante la degustazione. Ritornai a Firenze pieno di soddisfazione e con un meraviglioso ricordo di questa esperienza.

Dopo circa due anni mi trovavo in Francia a Pauillac in un ristorante, all’ora di pranzo, con il mio amico Alexandre Wagner, direttore tecnico del Grand Jury Européen, durante una pausa di degustazione del Grand Jury Européen e gli raccontavo della mia esperienza di Londra e del mio incontro con Michael Broadbent facendogli vedere le foto della degustazione con Michael che annuiva con la testa quando io parlavo e mi guardava con molta attenzione ed interesse.

Finito di parlare con Alexandre alzai la testa e vidi ad un tavolo vicino un signore con una signora, mi rivolsi ad Alexandre e gli dissi: “mi sembra di riconoscere quel signore, è un produttore di vino?” Alexandre lo guardò e mi disse che anche per lui era faccia nota e che gli sembrava fosse un produttore di vino. D’improvviso mi resi conto che la persona che avevo davanti era quella che avevamo visto poco prima nelle fotografie nella mia fotocamera, era Michael Broadbent.

Rimasi come folgorato, mi alzai di scatto, senza dire niente ad Alexandre ed andai da Michael dicendogli “Ciao Michael ti ricordi di me?“ Lui mi guardò e gli venne un bel sorriso, ci abbracciammo, piacevolmente sorpresi di esserci nuovamente incontrati. Michael mi raccontò che stava scrivendo un libro, ovviamente, sul vino e mi raccontò anche delle numerose degustazioni che stava effettuando in quel periodo.

Finito il pranzo salutai Michael e sua moglie augurandomi di poterlo incontrare presto.

Non ho più visto Michael però spesso gli invio le copie delle riviste per le quali scrivo con i miei articoli tradotti in inglese e tempo fa Michael mi spedì una lettera che mi ha colpito profondamente per i suoi apprezzamenti positivi nei miei confronti. Ho chiesto a Michael l’autorizzazione di poter pubblicare la suddetta lettera ed avendola ricevuta mi accingo a pubblicarla. Sono in contatto epistolare con Michael e spero che prima o poi accetti il mio invito di venire a Firenze per potere stare insieme per degustare qualche vino importante commentandolo ed andare a consumare un piacevole pasto all’Enoteca Pinchiorri, dall’amico Giorgio. Michael nella sua ultima lettera mi ha scritto che quanto tornerà a Firenze verrà con piacere a pranzo da Pinchiorri. Spero che questo mio sogno si avveri quanto prima.

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